Biancofiore-Fi-Violenza : Qualcuno neghi ancora che a Bolzano c’è un problema di sicurezza ! Non servono striscioni e picchetti ma fatti.Salvini rafforzi i presidi di polizia.

Lo sconcertante caso della violenza sessuale ai danni di una ragazzina consumatosi in pieno giorno, riporta tragicamente alla ribalta, l’escalation di un grave problema di sicurezza a Bolzano, che la maggioranza cittadina e relativi partiti si ostinano a negare.

Tanto più sconvolgente per una realtà abituata alla tranquillità e alla libertà dai pericoli. Poco o nulla è stato fatto per sgombrare ponti e giardini dall’assalto dei senza tetto di ogni nazionalità e per rimpatriare extracomunitari clandestini che bivaccano indisturbati lungo il greto dei fiumi o nei parchi nel pieno centro cittadino assunti a piazze di spaccio, dando spesso vita a vere e proprie guerriglie urbane. E la consapevolezza dell’impunità la fa da padrone insieme alla convinzione di una costante e progressiva sostituzione culturale garantita dal lassismo e dalla irresponsabilità buonista di certe istituzioni, associazioni, cooperative che poi spesso sei si scopre vivano alle spalle non solo dei cittadini italiani ma degli stessi disperati approdati da noi.

Per la sicurezza a Bolzano come nel resto d’Italia non servono selfie, picchetti e striscioni improvvisati ma fatti forti , immediati e concreti. Salvini rafforzi immediatamente i presidi di polizia in Provincia di Bolzanoalvera per garantire il controllo dei territorio specie nei siti sensibili come le passeggiate del Talvera sulle quali noi bolzanini siamo cresciuti senza pericoli, la sicurezza va garantita con i fatti non con le parole che vanno lasciate al modus operandi delle sinistre. A Bolzano è ora di cambiare al più presto l’amministrazione.

Michaela Biancofiore, parlamentare FI e Coordinatrice regionale del Trentino Alto Adige

L’Autorità della Concorrenza e del Mercato, a seguito di una segnalazione relativa all’attività di consulenza alle imprese agricole trentine svolta dalla Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige (di seguito anche FEM o Fondazione), nell’esercizio dei propri poteri di cui all’articolo 21 della legge 10 ottobre 1990, n. 287, nella riunione del 17 aprile 2019, ha inteso svolgere alcune osservazioni in merito ad alcune disposizioni normative che disciplinano l’attività della Fondazione, laddove la stessa eserciti, oltre alle attività di interesse generale che le sono affidate dalla legge, anche attività commerciali.

FEM è stata istituita con Legge della Provincia Autonoma di Trento del 2 agosto 2005 n. 14, recante “Riordino del sistema provinciale della ricerca e dell’innovazione. Modificazioni delle L.P. 13 dicembre 1999, n. 6, in materia di sostegno dell’economia, L.P. 5 novembre 1990, n. 28, sull’Istituto agrario di San Michele all’Adige, e di altre disposizioni connesse” (di seguito anche

L.P. n. 14/2005)1. In particolare, a FEM è affidata dalla legge la gestione dei servizi di interesse generale precedentemente svolti dall’Istituto pubblico di San Michele all’Adige. FEM, infatti, è subentrata nell’attività di rilevazione e ricerca già svolte dal predetto Istituto, nonché nei suoi rapporti attivi e passivi, e realizza primari interessi pubblici della Provincia, individuati nella legge istitutiva.

In base alla legge istitutiva, FEM “promuove, realizza e sviluppa attività di ricerca e di sperimentazione scientifica, (…), nonché di servizio e assistenza tecnica alle imprese, finalizzate alla crescita socio-economica e culturale degli addetti all’agricoltura nonché allo sviluppo del sistema agroalimentare e forestale (…). Svolge la sua attività con attenzione a usarne i risultati a vantaggio dello sviluppo locale nella sua dimensione sociale, economica e culturale” (articolo 1). Nella propria attività, FEM deve ispirarsi, tra l’altro, al principio di “promozione di iniziative di carattere imprenditoriale basate sulla creazione di nuova conoscenza e sul suo sfruttamento” (art. 3, comma 1, lett. n).

La legge istitutiva definisce FEM come ente di interesse pubblico senza fini di lucro, dotato di personalità giuridica di diritto privato (articolo 5).

 

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(Testo integrale in allegato, da pagina 9 a pagina 12 compresa).

 

18-19

I Consiglieri comunali della Lega Nord Trentino hanno presentato una domanda di attualità in merito alla situazione dei disagiati che con l’arrivo della bella stagione iniziano a pernottare all’aperto, mettendo così in evidenza varie criticità riguardanti le politiche sociali comunali e nello specifico criticità quali senzatetto ai quali quasi viene data la residenza, perché non si sa dove collocarli; nascondigli per persone che, finché non ci sono incendi, vengono sottaciuti; dimore costruite nei sottoscala alle quali manca solo vengano regolarizzate con i contenitori della Dolomiti Ambiente ed infine appunto, disagiata che pur di dormire fuori dalla pioggia trovano spazio sotto i portici e, data la comodità del riparo, li rimangono.

La loro presenza è stata documentata anche con foto per esempio in luoghi come vicolo Benasutti. Nemmeno il passaggio della gente a fianco fa spostare le persone da queste postazioni, né li fa desistere dal rimanervi in orari di apertura delle scuole e degli esercizi economici.

Per questo i Consiglieri comunali della Lega Nord Trentino hanno espresso la loro indignazione sul ritorno di situazioni di disagio anche in pieno centro città.I Consiglieri Bruna Giuliani, Gianni Festini Brosa, Vittorio Bridi, Martina Loss, Claudia Postal e Stefano Osele ritengono che: “Le politiche sociali dovrebbero essere attente a questi episodi, intervenendo in modo celere, da qui l’urgenza di presentare una domanda di attualità all’ attenzione dell’aula consiliare con la quale far chiarezza sulla vicenda”.

 

 

Sono particolarmente soddisfatto dei risultati di questa operazione che ha sgominato un’importante organizzazione dedita al traffico di sostanze stupefacenti in Trentino. Un grazie di cuore a tutti coloro che hanno contribuito all’operazione e, in particolar modo alla Squadra Mobile di Trento e al suo capo Salvatore Ascione per aver dato un altro duro colpo al traffico di droga nella nostra provincia.

E’ abbastanza significativo che tra gli arrestati vi siano molti richiedenti asilo. Questo a dimostrazione, per l’ennesima volta, di come l’immigrazione incontrollata abbia prodotto enormi danni. In questo contesto la politica della Lega e del ministro dell’interno Matteo Salvini, grazie alla quale si registra quest’anno una diminuzione superiore del 90% degli arrivi, non può che avere tutto il nostro sostegno.

E’ quanto dichiarato in una nota dal Segretario della Lega Salvini Trentino MIRKO BISESTI

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