Premesso che:  L’Assessore all’Istruzione e alla Cultura Mirko Bisesti nei giorni scorsi, come si è potuto leggere attraverso la stampa, è intervenuto ad una riunione dei “Capannisti Trentini” nella sala della Federazione Cacciatori Trentini al Casteller assieme al Presidente del Consiglio Regionale Paccher.

Per quanto sopra esposto il sottoscritto Consigliere, interroga il Presidente della Provincia autonoma di Trento per sapere:

– se vi sia intenzione da parte dell’Assessore Bisesti di inserire nei programmi didattico educativi l’insegnamento del “capannismo venatorio”, come materia di studio. Se sì, eventualmente, si chiede a partire da quale ordine e grado.

– se non ritenga sconveniente che una figura istituzionale per nulla attinente al mondo venatorio, legata semplicemente da appartenenza di partito, partecipi a riunioni di questo tipo.

– se il Presidente dei Capannisti, benché inopportunamente rivesta ruolo anche di Presidente del Consiglio Regionale, abbia comunque esteso l’invito ad altri rappresentanti politici.

 

A norma di regolamento si chiede risposta scritta.

 

interrogazioneBisesti3mag19

Si apprende dalla stampa locale che ad una piccola cooperativa sociale di tipo “B”, la Relè, non è stato rinnovato il contratto di ristorazione pasti per la scuola primaria paritaria “Sacra Famiglia” di Trento per l’anno scolastico 2019-2020 e che la stessa sarà sostituta con un’importante multinazionale francese con anche sede in Italia di nome Elior.

Tenendo presente l’importanza del lavoro sociale che queste cooperative restituiscono al territorio grazie agli inserimenti lavorativi di persone svantaggiate che difficilmente troverebbero lavoro in altre realtà, non si comprende il senso di questa scelta visto che dalle informazioni apprese il servizio era buono e organizzato su misura e con un prezzo inferiore al costo che la stessa scuola riceve dalla Comunità di Valle di riferimento.

Pare che la scelta di estromettere la cooperativa sociale sia orientata ad ottenere una migliore qualità. Pare strano però che non si vada a cercare una soluzione sul mercato locale, ci sono altre realtà del sociale che operano in questo settore ma si coinvolga invece una multinazionale che fattura miliardi di euro con il rischio di creare una destabilizzazione del mercato della ristorazione collettiva locale che occupa centinaia di dipendenti.

Le scuole paritarie ricevono giustamente dei contributi dall’ente pubblico per il prezioso lavoro educativo che prestano e proprio per questo devono interrogarsi anche sull’impatto sociale negativo che le loro scelte economiche restituiscono alla comunità.

Si chiede agli assessori all’istruzione, alle politiche sociali e sviluppo economico se sono al corrente di tale decisione;

quali ricadute sociali vengono scaricate sul territorio;

se non ritengono di tutelare in qualche modo le cooperative sociali che operano in Trentino, territorio che grazie all’autonomia ha competenza primaria in materia e che garantiscono un lavoro a persone in difficoltà;

se il coinvolgimento di una multinazionale della ristorazione come quella citata, non metta a serio rischio, non solo la cooperazione sociale ma l’intero sviluppo economico del settore sul territorio”.

 

*

Ugo Rossi

Capogruppo Patt Consiglio provinciale Trento

Il Premio ITAS del Libro di Montagna, concorso letterario internazionale dedicato alle opere in cui si celebra la montagna, è giunto alla sua tappa conclusiva proclamando i vincitori della 45esima edizione nell’€™ambito del 67. Trento Film Festival.

La giuria, presieduta da Enrico Brizzi e di cui per la prima volta ha fatto parte anche Paolo Cognetti, ha decretato i vincitori dopo avere valutato le 88 opere pervenute da oltre 50 case editrici.

I nomi dei vincitori delle tre categorie sono:

– Migliore opera narrativa: Simon McCartney con Il Legame (Alpine Studio)

– Migliore opera non narrativa: Manolo con Eravamo immortali (Fabbri Editore)

– Migliore opera narrativa per ragazzi: Alessandro Boscarino con K2. Storia della montagna impossibile (Rizzoli)

La giuria ha anche premiato con una menzione speciale l’opera Abschnitt. Adamello 1915-1918, di Tommaso Mariotti e Rudy Cozzini (Parco Naturale Adamello Brenta)..

Simon McCartney, con Il legame, trionfa nella sezione migliore opera narrativa. Eravamo immortali, di Manolo, si aggiudica il premio per la migliore opera non narrativa e K2.

Storia della montagna impossibile, di Alessandro Boscarino, vince la sezione opera narrativa per ragazzi. Menzione speciale all’opera Abschnitt. Adamello 1915-1918 di Tommaso Mariotti e Rudy Cozzini.

Il Premio ITAS del Libro di Montagna, il concorso letterario internazionale dedicato alle opere in cui si celebra la montagna, è giunto alla sua tappa conclusiva proclamando i vincitori della 45ᵃ edizione nell’ambito del 67. Trento Film Festival.

La giuria, presieduta da Enrico Brizzi e di cui per la prima volta ha fatto parte anche Paolo Cognetti (vincitore del Premio nel 2017), ha decretato i vincitori dopo avere valutato le 88 opere pervenute da oltre 50 case editrici.

A ritirare il Trofeo Aquila ITAS per ciascuna delle tre categorie in gara sono:

• Migliore opera narrativa: Simon McCartney con Il Legame (Alpine Studio)
“Per me l’alpinismo fa parte del passato e questa è una realtà che devo accettare. Come un amante che è stato rifiutato, ho la sensazione che a rifiutarmi sia il mondo della montagna”. Scrive così Simon McCartney per spiegare in sintesi ciò che gli è avvenuto una volta rientrato alla vita normale dopo lo scampato pericolo di morte sul Denali. Il libro ha due momenti centrali: uno è il “dopo”, narrato a inizio e in conclusione del libro; il secondo è il “durante”, cioè nella fase della gioventù di McCartney, alla fine degli anni ’70. Due sono anche i protagonisti: lo stesso autore e il compagno di scalate Jack Roberts, scomparso alcuni anni fa. Doppia anche la componente narrativa, che si nutre di ampi stralci dei diari dello stesso Roberts. Ma unica, in tutti i sensi, è la capacità di recuperare, a così lunga distanza, il senso di ciò che era stato quel sodalizio, traguardato con gli occhi di un oggi che rimane sempre presente. Così riesce a dare compiuta visibilità alle imprese di allora, alla successiva rinuncia e a un ritorno finale che chiude un cerchio, ma in modo imperfetto, così come in fondo accade sempre nella vita. Ne esce un racconto dallo stile e dal tenore lontani dall’autocelebrazione quanto vicini invece allo spirito libero che caratterizza il modo di vivere l’alpinismo di un personaggio anomalo come Simon McCartney.

• Migliore opera non narrativa: Manolo con Eravamo immortali (Fabbri Editore)
Dopo aver liberato l’arrampicata dal peso dell’alpinismo classico, Manolo libera anche la letteratura alpinistica dai suoi eroi, dalle sue imprese, perfino dalle sue cime e pareti. Ha scritto di sé rinunciando a celebrare le grandi scalate, e raccontando invece di un bisogno e di una ricerca: il bisogno di libertà e la ricerca di un modo di vivere autentico e pieno. Intorno, per una volta, non ci sono nevi e ghiacci ma un paese in rapido cambiamento e un’epoca tumultuosa, le fabbriche e i movimenti di piazza. C’è un figlio dell’Italia più trascurata e marginale che sceglie di andare in montagna per sottrarsi a un destino già scritto, e che in montagna trova la sua strada. In questo senso “Eravamo immortali” risulta una lettura capace di regalare al lettore la sensazione piena della meraviglia: non ci troviamo ad ammirare tanto la descrizione delle imprese che compongono l’impressionante curriculum dell’autore, quanto le sensazioni del ragazzo che arrampicando si eleva sopra il disagio che assedia un’intera generazione, gravata dal peso dei propri sogni e dalla certezza di vivere in un’Italia disperatamente conformista e provinciale. Manolo ci scorta con la sua scrittura, capace d’immagini felici e spiazzanti, dalle marachelle d’infanzia alla scoperta della passione politica, dalle ebbrezze collettive alla ricerca personale, dal sogno hippie del viaggio verso l’India misteriosa ai progetti perseguiti sulle montagne di casa alla ricerca dell’eccellenza.

• Migliore opera narrativa per ragazzi: Alessandro Boscarino con K2. Storia della montagna impossibile (Rizzoli)
Non bastano le dimensioni per fare un grande libro. Alessandro Boscarino però ci riesce. Il risultato è sì un volume che fatichi a sistemare in libreria, ma soprattutto l’esempio di come si possa oggi inventare ancora qualcosa di nuovo in questo ambito, purché si usi per prima cosa la fantasia. Un libro-gioco, ed è per questo che è stato premiato nella categoria dedicata ai ragazzi. Un libro di cui non smetteresti di girare le pagine, che ti diverti a squadernare, che ti invita a immaginare, salendoci con le dita, le grandi imprese vissute sui fianchi della seconda montagna della Terra, come fosse una di quelle carte topografiche a tre dimensioni che un tempo erano esposte nei corridoi di qualsiasi scuola. Un libro, però, che non è solo per lettori acerbi, ma stimola la curiosità degli adulti, anche se del K2 si è convinti di sapere quasi tutto.

Menzione speciale all’opera Abschnitt. Adamello 1915-1918, di Tommaso Mariotti e Rudy Cozzini (Parco Naturale Adamello Brenta).
Il tema della Guerra Bianca in Adamello è stato oggetto di approfondite ricerche, trattato in numerosi studi, documentato in tanti libri. Ma il lavoro di Mariotti e Cozzini non si sovrappone a iniziative già editate, va invece a riempire uno spazio finora poco o nulla esplorato, quello dell’esercito asburgico, con un approccio molto rigoroso che si dota di una ricca, spesso inedita documentazione e che si struttura in quattro capitoli, ognuno dedicato ad un anno di guerra, e con successivi approfondimenti tematici (ben 14) fra i quali risaltano le opere campali, gli acquartieramenti, le teleferiche e le telecomunicazioni, i cimiteri di guerra, che danno un ulteriore potente e assai stimolante contributo alla lettura di quanto accaduto e di ciò che rimane visibile ancora oggi. Non è un’opera per addetti o per soli appassionati: è un lavoro che si offre alla lettura di ogni persona che voglia affrontare la Guerra Bianca da una prospettiva diversa e comprendere la complessità delle operazioni militari e quanto lavoro di profonda trasformazione dell’alta montagna abbia richiesto il fronte più alto, ma anche il costo umano per migliaia di soldati costretti ad un conflitto ai limiti del sovrumano.

“La giuria del Premio Itas del Libro di Montagna, che da quest’anno conta fra i suoi membri il vincitore uscente ed ex Premio Strega Paolo Cognetti, si è trovata di fronte a un ventaglio ricchissimo di proposte – commenta Enrico Brizzi, Presidente della giuria – Gli autori, premiati nel corso della cerimonia organizzata congiuntamente con il Trento Film Festival, hanno riscosso la piena approvazione dei giurati, ma mai come quest’anno sarebbe stato d’uopo assegnare riconoscimenti e segnalazioni a diversi volumi, segno che l’editoria di montagna è più viva che mai”.

Domenica 5 maggio, in prima serata e prima tv assoluta, Canale 5 presenta i nuovi episodi di “New Amsterdam”, il medical drama targato NBC.

Dopo gli ottimi risultati registrati in autunno sulla rete ammiraglia Mediaset, riprende il racconto incentrato sulla vita del dottor Max Goodwine (interpretato da Ryan Eggold). I 13 episodi inediti chiuderanno il cerchio della prima stagione in un mix di adrenalina ed emozioni tra le corsie dell’ospedale “New Amsterdam” di New York.
Un successo planetario di ascolto e critica che ha portato, pochi mesi fa, al rinnovo della serie per una seconda stagione.

“New Amsterdam” si ispira alla vera storia del “Bellevue Hospital” di New York City, il più antico ospedale pubblico d’America, e a “Twelve Patients: Life and Death at Bellevue Hospital”, il libro scritto dall’ex direttore sanitario Eric Manheimer, coinvolto nella realizzazione della serie come autore e produttore.
Proprio su di lui è stato pensato il personaggio del dottor Max Goodwin, protagonista della serie e neodirettore sanitario dell’ospedale. Il suo obiettivo è riformare e migliorare il sistema ospedaliero a tratti corrotto, affinché tutti i pazienti possano accedere più facilmente a ogni servizio. Non accetta un “no” come risposta, non si ferma davanti a nulla e la domanda che rivolge ai pazienti “Come posso aiutare?” è il suo mantra.

La prima tranche degli episodi della stagione ha raccontato l’arrivo del dottor Goodwin al “New Amsterdam”: non tutto il personale medico ha compreso i modi decisi e a tratti burberi del nuovo direttore, faticando di accettare una nuova routine e l’approccio alla professione, soprattutto i più anziani. Questo è stato causa di scontri e incomprensioni.
Sul fronte personale il dottor Goodwin nasconde un segreto: ha un cancro. Una sfida difficile che ha stravolto allo stesso tempo la sua vita di paziente e di medico, e una notizia che il protagonista aveva deciso di rivelare a pochissime persone.

DOVE ERAVAMO RIMASTI: L’ultimo episodio trasmesso da Canale5 aveva lasciato il pubblico con il fiato sospeso: Max aveva avuto un collasso mentre si trova al lago da solo con la moglie e nessuno sembrava sentire le grida disperate della donna.

COSA SUCCEDERÀ DOMENICA 5 MAGGIO:
Sinossi episodio “SEI O SETTE MINUTI”
Max Goodwine viene trasportato in ambulanza al “New Amsterdam”, dove intanto i medici hanno appreso da Sharpe che il loro direttore sanitario è malato di cancro. Fulton assume ad interim la direzione dell’ospedale e si rende conto di quanto Max abbia già radicalmente cambiato la gestione di medici e reparti. Intanto Georgia aspetta di sapere se i sei o sette minuti in cui Max non ha respirato abbiano o meno causato danni cerebrali.

Sinossi episodio “UN POSTO AL TAVOLO”
Max inizia il primo ciclo di chemio, ma non intende fermarsi neanche durante le ore di infusione, benché Sharpe e gli altri pazienti oncologici gli suggeriscano di non strafare. Max vuole nominare Sharpe vicedirettore e lei, dopo un’iniziale titubanza, accetta. Reynolds, contattato da una rivista medica per un’intervista, scopre che la giornalista è in possesso di una sua foto segnaletica scattata dieci anni prima, in seguito a un arresto per eccesso di velocità. Bloom cerca faticosamente di disintossicarsi dall’Adderall ma Sharpe, con le eccessive attenzioni nei suoi confronti, ferisce i suoi sentimenti. Kapoor presenta Rohan a Ella e tra i due nasce un’immediata simpatia che destabilizza Kapoor.

Sinossi episodio “ANIME DIVERSE”
Max, sempre più debilitato, continua a far fronte ai problemi grandi e piccoli del New Amsterdam. Kapoor avanza una richiesta per ottenere un costosissimo strumento che permetterebbe a una sua paziente di ritrovare la vista. Iggy denuncia un suo amico, il dottor Maravich, perché non più idoneo alla sala operatoria. Bloom deve gestire un’emergenza virale quando un gruppo di raccoglitori portoricani giungono in pronto soccorso manifestando sintomi identici. Proprio in questo frangente, Bloom e Sharpe si rendono conto che la frattura tra loro è ormai insanabile e Sharpe prende una decisione dolorosa.

Linea Verde. Amore di Puglia. Nella puntata di Linea Verde, in onda domenica 5 maggio su Rai1 alle 12 e 20, la storia del matrimonio tra la contessina Sabini di Altamura con Don Tommaso Schiavoni-Tafuri di Manduria. L’aristocratica portò in dote alcune barbatelle di Primitivo e così si celebrò, anche, il matrimonio del vino Primitivo con la terra di Manduria. Un’unione che dura ancora oggi.

Questo territorio è oggetto del racconto di una regione, la Puglia, ricca di tradizioni agricole, con le masserie dove ancora oggi si allevano animali, si coltiva la terra e si producono prodotti di eccellenza.

Federico Quaranta si cimenterà nella dura giornata del massaro e avrà a che fare con la gestione di vacche, cavalli, pecore e maiali, mentre Daniela Ferolla si occuperà dell’orto, preparerà una ricetta della tradizione pugliese e addirittura proverà a realizzare un piatto, un vero piatto di ceramica, ovviamente a Grottaglie.
E Peppone? Il suo è un ruolo chiave: si occuperà del “controllo qualità” dei prodotti della masseria e non solo.

Domenica 5 maggio, in onda su Rai1 alle 14 la diretta dagli studi Rai Fabrizio Frizzi della 34° puntata di “Domenica in”, condotta da Mara Venier.Tra gli ospiti Riccardo Fogli, che si racconterà in musica accennando alcuni dei suoi grandi successi, come “Tanta voglia di lei”, “Piccola Katy” e “Storie di tutti i giorni”. Un momento a parte sarà quello dedicato alla sua storia d’ amore con la moglie Karin Trentini, anche lei presente nel salotto di Mara.

Sabrina Salerno, icona pop degli anni ’80, sarà protagonista di un’ampia intervista, nella quale si racconterà tra carriera, successi internazionali, matrimonio e il suo grande amore per il figlio Luca.

Teo Teocoli, popolare comico e attore, sarà ospite del programma per raccontare alcuni aneddoti ed episodi molto divertenti della sua carriera e il momento felice che sta attraversando dal punto di vista professionale.

Martina Stella sarà ospite di Mara Venier e si racconterà parlando della sua famiglia, dei suoi affetti, del suo amore per la figlia Ginevra e ripercorrerà alcuni momenti importanti della sua carriera di attrice.

Antonino Cannavacciuolo, il celebre chef di Vico Equense, sarà protagonista di una bella intervista, nel corso della quale parlerà anche di cucina vegetariana, alla quale ha dedicato il suo ultimo libro di ricette.

Fabrizio Moro, il bravissimo cantautore romano, ripercorrerà in musica alcuni suoi successi. E, infine, ci sarà Fabio Canino, il simpatico giudice di “Ballando con le Stelle”.

Assemblea provinciale straordinaria di AGIRE, Cia: ”Ripartiamo più forti di prima”. “In un momento in cui è molto facile dirsi tutti leghisti, sono felice di vedere che questa sala sia piena. Ormai siamo un movimento politico maturo, e dobbiamo abituarci all’andirivieni di persone che sempre ringrazieremo per aver fatto una parte della strada con noi e per averci insegnato qualcosa. Detto questo, questa sala piena e le nuove adesioni da parte di giovani, amministratori, ed esperti in varie tematiche, ci rassicura per il futuro.

Ripartiamo più forti di prima”. È così che Claudio Cia, segretario politico di AGIRE per il Trentino, ha aperto i lavori dell’Assemblea provinciale straordinaria del movimento territoriale, convocata per la votazione della riforma dello Statuto e del bilancio 2018.

L’Assemblea si è riunita ieri sera alla sala circoscrizionale Centro storico-Piedicastello ed è stata l’occasione per fare il punto, anche in vista dei prossimi appuntamenti che coinvolgeranno il movimento.

Il Segretario organizzativo del movimento Sergio Binelli, ha ricordato come: ”Le elezioni europee sono un appuntamento molto importante, finalmente c’è la possibilità di portare il vento del cambiamento in Europa. AGIRE per il Trentino sosterrà i candidati del centrodestra, ma non può fare finta di nulla. In questa legislatura, l’on. Dorfmann – anche se visto le cariche ricoperte avrebbe potuto farlo – non si è impegnato per i trentini, e le nostre battaglie (contro trattati commerciali dannosi come il CETA o il TTIP piuttosto che la tutela dei nostri prodotti tipici) sono lì a dimostrarlo! Per questo motivo AGIRE per il Trentino invita i propri aderenti a sostenere la Lega, nelle persone di Mara Bizzotto e Matteo Gazzini o Fratelli d’Italia, nelle persone di Francesca Gerosa o Maria Cristina Sandrin (conosciuta come “La Siora Gina”)”.

È salito sul palco poi il Vice Segretario politico Sandro Bordignon per parlare dei prossimi appuntamenti con le elezioni amministrative: “AGIRE per il Trentino è molto presente sul territorio trentino. Per questo motivo in molti luoghi riusciremo ad essere presenti con delle liste riportanti il nostro simbolo, in altri i nostri aderenti si affiancheranno a liste civiche già presenti”. A chi chiede quale sia la differenza tra AGIRE e la Lega Bordignon risponde: “Noi di AGIRE siamo i buoni vicini di casa della Lega, tuttavia – fin dalla nostra nascita – abbiamo preso a cuore le tematiche sociali. In questo ambito è molto più difficile riuscire a generare un ampio consenso, tuttavia il centrodestra non deve dimenticarsi del sociale perché è proprio su questo che si basa il progresso di una società”.

Il Segretario politico Claudio Cia ha ricordato i passi fatti dal movimento dalla sua fondazione, avvenuta il 18 giugno 2016, fino ad oggi e che, nonostante tutti i nuovi impegni del movimento e del suo rappresentante in Consiglio provinciale (da poco nominato Assessore regionale), il 26 maggio si terranno le elezioni a Borgo Valsugana dove AGIRE per il Trentino si presenterà con una propria lista. Per questo motivo, ha colto l’occasione per ringraziare coloro che hanno scelto “di metterci la faccia” perché in un Comune è molto più difficile rispetto ad una città di grandi dimensioni o alle elezioni provinciali. Infine il Consigliere provinciale ha annunciato che in autunno si terrà l’Assemblea elettiva di AGIRE per il Trentino, per permettere un avvicendamento all’interno degli organi della Segreteria del movimento: “Il nostro – ha concluso l’attuale Segretario – non deve essere il movimento del Cia ma deve essere semplicemente AGIRE per il Trentino”.

 

*

Claudio Cia – Segretario politico di AGIRE per il Trentino

Un giorno in pretura. Il caso di Roberto Spada. Nuovo appuntamento con Un giorno in pretura, la trasmissione di Roberta Petrelluzzi, in onda domenica 5 maggio, alle 21.20 su Rai3. L’otto novembre 2007 ogni telegiornale o quotidiano online ha esordito mostrando le stesse immagini crude: Daniele Piervincenzi, inviato del programma tv Nemo, veniva colpito da Roberto Spada, che con una testata gli rompeva il setto nasale.

A questo seguivano colpi anche al suo videomaker Edoardo Anselmi, costringendo entrambi ad allontanarsi terrorizzati. Il caso è chiaro, Roberto Spada deve rispondere di lesioni gravi. Ma il processo deve decidere se è applicabile l’aggravante che gli è stata contestata, quella del metodo mafioso, che lo porterà immediatamente in carcere in regime di 41 bis. Secondo l’accusa Roberto Spada, dopo la carcerazione del fratello Carmine, aveva preso il comando di tutte le attività illecite sul territorio di Ostia.

E allora, l’aggressione è stata un semplice gesto di rabbia, oppure l’intimidazione di un capoclan che non accetta intrusi nel suo territorio? Il processo quindi mostrerà immagini inedite della lunga intervista di Daniele Piervincenzi a Roberto Spada. Racconterà anche il mondo capovolto di Nuova Ostia, dove gli Spada esercitano e impongono il loro potere.

Europa, le buone pratiche del Trentino nella formazione dei giovani. Lunedì a Trento il meeting dedicato all’inserimento dei giovani fuori dai percorsi formativi con la partecipazioni di delegazioni europee.

La sala giunta di Palazzo Europa (secondo piano) ospiterà dalla mattina di lunedì 6 maggio il meeting, aperto a delegazioni europee, dedicato alle nuove opportunità per i giovani fuori dai percorsi formativi. Si tratta di un momento importante di confronto che presenterà le buone pratiche – intese come politiche, attività e progetti – che la Provincia autonoma di Trento ha adottato e sta sviluppando per affrontare e limitare il fenomeno dei NEET, ovvero i giovani tra i15 e i 29 anni che sono al di fuori dei percorsi formativi ed educativi o del mondo del lavoro. L’incontro fa parte del progetto europeo NO-NEETs, di cui la Provincia autonoma di Trento è capofila, e si terrà in città dal 6 all’8 maggio prossimi.

Il fenomeno della disoccupazione giovanile ha assunto in Europa una rilevanza economica e sociale senza precedenti negli ultimi decenni, tanto da essere collocato in primo piano nell’Agenda politica dell’UE. Particolare attenzione è riservata ai giovani NEETs, cioè ai soggetti dai 15 ai 29 anni che non lavorano e non stanno partecipando a un percorso formativo, scolastico o di tirocinio. Pur eterogenea la cosiddetta “generazione NEET” è composta per più del 50% da giovani inattivi, cioè che non ricercano un lavoro, soprattutto perché scoraggiati. Il passaggio da tale stato a quelli dell’esclusione sociale, della deprivazione economica e della marginalizzazione permanente o di lunga durata può essere facile. La non iscrizione ad un centro pubblico per l’impiego ne impedisce inoltre l’ammissione a garanzia per i giovani.

Per affrontare la problematica risulta necessario individuare, testare e validare dapprima delle strategie e degli strumenti che siano in grado di ridare fiducia a questi giovani, verso le istituzioni, verso il mercato del lavoro e verso sé stessi. “Simili processi di riattivazione – spiegano gli organizzatori – devono consentire in particolare a questi giovani di intercettare dei processi di formazione quale conclamato e principale strumento per superare la loro condizione”. Questi processi devono però essere costruiti in continuità con quelli di riattivazione, cioè tenendo conto dei gap e delle condizioni psico-sociali dei giovani da intercettare. Una volta riattivati e riavviati verso percorsi di apprendimento delle competenze essenziali per la vita e il lavoro, questi giovani possono anche beneficiare con successo dei percorsi ordinari di garanzia per i giovani.

Obiettivi del progetto e del meeting che si aprirà lunedì a Trento, sono quindi la definizione condivisa di strategie e strumenti per la riattivazione e, una volta maturata tale condizione, per il concreto accesso alla formazione, orientata a fornire competenze per la vita e per la cittadinanza attiva.

Life skills e peer education per contrastare le dipendenze nei giovani Le dipendenze costituiscono uno dei fenomeni più preoccupanti del nostro tempo, soprattutto tra i giovani.

Le vittime della droga sono anzitutto giovani che, per fragilità caratteriale, insicurezza, spirito di trasgressione o, più semplicemente per immagine di gruppo, accettano di provare qualche sostanza minima, per poi finire alla sniffata di cocaina o, nei casi peggiori, alla dose di eroina. Le cronache riportano dati preoccupanti.

La sostanza più diffusa in assoluto è l’hashish, ma il consumo di cocaina e eroina è alto. La direttrice del SERD di Trento asserisce che l’uso di eroina non è mai calato nel tempo ed ogni anno si registrano 80 nuovi pazienti, in alcuni casi giovanissimi.

La dipendenza dall’alcool non è meno grave. Sono 15.000 i consumatori ad alto rischio, tra gli 11 e i 24 anni. Globalmente sono 80 mila i trentini con problemi di alcol.
Secondo il “Servizio Alcologia Centro Antifumo” si inizia a bere prestissimo: addirittura intorno agli 11 anni.

All’origine delle dipendenze ci sono problematiche e cause profonde e importanti, inadeguatezza o vulnerabilità della struttura della personalità. Resta il fatto che anche l’aspetto riferibile al sociale e all’ambiente può contribuire in modo importante e significativo allo sviluppo di una dipendenza.
L’abuso di alcool e droga porta a conseguenze molto gravi per la salute (in termini di danni neurologici, malattie tumorali e cardiocircolatorie) e per la spesa pubblica (in termini di costi sociali)

La dipendenza scaturisce dall’incontro tra due elementi: il soggetto e l’oggetto. E poiché l’offerta dell’oggetto sta aumentando a dismisura e si sta diversificando – ci sono tutta una serie di sostanze psicoattive e le vecchie (ad esempio l’eroina) che vengono riproposte con nuove modalità – aumenta l’area dei soggetti potenzialmente interessati, compresi i più giovani, gli adolescenti.

Certamente vanno colti i primi segnali di disagio nei giovani: isolamento, scadimento nel rendimento, scatti di rabbia, impulsività, l’aumento delle ore dedicate ad un’attività, ad esempio il pc, che può portare alla dipendenza.

La Provincia di Trento, l’Apss, il Comune di Trento, le Forze dell’ordine e Polizia locale sono da tempo impegnati al contrasto alle dipendenze.

Ultimo in ordine di tempo il progetto Daimuoviamoci. Il protocollo d’intesa firmato lo scorso mese di ottobre da Comune di Trento e Azienda provinciale per i servizi sanitari ha dato vita all’alleanza per la promozione di stili di vita sani con l’obiettivo di collaborare all’analisi e allo studio delle problematiche legate alle dipendenze e alla progettazione e realizzazione di attività di sensibilizzazione, prevenzione e promozione della salute sul piano socio sanitario. Uno strumento partecipativo aperto a tutti coloro che si riconoscono nelle sue finalità e ne sottoscrivono gli impegni. Il Servizio politiche sociali del Comune di Trento in questi giorni ha emesso un bando che disciplina la concessione e erogazione di contributi finanziari per la realizzazione di iniziative a carattere locale per la valorizzazione degli stili di vita, con particolare riguardo alla prevenzione delle dipendenze nei giovani.

Con l’LP n. 13 del 2018 si è intervenuti sulla legge provinciale sulla scuola 2006 stabilendo che ”la Provincia, nell’ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili, promuove azioni sull’educazione alla salute e ai corretti stili di vita per gli studenti, con particolare riguardo ai rischi da dipendenze, soprattutto da alcolismo e da tossicodipendenza. Le azioni sono svolte anche in collaborazione con l’Azienda provinciale per i servizi sanitari, i comuni e le comunità previste dalla legge provinciale n. 3 del 2006, i soggetti del terzo settore, del volontariato, dell’associazionismo e le forze dell’ordine, privilegiando l’adozione di metodologie educative fondate sull’educazione alla pari e finalizzate all’apprendimento e al rafforzamento delle abilità cognitive, relazionali ed emotive degli studenti”.

In adolescenza la stima che il soggetto ha di se stesso può divenire una fonte di vulnerabilità: un’autostima negativa può configurarsi come fattore di rischio per i problemi comportamentali e di adattamento sociale. Non riuscire ad integrarsi in modo positivo alla società, soprattutto in questo periodo di vita, fa si che possano sorgere nel ragazzo tendenze autolesioniste o isolamento volontario che può portare all’uso o, nel peggiore delle ipotesi, all’abuso di sostanze stupefacenti o alcol. Negli ultimi anni l’attenzione si è focalizzata anche su un altro elemento di disagio ovvero l’incapacità, da parte degli adolescenti, a comunicare le proprie emozioni.

La comprensione e la conoscenza delle emozioni divengono, nel corso dello sviluppo, risorse individuali correlate al comportamento sociale e all’adattamento. Al contrario, l’incapacità di interpretare le emozioni potrebbe impedire lo sviluppo delle competenze socio-emozionali che fungono da mediatrici per l’acquisizione, all’interno dell’interazione sociale, di abilità utili a prevenire comportamenti dannosi per la propria salute e di capacità necessarie per portare a termine i propri compiti di sviluppo.

Si ritiene infatti possa essere efficace aiutare i giovani a sviluppare abilità e capacità che permettano loro di acquisire un comportamento versatile e positivo, grazie al quale affrontare efficacemente le richieste e le sfide della vita quotidiana: la consapevolezza di sé, la gestione delle emozioni e dello stress, l’empatia, il prendere decisioni sviluppando il senso critico e la creatività. Inoltre sviluppare strategie di peer education, che vanno oltre il momento educativo e diventano occasione per il singolo studente, il gruppo dei pari o la classe scolastica di discutere liberamente e sviluppare momenti intensi di scambio emozionale.

Tutto ciò premesso si interroga il presidente della Provincia per sapere:

se abbia intenzione di promuovere in ambito scolastico strumenti educativi come le life skills e la peer education, al fine di aiutare gli studenti a sviluppare abilità che dovrebbero far parte del repertorio di competenze psicosociali di ogni adolescente, in quanto utili per affrontare le difficoltà legate al cambiamento tipiche dell’età;

come intenda applicare in concreto la LP n. 13 del 2018 che sostiene azioni ed interventi rivolti agli studenti per la prevenzione degli stati di dipendenza, soprattutto alcolismo e tossicodipendenza.

 

*

Lucia Coppola
consigliera provinciale Futura 2018

(Pagina 1 di 3)