I complimenti del presidente della Provincia che propone un’alleanza multidisciplinare per contrastare il fenomeno. Lotta alla droga: due nuove operazioni da parte della Guardia di Finanza e della Squadra Mobile di Trento.

Nuove operazioni antidroga in Trentino nelle ultime ore. La Guardia di Finanza ha arrestato in Piazza Dante a Trento due presunti spacciatori e sequestrato 4 etti di hashish, che portano, complessivamente, a 15 chili il totale delle sostanze stupefacenti sequestrate dai Finanzieri nei primi quattro mesi dell’anno, mentre la Squadra Mobile del Capoluogo ha arrestato ad Ala un cittadino nigeriano di 31 anni che aveva ingerito 18 ovuli contenenti circa 210 grammi di eroina.

Nel complimentarsi con le forze dell’ordine per il costante impegno nella lotta allo spaccio di stupefacenti, il presidente della Provincia lancia un appello a quanti, nei rispettivi ruoli, possano attivarsi per mettere in campo un grande lavoro di carattere educativo, che aiuti i giovani a scegliere di non drogarsi.

“Per contrastare il fenomeno, che anche nella nostra provincia vede molte vittime e conseguentemente molte famiglie in difficoltà, è necessaria una sorta di alleanza fra adulti che sappia andare oltre ogni divisione e che si assuma la responsabilità di scelte chiare e decise, affinché nulla sia più equivocabile.

Per questo – aggiunge il presidente – attiverò tutte le forze e le risorse a disposizione, con un approccio multidisciplinare, avvalendomi delle persone con più esperienza e competenza nel campo, ma senza delegare a loro esclusivamente il grande lavoro educativo che ricade, inevitabilmente, su ciascuno di noi, in qualità di cittadini e di genitori. Perché questa – conclude il presidente – è una vera e propria guerra, sulla quale minimizzare sarebbe davvero pericoloso, per il futuro dei nostri ragazzi e di conseguenza della nostra società”.

 

 

In seguito agli allarmanti dati apparsi in questi giorni sulla stampa locale in merito allo spaccio e al consumo di sostanze stupefacenti nella nostra Provincia, mi sento di dire senza giri di parole che chi distribuisce droga ai ragazzini merita di finire in galera e di rimanerci per molto tempo, senza nessuno sconto di pena.

Lo spaccio deve essere combattuto con ogni mezzo, in particolare quando avviene con obiettivo dei minorenni e nei pressi delle scuole. Questo, infatti, porta a situazioni di degrado sociale, in cui le famiglie rischiano di perdere il contatto con i loro figli accorgendosene quando è troppo tardi.

Si deve invece puntare ad instaurare nei nostri giovani un rapporto sano con il mondo dello sport e dell’associazionismo, che offra loro un’alternativa di socializzazione con i loro coetanei, rendendo così più difficile il cadere nella trappola della droga.

Questi dati sono in ogni caso un chiaro segnale che le iniziative volte al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti portate avanti dal ministro dell’interno Matteo Salvini sono necessarie e dovute.

Mi riferisco, in particolare, all’ultima proposta di legge parlamentare presentato sul tema, in cui si prevede l’inasprimento delle pene per gli spacciatori e, soprattutto, l’eliminazione dell’attenuante della “modica quantità”, che è soventemente stato utilizzato dagli spacciatori in modo organizzato come scappatoia per eludere gli sforzi delle forze dell’ordine.

Inoltre sono assolutamente d’accordo con l’espulsione immediata dei cittadini immigrati colti nello spaccio della droga, perché queste persone non hanno nessun diritto di rimanere in Italia a delinquere.

Le numerosi morti avvenute negli anni ottanta devono essere da monito per tutti, in modo che non si ripetano più.

E’ questo quanto dichiarato dal Consigliere Provinciale Devid Moranduzzo.

Migranti. de Bertoldi (FdI): da governo decreto flussi ‘compia & incolla’. Nessun ingresso legale per lavoro subordinato e ritardi per quelli stagionali

“Da un governo che ha fatto della lotta all’immigrazione clandestina un punto qualificante della propria azione politica, ci saremmo attesi un decreto flussi innovativo rispetto al passato. Invece, siamo dinanzi a una sorta di ‘copia & incolla’ rispetto a quelli degli anni precedenti.

Da un lato, il provvedimento approvato non prevede ingressi legali per lavoro subordinato, e, dall’altro, riguardo il lavoro stagionale il colpevole ritardo del governo nell’emanare il decreto, circa due mesi, metterà in forte difficoltà le imprese che lavorano nei settori agricolo o turistico che non avranno dipendenti prima della fine di giugno.

Un pessimo segnale per il rilancio della nostra economia, ma anche per quei tantissimi immigrati, che vorrebbero venire in Italia legalmente per lavorare e che invece grazie a questo decreto flussi non potranno farlo. Fratelli d’Italia chiede l’azzeramento dell’immigrazione illegale, il rimpatrio di tutti gli irregolari e una programmazione dei flussi migratori che sia funzionale alle esigenze della nostra Nazione”.

Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Andrea de Bertoldi, segretario della Commissione Finanze e Tesoro.

A seguito del comunicato diramato dal dottor Roberto Pergher nel quale si criticano le scelte politiche e gestionali della giunta Fugatti con particolare riferimento all’ambito sanitario trentino, lo scrivente assessorato precisa quanto segue:

Il dottor Roberto Pergher, medico psichiatra, con incarico di responsabile di struttura semplice del centro di salute mentale Rovereto, nelle scorse settimane ha partecipato insieme ad altri 13 partecipanti alla selezione indetta dall’Azienda Sanitaria Provinciale per l’individuazione del direttore della struttura complessa dell’unità operativa di psichiatria, classificandosi al terzo posto e non risultando quindi selezionato quale direttore dalla azienda sanitaria.

Tale fattispecie il dottor Pergher ha dimenticato di ricordarla nella lettera inviata ai giornali. Noi non siamo a conoscenza di quale sarebbe stata la reazione del dottor Pergher nei confronti del Governo Fugatti qualora fosse stato classificato primo tra i candidati o qualora, pur essendo risultato terzo, fosse stato comunque nominato direttore dalla azienda sanitaria.

Di certo c’è che, quale assessore alla salute, ritengo che tali scelte debbano essere fatte sulla base delle valutazioni tecniche della commissione e non dalla politica come il dottor Pergher, candidato nella coalizione a sostegno del Presidente Fugatti e votato da ben 187 trentini, pare auspicasse.

 

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Stefania Segnana

Assessore alla Salute

Bocconi avvelenati: una precisazione della Provincia. In relazione al contrasto del fenomeno dei bocconi avvelenati è attivo in Trentino, come previsto da un’Ordinanza del Ministro della Salute, un Tavolo di coordinamento che ha il compito di coordinare la gestione degli interventi da effettuare e di monitorare il fenomeno. Il Tavolo, al quale la Provincia partecipa tramite un veterinario del Servizio Politiche sanitarie e per la non autosufficienza, è composto altresì da un rappresentante per ciascuno dei seguenti Enti: Azienda provinciale per i servizi sanitari, Corpo Forestale Provinciale, Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, Guardie zoofile, Ordine dei medici veterinari di Trento, Questura di Trento, Comando Provinciale Carabinieri e Comando della Guardia di Finanza.

Detto Tavolo è integrato, all’occorrenza, dai sindaci dei comuni interessati dal fenomeno degli avvelenamenti ed è presieduto dal Commissario del Governo della provincia di Trento. Tutte le informazioni relative all’attività del Tavolo vanno quindi richieste, per competenza, allo stesso Commissario del Governo. La Provincia, nell’ambito delle proprie competenze, segue con grande attenzione la questione, ma va rilevato che l’Ordinanza del Ministro prevede che la segnalazione all’Autorità giudiziaria di eventuali casi di esce o bocconi avvelenati spetti all’Istituto zooprofilattico sperimentale competente per territorio.

Infine, va precisato che i dati su esche e bocconi avvelenati in possesso del Servizio Politiche sanitarie e per la non autosufficienza della Provincia sono a disposizione del pubblico, se richiesti, nei modi e nelle forme previste dalla normativa.

 

Sì unanime della II Commissione alla delibera della Giunta a sostegno di vari soggetti svantaggiati per incoraggiare l’auto-imprenditorialità. L’assessore condivide la critica delle minoranze: poche le risorse stanziate (1.106.700 euro) rispetto al numero dei potenziali beneficiari. Se ne riparlerà con l’assestamento. Illustrate le norme del ddl semplificazione sulle quali l’organismo dovrà esprimere un parere, ma anche a causa degli emendamenti presentati vi saranno audizioni e il voto slitta quindi al 16 maggio. Respinto, infine, il ddl del Patt che propone di destinare a prati e pascoli una parte delle aree boschive “ferite” dalla tempesta Vaia.

La Seconda Commissione ha respinto oggi il ddl numero 4 proposto dal Patt per trasformare i gravi danni causati ai boschi dalla tempesta Vaia dell’ottobre scorso in un’opportunità di recupero di aree prative e pascoli. L’organismo si è poi espresso all’unanimità a favore di una delibera proposta dalla Giunta e illustrata dall’assessore allo sviluppo, perché soggetti svantaggiati a motivo di difficoltà e problemi diversi possano promuovere l’avvio di nuove imprese. Infine lo stesso assessore a la collega all’agricoltura e foreste hanno riassunto gli 8 articoli di loro competenza contenuti nel ddl della Giunta sulla semplificazione e alcune proposte emendative proposte dall’esecutivo, perché la Seconda Commissione possa esprimere il parere richiesto solo su queste norme. Parere che sarà poi trasmesso alla Terza Commissione, cui è affidato l’esame dell’intero provvedimento. Per effettuare audizioni e raccogliere elementi conosciutivi su questi articoli ed emendamenti e votare, poi, il proprio parere al riguardo, la Seconda

Commissione si riunirà nuovamente il 16 maggio prossimo.
Più aiuti per l’avvio di nuove imprese che acquisteranno da fornitori locali.

L’assessore allo sviluppo economico, ricerca e lavoro ha illustrato oggi alla Terza Commissione la delibera proposta dalla Giunta a sostegno dei soggetti in condizioni difficili o svantaggiate di vario tipo che decidono di avviare un’impresa. Delibera che, pur con alcuni emendamenti dell’esecutivo presentati nella stessa seduta e che hanno

sollevato alcune perplessità soprattutto sull’insufficienza delle risorse stanziate rispetto agli obiettivi, è stata alla fine approvata da tutti i consiglieri presenti. La proposta – ha spiegato l’assessore – era nata per andare incontro ai problemi di chi ha perso il lavoro in seguito all’evento calamitoso dell’ottobre 2018 (“come nel caso dei campeggi danneggiati in val di Sole”, ha detto poco dopo rispondendo a una domanda del consigliere dell’Upt). Poi però, ha aggiunto, la previsione degli aiuti è stata estesa anche ad altri soggetti in difficoltà. Ecco quali: persone di qualunque età che negli ultimi 6 mesi hanno usufruito di lavori socialmente utili (Nazionali, Progettone, Azione 19); i disoccupati iscritti alle liste di collocamento della Provincia da almeno 12 mesi; i giovani con meno di 35 anni di età privi di occupazione da almeno 3 mesi sul territorio della provincia e le donne senza limite di età prive di occupazione da almeno 3 mesi sul territorio della provincia; infine le persone con più di 50 anni prive di occupazione da almeno 6 mesi sempre sul territorio della provincia.

Più contributi se per avviare l’attività le “forniture trentine” superano l’80%.
Di “nuovo” la delibera proposta dalla Giunta introduce la previsione che le iniziative imprenditoriali che producono “ricadute” sul territorio provinciale con forniture pari o superiori all’80% provenienti da aziende con sede operativa in provincia di Trento, otterranno un contributo quasi doppio. L’importo sarà in questo caso del 70% della spesa ammessa nel caso delle persone di qualunque età prive di occupazione per cause dovute alla calamità naturale di fine ottobre e di chi ha usufruito dei lavori socialmente utili. Il contributo a questi soggetti sarà invece del 35% se le “forniture dal Trentino” saranno meno dell’80%.

Ancora, gli aiuti copriranno il 60% della spesa ammessa a sostegno delle persone di qualunque età disoccupate iscritte alle liste di collocamento (il contributo scenderà al 30% della spesa se le “forniture dal Trentino” saranno meno dell’80%), del 50% per i giovani con meno di 35 anni privi di occupazione da almeno 3 mesi e per le donne senza limite di età prive di occupazione da almeno 3 mesi (il contributo sarà del 25% se le “forniture dal Trentino” saranno meno dell’80%). L’aiuto arriverà infine al 40% della copertura della spesa ammessa a favore degli ultracinquantenni privi di occupazione da almeno 6 mesi (il contributo sarà del 20% se le “forniture dal Trentino” saranno meno dell’80%).
Risorse: 1.106.700 euro. Domande a Trentino Sviluppo dal 1° giugno al 31 ottobre.

Le spese ammesse a contributo sono quelle relative ai costi di avvio dell’impresa e all’acquisizione di servizi necessari per rendere competitiva l’attività. Le imprese dovranno essere state costituite non più di 12 mesi prima della data di presentazione della domanda. La responsabilità di gestire l’intervento è affidata a Trentino Sviluppo spa, alla quale gli interessati potranno presentare le domande di contributo a partire dal 1° giugno di quest’anno fino alle 12.00 del 31 ottobre 2019. L’assessore ha precisato che per l’iniziativa la Giunta ha previsto un stanziamento pari a 1.106.700 euro utilizzando le risorse già assegnate a Trentino Sviluppo spa, che si occuperà anche dell’assegnazione dei punteggi ai soggetti che presenteranno la domanda in rapporto alla categoria di appartenenza.
2. 02/05/2019
02/05/2019
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Per Pd e UpT troppo numerose le categorie e poche le risorse previste dalla Pat.
Ossanna (Patt) ha giudicato “importante” questa proposta rivolta anche ai giovani e alle donne e ha chiesto con quali cifre per i contributi. Bene anche la premialità per chi utilizza e investe nelle imprese locali. Sulle categorie da sostenere, ha chiesto se per la quarta categoria (giovani fino a 35 anni e donne senza limite di età) sia possibile un incremento degli aiuti. Ha infine chiesto se tra le attrezzature per le quali le nuove imprese potranno ottenere contributi vi siano anche auto elettriche per dare un impulso all’utilizzo di mezzi ecologici.

Per il Pd, l’ex assessore allo sviluppo ha criticato la sproporzione tra le risorse troppo scarse messe a disposizione (poco più di un milione di euro) e gli obiettivi che con la delibera si vogliono perseguire. Non solo a favore delle persone colpite dalla calamità di ottobre ma anche di quasi tutte le categorie svantaggiate (“sarebbe più facile indicare quelle escluse”). Per un analogo intervento nell’ultimo triennio la Giunta precedente aveva stanziato 24 milioni di euro. A suo avviso servirebbero ben altre risorse per trasformare i lavoratori del Progettone in imprenditori, anche se si tratta di un obiettivo auspicabile.

Lo spettro delle categorie beneficiarie, insomma, sarebbe troppo ampio, fino ad alimentare il sospetto che si tratti di propaganda. Per il consigliere del Pd la speranza è quindi che le risorse messe a disposizione dalla Giunta per questo progetto aumentino, per evitare un fallimento plateale. L’esponente dem ha infine espresso una preoccupazione: che legando l’incentivo pubblico all’acquisto di beni e servizi dal territorio si possano verificare speculazioni. Occorre evitare, insomma, che un giovane interessato ad avviare un impresa faccia costare l’acquisto di un’attrezzatura da un artigiano locale il 10% in più. L’intento di sostenere anche l’indotto è condivisibile. Si tratta però di valutare se lo strumento sia il più adeguato.

A suo parere bisognerà ritrovarsi a misurare tra un anno gli effetti della delibera. A favore dei giovani e delle donne occorre, secondo l’ex assessore, “un progetto un po’ più organico”. Infine, perché da questi soggetti svantaggiati nascano nuove imprese “non basta promettere assistenza in cambio di competitività. Perché la distanza tra assistenza e autoimpiego è notevole”. L’Upt con il consigliere presente si è dichiarata a favore della delibera, pur condividendo con il collega del Pd che le risorse previste per il provvedimento “risulteranno sicuramente poche rispetto al numero di categorie coinvolte”. Per questo a suo avviso occorrerà “ritornare” sul provvedimento e adeguare gli stanziamenti.

L’assessore: verifiche a breve e maggiori stanziamenti con l’assestamento.
L’assessore ha replicato precisando che con l’importo stanziato si vuole garantire la copertura di qualche decina di domande iniziali che presenteranno soggetti bisognosi di un sostegno urgente per avviare una nuova attività. La Giunta vuole favorire l’auto- imprenditorialità di questi soggetti. Ha perciò condiviso l’osservazione che le risorse per ora sono poche e che ne serviranno molte di più, ma ha sottolineato l’importanza della notevole contribuzione prevista per la spesa ammissibile. Spesa che, ha aggiunto rispondendo a una domanda del consigliere del Patt, non comprende l’acquisto di automezzi, perché questi investimenti assorbirebbero da soli e molto in fretta il plafond
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delle risorse previste. L’assessore ha poi replicato alle altre perplessità espresse dal consigliere del Pd evidenziando che la delibera non mira all’assistenza ma, anzi, a permettere anche anche agli ex lavoratori del Progettone di non essere penalizzati rispetto ad altri soggetti “svantaggiati” e di avviare un’attività imprenditoriale. Ha rimarcato inoltre l’importante riduzione da 6 a t3 mesi del periodo di disoccupazione richiesto a giovani e donne per poter ottenere il sostegno pubblico. Infine l’assessore ha indicato nell’ormai prossimo assestamento del bilancio la sede in cui la Giunta rivedrà e correggerà le misure previste e le stesse risorse stanziate, alla luce degli spunti raccolti in questa prima fase di attuazione del provvedimento. “Questo è l’inizio di un percorso a valutazione costante – ha spiegato – per aderire maggiormente alle esigenze di sviluppo del nostro territorio”. Inoltre a suo avviso la filiera dell’indotto è da valorizzare anche se ha condiviso che siano possibili delle speculazioni. “Confido però nella nella vigilanza e nell’attenzione delle categorie economiche e degli artigiani in particolare nei confronti dei comportamenti delle imprese della categoria”. Non mancheranno comunque – ha assicurato – i controlli e le possibili valutazioni su questo punto”.

Illustrati gli 8 articoli del ddl sulla semplificazione di competenza della Seconda. Ma vi sono emendamenti e il voto slitta al 16 maggio, dopo alcune audizioni.
Lo stesso assessore allo sviluppo e la collega preposta all’agricoltura e foreste, hanno poi presentato gli 8 articoli del ddl sulla semplificazione e la competitività proposto dalla Giunta, per i quali la Terza Commissione ha chiesto il parere di competenza della Seconda. Si tratta degli articoli 13, 14, 15, 17, 18, 19, 20 e 21. L’assessore allo sviluppo ha illustrato anche alcuni emendamenti, decisi ma non ancora formalizzati, con cui la Giunta si ripromette modificare alcune di queste stesse norme. Le minoranze hanno allora ottenuto dal presidente della Commissione (gruppo Fassa) un approfondimento per poter esprimere il parere con cognizione di causa. A questo scopo, su proposta del presidente, la Terza Commissione si è impegnata a riunirsi nuovamente il 16 maggio per alcune audizioni e la votazione del parere.
Pd: le leggi non sono più di settore ma solo omnibus.

In particolare l’esponente del Pd ed ex assessore allo sviluppo ha osservato che non si può chiedere un parere senza ancora aver acquisito sull’argomento il punto di vista delle categorie maggiormente interessate e sulla base di emendamenti agli articoli che la Giunta non ha ancora distribuito ai consiglieri. Ha aggiunto che sulla base dei provvedimenti presentati dalla Giunta a partire dall’inizio della legislatura, è possibile affermare che “in questa Provincia non ci saranno più leggi di settore ma solo leggi omnibus”. Basti pensare a quanti settori ha toccato la legge sulla variazione di bilancio, ma anche a questo ddl sulla semplificazione che incide su svariati temi, dall’agricoltura
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al turismo. Infine ha osservato che “semplificare non vuol dire derogare. La semplificazione deve rendere più facile il rapporto delle imprese e dei cittadini con la pubblica amministrazione. Quando però si toccano processi sostanziali non si tratta più di semplificazione ma di leggi omnibus. Ad esempio sulla legge 6 del 1999 che disciplina gli incentivi alle imprese, serve un ampio dibattito per rivedere la normativa. A proposito dell’articolo del ddl sulla semplificazione che prevede il dimezzamento delle sanzioni per le imprese che chiedono di essere svincolate dall’obbligo di mantenere gli impegni di spesa presi per promuovere attività produttive in aree acquistate dalla Provincia a causa di difficoltà economiche, il consigliere ha chiesto all’assessore allo sviluppo quante siano le attività che hanno manifestato alla Pat questa istanza. Per capire se si tratta o meno di una norma di interesse generale o proposta “per risolvere qualche problemino”. Detto ciò, l’esponente del Pd ha precisato di condividere questa misura. L’assessore risponderà puntualmente nella seduta del 16 maggio.

L’assessora assicura: questa legge è solo un primo passo verso la semplificazione.
L’assessora all’agricoltura ha risposto al consigliere del Pd sottolineando che l’intento della Giunta non è di varare una legge omnibus, ma di compiere un primo passo verso una vera semplificazione e sburocratizzazione. Ben sapendo che si tratta di un percorso difficile perché coinvolge molti settori e normative. “Vogliamo però – ha ribadito – rispondere a precise esigenze che la comunità trentina avverte e ci ha sottoposto, per cui ogni assessore della Giunta, per il proprio settore di competenza, cercherà di incidere sulle normative vigenti”.

I dirigenti che accompagnavano gli assessori hanno poi risposto ad alcune domande di chiarimento presentate dal consigliere dell’Upt in merito agli articolo del ddl sulla semplificazione riferiti al turismo.

Recupero aree prato-pascolo dopo gli schianti. No al ddl del Patt, ma alcune misure rientrano nella legge della Giunta sulla semplificazione.
Sul ddl relativo al ripristino delle aree colpite dalla tempesta, per il quale la Seconda Commissione aveva già effettuato le audizioni, il primo firmatario (Patt) ha ricordato i pareri favorevoli raccolti da molti dei soggetti consultati e in particolare dalle organizzazioni degli agricoltori. L’unico giudizio negativo, ha precisato, era stato espresso dall’associazione selvicoltori trentini, presieduta da un’esponente della Lega. Preso atto della contrarietà dell’assessora all’agricoltura e alle foreste, ha auspicato che da parte della Giunta siano comunque messi in campo interventi amministrativi volti ad attuare gli obiettivi, largamente condivisi, del disegno di legge.
Da parte sua l’assessora ha ricordato di essersi già espressa a sfavore del ddl perché gli interventi previsti dal provvedimento sono già contenuti nelle norme e nelle disposizioni
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adottate dalla Giunta per rispondere alle esigenze del territorio e delle categorie colpite. Ha comunque assicurato che l’esecutivo continuerà ad ascoltare le attività economiche del territorio per andare incontro alle legittime istanze delle attività maggiormente danneggiate. Ha poi citato i contributi del 100 % già messi in campo dalla Provincia per l’allestimento dei piazzali nei quali raccogliere e vendere il legname proveniente dai boschi schiantati e per la sistemazione delle strade forestali danneggiate. E ha aggiunto che anche per il ripristino dei corsi d’acqua l’esecutivo ha già stanziato 60 milioni di euro. Ha ricordato che nelle audizioni la Magnifica Comunità di Fiemme si era espressa a sostegno delle misure adottate dalla Giunta, come pure le risposte date dall’esecutivo alle richieste dell’Associazione pescatori.

Quanto al recupero prato-pascolo, l’assessora ha garantito che dell’obiettivo del ddl la Giunta si è fatta carico nella legge proposta per la semplificazione che approderà in aula a fine maggio. “L’intento – ha concluso – è di recuperare i territori danneggiati per promuovere una visione futura di queste aree”. L’esponente del Patt firmatario del ddl ha apprezzato l’inserimento degli obiettivi del suo provvedimento nel ddl della Giunta sulla semplificazione, ringraziando l’assessora di questa “apertura” nei confronti della propri proposta.
Il ddl è stato respinto con tre voti favorevoli (Patt, Pd e Upt) e quattro contrari (Lega e Fassa).

“Pluralismo e verità solo in un contesto libero”. Così l’assessore provinciale intervenuto alla manifestazione per la Giornata mondiale della libertà di stampa.

“Il pluralismo e la verità si possono raggiungere solo operando in un contesto libero, e anche se è innegabile che per raggiungere la verità si toccano spesso argomenti scomodi, la stampa deve continuare in questo suo ruolo, fondamentale anche per le categorie politiche, perché solo così i giornalisti ci aiutano, per così dire, a tenere i piedi per terra”. E’ stato con queste parole che oggi l’assessore provinciale agli enti locali e rapporti con il Consiglio provinciale è intervenuto alla manifestazione promossa dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana, i Sindacati dei giornalisti del Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e del Veneto, insieme ad Articolo 21 e all’Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa (Obct) per celebrare la Giornata nazionale della libertà di stampa.

Con un giorno di anticipo, rispetto alla data del 3 maggio fissata dalle Nazioni Unite, oggi a Trento si è celebrato la Giornata internazionale della libertà di stampa. Una scelta non casuale, quella del capoluogo come capitale italiana dove promuovere la corretta informazione e il no ad ogni tipo di censura: all’incontro erano presenti i familiari e la fidanzata di Antonio Megalizzi il giovane aspirante giornalista ucciso lo scorso dicembre durante un attentato terroristico a Strasburgo; una scelta poi che va nella direzione del XXVIII congresso FNSI che si è tenuto a Levico attorno al tema “L’informazione non è un algoritmo” e del Protocollo sulla cultura dell’informazione, siglato dal Sindacato e Ordine dei giornalisti con la Provincia autonoma di Trento per contrastare, con corsi di formazione nella scuole trentine, il dilagare delle fake news e del linguaggio dell’odio.

Sul palco, accanto all’assessore provinciale e al sindaco, vi erano anche Rocco Cerone, segretario del Sindacato giornalisti Trentino Alto Adige che ha ricordato il triste record europeo detenuto dall’Italia dei giornalisti sotto scorta, il presidente dell’Ordine regionale Mauro Keller, nonché appunto il presidente di Articolo 21 Paolo Borrometi, uno dei 22 giornalisti italiani sotto scorta, e il presidente della Federazione Nazionale della Stampa, Giuseppe Giulietti; presenti anche referenti del Sindacato Giornalisti Veneto e di Assostampa Friuli Venezia Giulia. Fra le tante testimonianze della mattina anche quella di Antonella Napoli, giornalista e scrittrice che ha seguito i processi a decine di operatori dell’informazione turchi, che ha mostrato uno stralcio del reportage ”Turchia, la più grande prigione dei giornalisti”, nonché della ricercatrice turca di OBCT Fazila Mat, che hanno dato un respiro internazionale all’incontro.

 

Sarà Luigi Di Maio l’ospite de “L’intervista” di Maria Latella in onda eccezionalmente per questa settimana domani, 3 maggio alle ore 14 su Sky TG24.

Il faccia a faccia con il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico sarà occasione per parlare, tra l’altro, della situazione economica del Paese, dei prossimi impegni dell’Esecutivo e dell’attualità politica.

Al via l’attività delle “Mamme peer”, il sostegno da mamma a mamma. Sabato 4 maggio al Teatro comunale di Pergine la presentazione delle attività sul territorio.

Hai avuto da poco un bimbo e hai bisogno di un confronto, un consiglio o, semplicemente, una parola di conforto da mamma a mamma? Da oggi puoi condividere dubbi ed emozioni anche con le “Mamme peer”, le mamme alla pari, mamme che hanno vissuto le gioie e le fatiche di crescere un bambino nei primi mesi di vita e hanno deciso di mettersi in gioco per sostenere altre mamme, forti della loro esperienza personale e soprattutto del percorso formativo su alimentazione e cura del bambino che le ha preparate ad essere di aiuto ad altre mamme e genitori.

La prima edizione del progetto “Mamme peer, sostegno da mamma a mamma” è stata realizzata a Pergine Valsugana tra ottobre 2018 e marzo 2019; sabato 4 maggio al Teatro comunale saranno consegnati gli attestati di partecipazione e sarà presentata l’attività delle Mamme peer sul territorio. Il progetto è organizzato dal Consultorio e dall’Associazione Gruppo famiglie Pergine Valsugana. Si tratta di una prima sperimentazione realizzata nell’ambito di “Nascere e crescere in Trentino”, la collaborazione tra il Dipartimento salute e politiche sociali e l’Agenzia per la famiglia per progettare e attuare una serie di iniziative per la promozione della salute e dello sviluppo dei bambini e delle loro famiglie. L’obiettivo è quello di estendere il percorso Mamme peer anche ad altre realtà del territorio provinciale.

L’attività delle Mamma peer è del tutto volontaria e gratuita e si svolge “da pari a pari”, da qui il termine peer, da mamma a mamma. Le Mamme peer condividono con i genitori informazioni aggiornate sull’alimentazione e la cura del bambino e, in caso di bisogno, li mettono in contatto con dei professionisti esperti. La Mamma peer è una figura riconosciuta dall’Oms-Unicef come persona preparata a supportare le mamme nell’allattare, nutrire, accudire il loro bimbo e nel prevenire eventuali semplici problemi. Attraverso l’ascolto e l’aiuto “tra pari” si rinforzano così le buone pratiche per la salute in famiglia e in una comunità amica dei bambini e delle famiglie.

Le Mamme peer hanno seguito un percorso formativo teorico-pratico di 20 ore tenuto da esperti di salute materno infantile: ostetriche, psicologi, infermieri pediatrici, pediatri. La parte teorica, divisa tra il Consultorio e il Centro famiglie di Pergine, si è svolta tra la fine di ottobre e l’inizio di dicembre, mentre la parte pratica si è tenuta tra dicembre e marzo durante l’attività del Consultorio. Nel corso delle lezioni sono state approfondite tematiche relative alle buone pratiche di sostegno alla genitorialità e di promozione alla salute, all’allattamento, all’alimentazione dei bambini e si è parlato di come affrontare le difficoltà.

Ora le venti Mamme peer che hanno concluso il corso di formazione sono “operative” e pronte per essere contattate telefonicamente secondo orari e giornate prestabiliti (consultabili in allegato). Le mamme saranno disponibili anche per una serie di incontri al Consultorio di Pergine Valsugana (lunedì e giovedì mattina) e al Centro Famiglie (venerdì mattina).

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