«Ai sindacati che ci fanno sempre la morale su tutto e ci insegnano che cosa dobbiamo fare lancio una sfida: dopo aver tagliato i vitalizi dei parlamentari e aver fatto qualche iniziativa contro le pensioni d’oro, l’unico sistema privilegiato pensionistico che rimane è quello per i sindacalisti. Se si riuscisse a mettere mano a questa materia, i sindacati sarebbero più credibili quando chiedono a tutti di fare dei sacrifici».

Lo ha detto il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, dal palco dello “sConcerto del primo maggio” organizzato da Fratelli d’Italia a Jesolo.

Entra nel vivo, dopo i due appuntamenti nella chiesa di San Marco, la terza edizione del festival Settenovecento, iniziativa congiunta di tre tra le più importanti realtà musicali di Rovereto – WAM Festival Internazionale “W.A. Mozart” a Rovereto, Accademia di Musica Antica e Centro Internazionale di Studi “R. Zandonai” – che quest’anno coinvolge anche Associazione Filarmonica di Rovereto e Centro Servizi Culturali Santa Chiara.

Il secondo fine settimana si apre venerdì 3 maggio alle ore 21.00 con VN Serenade: la coproduzione di Associazione Filarmonica di Rovereto, Settenovecento e Centro Servizi Culturali Santa Chiara vede la proposta delle coreografie di Cristina Kristal Rizzo su Verklärte Nacht di Schönberg e sulla Serenata per archi di Čajkovskij. La musica è eseguita dal vivo dall’Orchestra Filarmonica Settenovecento, progetto giovanile fiore all’occhiello del panorama musicale roveretano. La stessa orchestra, sempre diretta da Alessandro Maria Carnelli, sarà impegnata nell’esecuzione di un affascinante programma sinfonico, con brani di Brahms, Dvořák, Kodály e Janácek, sabato 4 maggio alle ore 20.45 presso il Teatro Zandonai. Sempre sabato 4 maggio la giornata sarà aperta alle ore 11.00 con un suggestivo concerto del Mestizo Saxophone Quartet all’interno del Giardino Bridi de Probizer, che proporrà un viaggio musicale attorno al mondo.
Domenica 5 maggio alle ore 11.30 Guido Pellizzari proporrà un concerto d’organo sul pregiato strumento storico della Chiesa di Santa Maria Assunta a Villa Lagarina. Alle ore 16.30 all’interno delle sale espositive del Mart sarà invece Calogero Di Liberto a condurci in un raffinato percorso pianistico con musiche di Rachmaninov e Pabst, in un costante e curioso dialogo con le opere d’arte.

VN Serenade è un dittico di Cristina Kristal Rizzo nel quale la danza di matrice postmoderna dialoga con la grande musica: Verklärte Nacht (Notte trasfigurata) di Arnold Schönberg e la Serenata in do maggiore per archi di Čajkovskij. Eseguite live dall’Orchestra Filarmonica Settenovecento. Verklärte Nacht (Notte trasfigurata), per dieci danzatori e la stessa Rizzo, non fa riferimento drammaturgico alla lirica dello scrittore simbolista Richard Dehmel che sottende la partitura. La storia della donna che cammina con il suo uomo in una notte trasfigurata dalla luce della luna, intenta a comunicargli l’attesa di un figlio da un altro, non si legge in questa nuova versione che invece punta a permeare i corpi con l’ascolto. La coreografa riallaccia un astratto, quanto intenso, dialogo privilegiato con la partitura Schönberg. Nella Serenata, invece, Rizzo riprende il celebre balletto del 1934 creato da George Balanchine per dar vita a un remake ispirato e colto in cui sulla citazione delle linee spaziali dell’archetipo si innestano nuove composizioni di gruppo e una nuova gestualità.

Se con Verklärte Nacht Schönberg apre per il nuovo secolo una ricerca linguistica disgregatrice e poi fondativa di un nuovo ordine, per sua esplicita ammissione Čajkovskij in Serenade guarda ad un’età dell’oro, rincorrendo un equilibrio mozartiano vagheggiato come taumaturgico. Composta nell’autunno 1880, Serenade è uno dei frutti disparati di un decennio di particolare tormento in cui l’autore cerca appunto un bagno protettivo nella tradizione classica: rimando al genere settecentesco della Serenata, simmetrie formali, ricercato equilibrio fra le sezioni e nella tessitura strumentale, uso calibrato di passaggi fugati. Ma, oltre che con il passato, Čajkovskij fa i conti con il presente, rielaborando elementi simbolo della società occidentale (il valzer) e confrontandosi a suo modo con i connazionali dell’altra scuola (i riferimenti al folklore russo del Finale). I quattro movimenti, molto differenziati per spirito e forma, mostrano una ricercata coerenza nella costruzione del materiale tematico e nell’organizzazione complessiva con ripresa di motivi e di intere sezioni nel corso di tutta l’opera. La tessitura a cinque parti per soli archi preclude il ricorso a maggiori allettamenti timbrici (in contrasto programmatico con quel capolavoro di kitsch nazionalistico che è la coeva Ouverture1812), ma sfumature e intensità romantiche sono garantite dalla nutrita orchestraesplicitamente raccomandata dall’autore.

Cristina Kristal Rizzo, dancemaker, è attiva sulla scena della danza contemporanea italiana a partire dai primi anni ‘90. Basata a Firenze, si è formata a New York alla Martha Graham School of Contemporary Dance, ha frequentato gli studi di Merce Cunningham e Trisha Brown. Rientrata in Italia ha collaborato con diverse realtà artistiche tra cui il Teatro Valdoca, Roberto Castello, Stoa/Claudia Castellucci, Mk, Virgilio SieniÈ tra i fondatori di Kinkaleri, compagnia con la quale ha collaborato attivamente attraversando la scena coreografica contemporanea internazionale e ricevendo numerosi riconoscimenti. Dal 2008 ha intrapreso un percorso autonomo di produzione coreografica indirizzando la propria ricerca verso una riflessione teorica dal forte impatto dinamico tesa a rigenerare l’atto di creazione stesso e ad aprire riflessioni sul tempo presente. Attualmente una delle principali realtà coreografiche italiane è ospitata nei più importanti festival della nuova scena internazionale. Alla circuitazione degli spettacoli si affianca una intensa attività di conferenze, laboratori e proposte sperimentali. In qualità di coreografa ospite ha creato coreografie per i principali enti lirici ed istituzioni teatrali italiane, tra i quali il Teatro Comunale di Firenze – Maggio Musicale Fiorentino, il Balletto di Toscana Junior, Ater Balletto.

Alessandro Maria Carnelli ha diretto più volte al Musikverein di Vienna e a Milano (Sala Verdi, Teatro Dal Verme, Triennale); ha diretto Histoire du soldat di Stravinskij con l’Ensemble del Teatro Regio di Torino e una doppia produzione del Combattimento di Tancredi e Clorinda di Monteverdi – in Italia in forma scenica e in Svizzera in collaborazione con una compagnia di danza contemporanea. Il Concerto per violoncello di Schumann da lui diretto (solista Luca Franzetti) è stato trasmesso più volte su Sky Classica. Ha lavorato su un repertorio che va dal Seicento a prime esecuzioni assolute, con particolare attenzione a Vienna (da Haydn a Mahler, Schönberg e Berg), spesso proponendo programmi tematici e progetti in cui la musica interagisce con altre forme d’espressione. Ha dedicato un ampio progetto a Verklärte Nacht di Schönberg che comprende la pubblicazione della prima monografia in assoluto sull’argomento, concerti e conferenze presso varie istituzioni e un cd registrato durante un ciclo di concerti con l’Orchestra da Camera di Mantova. Libro e cd hanno avuto recensioni lusinghiere a livello internazionale (il libro è stato definito ‘ammirevole’ da Quirino Principe su Il Sole 24Ore e ‘bellissimo’ sulla rivista Amadeus; sempre su Amadeus il cd è stato ‘migliore cd del mese’ e definito da Cesare Fertonani ‘una registrazione splendida, inventiva, entusiasmante’). Con Cristina Corrieri ha creato due ensemble: l’”Ensemble Imaginaire”, rivolto specialmente alla riscoperta del Barocco napoletano, con cui ha diretto la prima esecuzione dell’edizione critica de L’ammalato immaginario di Vinci, e l’”Ensemble Progetto Pierrot” con cui ha presentato Pierrot lunaire di Schönberg come progetto multimediale in collaborazione con IED Istituto Europeo di Design (Triennale di Milano), in forma scenica con l’attrice Cristina Liparoto e recentemente anche come spettacolo di teatro d’ombre insieme alla compagnia torinese Controluce. Con lo stesso ensemble sta presentando un programma dedicato al mondo di Mahler per il quale ha scelto e trascritto alcuni Lieder del Wunderhorn immersi nel loro contesto insieme ad altri brani di Mahler stesso, di Schubert e di Berg. Sia Pierrot lunaire sia il programma Mahler, con la voce di Federica Napoletani, sono stati presentati al Teatro Bibiena di Mantova nell’ambito del Mantova Chamber Music Festival. Alessandro Maria Carnelli ha studiato direzione d’orchestra dal 2000 al 2004 al Wiener Musikseminar di Vienna con Erwin Acèl, perfezionandosi in seguito in numerosi corsi e masterclass a San Pietroburgo, a Firenze e al Royal College of Music di Londra (Assisi 2010); nel 1999 ha ottenuto la borsa di studio della Fondazione Wagner del Festival di Bayreuth. La sua formazione comprende anche il diploma di pianoforte, la laurea in musicologia e studi di composizione e organo barocco.

L’Orchestra Filarmonica Settenovecento è un’innovativa esperienza nata nel 2018 nell’ambito del progetto “Balli Plastici Remix” dall’unione delle forze dell’Associazione Filarmonica di Rovereto e del festival Settenovecento. L’idea alla base del progetto è quella di creare occasioni professionali di alto livello per giovani strumentisti locali e delle regioni limitrofe (provenienti soprattutto dai bacini delle province di Trento, Bolzano, Verona e Brescia), che mettano i ragazzi a confronto con realtà produttive significative del territorio, con linguaggi artistici anche altri rispetto a quello musicale e con compagnie e professionisti che operano a livello internazionale. Le prime parti sono affidate a strumentisti professionisti di solida caratura che possano garantire il giusto trait-d’union tra esperienza e freschezza. L’Orchestra Filarmonica Settenovecento non è un progetto didattico: gli strumentisti coinvolti vengono regolarmente retribuiti e sottostanno a dinamiche organizzative e modalità di lavoro che sono tipiche di un organismo professionale. Lo scopo del progetto è quello di creare un’esperienza lavorativa che comunque presti particolare attenzione a giovani strumentisti che non hanno ancora maturato sufficiente pratica per confrontarsi completamente con il mondo del professionismo musicale, affiancandoli a prime parti di consolidata esperienza. La direzione artistica dell’orchestra è affidata a Klaus Manfrini.

Tutti gli appuntamenti sono ad ingresso gratuito senza prenotazione fino ad esaurimento dei posti disponibili, con la sola eccezione dello spettacolo VN Serenade (prevendita presso il circuito Primi alla Prima).

Giovedì 9 maggio 2019

– 8.45 – 13.30 (Rovereto, via Fortunato Zeni 8 – Trentino Sviluppo)

“Tecnologie verdi per il futuro – Ambiente e Sviluppo in Europa”

Dedicato al tema delle tecnologie verdi e al futuro dell’economia green in Trentino, il convegno vedrà l’intervento di professionisti del settore, che presenteranno alcune importanti eccellenze della ricerca, oltre alla partecipazione delle classi degli istituti tecnici trentini impegnate in progetti di alternanza scuola lavoro sul tema della sostenibilità. A seguire, rappresentanti delle istituzioni locali e nazionali si confronteranno in una tavola rotonda sul presente e sul futuro di queste tecnologie. L’obiettivo comune è fare il punto della situazione su una delle sfide cruciali per l’Europa dei prossimi anni: come affrontiamo il cambiamento climatico rendendo più “green” il nostro sistema economico?

– 10.00-11.30

Giovedì 9 maggio 2019 – Trento piazza Fiera

“A scuola d’Europa”

Incontro di alcune classi di studenti di IV-V superiore con Steven Forti, ricercatore in Storia contemporanea all’Università di Barcellona

I giovani sono il futuro dell’Europa ma troppo spesso non la conoscono. Steven Forti li condurrà in viaggio alla scoperta dell’Unione europea attuale e di quella che verrà.

Quella di Forti non sarà una noiosa presentazione ex cathedra, ma i ragazzi parteciperanno anche a un quiz a premi… così vediamo se sono veramente cittadini europei

– 11.45-12.10

“MusIntegrAction”

Presentazione del progetto “Erasmus+” del Liceo-Conservatorio Bonporti

La musica è uno di quegli ambiti della nostra vita nel quale è chiaro ed evidente che “siamo Europa”. Il Conservatorio Bonporti di Trento ha recentemente attivato un progetto di scambio e collaborazione con realtà simili a Weimar (Germania), Murcia (Spagna) e Lisbona (Portogallo).

– 12.15-13.00

“Corpo Europeo di Solidarietà”

L’Associazione InCo presenta il nuovo programma dell’UE che sostituisce il Servizio Volontario Europeo

InCo, che ha sede a Trento in via Galilei, accoglierà in Trentino nei prossimi 3 anni 52 giovani da tutta Europa (e Paesi limitrofi) che trascorreranno nella nostra provincia un periodo di lavoro che permetterà loro di imparare la lingua italiana e conoscere la nostra cultura. Il Servizio Volontario Europeo ha recentemente preso il nome di Corpo Europeo di Solidarietà ed è un’opportunità da cogliere anche per molti giovani trentini.

-15.00-17.30

“Come parlare di Europa ai ragazzi” – laboratorio con gli insegnanti delle scuole medie

a cura di  Ufficio politiche giovanili del Comune di Trento e Fondazione De Gasperi per favorire lo scambio di buone prassi e l’ideazione di nuovi percorsi con gli studenti.

-17.30-17.45

Inno europeo (Conservatorio Bonporti)

– 18.00-19.30

“Comunicare l’Europa”

Con Tiziana Di Simone (Radio RAI), Caterina Moser e Maurizio De Iorio (in rappresentanza di Europhonica, SanbaRadio, RTT e Radio80, le emittenti con le quali ha collaborato Antonio Megalizzi), Lorenzo Robustelli (EUNews)

Antonio Megalizzi non avrebbe voluto far parlare di sé, ma avrebbe dato il microfono in mano ad altri. Lo ricorderemo a Siamo Europa con le radio per le quali ha lavorato, concentrandoci sul ruolo rivestito dalle radio nel comunicare l’Europa in modo semplice soprattutto ai giovani.

– 19.30-20.30

FIRESIDE TALK: “Il Marchio europeo del patrimonio”, con Marco Odorizzi e Giuseppe Ferrandi

a cura di Fondazione trentina Alcide De Gasperi e Fondazione Museo storico del Trentino

La “Casa – museo Alcide De Gasperi” di Pieve Tesino e il Forte Cadine sono gli unici due siti italiani insigniti del “Marchio europeo del patrimonio”. Se ne discute informalmente con i direttori della Fondazione Trentina Alcide De Gasperi e della Fondazione Museo Storico del Trentino

– 20.30 – 21.30

“I fenicotteri di Ventotene”

Reading di pensieri sull’idea di un’Europa unita (a cura di “Spazio Off”)

Sull’isola di Ventotene nel 1944 venne scritto il manifesto per un’Europa libera ed unita. Un sogno che rimane attuale anche 75 anni più tardi.

– 21.00-22.15 FIRESIDE TALK: “Governare insieme il cambiamento climatico: Eutopia?”, con Massimo Tavoni

a cura di Club Alpbach Trentino

L’UE si pone come leader globale nella lotta al cambiamento climatico, promuovendo accordi di ampio respiro e strategie ambiziose nell’arena internazionale, primo tra tutti l’accordo di Parigi. 

A oggi, però, il raggiungimento degli obiettivi di protezione ambientale è tutt’altro che assicurato, per non parlare del fatto che gli Stati UE stanno imboccando strade differenti.

Ne discutiamo con Massimo Tavoni, economista ambientale e autore del quinto e del sesto rapporto del Gruppo ONU intergovernativo sul cambiamento climatico (IPCC).

– 21.30-24.00

Serata musicale con RTT, Radio 80 e Sanbaradio

Siamo Europa vuole avvicinare l’Europa ai giovani, quindi le tre serate del Festival saranno dedicate alla musica e gestite dalle tre radio per le quali lavorava Antonio Megalizzi. Cercando di proporre tre serate per pubblici musicalmente diversi, animate dalle tre emittenti con le quali Antonio collaborava.

Venerdì 10 maggio 2019

-10.00-11.30

“Green cycle e la politica ambientale dell’UE”

Restituzione del progetto realizzato dagli studenti della classe IIIC della scuola media di Povo

Il “ricicla-ripara-riusa” di questo decennio si chiama “economia circolare”. Durante tutto l’anno scolastico i ragazzi delle medie di Povo si sono occupati di questa tematica analizzando i passi in avanti fatti dall’Europa in materia ambientale. La restituzione sarà integrata da un intervento di Fabio Monforti-Ferrario che presenterà agli studenti il cambiamento climatico visto dall’UE

– 11.30-12.00

“Da Trento a Strasburgo: l’Europa inizia da te”

Restituzione del progetto sulla cittadinanza realizzato da numerose scuole medie del Comune di Trento

Il Comune di Trento, con la collaborazione Fondazione Trentina Alcide De Gasperi ha proposto in molte scuole medie di Trento ed anche a Lavis un progetto sulla cittadinanza europea, per far sperimentare ai ragazzi il concetto di cittadinanza responsabile e il funzionamento del Parlamento europeo.

– 15.00-16.00

“L’Europa tra Stati Uniti e Cina: quale futuro?”

con Riccardo Alcaro (Istituto Affari Internazionali ), Andrea Fracasso (Scuola di Studi Internazionali, Università di Trento ), Raffaele Farella (Servizio Affari Internazionali Provincia Autonoma di Trento)

È la leadership nell’economia del futuro la posta in gioco nello scontro tra Cina e Stati Uniti. Nel mezzo l’Europa è chiamata da Washington a compiere una scelta di campo netta, mentre ad est Pechino rilancia la Nuova Via della Seta. Ma per l’Europa è ancora possibile un ruolo da protagonista sulla scena economica globale?

– 16.00 – 17.30

“Cinque sguardi sull’Europa”

A cura dell’Università di Trento

Cinque fra i temi di discussione del momento a Bruxelles sono la situazione nel Regno Unito l’invecchiamento della popolazione, la cybersecurity, le migrazioni e il cambiamento climatico. I docenti della Scuola di Studi Internazionali dell’Università di Trento (www.unitn.it/ssi) presenteranno in maniera creativa ed accattivante questi temi. Antonio Megalizzi era studente della Scuola di Studi Internazionali di Unitn.

-”C’è chi va e c’è chi viene. Dall’UE si esce e nell’UE si entra” Louisa Parks

-“Verso un reddito di base universale? I paradossi della sicurezza sociale nell’Unione Europea”  Matteo Borzaga

-La riforma della cybersecurity in Europa  (Antonino Alì)

-“Un mostro buono? La politica europea dell’immigrazione e dell’asilo”  (Giuseppe Sciortino)

-”Decidere sul clima in Europa: alta e bassa pressione a Bruxelles” (Emanuela Bozzini)

– 17.45-18.30

“Cambiamenti climatici e energie rinnovabili – a che punto siamo in Europa?”

Fabio Monforti Ferrario, Unità Air and Climate, JRC Commissione europea

Cosa si sta facendo a livello mondiale ed europeo per combattere il cambiamento climatico e qual è il ruolo che in questo gioca la ricerca nel fornire dati e fatti ai decisori politici?

Lo analizza, con particolare riferimento al settore dell’energia, Fabio Monforti Ferrario che opera al Centro Comune di Ricerca di Ispra (VA) della Commissione europea

– 18.00-19.00

“Europa matrigna: identità, sovranità, economie”

Thierry Vissol presenta il suo ultimo libro

Analizzando i grandi temi del dibattito sull’Europa (l’identità nazionale, la sovranità, la questione demografico-migratoria e la crisi economica) l’autore ci racconta che cosa può offrirci questa così bistrattata «matrigna», invitandoci a considerarla non tanto un problema ma come l’unico modo per preservare veramente la nostra identità e sovranità. Una grande opportunità, che necessita di lungimiranza, impegno e immaginazione.

– 18.30 – 19.30

“Ha senso parlare di esercito europeo?”

con Gianandrea Gaiani, Dario Fabbri e Daniele Lazzeri

Le prime idee di un esercito comune europeo risalgono al 1950 ma non se ne fece niente.

Periodicamente quest’ipotesi ritorna. Ne discutono Gianandrea Gaiani, esperto di analisi storico-strategiche, di studio dei conflitti, autore di numerosi reportage dai teatri di guerra, Dario Fabbri e Daniele Lazzeri, esperto di geopolitica e di economia internazionale e responsabile del think tank “Nodo di Gordio”

– 18.30 – 19.30

FIRESIDE TALK: “Perché il federalismo europeo nel 2019?”

con Walter Bruno, Gioventù Federalista Europea – JEF Italia

a cura della sezione di Trento della Gioventù Federalista Europea

Cos’è davvero il “federalismo europeo”? Che forza hanno queste idee nell’era della post-verità? Una chiacchierata informale, per giovani, giovanissimi e non, sul ruolo di un’Europa più unita e più democratica nel mondo di oggi e di domani, attraverso quattro grandi sfide del XXI secolo: democrazia, ambiente, economia e tecnologia.

A cura della sezione di Trento della Gioventù Federalista Europea

– 19.30 – 20.30

“L’Europa presa non troppo sul serio”

Con Claudio Sabelli Fioretti e Lorenzo Robustelli

Claudio Sabelli Fioretti ha vissuto in 75 anni di vita e quasi 60 di carriera giornalistica molte vicende storiche legate all’Unione Europea, soprattutto dagli occhi dei protagonisti della politica italiana. Sabelli Fioretti ha avuto una seconda giovinezza ed ha acquisito celebrità ideando il programma radiofonico “Un giorno da pecora” su Radio2Rai, che ha raccontato le vicende politiche italiane con ironia e sagacia. Sabelli Fioretti veniva soprannominato “l’anziano” dal suo collega radiofonico Giorgio Lauro e quindi l’anziano a Siamo Europa potrà parlare anche con cognizione di causa di invecchiamento della popolazione europea, uno dei temi maggiormente in discussione.

-21.30 – 24.00

Serata musicale con RTT, Radio 80 e Sanbaradio

Siamo Europa vuole avvicinare l’Europa ai giovani, quindi le tre serate del Festival saranno dedicate alla musica e gestite dalle tre radio per le quali lavorava Antonio Megalizzi. Cercando di proporre tre serate per pubblici musicalmente diversi, animate dalle tre emittenti con le quali Antonio collaborava.

Sabato 11 maggio 2019

– 10.00 – 11.30

“Energia, ambiente, agroalimentare”

Colazione europea con Daniele Lazzeri e Gianni Bonini

L’agricoltura, le risorse idriche ed energetiche e gli sviluppi tecnologici possono rappresentare un formidabile veicolo per riallacciare e rinsaldare gli storici rapporti commerciali e diplomatici tra il Vecchio continente e i Paesi che si affacciano sul vasto bacino del mediterraneo, contribuendo inoltre a tessere nuove e più strette relazioni nel quadrante mediorientale e con le grandi potenze mondiali

– 11.30 – 13.00

Europa EstOvest, il muro è alto “solo” 2 metri

Alessandro Giordani, DG COMM Commissione europea

Sara Simeoni, medaglia d’oro olimpica nel salto in alto Mosca 1980

Fulvio Viesi, presidente Fidal Trentino
La Germania mi piace così tanto che è bello che ce ne siano due, diceva qualcuno. Sara Simeoni invece forse avrebbe preferito affrontare la metà delle tedesche che ha sfidato in gara centimetro dopo centimetro.

Sara Simeoni ha saltato in alto dal 1970 al 1986 ed ha vissuto da protagonista una fase decisiva dell’integrazione europea in un luogo privilegiato per i rapporti internazionali come quello dello sport. Magari sono state proprio le altiste a tirare giù i muri fra est e ovest dell’Europa, basti vedere dove Sara ha gareggiato: Roma, Goteborg, Monaco, Atene, Helsinki, San Sebastian da una parte della cortina; Mosca, Spalato, Sofia, Praga, Bucarest, Katovice dall’altra.

Alessandro Giordani, responsabile della rete di informazione europea dei 450 Europe Direct, chiuderà la mattinata parlando delle elezioni europee del 23-26 maggio 2019, visto che l’appuntamento concluderà il percorso annuale, iniziato a Siamo Europa 2018, dei dialoghi con i cittadini

– 16.30-17.30

FIRESIDE TALK: “Essere generazione Erasmus” con Giulia Conti

a cura di ESN-European Student Network

– 17.30 – 19.00

“176 volte Europa”

Presentazione dei sette progetti finalisti e voto del pubblico

In ognuno dei 176 Comuni trentini c’è almeno un progetto finanziato dall’Unione Europea. I cittadini non lo sanno e non viene comunicato loro adeguatamente. Secondo questi assunti a ottobre 2018 è partito il primo concorso online “176volteEuropa”, che mette in “competizione” 176 progetti europei finanziati in Trentino (si può votare sul sito www.siamoeuropa.provincia.tn.it). In una prima fase si sono qualificati 60 progetti. Dopo il 22 marzo resteranno 21 progetti ed i primi 7 si sfideranno con una presentazione pubblica durante “Siamo Europa”. Il progetto che verrà dichiarato vincitore dal pubblico vincerà il Premio Megalizzi.

– 19.00 – 19.15

Consegna del “Premio Antonio Megalizzi” al progetto vincitore di “176 volte Europa”

– 19.15 – 19.45

Performance musicale del Conservatorio Bonporti

-21.30 – 24.00

Serata musicale con RTT, Radio 80 e Sanbaradio

Siamo Europa vuole avvicinare l’Europa ai giovani, quindi le tre serate del Festival saranno dedicate alla musica e gestite dalle tre radio per le quali lavorava Antonio Megalizzi. Cercando di proporre tre serate per pubblici musicalmente diversi, animate dalle tre emittenti con le quali Antonio collaborava.

Nomine Bankitalia. De Bertoldi FDI: in Banca d’Italia si afferma l’autoreferenzialitá.

“ Il via libera del governo alle nomine del direttorio significa che in Banca d’Italia l’autoreferenzialità è prevalsa sull’indipendenza. I nominati sono di fatto stati decisi dalla Banca stessa ed il Governo, dopo aver perso inutilmente lunghe settimane, si è piegato ai voleri dell’establishment finanziario” dichiara il Senatore Andrea de Bertoldi, Segretario della Commissione Finanze e Tesoro in occasione della Festa del Lavoro.

“È un’ulteriore dimostrazione dell’incapacità della politica di incidere davvero nell’amministrazione di questo Paese, sempre più in balia dei Poteri forti, ed incapace di determinare realmente la direzione del proprio futuro. Non è accettabile in democrazia che le nomine davvero determinanti per le sorti della Nazione siano sottratte agli eletti e riservate alla Burocrazia. Ciò deve valere in Italia, e dovrà valere in Europa dopo il 26 maggio.

Fratelli d’Italia pretende infatti il rispetto del volere popolare, e rivendica sempre e comunque il primato della buona Politica, quale strumento del bene comune” conclude il Senatore de Bertoldi.

Sabbionara d’Avio, Ala, Mezzolombardo, Sarche e Primiero sono le sedi nelle quali si è svolto il primo maggio delle Acli.

Una festa del lavoro improntata secondo le linee di un movimento che ha fondato su questo argomento la sua storia in oltre settant’anni di militanza sul fronte sindacale, della formazione civica e professionale, della promozione dei diritti della persona e dei lavoratori.

Le manifestazioni hanno ribadito l’urgenza di un più stretto rapporto fra la scuola e il mondo delle imprese al fine di formare in tempo reale nuovo personale specializzato ed ampliare tutte le possibilità e le potenzialità del territorio in tema di innovazione, ricerca e sviluppo della green economy.

Un altro punto sottolineato del movimento aclista riguarda la proposta di un patto generazionale per implementare nelle giovani generazioni l’arte del “saper fare” e creare le condizioni per una maggiore competitività dei nostri sistemi locali.

Dobbiamo, dicono le Acli, ridare dignità al lavoro e alle competenze superando la divisione fra lavoro autonomo e lavoro dipendente.

Importante infine aprire una seria riflessione sull’Europa anche in vista delle prossime elezioni di fine maggio.

All’Europa le Acli chiedono meno attenzione alle lobby e ai potentati finanziari, meno burocrazia per le imprese e maggiori tutela per i lavoratori ed i cittadini.
La nuova Europa, è stato detto nel corso della manifestazioni acliste, ha bisogno di una maggiore unità a partire dall’economia e dalle imprese per creare sistemi unitari sia dal punto di vista industriale, sia della ricerca che dell’innovazione.

Significativamente, come da tradizione, dove possibile le Acli promuovono la Festa del lavoro presso le aziende dei rispettivi territori anche a sottolineare la vicinanza fra impresa e comunità locale.

Nella foto la famiglia Cristoforetti (Cristoforetti Costruzione Metalliche), che ha ospitato la manifestazione del primo maggio di oggi, con il Presidente del Circolo Acli di Ala Massimo Zendri nel corso della manifestazione aclista promossa nella borgata.

 

 

L’Aquila – Grandi speranze. St 1 Ep 6 2019. In assenza di Gianni, Elena incontra Viviani, un giornalista amico del marito, con l’obiettivo di portare l’attenzione pubblica sui progetti sconosciuti di Riccardo. Il costruttore, nel frattempo, viene a sapere dei problemi di cuore del piccolo Patrick e cerca di sfruttare la situazione per accaparrarsi altri terreni.

 

 

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L’Aquila – Grandi speranze. St 1 Ep 5 2019. Gianni ed Elena cercano di convincere i proprietari di Poggio a non vendere i terreni, ma un inaspettato incarico di lavoro porta l’uomo lontano da L’Aquila. Silvia e Franco cercano di riappacificarsi, ma la donna non rinuncia alla disperata ricerca della figlia scomparsa la notte del sisma.

 

 

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Il paradiso delle signore. St 3 Ep 167. La Calligaris conferma l’intenzione di dimettersi dal Paradiso e lasciare le sue amate Veneri nelle mani di Roberta, Luciano, però, è convinto che Clelia stia subendo una decisione di Oscar. Intanto Umberto cerca di minare la sicurezza del figlio per riottenere il controllo del patrimonio dei Sant’Erasmo.

 

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Appuntamento tradizionale del Trento Film Festival, ma con una sua connotazione intrinseca, il Premio SAT viene assegnato da oltre 20 anni ad alpinisti, a personaggi di riconosciuto spessore culturale, ad enti, associazioni, o singole persone, che abbiano portato un contributo significativo nell’ambito dell’impegno sociale, o in azioni umanitarie e di soccorso.

Tre dunque le sezioni che compongono il Premio: alpinismo, cultura e scienze, impegno sociale.

“PREMIO SAT 2019”

Venerdì 3 maggio – ore 18.00 – Casa della SAT

Via Manci, 57 -Trento

Nella sezione alpinismo si aggiudica il riconoscimento della SAT 2019 l’alpinista trentino ROLANDO LARCHER. In primo piano dunque quest’anno la così detta “arrampicata sportiva”, che dalla seconda metà degli anni ‘70 in poi ha proiettato la Valle del Sarca nel firmamento del “climbing” di provenienza statunitense, anche se di fatto Rolando non disdegna affatto l’alpinismo tradizionale, che pratica comunque, ripetendo ed aprendo vie, per lui fonte ulteriore di divertimento ed avventura. Larcher interpreta un alpinismo che lui stesso definisce “sportivo”. Moderno nell’approccio alla preparazione tecnica, pronto ad accogliere il nuovo e a sperimentare sul piano atletico, ma motivato da una componente esplorativa e di ricerca. In questa efficace sintesi tra arrampicata estrema e montagna, sono nate alcune delle sue più significative realizzazioni, sulle pareti delle Dolomiti, ma non solo (e nessun continente è oggi escluso) ma anche vere pietre miliari nell’arrampicata sportiva.

Tutta Europa ha seguito con il fiato sospeso la vicenda di Benoit Ducos, la guida alpina francese indagata dalla magistratura transalpina per aver soccorso il 17 marzo 2018 una famiglia di migranti al confine tra l’Italia e la Francia. Per aver trasportato la donna incinta a bordo della propria auto all’ospedale più vicino, Benoit ha dovuto rispondere del reato di favoreggiamento all’immigrazione clandestina. Benoit, prescelto per il Premio SAT all’impegno civile, ha voluto destinare il riconoscimento all’associazione TOUS MIGRANTES di Grenoble, della quale è membro. Tra le montagne, come in mare, aiutare le persone in difficoltà non è una scelta, ma un dovere. Non abbandonare chi è in pericolo, chi è rimasto indietro, è un principio di solidarietà che è nel Dna della gente di montagna. I volontari dell’Associazione Tous Migrantes, come la guida alpina Benoît Ducos, lo mettono in pratica, intervenendo sulla cosiddetta “rotta alpina” tra Italia e Francia, affrontata con la stessa disperazione, dopo il mare, dai migranti.

Il premio per la sezione Storico- Scientifica 2019 va all’associazione “DISLIVELLI” di Torino, per l’impegno dimostrato nella promozione, lo studio, la documentazione, la ricerca, la formazione e l’informazione sulle “terre alte” nelle Alpi ed i suoi abitanti. In particolare con il proporre riflessioni sull’utilizzo del territorio montano e delle sue risorse, affidate ad un qualificato team di collaboratori, ricercatori e amministratori. . Al di là di amici che hanno un forte rapporto con la SAT, (Enrico Camanni, già Premio SAT in una delle passate edizioni e al Presidente Dematteis relatore al Congresso SAT 2018) sono gli argomenti sviluppati dall’Associazione e dalla Rivista. I cicli di incontri sul territorio e per il territorio, promossi dalla associazione vedono coinvolti coloro che in montagna vivono e lavorano e nel cui ambiente devono trovare una forma di coesistenza sostenibile, attenta infine ad attivare occasioni per giovani ricercatori e laureati, favorendone il coinvolgimento e stimolandone le competenze e la creatività.

La giuria del Premio che consiste in una xilografia, appositamente realizzata del famoso artista trentino Remo Wolf e da una spilla in argento, è composta dal presidente Franco Giacomoni, dalla presidente della SAT Anna Facchini, dal giudice Carlo Ancona, dalla alpinista Palma Baldo, dal giornalista Marco Benedetti e dal presidente della Commissione Cultura SAT Armando Tomasi.

A conclusione della cerimonia di assegnazione il tradizionale e sempre attesissimo concerto del Coro della SAT.

“La voce delle Dolomiti”, 60 fotografie per stupirsi e “ascoltare” la straordinaria bellezza dolomitica. Inaugurata a Palazzo delle Albere la mostra a cura di Alessandro Gruzza.

E’ stata inaugurata a Palazzo delle Albere la mostra “La voce delle Dolomiti” di Alessandro Gruzza. Promossa dalla Fondazione Dolomiti UNESCO, organizzata nell’ambito del Trento Film Festival, in collaborazione con Trentino Marketing e Servizio attività culturali della Provincia. L’esposizione narra con grande impatto emozionale di “un pulsante mondo dolomitico che riflette suoni e profumi, luci e atmosfere di cui la nostra anima e mente hanno bisogno per raggiungere l’equilibrio. Nulla al mondo è più efficace”. Il Coro da Camera del Conservatorio di Trento (gli studenti più motivati e meritevoli in campo vocale) diretto da Lorenzo Donati ha impreziosito l’inaugurazione con alcuni canti fra cui ‘Das Lied von Paneveggio’ testo di Walter White e musica di Armando Franceschini.

Ad inaugurare la mostra (60 foto di grande formato e 4 pannelli informativi), oltre all’autore Alessandro Gruzza che poi ha accompagnato i presenti in una visita guidata molto apprezzata, hanno partecipato: la direttrice della Fondazione Dolomiti UNESCO Marcella Morandini, il presidente e la direttrice del Trento Film Festival Mauro Leveghi e Luana Bisesti, l’Amministratore unico di Trentino Marketing Maurizio Rossini, il direttore del Conservatorio Bomporti Massimiliano Rizzoli.

Alessandro Gruzza, è un ingegnere diventato fotografo professionista che è cresciuto ai piedi delle Dolomiti, ed ha ottenuto numerosi riconoscimenti in concorsi nazionali e internazionali di fotografia naturalistica fra cui, nel 2016, il secondo premio del concorso internazionale indetto dalla prestigiosa rivista National Geographic per il miglior fotografo di Natura dell’anno.

“Le foto di Alessandro Gruzza non solo ci proiettano nell’anima del Patrimonio ma ci spingono ad una presa di coscienza sempre più urgente e non più procrastinabile: il dovere non solo di conservare quell’aspetto così attraente, così magico che da sempre attira lo sguardo ammirato e stupito del visitatore, ma anche quello di far sì che le Dolomiti restino uno spazio di vita, attivo e orientato ad una sostenibilità duratura. Immagini che evocano suoni, fotografie che non ci trasmettono solo luci, ora accecanti, ora fioche, ora accese come quelle dei tramonti, ma che evocano voci lontane che ci comunicano insieme una fascinazione e un monito: il fascino del sublime e il monito di non tradire un patrimonio unico e irripetibile”, così la direttrice Marcella Morandini a proposito delle fotografie esposte in mostra.

Molto apprezzati i canti proposti del Coro da Camera del Conservatorio Bomporti di Trento. Un Coro creato nel 2012 da un progetto di Lorenzo Donati e Cecilia Vettorazzi che riunisce gli studenti del Conservatorio più motivati e meritevoli nel campo vocale. Il Coro ha già eseguito repertori di grande valore musicale come, per esempio, Jesu meine Freude di J. S. Bach, i quattro mottetti per il tempo di Natale di Poulenc.

Fino al 1 settembre 2019 con orari: martedì-venerdì 10-18, sabato-domenica 10-19. Chiuso il lunedì.

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