Cyber bullismo, revenge porn, stalking online, minacce e insulti sui social network, ma anche furto di dati personali e frodi informatiche; i pericoli connessi all’uso di internet sono molteplici e non sorprende che le compagnie assicurative stiano mettendo a punto polizze dedicate alla protezione dei cittadini, contribuendo a creare un mercato potenziale che, secondo le stime di Facile.it, in Italia potrebbe valere più di 100 milioni di euro l’anno.

Si tratta di prodotti assicurativi dal costo contenuto, che varia mediamente tra i 24 e i 40 euro l’anno, ancora poco diffusi in Italia ma dalle grandi potenzialità se si pensa che, secondo dati diffusi di recente, nel 2017 sono stati 16 milioni i cittadini che hanno avuto problemi con il cyber crimine.

Dal supporto tecnico e legale a quello psicologico, dalla tutela dell’identità digitale al recupero dei dati persi; ecco come funzionano le polizze cyber risk, cosa coprono e, anche, cosa non coprono.

Sperando che la notizia sia di vostro interesse e possa trovare spazio sulla testata alleghiamo la relativa nota stampa e rimaniamo a disposizione per qualunque necessità di approfondimento.

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

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Operazione “Gioco Pubblico” I militari del Nucleo Speciale Polizia Valutaria della Guardia di finanza, nella mattinata odierna, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Roma, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza emessa dal G.I.P del Tribunale applicativa della misura della custodia cautelare in carcere nei confronti di V.Z. (cl. 1964), funzionario in servizio presso il Ministero della Salute – Direzione Generale del personale, dell’organizzazione e del bilancio.

Le indagini avviate a seguito di approfondimenti antiriciclaggio relativi a transazioni finanziarie anomale, hanno consentito di appurare che il citato funzionario, incaricato di istruire le pratiche di rimborso delle spese di viaggio sostenute dal personale ministeriale, negli ultimi due anni ha fatto confluire sui conti correnti personali somme per ben 1.395.000 euro.

Il dipendente infedele aveva ideato un piano ingegnoso pur nella propria semplicità: una volta ricevute le fatture dalle società che avevano reso servizi al Ministero, provvedeva a falsificarle, inserendo nei mandati di pagamento il proprio IBAN bancario in luogo di quello del reale beneficiario.

Egli curava in prima persona la pratica amministrativa, seguendola nel relativo iter e interloquendo spesso con i vari uffici ministeriali, presso i quali godeva di fiducia e credibilità, essendo il principale referente per tali trattazioni.

In altri casi, lo stesso produceva giustificativi di spesa relativi a missioni in realtà mai svolte, delle quali, grazie alla sua consolidata conoscenza della “macchina ministeriale”, riusciva comunque a ottenere la liquidazione.

Gli importi illecitamente confluiti sui conti personali venivano poi in gran parte utilizzati per effettuare operazioni di gioco presso diverse sale video-lottery di Roma.

Alcune somme sono state invece trasferite sui conti correnti dei propri familiari.

Oltre all’arresto è stato eseguito un sequestro dei conti correnti, beni mobili e immobili nonché valori dell’indagato per un importo complessivo di circa 200.000 euro. In tale circostanza, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, sono stati anche perquisiti i luoghi nella disponibilità dell’indagato, incluso il suo ufficio ministeriale.

Le ipotesi di reato contestate sono quelle di peculato e autoriciclaggio.

 

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Controlli dei Carabinieri di Cavalese durante il weekend. Nelle giornate di venerdì, sabato e domenica, sono stati rafforzati i servizi di controllo alla circolazione stradale da parte dei Carabinieri della Compagnia di Cavalese, mediante specifiche attività soprattutto in arco notturno in prossimità dei locali frequentati dai giovani e lungo le arterie maggiormente frequentate dai motociclisti, non sempre conformi alle norme del codice della strada, che grazie alle buone condizioni meteo hanno preso d’assalto le strade valligiane.
I controlli hanno interessato nello specifico la Valle di Fiemme e la Valle di Cembra.

Durante i controlli effettuati in arco notturno tra venerdì e sabato, i Carabinieri di Predazzo unitamente a quelli della Radiomobile di Cavalese, hanno sorpreso tre giovani alla guida di autovetture risultati essere positivi alle prove alcoltest. Per loro è scattata la denuncia in stato di libertà per guida in stato di ebbrezza ed il ritiro della patente di guida.
Nel pomeriggio di sabato in Valle di Cembra sono stati predisposti una serie di controlli alla circolazione stradale mediante più posti di blocco, tesi proprio al controllo di quei motociclisti ostili al rispetto del codice della strada. Nel contesto dei controlli sono state elevate cinque contravvenzioni amministrative.

Durante uno dei posti di blocco che hanno interessato più zone della Valle di Cembra, i Carabinieri della Stazione di Cembra Lisignago hanno proceduto al controllo di un giovane incappato nel controllo, sorpreso in possesso di oltre 50 grammi di sostanze stupefacenti del tipo marijuana e hashish, nonché tutto il materiale necessario per la pesatura ed in confezionamento, il tutto trovato a seguito sia di perquisizione sulla sua persona all’atto del controllo che successivamente presso la sua abitazione. Nei suoi confronti è scattata una denuncia per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Un altro soggetto di Tesero è stato invece denunciato dai Carabinieri di Cavalese per reati contro la persona.

Tale tipologia di controlli da parte dei Carabinieri di Cavalese si ripeterà anche nel corso dei prossimi weekend.

 

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Trento: mercoledì 3 aprile 2019 farà tappa il “truck” della 6^ edizione di “Una vita da Social” la Campagna educativa itinerante sui temi dei social network e del cyberbullismo
un Tour itinerante di 47 tappe sul territorio nazionale.

Mercoledì 3 aprile, il “truck” della 6^ edizione di “Una vita da social” farà tappa a Trento dove sosterà nella centralissima Piazza Fiera. All’interno dello stesso, al mattino, si svolgeranno degli incontri ai quali hanno aderito alcune scuole secondarie di I grado. In occasione degli stessi, personale del Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni di Trento si rivolgerà agli alunni fornendo una serie di consigli per un uso più sicuro e consapevole della Rete con particolare riguardo all’argomento privacy, cyberbullismo, l’adescamento online e il Sexting. Si ricorda l’attività di sensibilizzazione che da anni viene offerta dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni sul territorio. Il calendario degli impegni, anche per quest’anno scolastico, è già da tempo completo e, al termine dello stesso, si prevede che gli incontri avranno interessato oltre 8000 studenti.

E’ ripartita in data 25 gennaio da Matera, capitale europea della cultura, la 6^ edizione di “Una vita da Social”, la campagna educativa itinerante realizzata dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e del Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, nell’ambito delle iniziative di sensibilizzazione e prevenzione dei rischi e pericoli della Rete per i minori.

Ancora una volta al fianco della Polizia Postale Aziende come Baci Perugina, Facebook, Euronics, FireEye, Google, Instagram, Nexi, Kapersky lab, Skuola.net, Vodafone, WindTre, Youtube, per rendere la Rete sempre più sicura.

I social network sono ormai uno strumento di comunicazione del tutto integrato nella quotidianità dei teenager e in virtù del numero sempre maggiore degli adolescenti presenti sul web hanno determinato una crescita esponenziale dei minori vittime di reati contro la persona che negli anni è raddoppiato: dai 104 casi registrati nel 2016 si è passati a 177 nel 2017 e 208 casi trattati nel 2018, le vittime hanno tutte un’età compresa tra i 14 e i 17 anni.
Ancora oggi i ragazzi si esprimono e sembrano pensare che il web sia un po’ “una terra di nessuno”, dove si scambiano messaggi e post senza pensarci troppo e le azioni online vengono valutate spesso come un gioco privo di conseguenze.

Tra i giovani è ormai acclarata la selfie-mania. È questa una delle evidenze di una ricerca condotta da Skuola.net, Università di Roma ‘Sapienza’ e Università Cattolica di Milano per conto della Polizia di Stato – intervistando 6.671 giovani tra gli 11 e i 25 anni. Il selfie è sempre più caposaldo della propria identità per le nuove generazioni.
Il web è letteralmente inondato di immagini che li ritraggono, raccontando molto di sé, della propria identità e magari dei luoghi frequentati, con tutti i rischi del caso.

L’attrazione per il selfie alle volte è tale da spingere i giovani a mettersi deliberatamente in una situazione di pericolo. Il 35% dichiara di aver provato a farsi un autoscatto in condizioni potenzialmente pericolose, prevalentemente alla guida del motorino o della macchina. Come testimoniano anche i casi di cronaca con esiti letali, a cimentarsi con queste pratiche sono prevalentemente i maschi, verso i vent’anni, con un rendimento culturale o accademico o molto basso o molto elevato.
Un selfie viene pubblicato su un qualunque social network prevalentemente una volta a settimana (63%), mentre ciò accade una volta al giorno nel 14% dei casi e più volte al giorno nel 13% dei casi. A conti fatti 1 su 4 ne posta almeno una volta al giorno, mentre 9 su 10 almeno una volta a settimana.

Ovviamente il risultato deve essere il migliore possibile. Quindi la metà dei soggetti intervistati ne scatta almeno 4 prima di procedere alla pubblicazione di uno di essi. Anche perché se si posta un’immagine che non riceve abbastanza “mi piace”, il 31% si dichiara abbastanza/molto propenso a cancellarlo, contro il 38% che non è per nulla propenso. Sono abbastanza/molto propensi a cancellarlo i più giovani e quelli con un basso rendimento scolastico.

Non è un gioco da ragazzi, ma quasi un lavoro da agenzia pubblicitaria. Il 52% in media passa 10 minuti a modificare e a descrivere (con commenti o didascalie) un selfie prima di pubblicarlo. Sono prevalentemente le femmine e i più giovani (meno di 17 anni). Il 36% usa spesso i filtri per i propri autoritratti. Che soddisfano globalmente il 53% del campione.

Ci sono delle correlazioni anche con il contesto familiare. A conferma del fatto che le famiglie rivestono un ruolo chiave nell’educazione dei figli, sia negli ambiti tradizionali che nei nuovi ambiti digitali. Ad esempio c’è una certa prevalenza di soggetti provenienti da famiglie con titolo di studio più modesto tra quelli più propensi al selfie pericoloso (il cosiddetto “Daredevil selfie”). Al contrario i ragazzi che si “limitano” a postare non più di un selfie a settimana sui social devono fare i conti con genitori con elevato titolo di studio.

Attraverso il progetto “Una vita da Social”, gli operatori della Polizia Postale e delle Comunicazioni hanno incontrato oltre 1 milione e 700 mila studenti sia nelle piazze che nelle scuole, 180.000 genitori, 100.00 insegnanti per un totale di 15.000 Istituti scolastici, 250 città raggiunte sul territorio e due pagine twitter e facebook con 126.000 like e 12 milioni di utenti mensili sui temi della sicurezza online.
Il truck allestito con un’aula didattica multimediale concluderà il suo tour a Roma, toccando le principali città italiane, dove gli operatori della Polizia Postale incontreranno studenti, genitori e insegnanti sui temi della sicurezza online con un linguaggio semplice ma chiaro adatto a tutte le fasce di età. Inoltre, quest’anno gli studenti attraverso il diario di bordo “https://www.facebook.com/unavitadasocial” potranno lanciare il loro messaggio positivo contro il cyberbullismo.

“L’obiettivo che si propone la Polizia di Stato nell’anno corrente è continuare a parlare con gli studenti – afferma il Dirigente del Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni per il Trentino Alto Adige Vice Questore Sergio Russo – per comprendere i loro bisogni, le loro paure e le loro difficoltà. È la comunicazione e il dialogo che ci consente di sviluppare l’empatia per essere maggiormente incisivi e diffondere la cultura della legalità sulla rete. Anche gli incontri con i genitori e il corpo docente – continua il Dirigente – sono estremamente utili per consolidare quella collaborazione nel mondo degli adulti utile a condividere quei valori e quegli ideali da trasmettere alle nuove generazioni indispensabili per eliminare atteggiamenti di razzismo e prevaricazione sulle piattaforme social o sui gruppi chat. Per fare della Rete un luogo più sicuro crediamo tuttavia – conclude il Dirigente – che occorra continuare a diffondere una cultura della sicurezza in Rete e in questo contesto si inserisce l’iniziativa “Una vita da social” per un uso corretto e consapevole del web”. Il Vice Questore ringrazia il Comune di Trento per disponibilità e collaborazione. Sarà, inoltre, presente all’iniziativa l’Arcivescovo di Trento, monsignor Lauro TISI.

Occorre vigilare su carenza cronica organico poste italiane in Trentino ed agire per incrementali. La UilPoste del Trentino ha appreso con piacere la notizia dell’incontro che si è tenuto a Roma, presso la sede centrale di Poste Italiane, tra il Presidente della Provincia Autonoma di Trento e l’Azienda, per una verifica sulla convenzione stipulata tra le due parti nel febbraio dello scorso anno.

Purtroppo dobbiamo segnalare che, nonostante le rassicurazioni da parte dell’Azienda, non tutto funziona a dovere. A tal riguardo avremo a breve un tavolo tecnico che ci darà l’opportunità di evidenziare le criticità che, a un mese dalla partenza della nuova riorganizzazione del recapito, abbiamo constatato di persona e anche grazie ad attente segnalazioni dei colleghi addetti a tale servizio.

Per quanto concerne la rassicurazione da parte di Poste sul fatto che, nel prossimo futuro, non sia prevista la chiusura di nessun ufficio postale, ribadiamo che UILPoste conviene che sia di primaria importanza non sguarnire le località montane della nostra provincia di un servizio così importante e strategico. Quello montano è un territorio delicato, fragile e per evitare un progressivo spopolamento è fondamentale la presenza dei servizi, in una logica politica che sappia anche andare aldilà di quella meramente aziendale. Ma tutto questo non è pensabile se si prescinde da un numero adeguato di personale impiegatizio negli uffici: l’età media dei soggetti in servizio è decisamente molto alta e la cosa si sta facendo ancora più grave viste le nuove opportunità di uscita pensionistica.

La forza lavoro sta calando sempre più e questa esiguità numerica non permette di garantire l’adeguatezza del servizio offerto. È fondamentale un progressivo ricambio generazionale! Quindi ribadiamo con fermezza l’assoluta necessità che, a breve termine, Poste italiane preveda un piano di assunzione di personale a tempo indeterminato: le professioni non si improvvisano, è importante che il passaggio del testimone tra vecchi e giovani sia progressivo, non solo per sopperire alle carenze sopra evidenziate, ma soprattutto per assicurare l’efficienza del servizio in un futuro che non è così lontano,ma che, anzi, è ormai dietro l’angolo.

 

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Lorenzo Purin
Segretario UILPoste del Trentino Alto-Adige

Che tempo che fa. Puntata del 31/03/2019. Fabio Fazio intervisterà il Presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker. Ospiti del programma: il giorno prima del suo compleanno Simona Ventura, che dopo 8 anni torna in Rai alla conduzione della sesta edizione di “The Voice Of Italy” in prima serata su Rai2 dal 23 aprile. Il mattatore della tv Giorgio Panariello in tutte le librerie con il suo romanzo “Adesso tu”. A pochi giorni dall’uscita del suo ultimo album di inediti intitolato “Personale” sarà in studio Fiorella Mannoia, vera e propria icona della musica italiana.

Tra i protagonisti della puntata anche Carolina Raspanti attrice esordiente e scrittrice, protagonista del film “Dafne”, vincitore del Premio Fipresci al Festival di Berlino 2019. La storia è quella di una ragazza con la sindrome di Down che dopo un lutto improvviso trova la forza di reagire. Torna Carlo Cottarelli, Direttore dell’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani con la sua analisi competente rispetto a temi che riguardano tutti gli italiani. E ancora Stash leader dei The Kolors con Elodie e il nuovo singolo della band intitolato “Pensare male”, realizzato in collaborazione con la cantante e uscito lo scorso 15 marzo.

Con Fabio Fazio ci saranno l’imprescindibile Luciana Littizzetto e l’elegante presenza di Filippa Lagerback. A seguire Che Tempo Che Fa Il Tavolo con Gigi Marzullo, Orietta Berti, Enrico Bertolino e il Direttore e contemporaneamente Vicedirettore di Novella Bella, Nino Frassica. Al Tavolo oltre a Simona Ventura e Stash saranno ospiti Teo Teocoli, Francesco Mandelli nelle sale dal prossimo 4 aprile con “Bene ma non benissimo”, la sua prima regia in solitaria e Vincenzo Salemme. E ancora Lucia Ocone e Vanessa Ferrari la ginnasta italiana più forte di tutti i tempi, in piena corsa per qualificarsi alle olimpiadi di Tokyo 2020, sarebbe la prima italiana a prendere parte a 4 edizioni dei Giochi.

 

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Amore Criminale. St 2019 Vincenza – 31/03/2019. Questa puntata di “Amore Criminale” è dedicata al ricordo di Vincenza, giovane madre, uccisa a Napoli. Vincenza conosce Nunzio dopo che si è separata dal marito. La loro, sin dall’inizio, è una relazione tormentata, piena di violenza. La donna più volte sporge denuncia ai carabinieri per le minacce e le violenze subite. Arriva a presentare 20 querele in appena 3 mesi. Quando Vincenza decide di porre fine a tutte le violenze che subisce, dopo cinque anni, lascia Nunzio che non si rassegna e continua ad angosciarla.

La donna, dopo uno stalking durato 3 mesi, si vede costretta a sporgere un’ulteriore denuncia. I magistrati dispongono prima gli arresti domiciliari, poi un divieto di avvicinamento. Ma questo non ferma Nunzio che, il 14 settembre 2015, si apposta e aspetta che Vincenza esca dalla caserma dei carabinieri. La segue con l’auto, le taglia la strada costringendola a fermarsi, si avvicina al finestrino e spara numerosi di colpi di pistola. Con il telefonino della donna chiama il fratello di Vincenza annunciando che di lì a poco avrebbe ucciso anche lui. Nunzio viene arrestato dai carabinieri la mattina successiva dopo una lunga notte di ricerca. In primo grado, con il rito abbreviato, viene condannato a 30 anni di carcere. Si attende l’appello.

 

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