“Oltre l’ostacolo”: dialogo tra sport e tecnologia con Martina Caironi e Franco Bertoli intervistati da Franco Bragagna. Mercoledì 3 aprile, alle ore 20.30 a Rovereto, l’incontro con la campionessa paralimpica e lo storico capitano della nazionale di volley, nell’ambito di Spin Accelerator Italy.

La tecnologia come strumento di inclusione nello sport, la motivazione come strada per superare l’ostacolo e trovare il proprio record. Si confronteranno con questi temi, in un incontro aperto al pubblico, Martina Caironi, campionessa paralimpica sui 100 metri piani ai giochi di Londra e argento nel salto in lungo a Rio, e Franco Bertoli, già giocatore e capitano della nazionale italiana di volley e oggi coach in campo professionale, con la moderazione del telecronista sportivo RAI Franco Bragagna.

L’appuntamento è per mercoledì 3 aprile al Polo Tecnologico di Rovereto, con inizio alle ore 20.30. È un’iniziativa di Trentino Sviluppo, promossa in collaborazione con Fondazione Fontana Onlus e con il patrocinio del Coni – Comitato provinciale di Trento e del Comune di Rovereto, nell’ambito di Spin Accelerator Italy, il programma di accelerazione per startup dello sport.

In A1 arrestato un ladro ricercato in Francia. La Polizia Stradale di Arezzo sequestra quasi 400.000 euro a due ricettatori. La Polizia Stradale di Arezzo ha arrestato un malvivente, sulle cui tracce c’era l’INTERPOL, e denunciato due persone che avevano quasi 400.000 euro in contanti. Due pattuglie della Sottosezione della Polizia Stradale di Battifolle hanno fermato in A/1, vicino Civitella Val di Chiana, una PEUGEOT e una GOLF, l’una diretta a nord e l’altra a sud.

Alla guida della PEUGEOT, di sera, c’era un albanese di 28 anni, che ha esibito ai poliziotti una carta d’identità italiana e una patente di guida del suo Paese.

Gli investigatori, fiutando qualcosa di losco, hanno condotto i tre in caserma, ove è spuntato fuori un mandato di arresto europeo a carico del conducente, spiccato alcuni giorni fa dalla Procura di Roanne, cittadina della Francia centrale. La Polizia Stradale ha contattato l’INTERPOL ricevendo conferma che lui fa parte di un’organizzazione criminale dedita ai furti nelle abitazioni, tant’è che la gendarmeria francese lo ritiene responsabile di una trentina di colpi portati a segno in quel Paese, dove lui per le sue ruberie rischia fino a 10 anni di prigione. I poliziotti lo hanno arrestato, attivando le procedure per estradarlo oltralpe.

Nel corso della stessa attività è stata fermata, di mattina, la GOLF con a bordo due fiorentini, di 31 e 32 anni, residenti a Impruneta (FI). Alla richiesta di documenti sono apparsi troppo nervosi e, a quel punto, gli investigatori sono andati a fondo e dal bagagliaio è spuntato fuori un trolley nascosto sotto alcuni vestiti, con all’interno banconote da 100, 50, 20 e 10 euro. Il danaro, in tutto 387.000 euro, era custodito in più mazzette termosaldate, con un rendiconto annotato in appositi foglietti contrassegnati da parole in codice. Poiché i due non hanno giustificato il possesso dei soldi, la Polstrada li ha denunciati alla Procura di Arezzo per ricettazione, sequestrandogli la GOLF e i quasi 400.000 euro.

 

«L’aggressione verbale alla poliziotta di Verona è un’azione inqualificabile che va condannata senza se e senza ma. Chi manca di rispetto agli altri e alle forze dell’ordine, manca di rispetto alla Nazione. Tutta la mia solidarietà all’agente».

Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, in riferimento all’episodio che ha visto protagonista la dirigente della Digos di Verona, Tea Mercoli.

Questa sera a Striscia la notizia (Canale 5, ore 20.35) Gigio Donnarumma riceve il suo primo Tapiro d’oro dopo la papera che ha fatto perdere al Milan la partita contro la Sampdoria.

Il portiere rossonero, intercettato a Milano da Valerio Staffelli, dice: «Capita. Che devo fare…». L’inviato incalza: «Ma in questi casi i compagni di squadra cosa fanno?». E Donnarumma: «Mi hanno consolato e mi hanno detto di non pensarci, perché è inutile. Bisognava andare avanti e sperare di vincere la partita». Poi aggiunge: «Domani abbiamo una partita importante e dobbiamo vincerla. Possiamo ambire al quarto posto in campionato». Staffelli chiede: «L’anno prossimo andrà a giocare al Monza ora che l’ha comprato Berlusconi?». E Gigio risponde: «Sì, mi ha già chiamato».

Infine, Gigio Donnarumma riceve dal Gabibbo il Premio per la miglior papera dell’anno.

 

Comunità in azione, per una cultura dei beni comuni. Mercoledì 3 aprile un incontro pubblico a palazzo Geremia.

Il Comune di Trento, in collaborazione con Tempora Onlus e le municipalità di Calceranica, Caldonazzo ed Arco e nell’ambito del progetto Comunità in azione – Art Beni Comuni e cittadinanza attiva, ospita mercoledì 3 aprile alle 18 nella sala Falconetto di palazzo Geremia un incontro pubblico con Gregorio Arena.

L’iniziativa è l’occasione per fare il punto sullo stato dell’arte in tema di beni comuni, per riflettere sul significato di comunità e su come una comunità si costruisce, soffermandosi sul ruolo dei Comuni nel formare i cittadini del futuro ai quali affidare la tutela del territorio, dell’ambiente, di valori positivi e pratiche virtuose.
Il progetto Comunità in azione mira a diffondere tra la cittadinanza una cultura dei beni comuni.

Trento, primo tra i Comuni trentini, ha approvato già nel 2015 il regolamento sulla collaborazione tra cittadini e amministrazione per la cura e la rigenerazione dei beni comuni urbani, cogliendo e incanalando una sensibilità ampiamente diffusa, dando voce e visibilità a quanti spontaneamente già erano impegnati in attività di cura dei beni comuni urbani.

Cittadinanza attiva, amministrazione condivisa, beni comuni sono termini entrati ormai a far parte del glossario quotidiano e sono divenuti valori e principi cardine della collaborazione avviata tra Comune e cittadini.

I numerosi patti di collaborazione e le altrettanto numerose adesioni a proposte di collaborazione lanciate dall’Amministrazione testimoniano di una comunità attenta e partecipe che, attraverso il proprio impegno, chiede di esercitare a pieno i propri diritti civili e sociali e di mettere in atto forme di democrazia partecipativa, per contribuire, ciascuno con le proprie capacità, competenze e conoscenze, all’arricchimento e al miglioramento della qualità della vita della comunità.

Prima volta nel 2007 in occasione del cinquantesimo di fondazione della Federazione Provinciale Allevatori. Da quella prima volta la due giorni si è riproposta, puntuale, all’inizio della primavera con l’obiettivo di far incontrare la città e il mondo degli allevatori.

Il programma dell’evento, in calendario sabato 6 e domenica 7 aprile, è stato presentato dal presidente della Federazione Allevatori, Mauro Fezzi, e dal direttore Massimo Gentili nel corso della conferenza stampa di stamani ospitata alla sede di via delle Bettine a Trento.

Confermata la proposta che ha raccolto particolare gradimento nelle prime dodici edizioni.

L’esposizione di bovini, cavalli, pecore, capre, maiali, galline e conigli. La Fattoria Didattica cura dall’azienda Aneghe Taneghe. Il Laboratorio di lavorazione delle carni e caseificazione del latte a cura degli studenti della scuola di San Michele all’Adige. I giri in carrozza per bambini e adulti con cavalli Haflinger e Norico. Lo spettacolo equestre con dimostrazione di abilità di cavallo e di cavaliere (gimkana). Il concerto del Coro delle Piccole Colonne nel pomeriggio di domenica all’interno della sala assemblee.

Inoltre, sabato e domenica, possibilità di degustazione e assaggi riservati ai clienti del punto vendita e sconto del 10% su tutti i prodotti.

L’incontro con il mondo dell’informazione ha offerto l’occasione per fare il punto sul settore che, a fine dicembre, contava 1150 soci. “Settecentoquaranta sono gli allevamenti impegnati nella produzione di latte con oltre 36 mila capi – osserva Massimo Gentili, il direttore della Federazione Allevatori – Venti, invece, sono gli allevamenti di vacche nutrici con 350 capi, 105 gli allevamenti ovicaprini con 1100 capi delle razze autoctone di pecora Tingola e Lamon e capre Mochena e Bionda dell’Adamello. Infine contiamo 300 allevamenti di cavalli Haflinger e Noriker con oltre 550 fattrici”.

La produzione di latte è in aumento. “Nel 2018 – aggiunge Gentili – si è sfiorato il quantitativo di 150 mila tonnellate. Rispetto al 2017 c’è stato un incremento della produzione individuale sia da un punto di vista quantitativo e sia qualitativo. Questo si traduce nel miglioramento del contenuto in proteina e grasso, importanti per realizzare le produzioni tipiche. Nel 2018, in base alle anticipazioni che arrivano dai caseifici associati c’è una sostanziale tenuta del prezzo del latte”.

Annata “discreta dal punto di vista climatico – conclude Gentili – con difficoltà in alcune vallate nella raccolta del foraggio a causa del continuo susseguirsi di precipitazioni estive.

Il maltempo di fine ottobre ha interessato pochi allevamenti ma ha provocato danni ingenti alle coperture. Con l’avvicinarsi della primavera, grande preoccupazione per l’espansione del lupo sul nostro territorio. Rappresenta una minaccia all’attività di pascolo e alpeggio a causa delle sempre più frequenti predazioni di bestiame giovane”.

Italós. Perché siamo arrivati a tanto?: domani in Biblioteca. È in programma domani, martedì 2 aprile alle 17.30 nella sala degli affreschi della Biblioteca comunale di via Roma la presentazione del libro di Marco Ascione Italós. Perché siamo arrivati a tanto? Breve trattazione sull’origine delle divisioni, delle unificazioni e delle attuali condizioni degli abitanti dello Stivale (Addictions-Magenes Editoriale 2017).

“In Marco Ascione c’è un pregio unico: il racconto di una storia che parte da molto più lontano di quanto generalmente fatto finora. Indietro all’Impero Romano, alla sua caduta, al Medioevo, al Rinascimento, a Cristoforo Colombo e a tutto ciò che ne è seguito, per una nazione che non era ancora Stato. E che avrebbe dovuto diventarlo nei modi nobili che questa sua millenaria storia imponeva, non in base a mediocri interessi del momento che sono stati il tradimento di tutto.” (dalla prefazione di Lino Patruno, giornalista, scrittore, docente di economia all’Università degli studi di Bari Aldo Moro).

Sarà presente l’autore che dialogherà con Pasquale Profiti, sostituto procuratore della Repubblica.

Sono necessarie riforme di vasta portata per garantire la ripresa economica dell’Italia. Al fine di promuovere una crescita economica più solida e inclusiva, il miglioramento delle prospettive occupazionali e la riduzione del livello del debito pubblico italiano, occorre introdurre un ambizioso programma di riforme di ampio respiro, continuando allo stesso tempo ad applicare le significative misure adottate negli ultimi anni, secondo un nuovo studio dell’OCSE.

L’ultimo Rapporto Economico sull’Italia sottolinea che la crescita del PIL dovrebbe registrare un calo di circa il 0,2% nel 2019, prima di aumentare del 0,5% nel 2020. Il PIL pro capite è attestato praticamente allo stesso livello di vent’anni fa e il livello di povertà rimane elevato, specialmente tra i giovani. La scarsa crescita della produttività e le significative diseguaglianze sociali e regionali rappresentano sfide persistenti da affrontare con vigore. Il rapporto debito pubblico/PIL presenta sempre livelli elevati, al 134% e continua a rappresentare una fonte dirischio.

Secondo il Rapporto, gli italiani presentano generalmente elevati livelli di benessere in ambiti quali l’equilibrio lavoro-vita privata, le relazioni sociali e la salute, mentre i risultati sono meno buoni per quanto riguarda la qualità ambientale, l’istruzione e le competenze.

Per favorire una crescita dell’occupazione e della produttività più solida, migliorare il benessere e riportare il rapporto debito/PIL su un percorso discendente, il Rapporto Economico incoraggia l’introduzione di un’ambiziosa serie di riforme. Secondo le simulazioni dell’OCSE, entro il 2030 la crescita annua del PIL dovrebbe passare dallo 0,6% con le misure attualmente in vigore a oltre il 1,5% qualora le riforme fossero adottate . Tra le varie riforme proposte dall’OCSE, lo studio sottolinea che il miglioramento dell’efficienza e dell’efficacia dell’amministrazione pubblica e del sistema giudiziario avrebbe l’impatto più significativo sul PIL.

La legge di bilancio del 2019 mira giustamente ad aiutare i più svantaggiati grazie al Reddito di cittadinanza, afferma il Rapporto, ma si dovrà fare attenzione a non rendere meno attraenti gli incentivi all’occupazione per non creare circoli viziosi della povertà. Il livello elevato del Reddito di cittadinanza, rispetto ad altri Paesi dell’OCSE, potrebbe infatti scoraggiare la ricerca di posti di lavoro nell’economia formale, specialmente nelle Regioni dove i salari sono più bassi. Per ovviare a tale problema, il Rapporto propone di introdurre un regime di prestazioni per chi esercita un’attività lavorativa e di diminuire il Reddito di cittadinanza.

Lo studio sottolinea che per garantire l’efficacia del Reddito di cittadinanza sarà assolutamente necessario introdurre significativi miglioramenti nei programmi di assistenza per la ricerca di impiego e la formazione al lavoro. Secondo il Rapporto, le ulteriori risorse fornite ai servizi pubblici per l’impiego rappresentano una buona iniziativa, ma per introdurre reali miglioramenti bisognerà adottare un piano dettagliato che ne modifichi il funzionamento introducendo un più ampio uso delle tecnologie informatiche e degli strumenti di profilazione.

Lo studio, inoltre, attira l’attenzione sul fatto che l’abbassamento dell’età pensionabile (a 62 anni con almeno 38 anni di contributi), anche se temporanea, potrebbe portare a un rallentamento della crescita sul medio periodoa causa della riduzione del numero degli occupati di età più avanzata e del peggioramento delle diseguaglianze intergenerazionali.

Il numero degli occupati è aumentato, passando al 58% della popolazione in età lavorativa, ma il tasso di occupazione in Italia è tuttora uno dei più bassi tra quelli dei Paesi dell’OCSE, specialmente per le donne e i giovani. I significativi divari tra i tassi di occupazione sono all’origine della maggior parte delle disparità del tenore di vita tra le varie regioni. Anche la qualità del lavoro presenta un livello relativamente basso. Una percentuale sempre più elevata di nuovi posti di lavoro è rappresentata dal lavoro temporaneo e si registra un elevato squilibrio tra le competenze dei lavoratori e il lavoro effettivamente svolto.

Le riforme adottate negli ultimi anni – quali La Buona Scuola, che ha assicurato maggiore autonomia e risorse alle scuole, il piano Industria 4.0 e il Jobs Act – hanno consentito di affrontare alcuni dei problemi del Paese ed è essenziale continuare su questa strada. Al contempo è necessario incoraggiare la crescita della produttività, accrescendo la concorrenza nei mercati ancora protetti, come i servizi pubblici locali, migliorando l’efficienza dell’amministrazione e riducendo gli ostacoli all’imprenditorialità.

Durante la presentazione del rapporto avvenuta a Roma, il Segretario Generale dell’OCSE Angel Gurría ha sottolineato che “l’economia italiana presenta grandi punti di forza. Le esportazioni, i consumi privati, i flussi di investimenti e il dinamismo del settore manifatturiero hanno favorito la crescita di questi ultimi anni, mentre le riforme del mercato del lavoro hanno contribuito a un aumento del tasso di occupazione di 3 punti percentuali dal 2015 a oggi”.

“Il Paese, però, continua ad affrontare significativi problemi in campo economico e sociale” ha aggiunto Gurría. “Per risolverli è necessario adottare una serie di riforme pluriennali per favorire una crescita più solida e inclusiva e ripristinare la fiducia nella capacità di riforma”.

Se non si adottano politiche sostenibili in materia di spesa pubblica e fiscalità, il margine di manovra per migliorare le infrastrutture, fornire sostegno ai più svantaggiati ed erogare servizi all’altezza delle aspettative sarà inevitabilmente ridotto, afferma il Rapporto dell’OCSE. La messa a punto del bilancio nel quadro del Patto di stabilità e crescita dell’UE, che dovrebbe essere attuato in maniera pragmatica, contribuirebbe a rafforzare la credibilità della politica di bilancio italiana, riducendo così il premio di rischio del Paese. Il calo dei rendimenti dei titoli di Stato consentirebbe altresì di tutelare la stabilità delle banche. La situazione del settore bancario ha registrato un netto miglioramento, poiché il livello dei crediti deteriorati detenuti dalle banche è diminuito e si è assistito a una razionalizzazione e a un consolidamento del settore.

Affinché il sistema di spesa pubblica sia più efficiente e mirato, il processo di definizione del bilancio dello Stato deve comprendere la messa a punto e l’attuazione di una spending review. Per favorire l’equità del sistema tributario è necessario incoraggiare l’adesione spontanea agli obblighi tributari, evitare ripetuti condoni fiscali e portare avanti un deciso contrasto all’evasione.

In un contesto in cui gli investimenti pubblici sono calati in percentuale del PIL negli ultimi anni, secondo lo studio è importante favorire una più rapida attuazione del nuovo Codice dei contratti pubblici, che l’OCSE giudica positivamente. La semplificazione degli aspetti più complessi del nuovo Codice non dovrebbe intaccare le prerogative dell’autorità anticorruzione.

Se si vogliono ridurre le vaste disparità regionali esistenti in Italia, occorre introdurre un maggior coordinamento tra l’amministrazione centrale e locale, di cui è necessario rafforzarne le capacità, al fine di assicurare un impiego più efficace dei fondi europei per lo sviluppo regionale e la coesione.
La sintesi dello Studio Economico sull’Italia, con le principali conclusioni, è disponibile gratuitamente sul sito Internet dell’OCSE all’indirizzo:

L’OCSE è un forum strategico internazionale che promuove politiche destinate a migliorare il benessere economico e sociale dei cittadini nel mondo, collaborando con oltre 100 Paesi.

 

 

Cambiamenti climatici, un romanzo e un’analisi sulla situazione, Rovereto 5 aprile 2019 ore 20:30.

Parleremo di cambiamenti climatici, con un romanzo apocalittico, un thriller climate-fiction che narra la storia di cinque giovani che tenteranno di salvare il mondo dalla distruzione e l’umanità dall’estinzione e che ha recentemente vinto il premio giuria del GOLDEN BOOKS AWARD dell’Accademia degli Artisti.

Approfondiremo il tema dei cambiamenti climatici con Stefano Fait, analista di scenari futuri, che dialogherà con Marco Ianes, lo scrittore del romanzo, guidati dal giornalista Walter Nicoletti.

Un modo diverso di parlare di un argomento quanto mai attuale.

Simonetta Gabrielli leggerà alcuni brani del romanzo.
Serata libera, posto prenotabile su Eventbrite.

 

Codici: più controlli e pene più severe contro i maltrattamenti nelle case di riposo. Ancora una conferma di un problema che rischia di trasformarsi in emergenza. Parliamo dei maltrattamenti che avvengono nelle case di riposo per anziani. L’ultimo caso arriva da Settingiano, in provincia di Catanzaro.

Per due dipendenti della struttura “San Francesco Hospital” è scattato l’arresto, per altri tre invece il divieto di dimora. L’accusa è terribile: percosse e minacce. Con l’ausilio di intercettazioni ambientali e video, le indagini condotte dalla Guardia di Finanza avrebbero scoperto una serie di maltrattamenti fisici e psicologici nei confronti degli anziani ospiti della struttura, anche mentre dormivano.

“Le indagini sono partite dopo la denuncia di alcuni parenti delle persone ricoverate – dichiara il Segretario Nazionale di Codici Ivano Giacomelli – è grazie al loro coraggio, alla loro determinazione, ed al lavoro dei finanzieri e della Procura della Repubblica, che è stato possibile scoprire questo orrore. Sono stati notificati undici avvisi di garanzia, ci auguriamo che venga fatta chiarezza e che i colpevoli siano puniti.

Quello dei maltrattamenti agli anziani ospitati presso le case di riposo sta diventando un problema sempre più grave – sottolinea il Segretario Nazionale di Codici Ivano Giacomelli – e lo confermano i dati dei Carabinieri, secondo cui ogni due settimane una struttura viene chiusa o sequestrata. Bisogna rafforzare i controlli e rendere più severe le pene, perché è inaccettabile, è disumano che persone malate e indifese vengano portate in case di riposo per essere accudite e si ritrovano invece prigionieri di case dell’orrore”.

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