La Fondazione Crosina Sartori Cloch di Trento, Azienda Pubblica di Servizi alla Persona, ha pubblicato un Bando di gara pubblica per l’affitto di fondi rustici e immobili siti in Trento, C.C. Mattarello e Ravina, loc. Maso Nogarole, e C.C. Ravina, loc. Maso Giuliani, Belvedere, Zanchetta e Maso Bianchi.

Si tratta di un’azienda agricola composta di due distinti corpi, uno in località Nogarole, dove insistono piante da frutta (mele) e l’altro in località Maso Giuliani, Belvedere, Zanchetta e Maso Bianchi a Ravina, i cui fondi agricoli sono coltivati a vite, a pergola e a casarsa. Presso i fondi in località Nogarole sono presenti inoltre alcuni fabbricati a diretto servizio dell’attività agricola. La superficie complessiva di oltre 56 ha fa dell’azienda una delle più estese della Provincia di Trento.

Il bando prevede l’assegnazione dei fondi rustici per un periodo di 15 annate agrarie, a partire dall’11 novembre 2019, mediante il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa previsto dalla normativa provinciale sui contratti pubblici, che attribuisce un punteggio decrescente ai seguenti fattori:

a) incremento delle dimensioni dell’azienda per il raggiungimento della dimensione minima aziendale prevista nel piano di sviluppo rurale della Provincia per accedere agli aiuti per l’insediamento di giovani agricoltori

b) modalità di produzione adottate sul fondo rustico, con particolare riguardo alle produzioni biologiche, di qualità e alla vocazione colturale del luogo e del Trentino

c) incremento della produzione agricola mediante la coltivazione di fondi confinanti

d) sviluppo dell’agriturismo da parte degli operatori agrituristici come definiti dalla L.P. 19.12.2001, n.10

e) canone di affitto.

Il canone di affitto posto a base d’asta è pari a euro 118.800,00, secondo la perizia di stima fatta realizzare dalla Fondazione, che ha “fotografato” lo stato attuale dei fondi.
Con l’affitto dei fondi agricoli la Fondazione Crosina Sartori Cloch si pone come obiettivo principale la salvaguardia nel tempo del valore e della redditività dei terreni che fanno parte del proprio patrimonio, mantenendone invariato l’utilizzo ai fini agricoli, come attualmente in atto. Il patrimonio immobiliare della Fondazione, infatti, costituisce la principale fonte di reddito per reperire le risorse necessarie al perseguimento dei propri fini statutari.

Possono partecipare alla gara, presentando apposita offerta, tutti gli interessati (persone fisiche o persone giuridiche, anche in forma plurisoggettiva) in possesso dei requisiti di cui alla L. n. 203/1982 sui contratti agrari. Le offerte dovranno pervenite alla Fondazione entro e non oltre le ore 12.30 di lunedì 10 giugno 2019. È previsto un sopralluogo preventivo obbligatorio per poter presentare validamente le offerte.

Il subaffitto dei fondi è in via generale vietato, come previsto dalla normativa sui contratti agrari (L. 203/1982). tuttavia, nell’ipotesi in cui risulti assegnataria una cooperativa o associazione agricola, la stessa potrà assegnare, in tutto o in parte, in subaffitto i terreni oggetto del bando esclusivamente ai propri soci o associati.

Il bando di gara e la documentazione complementare sono disponibili presso la sede della Fondazione in Via Bruno De Finetti n. 24 a Trento e sul sito internet istituzionale www.fondazione-csc.it, Sezione Bandi e avvisi pubblici.

Il prossimo venerdì 12 aprile, alle ore 16, il salone di Rappresentanza di palazzo Geremia, ospiterà IcTrento Forum. Verso un distretto dell’hi tech, incontro che riunirà una larga parte dei protagonisti del settore digital del Trentino. Saranno presenti i rappresentanti della Ricerca, dell’Università, della Scuola, oltre naturalmente alle Imprese e alla Provincia autonoma, partner fondamentale per delineare un disegno strategico in grado di assicurare uno sviluppo duraturo al territorio.

Oltre al sindaco Alessandro Andreatta, interverranno tra gli altri il presidente di Fbk Francesco Profumo, il presidente di Confindustria Trento Fausto Manzana, Paolo Giorgini, direttore del Disi, Marco Segatta, presidente dell’Associazione Artigiani, Achille Spinelli, assessore provinciale allo Sviluppo economico e Ricerca. A moderare il dibattito sarà Maurizio Napolitano.

IcTrento Forum è un’iniziativa che nasce dagli incontri dell’anno scorso tra il sindaco e i tanti soggetti che animano il settore digital a Trento. Anche la relazione al bilancio di previsione 2019-2021, approvata lo scorso dicembre dal Consiglio comunale di Trento, ha inserito tra gli impegni di questa parte finale di Consiliatura il rafforzamento del sistema dell’Information and Communication Technology con l’obiettivo di migliorare “le connessioni già esistenti a livello locale, potenziare la formazione per meglio rispondere alla richiesta di profili specialistici, accelerare il trasferimento di conoscenza, generare eccellenza”.

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Con un cuneo fiscale che in percentuale del costo del lavoro è al 47,7 per cento, l’Italia – dopo Belgio (53,7 per cento) e Germania (49,6 per cento) – è il Paese dove il peso delle tasse e dei contributi sulla retribuzione lorda dei lavoratori dipendenti è il più elevato tra le nazioni Ocse (vedi Tab. 1).

Se decomponiamo il peso complessivo delle cuneo nelle quote in capo agli imprenditori e ai lavoratori dipendenti, emerge che i contributi sociali “versati” dai titolari d’azienda ammontano al 24 per cento del costo del lavoro (quarto posto in graduatoria dopo Francia, Repubblica Ceca ed Estonia), mentre le imposte e i contributi corrisposti dai dipendenti incidono per il 23,7 per cento (14 posizione a livello Ocse) (vedi Tab. 2).

“Sebbene negli ultimi anni sia in calo – afferma il Segretario Renato Mason – la dimensione del cuneo fiscale in Italia rimane un forte ostacolo alla crescita, allo sviluppo degli investimenti e all’espansione dell’occupazione. Per queste ragioni bisogna ridurre le tasse sul lavoro, iniziando dalla componete riconducibile ai lavoratori dipendenti. Con buste paga più pesanti, infatti, la probabilità che gli effetti positivi di questa misura rimettano in moto anche i consumi interni è molto elevata”.

Visto che le risorse finanziarie a disposizione del Governo sono molto limitate, la CGIA ha assunto una posizione molto chiara anche sul tema di queste ore: ovvero, l’introduzione dal 2020 della flat tax per i redditi familiari al di sotto dei 50.000 euro lordi.

“Ogni riduzione del livello di tassazione – segnala il coordinatore dell’Ufficio studi Paolo Zabeo – non può che essere salutato positivamente. Tuttavia, visto che le coperture sono limitate, non vorremmo che la flat tax fosse in parte finanziata attraverso un aumento selettivo dell’Iva. Ricordo, che l’eventuale introduzione della tassa piatta non avrebbe alcun effetto positivo per coloro che non percepiscono alcun reddito, come i disoccupati o gli inattivi, e nemmeno per una buona parte dei 10 milioni di contribuenti italiani che si trova nella cosiddetta no tax area. Mi riferisco a molti pensionati al minimo e altrettanti lavoratori precari che non versano alcuna imposta sul reddito. Viceversa, l’incremento dell’Iva peserebbe su tutti, anche su chi non beneficerebbe alcun vantaggio dall’introduzione della flat tax, penalizzando, soprattutto, le fasce sociali più deboli”.

 

 

Con Cristiano Ronaldo recuperato e titolare, ma senza Emre Can e col dubbio Chiellini, la Juve affronterà l’Ajax, domani, nell’andata dei quarti di Champions. Il ritorno del fuoriclasse portoghese consentirà ad Allegri di ricomporre il duo d’attacco con Mario Mandzukic, fresco di rinnovo contrattuale: alle loro spalle, nel 4-3-1-2 di partenza, agirà Bernardeschi, che ha scavalcato Dybala nelle gerarchie europee del tecnico livornese. In difesa, invece, se non dovesse farcela Chiellini, spazio a Rugani al fianco di Bonucci, con Cancelo e Alex Sandro sulle corsie esterne, per frenare l’attacco dei lancieri, capaci, in questa stagione, di segnare già, solo in campionato, la bellezza di 100 gol.

La gara, con calcio d’inizio alle 21.00, sarà trasmessa in diretta su Rai1, con la telecronaca di Stefano Bizzotto e Antonio Di Gennaro, gli interventi dal campo di Alessandro Antinelli e le interviste di Aurelio Capaldi. Ajax-Juve sarà preceduta e seguita, dalle 20.35, subito dopo il Tg1, e al termine, fino alle 23.00, dallo studio pre e post partita, in onda da Saxa Rubra, affidato a Paola Ferrari ed Alberto Rimedio, con Paolo Rossi: nella serata troveranno spazio, oltre ai commenti, le interviste live dalla Johan Cruijff Arena e gli highlights delle altre tre gare d’andata dei quarti, Tottenham-Manchester City, Liverpool-Porto e Manchester United-Barcellona.

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

COMUNICATOst_8aprile2019

 

OPUSCOLO_EVENTI2019_CASTELPERGsrl_bassa

 

OPUSCOLO_EVENTI2019_FONDAZIONE_bassa
Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Interrogazione. In data 5 febbraio 2019 abbiamo presentato una interrogazione (n. 224) dove esprimevamo la nostra contrarietà al concerto di DJ Moroder a Cima Tognola (quota 2200 metri), San Martino di Castrozza.

Abbiamo chiesto tra l’altro se fosse possibile trovare luoghi più idonei per lo svolgimento di concerti, al fine di preservare aree protette di valore inestimabile.
In data 28 marzo ci è giunta la risposta dell’assessore Tonina che specifica “in data 11.03.2019 la struttura competente in materia di aree protette ha comunicato formalmente ai proponenti, ai sensi dell’art. 27 bis della L.P 23/92, la sussistenza di motivi ostativi all’accoglimento dell’istanza con la possibilità per il proponente di presentare le nuove argomentazioni a favore”.

Nel dettaglio, trattandosi di una procedura di valutazione di incidenza, va fatto specifico
riferimento all’art. 6 paragrafo 4 della Direttiva 92/43/CEE che recita:

4. Qualora, nonostante conclusioni negative della valutazione dell’incidenza sul sito e in mancanza di soluzioni alternative, un piano o progetto debba essere realizzato per motivi imperativi di rilevante interesse pubblico, inclusi motivi di natura sociale o economica, lo Stato membro adotta ogni misura compensativa necessaria per garantire che la coerenza globale di Natura 2000 sia tutelata. Lo Stato membro informa la Commissione delle misure compensative adottate.(…).
Pertanto, il proponente ha facoltà di presentare eventuali alternative, in mancanza delle quali, l’evento può essere comunque realizzato qualora venga dimostrata l’esistenza di un rilevante interesse pubblico, inclusi motivi di natura sociale o economica, proponendo al tempo stesso idonee misure di compensazione, per cercare di garantire la coerenza globale della rete “Natura 2000”.”

Nel verbale di deliberazione della Giunta provinciale n. 462 si rileva come le alternative presentate dal proponente non siano risultate idonee per fattori insuperabili di carattere tecnico-logistico-organizzativo. Quindi è stato ritenuto impossibile trovare alternative adeguate. Affermazione sorprendente: davvero non è stato possibile trovare un luogo dove permettere lo svolgimento dell’evento che non fosse all’interno di un patrimonio UNESCO, soggetto a tutela ambientale e alle prescrizioni della direttiva Habitat? Davvero non è stato possibile individuare un’area “scevra dalle criticità ambientali che hanno generato le conclusioni negative della valutazione d’incidenza del concerto sull’Alpe Tognola”?
Si è ritenuto di superare il diniego dimostrando la valenza economica dell’evento in rapporto alla difficile situazione economica del Primiero, facendo proprie nel verbale sopracitato le considerazioni del Comune di Primiero S. Martino, che ha definito il concerto come “un’occasione irrinunciabile” e “tassello importante per il turismo della località”. Quindi l’esigenza citata di “svecchiamento dell’immagine percepita della località”, per trasformarla in “una destinazione d’eccellenza, per un target medio-alto” è stata ritenuta superiore alla necessità di tutelare le peculiarità ambientali di un’area protetta. La “reputazione della destinazione” ad uso e consumo del “turismo delle esperienze” è stata scambiata con l’impoverimento del territorio e della fauna che ci vive.

Discutibile è poi la giustificazione del mancato confronto con il Parco e gli altri soggetti interessati attribuita al “fitto programma di date del tour europeo dell’artista” e alla conseguente fissazione della data del concerto ad Alpe Tognola “in tempi strettissimi”. Com’è noto, gli artisti pianificano con grande anticipo i propri tour: se gli organizzatori dell’evento non hanno ritenuto di pianificare anch’essi il concerto rispettando le scadenze che una simile manifestazione richiede, ciò non dovrebbe andare a detrimento dell’integrità della zona Parco protetta e di chi lo popola. Se quindi gli organizzatori non hanno seguito una scansione temporale adeguata, non hanno trovato certo un ostacolo da parte della Giunta, la quale è stata ben felice di essere stata posta “di fronte al fatto compiuto”: prima ancora di ricevere l’autorizzazione necessaria erano infatti stati messi in vendita sui siti dedicati i biglietti dell’evento. A cascata ha quindi evitato “danni d’immagine (..) con ripercussioni fortemente negative per l’intero Trentino”. Addirittura per l’intero Trentino! Come se l’immagine dell’intero Trentino dipendesse da Moroder e da un concerto annullato perché la valutazione d’incidenza ad esso relativa era risultata negativa. Il fatto che gli organizzatori abbiano deciso di pubblicizzare l’evento prima della necessaria autorizzazione è da imputare solo a costoro, che ne sono direttamente responsabili e poco rilevano le insussistenti e inconsistenti motivazioni. L’organizzazione di un tour europeo da parte di un artista e la necessità di inserirsi nelle sue date non è un fatto che si possa fregiare del titolo di “eccezionalità”.

Se si agisse con questa logica in tutte le situazioni che prevedono un’organizzazione puntuale, ognuno potrebbe agire come meglio crede. Oppure si ritiene di abdicare a qualsiasi regola in nome del “dio soldo”?
L’ente pubblico ha quindi richiesto la messa in campo di “idonee misure compensative”, che sono state giudicate congrue dal Comitato scientifico delle aree protette, il quale però non si è espresso sulla sussistenza di “imperativi motivi di rilevante interesse pubblico di tipo economico”. Anche perché sono ben evidenti i rilevanti interessi di tipo economico, ma privati, degli organizzatori stessi: ben più difficile valutare i benefici pubblici di tipo economico che siano derivati dalla performance di Moroder, la quale da sola è difficile che produca nel lungo periodo “effetti indiretti sulla reputazione della destinazione” – come dichiarato a sostegno della decisione della Giunta.

*

Tutto ciò premesso

si interroga il Presidente della Provincia di Trento e l’assessore competente per sapere:

1. a quanto ammontino i contributi erogati dagli enti pubblici coinvolti per l’organizzazione del citato concerto;

2. quante siano state le persone partecipanti al concerto, paganti e non;

3. a quanto ammonti l’introito realizzato e il bilancio economico dell’evento;

4. le motivazioni che abbiano reso impossibile trovare un luogo idoneo allo svolgimento del concerto che non fosse all’interno di un patrimonio UNESCO, soggetto a tutela ambientale e alle prescrizioni della direttiva Habitat;

5. se si sia rilevato un incremento del numero di soggiorni in Primiero durante il weekend del 6 e 7 aprile in concomitanza del concerto e quanto ammonti tale incremento;

6. se non possa ritenersi lesivo dell’immagine del Trentino la diffusione di un territorio montano facilmente svendibile agli interessi economici e che non sa trasmettere un’idea di turismo sostenibile e responsabile;

7. se non ritenga contraddittorio far proprio l’impegno contenuto nella mozione n. 223 del 11 aprile 2018 che impegnava la Giunta della scorsa legislatura a definire delle linee guida volte all’individuazione delle attività umane incompatibili con le peculiarità dei territori montani e, nello stesso verbale, consentire l’evento citato;

8. se non abbia preso in considerazione il fatto che il territorio che abbiamo il privilegio di abitare, che è consumabile e non è eterno, di inestimabile valore ambientale e culturale non vada preservato nel tempo e se quindi l’ottica di lungo periodo adottata dalla Giunta non dovrebbe puntare sulla “reputazione della destinazione” bensì sulla sua conservazione, se davvero si vuole che i turisti continuino a frequentare il Trentino per trovare ciò che cercano, cioè un “una montagna come luogo spirituale dove godere della bellezza del paesaggio, del silenzio e delle emozioni che la natura sa offrire” e non, forse, una discoteca a cielo aperto – la quale è benvenuta, ma nei luoghi adatti che possano registrare una valutazione d’incidenza positiva.

 

*

Paolo Ghezzi
Consigliere provinciale di Futura 2018

Lucia Coppola
Consigliera provinciale di Futura 2018

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Contesto urbano e sviluppo delle piccole e medie imprese: esperti a confronto. Il 15 e 16 aprile un convegno di due giorni al Centro OCSE di Trento.

La relazione fra il contesto urbano e territoriale e lo sviluppo delle piccole e medie imprese, saranno il tema di un convegno di due giorni in programma il 15 e 16 aprile al Centro OCSE di Trento. Vi parteciperanno alcuni tra i più rinomati economisti ed esperti di PMI, fra cui Saskia Sassen e Andrés Rodríguez-Pose, che si confronteranno sul rapporto tra le piccole e medie imprese e le città ed i territori che le ospitano.

Cosa rende un luogo vivibile? Cosa trasforma un luogo in uno spazio territoriale dinamico in grado di promuovere l’imprenditorialità e la crescita? Queste due domande potrebbero avere la stessa risposta. Le piccole e medie imprese e gli imprenditori possono trarre vantaggio da città ben funzionanti, ben progettate e ben pianificate, allo stesso modo in cui queste città e i loro quartieri possono beneficiare della presenza di imprenditori locali e di PMI che creano posti di lavoro, ma anche autenticità, fascino, integrazione sociale e connessioni sociali.

Ottenere un ecosistema favorevole per imprenditori e PMI non è però scontato, poiché non tutti gli ambienti urbani hanno caratteristiche che si adattano e sostengono lo sviluppo di contesti imprenditoriali dinamici. È quindi fondamentale capire quali politiche economiche, di regolamentazione delle imprese, di uso del territorio e di pianificazione urbana possono aiutare a sfruttare i vantaggi che le PMI e gli imprenditori possono fornire per creare luoghi attrattivi e vivibili.

La conferenza OCSE sulle PMI e il tessuto urbano è organizzata dal Centro per l’imprenditorialità, le PMI, le Regioni e le Città dell’OCSE in collaborazione con la Provincia autonoma di Trento e la Fondazione svedese Axel and Margaret Ax:son Johnson.

I lavori verranno introdotti dall’assessore allo sviluppo economico, ricerca e lavoro della Provincia autonoma di Trento.

Qui il programma https://oe.cd/SMEs-Cities

 

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

L’Ateneo entra a far parte del consorzio Eciu che riunisce tredici università giovani e ad alta intensità di ricerca. Giovedì 11 aprile alle 15.30 a Palazzo Sardagna una conferenza stampa con il rettore Paolo Collini per approfondire obiettivi e linee di indirizzo della partnership.

Passo sempre più europeo per l’Università di Trento. L’Ateneo ha deciso di entrare a far parte del consorzio Eciu (The European Consortium of Innovative Universities). Una rete di tredici università giovani e ad alta intensità di ricerca, accomunate dalla dimensione (medio-piccola), dall’apertura internazionale, dalla qualità e dalla didattica aperta all’innovazione, dall’avere ICT e scienze sociali come punti di forza, dalla connessione con il mondo imprenditoriale.

Come nuova partner, UniTrento ospita da oggi i lavori di un tavolo di lavoro specifico sull’alta formazione. Ma il clou della visita sarà giovedì e venerdì prossimi, 11 e 12 aprile, quando l’Ateneo trentino sarà sede della riunione annuale (Executive Board meeting) del consorzio Eciu. Una quarantina gli ospiti da tutta Europa, in rappresentanza delle tredici università, che parteciperanno all’incontro di programmazione e di visione, nel quale saranno prese le decisioni più importanti.

A margine dei lavori è stata organizzata una conferenza stampa con il rettore dell’Ateneo di Trento, Paolo Collini, giovedì 11 aprile alle 15.30 nella sede del Rettorato a Palazzo Sardagna, in Sala della musica (Trento – Via Calepina, 14). L’incontro con i media sarà un’occasione per approfondire le motivazioni che hanno portato l’Università di Trento a fare parte del consorzio e conoscere il primo ambizioso progetto in programma che riguarda anche l’Ateneo trentino.

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

La Polizia di Stato, a conclusione di complesse indagini, svolte dalle Squadre Mobili di Vibo Valentia e Catanzaro e dal Servizio Centrale Operativo, coordinate dalla Procura Distrettuale Antimafia di Catanzaro, dalle prime ore di stamane, hanno eseguito un´ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di 33 persone ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere di tipo mafioso, concorso esterno in associazione mafiosa, estorsione, danneggiamento e rapina, aggravati dal metodo mafioso, detenzione e porto illegale di armi ed esplosivi, lesioni pluriaggravate, intestazione fittizia di beni, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti.

L´operazione ha visto l´impiego di oltre 200 poliziotti a Vibo Valentia e altri nelle province di Reggio Calabria, Palermo, Roma, Bologna, L´Aquila, Prato, Livorno, Alessandria, Brescia, Nuoro, Milano, Udine. L´indagine, suffragata dal contributo delle dichiarazioni rese da alcuni collaboratori di giustizia, ha permesso di ricostruire l´organigramma e le attività delittuose commesse dai componenti del locale di `ndrangheta riconducibile all´entroterra vibonese di Piscopio.

Il locale dei “Piscopisani” avrebbe posto in essere, a iniziare dal 2010, azioni tese a contrastare il predominio criminale del locale facente capo alla famiglia MANCUSO, egemone da anni su Limbadi e su tutta la provincia di Vibo Valentia, con proiezioni sul territorio nazionale.

Le attività investigative hanno permesso di scoprire una base operativa a Bologna (dove sono state già sequestrate armi) e collegamenti con Palermo, dove i Piscopisani “piazzavano” cocaina (già sequestrata durante le indagini).

Nei video in cui i soggetti maneggiavano armi clandestine che venivano poi utilizzate per atti di intimidazione, tra i quali una gambizzazione. Gli arrestati fanno parte di un gruppo mafioso i cui principali esponenti si trovano già in carcere per omicidi effettuati nel corso della faida contro il clan avverso dei Patania, affiliato ai Mancuso. per commettere gli omicidi sono state utilizzate numerose armi.

 

(Pagina 3 di 5)