Dl sblocca cantieri, subito gare per 1,7 mld investimenti grazie a norma su concessioni autostradali. Grazie alla norma inserita nel decreto Sblocca cantieri, che consente di mettere a gara anche quelle concessioni autostradali scadute riguardanti infrastrutture su cui ci siano in corso progettazioni di lavori, il Mit è in grado di far partire subito due gare che, insieme, valgono 1,7 miliardi di euro di investimenti.

Si tratta della procedura di gara per l’affidamento della concessione di Ativa (Torino-Ivrea-Quincinetto) – scaduta nel 2016 – e di Satap – scaduta nel 2017- per un valore di 900 milioni di euro complessivi. E della gara per le concessioni di Salt e di Autostrada dei Fiori, per un valore di circa 800 milioni di euro complessivi.

Grazie alla misura del decreto Sblocca cantieri, dunque, si evitano continue proroghe di concessioni scadute da anni e si consente, senza vantaggi competitivi per alcun soggetto, l’immediato sblocco degli investimenti finalizzati anche ad urgenti interventi di messa in sicurezza sulle tratte autostradali.

A22: ok a ultime richieste soci pubblici, mantenimento azionisti privati in contrasto con norme. “Gran parte delle ultime richieste di modifica dell’accordo per la concessione in house della A22, inoltrate oggi al Mit dai soci pubblici attraverso la Regione Trentino-Alto Adige, vedono il Ministero aperto a condivisione, con lo stesso spirito costruttivo che ha caratterizzato tutti questi mesi di trattativa sullo schema di intesa.

Non così si può dire della modifica relativa all’articolo 42.2, che riguarda la perdurante presenza di soggetti privati nell’azionariato del nuovo concessionario. Si tratta, infatti, di una richiesta che, come diciamo da tempo, è in contrasto sia con la normativa nazionale, per cui andrebbe incontro a una bocciatura della Corte dei conti, sia con il parere rilasciato dalla Dg Grow”. Lo spiega il Mit in una nota che riprende i contenuti della lettera di risposta al presidente della Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol, Arno Kompatscher.

“Quanto, invece, alla richiesta di vincolare ai territori gli eventuali benefici eccedenti il valore di subentro degli investimenti realizzati e non ammortizzati alla data del 31 dicembre 2018, il Mit sottoporrà alle valutazioni del Cipe, come già inizialmente proposto in occasione della seduta dello stesso Cipe del 28 novembre scorso, la proposta di destinare gli extra-profitti alla realizzazione delle opere previste dall’articolo 8 dell’accordo di cooperazione”.

“Invitiamo comunque la Regione a trasmettere entro il prossimo 3 maggio il testo dell’intesa con il via libera alle ultime modifiche proposte dal Mit, allo scopo di evitare l’apertura di una procedura di infrazione comunitaria per il mancato perfezionamento dell’accordo. In caso contrario, ci troveremo costretti ad avviare immediatamente gli adempimenti per la gara con cui sarà individuato il nuovo concessionario”, conclude il dicastero di Porta Pia.

UIL Scuola al tavolo: è necessario modificare la Legge sulla Scuola, attivare misure straordinarie per tutto il personale scolastico, aprire la stagione dei rinnovi contrattuali.
Vinti: “Alle richieste avanzate formalmente nelle giornate del 13 e del 15 aprile u.s. all’Amministrazione Provinciale, finalmente oggi si sono ottenute le prime risposte”.

A poco più di due settimane dall’invio al Presidente della Provincia – all’Assessore Provinciale – al Dirigente Generale – all’APRaN di tre diverse note UILScuola, oggi si è tenuto il primo vero momento di confronto tecnico: confronto iniziato alle ore 10.00 presso il Dipartimento Istruzione e Cultura. Ha introdotto i lavori il Dirigente generale, dottor Roberto Ceccato, partendo dall’illustrazione del percorso relativo al riassetto interno del Palazzo: una riorganizzazione in via di definizione.

In seguito il Dirigente ha annunciato l’imminente presentazione delle linee guida del programma di Giunta provinciale, per quanto di riferimento. All’interno del documento programmatico troveranno spazio i temi: del sostegno ai presìdi scolastici (come attenzione alle periferie), dell’autonomia scolastica, della didattica, del precariato. Con maggio si aprono i termini tecnici per l’avvio dell’iter sull’assestamento di bilancio: all’interno le prime vere scelte finanziarie di questa giunta.

Tra queste, ed è una prima riposta ad alcune richieste formalmente avanzate dalla UIL Scuola, l’eliminazione delle rigidità metodologiche sul trilinguismo e la cancellazione degli ambiti territoriali e della cosiddetta “chiamata diretta” degli insegnanti. In seguito, e comunque in tempo utile per l’avvio dell’anno scolastico 2020-21, sarà presentato un disegno di legge volto alla modifica della norma provinciale sulla Scuola.

La delegazione della UIL Scuola, composta da Pietro Di Fiore e Lucia Vinti, ha ribadito al tavolo le richieste più volte avanzate bel corso degli ultimi anni (e, per ultimo, illustrate in via formale attraverso le Note allegate al presente comunicato). Alcune richieste necessitano di modifiche di legge sulla scuola, altre il tempestivo avvio di un confronto negoziale contrattuale.

Sull’autonomia scolastica. Un buon risultato ascoltare le richieste accolte su chiamata diretta – trilinguismo – alternanza scuola lavoro – tutela dell’autonomia scolastica. Certo è che siamo ancora sul terreno dei buoni propositi: attendiamo di leggere le modifiche alle norme. “A dire il vero manca un cambiamento sul tema della valorizzazione del merito: la legge deve essere mutata, le risorse debbono diventare contrattuali, al fine di rendere oggettiva – trasparente – verificabile la relativa assegnazione ai docenti” – commenta Di Fiore. Resta il fatto che alcuni passi tecnici, concreti, possono essere effettuati fin da subito.

Sia resa piena comunicazione degli organici complessivi; riemergano dalle nebbie di palazzo tutte le cattedre CLIL: vere desaparecidos; si avvii un percorso volto alla piena attivazione della classe di concorso A23 (Lingua Italiana per discenti di lingua straniera); si dia pieno corso all’organico dell’autonomia indirizzandolo all’offerta formativa relativa ai saperi artistici. Il riscontro dato alle nostre richieste è stato positive.

Sui rinnovi contrattuali. Anche in considerazione delle istanze di regionalizzazione del sistema scolastico provenienti da diverse zone del nostro Paese, coerente e lungimirante è stata la scelta della UIL Scuola del Trentino di tenere punto fermo / barra a dritta sul rispetto del Contratto collettivo nazionale e sull’utilizzo del nostro contratto provinciale ad uso integrativo. Un contratto di secondo livello.

“La Scuola unisce il Paese”, questo il motto della nostra organizzazione sindacale.

Di più: oggi possiamo dire che la nostra scelta di sempre permette di considerare i gradoni maturati e la “vacanza contrattuale” meccanismi automatici. Ed in effetti il Dirigente Generale ha convenuto sulla necessità di dare riscontro positivo rispetto agli automatismi, così come alla sicura attribuzione degli aumenti che saranno negoziati a livello nazionale (adeguamenti oggetto dell’intesa raggiunta con il Governo).

Non basta. Sul tema dei rinnovi contrattuali la UIL Scuola ha chiesto vi sia une vera e propria rivoluzione copernicana, rispetto agli indirizzi seguiti gli ultimi dieci anni: dalla logica delle quantità a quella della qualità del lavoro; dagli obiettivi politici quinquennali alla valorizzazione del lavoro d’aula; dai progetti etero-diretti alla piena realizzazione del diritto allo studio.

Di Fiore: “Su questi temi è necessario, ovviamente, un impegno finanziario da parte della Giunta. Nel frattempo si parta con il confronto su alcune norme contrattali vigenti, istituti che hanno creato serie difficoltà e disparità di trattamento, in termini di applicazione”. Su queste materie, dove peraltro UIL Scuola ha inviato Nota formale il 15 aprile, il Dirigente generale Ceccato ha dato ampia disponibilità calendarizzando fin da subito un incontro ad hoc: il 16 maggio alle 15.00 proveremo a trovare un’intesa su alcune modalità applicative di istituti contrattuali (piano annuale della attività, recuperi orari, permessi e ferie, obblighi di servizio per i docenti part-time, …).
Sul precariato. Anche su questo tema UIL Scuola ha posto sul tavolo proposte precise, concrete, di possibile immediata applicazione. Sono iniziative che necessitano solo di determinazioni dirigenziali.

In ragione del fatto che nelle altre regioni il concorso riservato per i docenti di Scuola Primaria è già in corso, spingendo diversi insegnanti della provincia di Trento, preoccupati per i tempi di avvio della procedura provinciale, a parteciparvi, si chiede che venga data comunicazione certa circa i tempi di approvazione del relativo bando. La procedura concorsuale dovrà chiudersi generando la nuova graduatoria in tempo utile per le immissioni in ruolo e per contratti a tempo determinato a.s. 2020-21.
Su questo UIL Scuola è dovuta intervenire con fermezza, davanti alle obiezioni poste dall’ufficio reclutamento. Di Fiore: “Non è ininfluente far vivere le persone nell’incertezza; non è ininfluente far avanzare domande concorsuali in Veneto ed in Lombardia a docenti che hanno costruito la loro professionalità (oltreché la loro vita, anche familiare) in Trentino, per poi invitarli e rientrare in futuro: l’Amministrazione deve essere al servizio delle Persone, non viceversa”.

Occorrerà,infine, prevedere nel bando una seconda fase per i docenti che matureranno il requisito dei 3 anni di servizio con l’anno scolastico 2019/2020, ultimo anno di vigenza delle graduatorie di Istituto della provincia di Trento.Restano aperte alcune difficoltà che debbono trovare soluzione.
Lucia Vinti le ha ricordate in maniera puntuale.

• Graduatorie concorso riservato. Alla richiesta di pubblicazione in tempi brevi delle graduatorie corrette in autotutela a seguito delle richieste di controllo, la dott.ssa Mussino ha comunicato che le graduatorie corrette saranno pubblicate entro la metà del mese di maggio.

• Per quanto riguarda i dati sul precariato e sull’organico, abbiamo concordato che i dati saranno forniti in un incontro successivo. Si sta infatti approntando l’organico di diritto ai fini della mobilità e, quindi, delle immissioni in ruolo. I dati dei pensionamenti effettivi sono 340, di cui 150 alle Primaria. Vi saranno 10 classi in più sul territorio provinciale, grazie alla delibera che ha cambiato i numeri massimi di alunni per classe. L’organico di diritto della Primaria è stato definito e si prevedono 184 immissioni in ruolo, fra cui 12 di Lingua Inglese e 14 di Lingua Tedesca (per i quali posti però non vi è sufficiente copertura nella graduatoria del concorso ordinario). Non sono stati invece forniti i dati sul Sostegno. Per quanto riguarda la Secondaria l’organico è in fase di definizione. Anche sulla secondaria è prevista qualche classe in più. UIL Scuola chiede, complessivamente, non meno di 400 immissioni in ruolo.

• Mancata attivazione SMIM. Il dott. Ceccato ha giustificato la mancata attivazione di ulteriori SMIM oltre a quelle in essere, in attuazione di quanto stabilito da delibera oggi vigente, che copre anche l’anno scolastico 2019/20. Sarà possibile riaprire le previsioni in vista del successivo anno scolastico.

• Concorso ordinario 2016. È necessario andare velocemente all’esaurimento di tutte le graduatorie di quel concorso: il bando di allora prevedeva una programmazione (ed una conseguente immissione in ruolo) nell’arco di un triennio. Tempo scaduto

ITAS Mutua: l’Assemblea dei delegati approva i risultati 2018

Presentato ai delegati anche il nuovo progetto di “agenzia mutualistica”, un vero e proprio presidio di mutualità sul territorio.

Trento, 30 aprile 2019. L’assemblea dei delegati di Itas Mutua ha approvato i risultati 2018. Presentato anche il nuovo progetto di “agenzia mutualistica”, un vero e proprio presidio di mutualità sul territorio.

Grazie ad una significativa crescita della raccolta, accompagnata da un deciso recupero della redditività sia nel comparto Danni che in quello Vita, il Gruppo ha ulteriormente rafforzato la solidità del proprio capitale a tutela degli interessi dei propri soci assicurati. In particolare:

la raccolta premi complessiva cresce del +26% a 1.446 milioni di euro
le riserve tecniche complessive (vita e danni) raggiungono i 4,6 miliardi di euro (+10%)
la raccolta netta Vita raddoppia passando da 208 milioni di euro a 416 milioni di euro
gli iscritti al fondo pensione aperto Plurifonds crescono ad oltre 67.000 unità con masse gestite pari a 705 milioni di euro (+7,6%)
il Risultato Operativo consolidato si posiziona a 32 milioni contro i 5 mln del 2017 grazie al miglioramento sia del segmento Danni che di quello Vita
l’utile netto consolidato si incrementa del +54% passando da +11,8 milioni di euro a +18,2 milioni di euro

cresce in modo significativo la solidità della Compagnia con il Solvency Ratio di Gruppo al 148% contro il 131% dell’esercizio precedente. Il Solvency Ratio di Itas Mutua arriva al 160% (146% alla fine del 2017) mentre quello di ITAS Vita chiude l’esercizio al 203% (139% alla fine del 2017).

Per quanto riguarda la Capogruppo ITAS Mutua, il volume d’affari ha raggiunto gli 856 milioni di euro, con un incremento del +9% rispetto al 2017. La redditività tecnica ha evidenziato un deciso miglioramento con il Combined Ratio che ha registrato un rapporto pari al 101,3%, in miglioramento rispetto al 103,5% del 2017, nonostante l’appesantimento causato dai danni legati agli eventi naturali.

L’Amministratore Delegato Raffaele Agrusti ha così commentato. “Questi risultati confermano che la nostra Compagnia ha ormai intrapreso quel virtuoso sentiero di recupero di redditività e di patrimonializzazione che avevamo indicato in occasione della redazione dello scorso piano triennale. Il recupero, infatti, di un congruo livello di patrimonializzazione rappresenta il presupposto per svolgere appieno la nostra attività in un quadro di mutualità”.

I 164 delegati presenti, in rappresentanza di oltre 1 milione di soci assicurati, hanno avuto la possibilità di effettuare, prima dell’assemblea, una specifica formazione dedicata al bilancio e alle norme di Solvency II in modo da acquisire tutte le informazioni e gli strumenti necessari per esprimere al meglio la loro partecipazione in un momento democratico così importante per la Mutua.

 

Comunicato stampa_30.4.19_Assemblea dei delegati ITAS

Istituto comprensivo di Mezzolombardo rimane unico anche per il prossimo anno scolastico. Precisazione dell’Assessorato all’Istruzione: eventuali iscrizioni alle due sedi solo a partire dall’anno scolastico 2020-2021.

La decisione sullo “sdoppiamento” dell’Istituto comprensivo scolastico Mezzolombardo-Paganella sarà presa il prossimo autunno, in quanto quest’anno non c’erano i tempi tecnici per operare la separazione. La scuola pertanto continuerà ad operare nell’attuale sede e nell’a medesima conformazione per tutto l’anno scolastico 2019-2020. E’ quanto chiarisce l’Assessorato all’Istruzione precisando, a proposito di un articolo pubblicato oggi su un quotidiano locale, che l’eventuale divisione dell’Istituto in due sedi, una a Mezzolombardo e l’altra sull’altopiano della Paganella, avrà effetto soltanto a partire dall’anno scolastico 2020-2021.

Il confronto sul futuro dell’Istituto comprensivo di Mezzolombardo – spiega l’Assessorato all’Istruzione della Provincia autonoma di Trento – è in atto da qualche settimana: un primo incontro con le amministrazioni comunali dei territori interessati è avvenuto il 4 aprile scorso dopo un precedente incontro con la dirigenza della scuola, ma altri incontri e colloqui sono previsti a breve. Entro il prossimo autunno sarà quindi adottata una decisione in merito, visto che per le iscrizioni per il prossimo anno scolastico, concluse lo scorso 30 gennaio, non si sarebbe potuto intervenire con un percorso di separazione che potesse consentire il corretto svolgimento delle iscrizioni stesse. Con il prossimo anno scolastico, dunque, non cambierà l’assetto della scuola per le famiglie e gli alunni. Le iscrizioni sulle due sedi saranno dunque eventualmente possibili solo a partire dal prossimo anno e riguarderanno, come precisato, l’anno scolastico 2020-2021.

Stati generali della montagna, venerdì a Tenno il terzo incontro. Venerdì, presso la Casa degli artisti, alle ore 19.30, è fissato il terzo incontro con la giunta provinciale sui temi dello sviluppo economico e la cultura.

Lo sviluppo economico, la cultura e la scuola sono i temi del terzo incontro sul territorio programmato dalla giunta provinciale nell’ambito delle iniziative degli Stati generali della montagna. L’appuntamento è fissato per venerdì 3 maggio, con inizio alle ore 19.30, presso la Casa degli artisti di Tenno. La serata vedrà la partecipazione dei vertici della Provincia autonoma di Trento e degli assessori competenti in tema di economia e istruzione. Le uscite dell’esecutivo provinciali affiancano l’attività preparatoria degli Stati generali della montagna svolta dai gruppi di lavoro nei 15 diversi territori del Trentino. .Il progetto intende – grazie al coinvolgimento della popolazione, attraverso i portatori di interesse di tutte le diverse realtà territoriali – raccogliere dal basso le istanze e le proposte che formeranno l’agenda degli Stati generali della montagna, previsti a giugno a Comano Terme.

Mistero nozze di Pamela Prati e Il Ken Italiano Angelo Sanzio: « Le sues ocie mi chieser di Comprare Una Sim Non Tracciabile E Di Cercare Un Diamante Da 200 Mila Euro ». Angelo Sanzio, noto come “il Ken umano italiano”, ex concorrente del Grande Fratello, racconta a OGGI, in edicola da domani, i suoi difficili rapporti con Eliana Michelazzo e Pamela Perricciolo, manager della showgirl sarda Pamela Prati, il cui annunciato matrimonio con il misterioso Mark Caltagirone è diventato un giallo.

«Amici in comune mi avevano consigliato di affidarmi a loro durante il periodo del Grande Fratello ma soprattutto per la gestione di serate e ospitate dopo il reality… Sa qual è la cosa più assurda? Mi costringevano a pagare i loro biglietti del treno per Milano ogni volta che ero ospite nelle trasmissioni Mediaset». A un certo punto (Pamela Perricciolo, ndr) mi chiese se avevo la possibilità di procurarle una sim non tracciabile. Motivò questa richiesta dicendomi che le serviva per “colpire” una nota parlamentare che le aveva creato, a suo dire, problemi… Mi promise 100 mila euro, una cifra importante e inverosimile che rifiutai perché si trattava di qualcosa di poco trasparente», racconta.

E sulla vicenda Prati-Caltagirone dice: «Eliana Michelazzo organizzava serate a Roma in un ristorante. In quelle occasioni ho spesso incontrato Pamela Prati. Lei mi raccontò di questa sua storia con Mark. La Perricciolo mi mostrò qualche sera dopo la foto di un diamante a forma di cuore che Caltagirone voleva regalare alla futura sposa.

Mi chiesero di cercarlo dicendo che al momento del pagamento, circa 200 mila euro, se ne sarebbe occupato Mark. Poi non se ne fece più nulla… Io Mark non l’ho mai visto, mai, in un anno e mezzo non è mai capitato di incontrarlo o sentirlo… Solo dopo la mia decisione di lasciare l’agenzia Aicos, si è fatto vivo prima attraverso Instagram e con toni abbastanza accesi. Diceva di essere in Siria… e mi specificò che era pronto a pagare anche tre avvocati per tutelare Pamela e la società Aicos che la showgirl dice di dirigere».

Ma si era mai parlato di nozze? Risponde Angelo Sanzio: «Guardi, in agenzia si parlava anche di nozze già avvenute. Le dico la data esatta: il 21 marzo».

 

Cover OGGI 18

I militari della Compagnia Carabinieri di Borgo Valsugana, impegnati in servizi coordinati del territorio, disposti dal Comando Provinciale di Trento, hanno denunciato all’A.G. per maltrattamenti in famiglia un italiano 67enne.

Ancora un episodio di violenza in famiglia. Anche in questo caso, la donna ha raccontato ai carabinieri, anni di violenza psicologica e fisica subiti dal coniuge. Lei, quasi coetanea, proprio non si spiega il comportamento del marito, incredula che nonostante qualsiasi sforzo da lei compiuto per cambiarlo, è stato vano. Ha subito troppe umiliazioni, troppe offese, per continuare a tacere ancora ed ha quindi deciso di presentarsi ai carabinieri per mettere fine alla sua paura.
Dopo i primi accertamenti, i militari dell’Arma hanno denunciato l’uomo all’A.G..

La donna, veniva informata dai carabinieri dell’esistenza dei centri antiviolenza, della possibilità di essere assistita, ospitata in case “sicure” e della possibilità di accedere al libero patrocinio a spese dello Stato per sostenere le spese della separazione.

Durante un controllo, i carabinieri della Stazione di Pergine Valsugana, rinvenivano sulla persona di un minore 17enne, uno spinello contenente hashish. Il giovane, veniva quindi segnalato al Commissario di Governo per uso personale di stupefacente.

L’attività di controllo finalizzata al rispetto delle norme del C.d.S., ha comportato il ritiro di 3 patenti di guida nei confronti di O.G., italiano 57enne, fermato dai carabinieri del Nucleo Radiomobile di Borgo e sorpreso alla guida con un tasso alcolemico medio pari a 2,00 G/L; sempre i carabinieri dell’Aliquota Radiomobile, hanno fermato, dopo un breve inseguimento F.A., italiano 52enne, che veniva sorpreso alla guida con un tasso alcolemico medio pari a 1,46 G/L; infine, M.E., italiano 50enne, veniva sorpreso alla guida con un tasso alcolemico medio pari a 2,61 G/L.

“Kid Pass Days” al Museo Retico e al Museo delle Palafitte. A Sanzeno e a Fiavé domenica 5 maggio.

Domenica 5 maggio porte aperte alle famiglie al Museo Retico di Sanzeno e al Museo delle Palafitte di Fiavé in occasione di “Kid Pass Days”. I musei, gestiti dall’Ufficio beni archeologici della Soprintendenza per i beni culturali della Provincia autonoma di Trento, propongono “Chi cerca trova! Immagini e parole dal mondo dei Reti” e “100% latte”, due laboratori condotti dalle archeologhe dei Servizi educativi per conoscere, divertendosi, come vivevano i nostri antenati nell’antichità.

“Kid Pass Days”, giunta alla quinta edizione, è un’iniziativa che coinvolge a livello nazionale musei, teatri e associazioni proponendo oltre 160 eventi a misura di bambino con lo scopo di diffondere sempre più l’accessibilità e l’accoglienza nei confronti delle famiglie. L’edizione 2018 ha visto la partecipazione di 145.000 persone.

“Chi cerca trova! Immagini e parole dal mondo dei Reti”, in programmaal Museo Retico alle ore 16.30, coinvolgerà i partecipanti attraverso un gioco che li metterà sulle tracce del misterioso popolo dei Reti. Nella ricerca saranno affiancati da un archeologo che racconterà la storia dei reperti esposti e il contesto di ritrovamento, fornendo informazioni su questa antica popolazione che abitava la Val di Non nell’età del Ferro. L’attività proseguirà con un laboratorio di sbalzo del rame per creare originali ciondoli ex voto che resteranno ai partecipanti come ricordo dell’esperienza svolta in museo. La quota di partecipazione è 2 euro a persona incluso l’ingresso al museo, previa prenotazione tel. 3334686682 entro le ore 13 del giorno dell’iniziativa, massimo 20 partecipanti.

Al Museo delle Palafitte di Fiavé, sempre alle 16.30, si terrà “100% latte” laboratorio dedicato alla lavorazione dei prodotti caseari al tempo delle palafitte di Fiavé. Dopo una caccia al tesoro alla ricerca degli oggetti esposti in museo legati all’attività del casaro, l’archeologa narrerà le vicende dell’antico lago Carera e dei villaggi preistorici situati sulle sue sponde. Utilizzando le ricostruzioni in legno di alcuni reperti, secchio, frullino, mestolo, cucchiaio, tazze, verranno svelate curiositàe illustrati interessanti aspetti sull’alimentazione degli abitanti delle palafitte. La quota di partecipazione è 2 euro a persona incluso l’ingresso al museo, previa prenotazione tel. 3292904779entro le ore 13 del giorno dell’iniziativa, massimo 20 partecipanti.

Bilancio consuntivo: risorse per la crescita sostenibile dell’Ateneo. Approvato oggi dal Consiglio di amministrazione il Bilancio unico d’Ateneo 2018. Proventi e contributi per 185 milioni a fronte di costi operativi per 163,6 milioni. Principale voce di costo è sempre il personale con 92 milioni. Il Cda chiede al rettore di impiegare l’utile per sostenere la crescita sostenibile dell’Ateneo nei prossimi anni. Segnalato un incremento anomalo delle entrate da tasse universitarie legato al cambio del modello di calcolo della contribuzione. Prosegue l’impegno nello sviluppo edilizio: con l’acquisto del compendio “ex CTE” nuovi servizi per la comunità studentesca

Nella seduta di oggi in Rettorato il Consiglio di amministrazione dell’Università di Trento ha approvato all’unanimità il Bilancio unico d’Ateneo 2018. Il conto economico evidenzia proventi operativi per 185,5 milioni a fronte di costi operativi per 163,6 milioni. Un dato stabile e incoraggiante in linea con gli esercizi precedenti, che è stato messo in evidenza più volte durante la seduta. Le risorse ministeriali a sostegno dei Dipartimenti di eccellenza e i progetti di sviluppo previsti dall’Ateneo nel proprio Piano strategico stanno segnando in questi anni una fase di grande crescita per l’Università di Trento.

Uno sviluppo positivo che dovrà però essere sostenuto anche in futuro, nei prossimi decenni, con risorse adeguate. Per questo, il Consiglio di amministrazione ha chiesto al rettore di quantificare le risorse accantonabili e di valutarne l’impiego di una parte per la definizione di piani di finanziamento a lungo termine per dare continuità allo sviluppo dell’Ateneo. L’obiettivo è quello di far crescere nel tempo l’Università in modo sostenibile, sia nei numeri, sia nella qualità.

Le entrate – Sono composte principalmente da contributi dalla Provincia autonoma di Trento (126 milioni) e da altri enti, per un totale di 138,4 milioni, in diminuzione del 2,9% rispetto allo scorso anno. I contributi ricevuti dall’Unione europea ammontano invece a 12,5 milioni: di questi, 11,5 sono destinati al finanziamento di progetti di ricerca e 0,9 milioni alle borse di studio e altri progetti nell’ambito della mobilità internazionale. Questo è un dato che testimonia ancora una volta la capacità dell’ateneo trentino di attrarre finanziamenti consistenti anche a livello internazionale nonostante la crescente concorrenza. Per quanto riguarda i contributi ricevuti dallo Stato, con 6,7 milioni (+3%) si conferma il trend di aumento dello scorso anno. A questi si aggiungono infine i 661 mila euro da parte della Fondazione Caritro. In questo capitolo rientrano anche i proventi da attività di ricerca per 19,8 milioni (-5,3%) e le tasse studentesche, che ammontano a 22,7 milioni (+12,4%).

Tasse universitarie – A determinare un maggior gettito riguardo a questa voce è stato il passaggio del sistema di calcolo della contribuzione dall’ICEF all’ISEE nell’anno accademico 2017/18. Il 38,8% degli iscritti non ha presentato la dichiarazione ISEE e, di conseguenza, si è visto applicare l’importo massimo dei contributi previsti per il proprio corso di studio. «Il fatto che molti studenti e studentesse, per varie ragioni, non abbiano calcolato la condizione economica del proprio nucleo familiare ai fini della riduzione delle tasse universitarie non è una novità.

Con il sistema ICEF il dato si attestava già intorno al 35%» commenta Paolo Zanei, responsabile della Direzione didattica e servizi agli studenti. «Con il nuovo sistema, ancora più focalizzato sulla gradualità della tassazione, i contributi massimi per i più abbienti si sono inevitabilmente alzati. Il nuovo sistema, a parità di iscritti/e, mirava a mantenere invariato il gettito da contribuzione, ma l’effetto combinato dell’innalzamento della tassa massima e di una percentuale di quasi il 40% di studenti e studentesse che hanno versato quegli importi, perchè privi dell’ISEE, ci porta a dire che questo è un anno anomalo, senz’altro non l’inizio di un trend di crescita di questa tipologia di ricavi. Ci aspettiamo infatti che, una volta presa confidenza con l’ISEE il numero di studenti e studentesse che lo presenteranno aumenterà e di conseguenza i contributi dovuti diminuiranno. Le prime proiezioni dell’anno accademico in corso confermano questo andamento».

Le uscite – Il totale dei costi d’esercizio 2018 ammonta a 163,6 milioni di euro, con un leggero incremento, pari allo 0,3%, rispetto all’esercizio 2017. La voce più significativa è quella del costo del personale, strutturato e non strutturato: 91,7 milioni, in lieve aumento (1,2%) rispetto allo scorso esercizio.

Un’altra voce consistente è quella dei costi della gestione corrente che è pari a 53,6 milioni (+2,8% rispetto al 2017), di cui 24,8 specificatamente destinati alle attività di didattica e ricerca ed al sostegno agli studenti.
L’accantonamento per “rischi ed oneri” è costituito principalmente da risorse destinate al personale dipendente.

L’edilizia – L’attività edilizia nel 2018 si è concentrata su alcuni immobili.
Polo di collina. A Mesiano sono proseguiti i lavori di realizzazione della nuova biblioteca. Inoltre, nella sede di Povo zero che ospita i dipartimenti di Fisica e matematica, sono terminati i lavori di messa in sicurezza e parziale ristrutturazione di una parte dell’edificio colpito da un evento doloso nel 2017. Si è dato corso alla progettazione definitiva della ristrutturazione del Laboratorio Prodi e si è proceduto all’incarico della progettazione definitiva del nuovo sistema antincendio di tutto il compendio immobiliare.

Polo di Rovereto. Al compendio Manifattura è proseguito il programma di sviluppo edilizio dell’edificio 14 B. A maggio 2018 sono stati aggiudicati i lavori relativi agli impianti meccanici ed idrosanitari per 585mila euro e quelli relativi agli impianti elettrici per 368mila ed è stato avviato il cantiere. A settembre sono stati avviati i lavori per gli impianti meccanici ed elettrici, in aggiunta alle opere edili e alle opere da cartongessi.

Polo di città. Nell’ultimo decennio si sono registrati importanti investimenti a favore delle sedi umanistiche anche con l’aggiunta di uno spazio ulteriore su cui indirizzare i servizi rivolti all’intera comunità universitaria. A dicembre 2018 si è proceduto infatti all’acquisizione del compendio Immobiliare denominato “ex CTE”, per 11,3 milioni (più oneri). Questo acquisto consentirà all’Ateneo di realizzare nuovi servizi per la comunità studentesca, tra cui una nuova area di ristorazione al piano interrato con una mensa in grado di offrire circa 1.500 pasti a turno di ristorazione. Il progetto prevede anche il ridisegno dei parcheggi esterni. Tutto questo in attesa di capire dal Comune come evolverà la questione della ricollocazione degli spazi attualmente occupati da Trento Fiere.

 

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