Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Rinforzi di polizia: in arrivo 64 agenti in Liguria. Salvini: “è solo l’inizio, attenzione particolare per Genova”. 64 nuovi agenti in tutta la Liguria: arriveranno entro febbraio 2019.

In particolare, da qui a febbraio arriveranno 29 poliziotti in più per la provincia di Genova, 21 per la provincia di Imperia, 6 in provincia di La Spezia, 8 in provincia di Savona.

Attualmente in Liguria prestano servizio 3.787 unità della Polizia di Stato di cui 178 tecnici. A questi si aggiungono 2.727 appartenenti all’Arma dei carabinieri e 1.993 finanzieri, con un rapporto forze di polizia/ popolazione pari a 1/186, superiore al dato nazionale di 1/236.

L’Arma dei Carabinieri ha previsto l’invio di 100 nuovi carabinieri per il Comando Legione Liguria.

Il progetto di riorganizzazione di questure e commissariati prevede un organico finale per la Questura di Genova di 1.221 operatori rispetto ai 1.177 ora in servizio. Per la Questura di Imperia l’incremento dovrebbe essere di 82 unità in più (da 259 a 341), per La Spezia un incremento di 2 unità (da 229 a 231) e per Savona di 14 (da 242 a 256).

“Voglio migliorare l’organico di tutte le questure d’Italia” spiega il ministro dell’Interno Matteo Salvini. Che aggiunge: “Stiamo lavorando per assumere circa 8mila Forze dell’Ordine in più in tutto il Paese, Vigili del Fuoco compresi. Colgo l’occasione per ribadire, ancora una volta, la doverosa attenzione nei confronti delle necessità di Genova e di tutta la Liguria”

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Fragilità rilevata. Appello per la salvaguardia dei territori e la chiusura dell’attività venatoria.In queste ore drammatiche, il pensiero non può che andare a chi, rischiando spesso la vita, fa in modo che il disastro abbattutosi sulla nostra regione non si trasformi in catastrofe. Alla protezione civile, ai vigili del fuoco, ma anche alle famiglie colpite dalla tragedia, vanno ora i nostri pensieri.

 

Tuttavia, un tale momento non può che imporre anche altre considerazioni: ci si chiede in particolare quanta acqua, quante frane, quante vite ancora serviranno, prima che sia chiaro quanto sia necessario puntare sulla prevenzione; sulla protezione; su un cambiamento culturale che prende atto di quanto le conseguenze dei cambiamenti climatici -da noi provocati- metteranno sempre più a nudo tutte le nostre debolezze.

Possiamo agire fin da subito nella direzione della protezione, in particolare della fauna selvatica duramente colpita dagli immani schianti (indagini preliminari parlano di un 25% di patrimonio forestale perduto): per questo, a tutela di quanto rimane, lanciamo un accorato appello al Comitato Faunistico volto all’immediata sospensione di qualsiasi attività venatoria, fino a data da destinarsi.

I cacciatori sono in questo momento chiamati come tutti a scegliere, tra lungimiranza e miopia: contiamo che la cultura della quale il Trentino si fregia possa essere da guida verso una scelta che appare inevitabile, sempre che la Caccia miri ancora definirsi protettrice del patrimonio faunistico, piuttosto che sua rapinatrice e sfruttatrice.

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Martedì 6 novembre a Trento si terrà il terzo incontro del progetto FARē, formarsi assieme responsabilmente, un appuntamento per conoscere meglio il disturbo bipolare, che affligge circa l’1% della popolazione, incontrare chi ne soffre e ricevere informazioni su come e dove trovare aiuto.

Il disturbo bipolare comprende una serie di sintomi la cui caratteristica principale è rappresentata dai cambiamenti del tono dell’umore in senso patologico. Oscillazioni fisiologiche del tono dell’umore, tra gli estremi della tristezza e della gioia, sono esperienze comuni e quotidiane in genere scatenate da agenti esterni.

Nei disturbi dell’umore, in cui rientra il disturbo bipolare, questi meccanismi fisiologici sono alterati, i cambiamenti dell’umore diventano patologici, dunque problematici e non prevedibili, incontrollabili, prolungati, estremi e eccessivi tanto da causare problemi significativi a coloro che ne soffrono e alle persone che li circondano.

L’incontro si terrà nella sala conferenze della Fondazione Caritro, in via Calepina a Trento, dalle ore 17 alle ore 19.

 

Locandina FARe2018
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Ordinanza di limitazione al traffico: in vigore da lunedì 5 novembre. L’ordinanza di limitazione al traffico 2018 – 2019 per il rischio di superamento dei livelli di inquinamento atmosferico entrerà in vigore con lunedì 5 novembre 2018.

Lo slittamento rispetto al 1° novembre è motivato dal fatto che il personale addetto al posizionamento dell’apposita segnaletica – obbligatoria per legge – è stato nei giorni scorsi impegnato nella gestione delle numerose criticità causate dall’emergenza maltempo.

In allegato l’ordinanza completa.

 

1 Ordinanza

 

 

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Rosato (Pd): “Prescrizione? L’idea di Bonafede non ha nessun fondamento giuridico, è solo uno spot elettorale. I 780 euro del reddito di cittadinanza non arriveranno mai. Questo governo sta bastonando gli italiani, noi che facciamo il tifo per l’Italia gli diciamo: fermatevi!”

Ettore Rosato, deputato del Pd e vicepresidente della Camera, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta da Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti, su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano.

Sulla sospensione della prescrizione. “E’ un tema delicatissimo –ha affermato Rosato-. La prescrizione per alcuni reati si è rivelata un elemento che aiuta i colpevoli ad evitare i processi, per questo noi l’abbiamo allungata di molto la prescrizione per i reati gravi. Altra cosa è dire che per qualsiasi tipo di reato, il processo resta lì. Sappiamo che la giustizia ha tempi lunghissimi e uno resta in balia di un secondo grado che non sa mai quando arriva. Bonafede non sta cercando un equilibrio, sta cercando uno spot elettorale. Il M5S pensa che siano tutti colpevoli, tranne i loro ovviamente. E’ difficile fare il ministro della giustizia così e usare l’equilibrio richiesto per questo ruolo. L’idea di Bonafede non ha nessun fondamento giuridico”.

Sul dl sicurezza. “FDI è un partito che di fatto è in maggioranza, è una costola esterna della Lega quindi il governo non avrà problemi a trovare i numeri per approvare questo provvedimento” ha dichiarato Rosato.

Sull’archiviazione dell’inchiesta sulla Diciotti. “Io penso che sia successo qualcosa di gravissimo con la Diciotti –ha dichiarato Rosato-. Non dico che sia stata una scelta grave dal punto di vista penale, ma dal punto di vista politico. Il ricatto di tenere le persone ferme in mezzo al mare non ha prodotto nessun risultato con l’Europa. E non li ha prodotti perché Salvini non è capace. Mentre gli altri ministri dell’interno europei lavorano, lui sta su facebook”.

Sulla manovra. “Non è l’Europa che ci obbligherà ai sacrifici, è questo governo che ci sta portando ai sacrifici –ha affermato Rosato-. La crescita bloccata, il calo dell’occupazione e l’aumento della disoccupazione effetti del dl dignità, il costo aggiuntivo per gli interessi dello Stato. Le dichiarazioni di Di Maio e Salvini ci stanno costando già 5 miliardi di interessi, solo allo Stato. In questa situazione il rapporto deficit-pil non è del 2,4%, sarà più alto. Ci sarà un’economia ferma, entrate fiscali più bassi, meno soldi nelle casse dello Stato per garantire sviluppo. Questo governo sta bastonando gli italiani. Noi che facciamo il tifo per l’Italia gli diciamo: fermatevi”.

Sul reddito di cittadinanza. “Questi 780 euro non arriveranno, perché non ci sono i soldi –ha dichiarato Rosato-. Già li hanno tolti dalla legge di bilancio. C’è un quarto della cifra necessaria. Gli 80 euro? Intervenivano sui redditi bassi e ne hanno beneficiato 10 milioni di persone. E questa misura non la critica più nessuna, potevano cancellarla se non andava bene. Noi abbiamo messo il Rei, è chiaro che andava ampliato e se questo governo togliesse questa idea assurda del reddito di cittadinanza e mettesse le risorse per ampliare la platea del Rei farebbe una cosa buona che noi sosterremmo”.

Sul PD. “Siamo molto deboli in questo sistema politico –ha affermato Rosato-. Non esiste un leghista che contrasti Salvini, non esiste un 5 Stelle che dica qualcosa contro la Casaleggio SRL. Il nostro resta un partito con troppe discussioni, se non si cambia questa abitudine di contrastare la leadership decretata dalle primarie, resteremo deboli con qualunque segretario”.

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Ben sette milioni di italiani acquistano piante e fiori in occasione della festività di Ognissanti per porgerli in dono ai propri defunti, in una ricorrenza che resta tra le più radicate della tradizione nazionale. E’ quanto stima la Coldiretti in occasione del ponte del primo novembre dedicato da molti italiani alla visita ai cimiteri per onorare i propri cari.

Quest’anno – informa la Coldiretti – le vendite dei fiori per la commemorazione dei defunti potrebbero risultare in leggera flessione rispetto all’anno passato, ostacolate negli ultimi giorni dall’avverso andamento climatico che ha investito l’Italia. Sul mercato dei fiori è previsto – precisa la Coldiretti – un aumento dei prezzi del 5% causato da una minore disponibilità di prodotto, determinata dalla difficoltà nella fioritura dei crisantemi, conseguenza delle elevate temperature e della forte luminosità delle ultime settimane. Da qui la generale riduzione delle quantità disponibili a livello nazionale.

I prezzi di vendita per i fiori recisi – riferisce la Coldiretti – variano da 1,5 euro a 8 euro per quelli più grandi e possono arrivare ai 15 euro se si tratta di crisantemi in vaso o di mazzi con più fiori. Proprio il crisantemo – sottolinea la Coldiretti – continua ad essere il dono preferito in occasione del 2 novembre come steli recisi e in vaso donati nelle diverse forme (pon pon, a dalia, a fiore grande, ad anemone, a margherita e spider) con uno o più fiori per stelo e – sottolinea la Coldiretti – nei diversi colori tradizionali (giallo, bianco, fucsia) ai quali si sono aggiunte varianti di tendenza che vanno dal vinaccia al viola fino al verde. Il “fiore d’oro”, dal greco chrysòs (oro) e ànthemon (fiore), era già coltivato in Cina cinque secoli prima di Cristo, mentre in Europa si diffuse alla fine del 1700 in Francia, in Italia e in Inghilterra.

E se nel nostro Paese il crisantemo ricorda soprattutto il giorno dei defunti, in Giappone – conclude la Coldiretti – è fiore nazionale, emblema araldico della famiglia imperiale e principale ornamento floreale utilizzato per la celebrazione delle nozze, mentre in molti Paesi è il simbolo di vita, forza d’animo e pace.

Pechino Express. St 2018 7^tappa: Dodoma,Morogoro destinazione finale Dar es Salaam. La settima puntata si svolge in Tanzania partendo da Dodoma, passando per Morogoro con destinazione finale Dar es Salaam. Dalla Moschea Rosa di Dodoma Costantino introduce la nuova tappa e annuncia una novità: a Morogoro, dove ci sarà un primo traguardo, per la prima volta in 7 edizioni le ultime 2 coppie che lo raggiungeranno si sfideranno in una Prova Svantaggio…

 

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L’allieva. St 2 Ep 4 2018. Controvento. Claudio ha una proposta per Alice: accetterà di ufficializzare la loro relazione e di aprirsi al progetto di una famiglia con lei, a patto che Alice lasci l’Istituto. La ragazza resta di sasso: un aut-aut così, per lei, è impossibile da accettare. Nel frattempo, un delitto avvenuto su una barca a vela rende ancora più vicini l’allieva e il PM Einardi.

 

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L’allieva. St 2 Ep 3 2018. Una lunga estate crudele. Durante le indagini per il tentato omicidio di una regista teatrale, Alice intuisce il motivo della ruggine tra Conforti ed Einardi: tra i due c’è una guerra che rischia di coinvolgerla. Nel corso delle indagini, che tirano in ballo anche Cordelia, la coinquilina di Alice, una formidabile intuizione scientifica dell’allieva svela il movente del tentato omicidio.

 

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La Cisl trentina desidera ringraziare per l’impegno di chi sta lavorando per ripristinare, riparare, rimettere in ordine i danni causati dal maltempo.

In questo momento particolare per la nostra comunità, pesantemente toccata dal maltempo, il nostro primo pensiero va ai famigliari delle vittime, a cui porgiamo il nostro cordoglio e vicinanza in questo difficile momento.

Nulla si può contro le forze della natura, che si sono particolarmente scatenate sulla nostra provincia, causando molti danni ancora completamente da quantificare, se pensiamo solo alla strage di alberi in Trentino visto che a terra ci sono 1,5 milioni di metri cubi di piante.

La Cisl trentina desidera ringraziare quanti si stanno adoperando da alcuni giorni per garantire la massima sicurezza, riparare provvisoriamente danni, ripristinare vie di comunicazione, reti elettriche, telefoniche, acqua corrente e altro a beneficio dei cittadini: dalle istituzioni a tutti i livelli, le forze dell’ordine e i vigili del fuoco permanenti e volontari, la protezione civile, il personale sanitario e gli operatori del soccorso, il personale del servizio pubblico impegnato a vario titolo a garantire la sicurezza degli utenti e dei lavoratori nelle strutture pubbliche, i cantonieri della gestione strade, i bacini montani, e tutti i volontari di ogni genere e grado che in questi momenti si sono adoperati sul territorio e verso le persone, per arginare quanto possibile la furia degli elementi.

Un ringraziamento va anche a chi ha voluto pianificare strategicamente opere di contenimento, argini, scoli ed altro, che in questi giorni martoriati hanno saputo limitare danni che avrebbero potuto, purtroppo, essere più ingenti di quanto finora verificato. Questa visione, questi investimenti fatti nel corso degli anni per la cura del territorio, hanno dimostrato che se la forza della natura scatenata non si può domare, sicuramente si riesce a mitigarne gli effetti sulle strutture e sulle persone: è uno splendido insegnamento che la nostra comunità riesce a dare al resto del paese, dove i danni sono maggiori anche perché non si fa adeguata prevenzione, non si investe in opere di prevenzione per garantire la sicurezza delle cose e delle persone.

E ci piace sottolineare, come ancora una volta di più, la nostra comunità non si sottrae alle sue responsabilità, alla voglia di reagire e porre subito rimedio ai disastri naturali: era già successo questa estate a Moena, sta succedendo ora, che lo spirito trentino si mette all’opera, non cerca aiuto dallo Stato, non attende l’arrivo dei soccorsi di provenienza nazionale, ma subito ha operato coi propri mezzi e le proprie forze per avviare il ripristino ed il riparo di quanto è stato travolto dal maltempo.

Anche questa volta un magnifico esempio di come la nostra autonomia speciale è assolutamente meritata, e non è fatta solo di risorse economiche, ma piuttosto come queste sono state utilizzate anche per la prevenzione dei disastri naturali, e come la gente che vive in questa terra si è messa subito al lavoro con responsabilità ed abnegazione assoluta.

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Lorenzo Pomini
Segretario Generale
Cisl – Usr Trentino

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