Chi l’ha visto? Puntata del 28-11-2018. La morte di Emanuele Scieri: un giallo lungo 19 anni. Il ventiseienne avvocato siracusano, paracadutista di leva nella caserma Gamerra di Pisa dove venne ritrovato privo di vita il 16 agosto del 1999, finalmente avrà giustizia. Dopo l’intervento della commissione parlamentare di indagine che ha portato alla luce molti fatti sui brutali atti di nonnismo contro il ragazzo, e dopo la riapertura delle indagini, ora ci sono tre ex commilitoni indagati. Per uno di loro sono stati riconfermati gli arresti domiciliari.

 

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Comunicato stampa - Op. GIARDINO ORIENTALE - versione finale

 

Si sposta quotidianamente una persona su due. Per raggiungere il luogo di studio o di lavoro si muovono ogni giorno in Italia oltre 30 milioni di persone residenti, in aumento di circa 2 milioni negli ultimi vent’anni.

La percentuale di pendolari è più elevata nelle regioni del Nord e del Centro e nei comuni di grandi dimensioni. Le province autonome di Bolzano e Trento (rispettivamente con valori di 61,3% e 60,8%), la Lombardia (59,2%) e il Veneto (59,1%) mostrano la più alta incidenza mentre nelle regioni del Sud e nelle Isole gli spostamenti quotidiani coinvolgono meno della metà della popolazione (Prospetto 1).

 

 

 

 

 

Microsoft Word - Report mobilità.docx

 

Le Acli Trentine e la sua ong Ipsia – Istituto Pace Sviluppo Innovazione Acli sono vicine ai familiari della giovane cooperante milanese Silvia Romano, la volontaria rapita in Kenya il 21 novembre scorso. Seguono quotidianamente le notizie che arrivano dal Kenya e chiedono la liberazione della volontaria.

La vicinanza si esprime anche collocando un pannello raffigurante la giovane volontaria fuori e dentro la sede provinciale delle Acli Trentine il cui motto è “solidali e vicine”!

 

In Kenya, in Senegal, in Mozambico e nei Balcani ogni anno le Acli inviano sia d’estate che d’inverno decine di volontari attraverso il progetto Terre & Libertà. Progetto che ha vinto recentemente l’Ambrogino d’oro da parte del Comune di Milano.

Non saranno certo questi episodi violenti a scoraggiare l’opportunità da parte di molti giovani di andare oltre mare per conoscere e condividere con altri giovani un pezzo della propria vita.

Tra coloro che hanno installato il pannello fuori la sede delle Acli Trentine di via Roma 57 a Trento c’è il presidente delle Acli provinciali Luca Oliver, il presidente di Ipsia del Trentino Giuliano Rizzi e Pietro Scartezzini che venerdì 30 novembre partirà per Alito in Uganda come coordinatore di un progetto triennale di scuola agraria.

Scartezzini ha lavorato sino ad oggi ad Ipsia del Trentino vincendo peraltro un bando di emergenza per l’assistenza degli sfollati in Mali ove infuria una guerra sostenuta dallo Stato Islamico; il progetto prevede l’acquisto di derrate alimentari per 5 villaggi ai confini con il Burkina Faso non raggiungibili da altre agenzie umanitarie.

Le diverse articolazioni delle Acli nazionali hanno in Africa 24 progetti in 12 stati diversi che vanno sotto il nome di Acli4Africahttps://www.acli.it/4africa.Si va da una scuola professionale in Mozambico ad un progetto di riforestazione in Kenya sino ad un Patronato per i flussi di ritorno in Marocco ad un hotel per rifugiati in Mali, da un ospedale in Benin a una sartoria in Senegal. Tutti progetti monitorati da staff competenti che creano lavoro ed opportunità per i giovani locali ma anche per i nostri giovani che, come Silvia Romano e Pietro Scartezzini, sono la migliore gioventù.

Non solo Africa. Alcuni volontari di servizio civile, corpi civili di pace e cooperanti delle Acli sono sulla rotta balcanica e assieme alla Croce Rossa stanno assistendo i flussi di migranti che risalgono dalla martoriata Siria e dal Medio Oriente.

Questi sono accampati, con l’inverno alle porte, in tende di fortuna e necessitano di vestiti pesanti, coperte e solidarietà.

La prossima settimana torna a Trento il Festival della famiglia, organizzato dall’Agenzia provinciale con il patrocinio della presidenza del Consiglio dei ministri. Tra i relatori ci sarà anche il senatore Pillon, presentatore dell’omonima proposta di legge sull’affido condiviso, che anche anche a detta dell’Onu “porterebbe a una grave regressione che alimenterebbe la disuguaglianza di genere”.

Il ddl Pillon ha il sostegno di Lega e M5S ed è fortemente osteggiato da associazioni, famiglie, avvocati e magistrati. Riteniamo molto pericolosa la visione sottesa a questo disegno di legge, soprattutto se legata alla violenza domestica, che esprime la volontà “di rimettere al centro la famiglia e i genitori, perché la famiglia è un’isola che il diritto può solo lambire e che la norma giuridica può solo rispettare”.

In pratica si privatizza il conflitto spostandolo in un ambito in cui vale l’obbligo di riservatezza, consegnandolo dunque ad interpretazioni arbitrarie e parziali. Si dimentica che le separazioni sono dovute in diversi casi a violenza domestica (psicologica, sessuale, economica e fisica): si prevede che il giudice potrebbe intervenire nel caso di “accuse false di abusi e violenze fisiche, sanzionandole”. Si minacciano dunque le donne, e anche i minori, che osano denunciare o manifestare paure. Insomma, arbitrarietà e “progressiva degiurisdizionalizzazione”.

Viene introdotta una mediazione obbligatoria a pagamento per salvaguardare a tutti i costi l’unità della famiglia. Anche se ciò può diventare pericoloso per le donne e per i figli nei casi più drammatici di conflitti familiari. Di certo aumenteranno i costi delle separazioni: penalizzando la parte più debole, normalmente quella femminile.

Questa malintesa idea di bigenitorialità si basa sul mantenimento diretto (limitato a quando il figlio è con uno dei genitori), dimenticando che molte altre sono le spese ordinarie (mediche, abbigliamento, utenze, studio, sport, spese abitative), che il genitore assegnatario deve sostenere.

La “logica Pillon” è adultocentrica: il principio della bigenitorialità “perfetta” impone al minore tempi estremamente strutturati nella frequentazione dei genitori, quando tutte le normative internazionali di tutela dei minori chiedono di favorire la flessibilità e l’elasticità, la continuità di vita e di abitudini dei minori anche in caso di separazione. L’Unione Camere Minorili ha scritto che il ddl Pillon si occupa del minore “come di un bene” da dividere a metà, come un oggetto della casa familiare. Il minore da soggetto diventa oggetto del diritto.

Viene inoltre abolita la separazione per colpa e scompare il reato di violazione degli obblighi familiari, l’assegno di mantenimento, ritenuto antiquato!
Futura 2018 sarà perciò convintamente al fianco delle donne e dei minori, trattati come merce di scambio, delle famiglie, comunque siano costituite, delle associazioni che con forza si oppongono a questo arretramento legislativo, culturale, sociale. E lo sarà non solo in occasione del Festival della Famiglia di Trento, ma anche nel cammino di riaffermazione dei diritti civili che costituiscono il patrimonio irrinunciabile della nostra democrazia, nonché del sistema di tutele di donne e minori che va ulteriormente rafforzato e non certo demolito.

Spetta al Nord il primato dei livelli più elevati di fecondità (1,37 nel Nord-ovest e 1,38 nel Nord-est), soprattutto nelle Province Autonome di Bolzano e Trento (rispettivamente 1,74 e 1,49) e in Lombardia (1,39).

Al Centro e nel Mezzogiorno i livelli di fecondità sono molto vicini (1,27 e 1,29) ma, rispetto all’anno precedente, il Mezzogiorno è rimasto pressoché stabile mentre al Centro il numero medio di figli per donna è sceso da 1,31 e 1,27.

A livello regionale, la Sardegna presenta il più basso livello di fecondità (1,06), ancora in diminuzione rispetto al 2016 (1,07).

 

 

 

 

Microsoft Word - Report Natalità e fecondità.docx

“Con l’esame in Senato del Decreto fiscale siamo riusciti a introdurre alcune importanti misure per il Südtirol e per il Trentino, che spero vengano confermate anche dalla Camera”.

Così in una nota il senatore Svp Dieter Steger dopo l’approvazione del Provvedimento da parte del Senato.

“Molto importante è la norma sulle Raiffeisen. Grazie all’emendamento Bagnai – Steger approvato in Commissione, le Raiffeisen, in alternativa alla costituzione del gruppo bancario cooperativo, potranno optare per un sistema di tutela istituzionale sul modello tedesco, ossia un accordo contrattuale per garantire la liquidità e la solvibilità delle banche partecipanti alla gestione delle crisi, attraverso fondi alimentati dalle banche stesse.

È un modello che ha il pregio di garantire l’autonomia delle banche, di costruire un vincolo di responsabilità rispetto la tenuta del sistema e, soprattutto, di mantenere quel rapporto col territorio che è il principio fondativo del credito cooperativo.

Positivo è naturalmente lo stanziamento di 500 milioni di euro per i danni del maltempo delle scorse settimane. Ci auguriamo che l’aver inserito le risorse nel primo provvedimento utile, consenta anche una rapida messa a disposizione delle risorse per tutti i territori colpiti, tra cui diverse località della nostra Regione dove i danni sono stati davvero ingenti.

Infine è giusto evidenziare anche l’approvazione dell’emendamento che ho presentato sulla clausola di salvaguardia, sottoscritto anche dai colleghi Conzatti e De Bertoldi.

Dopo il brutto incidente col decreto sicurezza, quando il nostro emendamento sulla clausola di salvaguardia fu addirittura dichiarato inammissibile, qui le nostre tutele e prerogative sono state rispettate”.

Il Cipe ha dato il via libera all’accordo per la gestione di A22 attraverso la società BrennerCorridor. Soddisfatto il presidente Kompatscher.

Il Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe) ha dato il via libera oggi (28 novembre) a Roma al testo dell’accordo per la gestione di A22 attraverso BrennerCorridor spa, la società costituita da 16 enti pubblici che hanno sede lungo il percorso dell’Autobrennero. Alla seduta, in rappresentanza di tutti gli enti, ha partecipato Ii presidente della Regione e della Provincia Arno Kompatscher.

 

“La strada che ha portato alla decisione del Cipe – spiega Kompatscher – è cominciata con il protocollo di intesa siglato con l’allora ministro Delrio. Grazie all’importante successo ottenuto oggi, l’accordo definitivo per la gestione pubblica di A22 è maturo per la firma”. Il percorso per arrivare all’intesa, riferisce il presidente, “è stato lungo e difficile e ha richiesto numerosi pareri compreso quello della Commissione europea”. Ancora prima della seduta di oggi erano stati messi in discussione 200 milioni, ma nell’ambito della trattativa odierna, “si è trovata una soluzione”, riferisce ancora Kompatscher.

Un’intesa è stata trovata anche per quanto riguarda la questione del presidente del comitato di sorveglianza di BrennerCorridor. “Si è concordato – afferma Kompatscher – che il presidente di questo comitato non sarà deciso unicamente dallo Stato, ma sarà individuato esclusivamente in accordo con noi”. In seguito alla riunione di oggi la strada per arrivare alla firma dell’accordo è spianata. Il percorso cominciato tre anni fa si completerà probabilmente nella prima metà del 2019. “Attraverso la società pubblica BrennerCorridor – conclude Kompatscher – avremo uno strumento efficace per attuare una politica del traffico lungo l’asse del Brennero che sia negli interessi dei cittadini”.

È con un senso di grande soddisfazione che il Consiglio di Amministrazione della Fondazione CastelPergine Onlus comunica che domani alle ore 9.15 presso lo Studio Notarile Donato Narciso di Borgo Valsugana verrà sottoscritto l’atto di compravendita del Castello di Pergine.

Un risultato raggiunto dopo quasi due anni di impegno intenso segnato da alterne vicende legate a problemi burocratici, finanziari e operativi che, va detto, non hanno intralciato il regolare svolgimento della stagione 2018 dell’hotel e del ristorante nel corso delle trattative.

Domani si conclude la prima fase di un lungo percorso che vedrà il proprio epilogo tra 60 giorni, una volta trascorso il periodo previsto dalla legge per il diritto di prelazione da parte dell’ente pubblico.

Domani alle 12.15 avrà luogo, quindi, solo una breve e simbolica cerimonia di consegna delle chiavi, mentre la vera festa con l’ufficialità dell’acquisto definitivo potranno esserci solo a fine gennaio, trascorsi appunto i 60 giorni.

Simbolicamente domani alle 12.15 verranno consegnate una copia delle chiavi al Sindaco di Pergine, una copia al Presidente della Cassa Rurale Alta Valsugana e una copia all’Assessore provinciale al turismo Roberto Failoni in rappresentanza della Provincia di Trento, quali soggetti che hanno reso possibile il realizzarsi di questo sogno per ora unico nel panorama italiano e che prelude alla progettualità socio-culturale che la Fondazione ha in animo di concretizzare all’interno e attraverso le mura del Castello di Pergine.

Un piccolo brindisi con il “Blanc de Sers Brut Nature” e alcuni prodotti trentini, curato dagli allievi della Scuola alberghiera di Levico Terme, concluderà la cerimonia.

Il 18 dicembre è previsto un primo incontro pubblico con i sottoscrittori per presentare il progetto culturale che farà del castello un magico contenitore di una grande varietà di eventi per il 2019, mentre con il 1° dicembre prenderà il via l’organizzazione dell’ospitalità turistica perché l’hotel e il ristorante riapriranno come consuetudine a metà aprile.

Il successo di questa grande iniziativa collettiva è dovuto alla Cassa Rurale, alla Provincia e al Comune, ma soprattutto agli ormai oltre 800 sottoscrittori che ci sono stati vicino, ci hanno incoraggiato e dato la forza e la tenacia per proseguire anche quando arrivati ad un passo tutto sembrava sfumare per qualche cavillo o per insorte difficoltà.

 

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Il Consiglio di Amministrazione della Fondazione CastelPergine Onlus

Carmelo Anderle

Massimo Oss

Manuela Dalmeri

Silvio Casagrande

Denis Fontanari

Oggi le organizzazioni sindacali rappresentative del personale dei Musei provinciali Muse, Mart, Musei degli Usi e Costumi della gente trentina e Museo del Castello del Buonconsiglio, hanno incontrato l’Assessore Mirko Bisesti in merito all’avvio della nuova normativa provinciale sulla cultura ed al passaggio dei dipendenti dei musei nei ruoli provinciali.

La Uil Fpl ha ribadito la necessità di spostare alla seconda metà del 2019 la decorrenza per l’avvio della Legge Provinciale, in particolare per quel che riguarda il passaggio del personale, che dai Musei passerebbero alla Provincia e questo sembrava prefigurare lo svuotamento dagli organici degli Enti, degli operatori che rendono possibili le attività delle strutture, il loro buon andamento e le molteplici iniziative.

L’Assessore ha spiegato che si è già adoperato per capire se e come la nuova normativa provinciale dovrà entrare in vigore dal 1 gennaio 2019; ha comunque confermato il suo impegno nel coinvolgere pienamente il personale e le organizzazioni sindacali in tutti i passaggi tecnici e operativi, sia in chiusura di 2018 che durante tutto il 2019.

La Uil Fpl accoglie con favore tale opportunità e ha già confermato all’Assessore la totale disponibilità al confronto sulle varie questioni che coinvolgono i Musei.

In particolare riteniamo necessario sottoscrivere un accordo che regolamenti tale passaggio e la tutela degli accordi già in essere negli Enti e garantire l’autonomia dei Musei insieme all’attività dei personale che in essi opera.

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