Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Difesa delle donne: fatti concreti, non solo parole. All’indomani della giornata nazionale in difesa delle donne e in qualità di neo eletta nell’Ufficio di Presidenza del Consiglio Provinciale di Trento, ritengo importante chiarire nuovamente la mia posizione circa il modo di esprimermi e comunicare con i cittadini e all’interno delle istituzioni al fine di evitare strumentalizzazioni.

Come ho avuto modo di ribadire in più occasioni – non solo dentro il mondo della politica e dell’associazionismo – trovo superficiale e inutile focalizzare l’attenzione rispetto ad un tema importante e attuale come quello della parità di genere alla mera declinazione lessicale dei termini usati.

E’ voler sminuire e banalizzare la questione soffermarsi esclusivamente sulle regole grammaticali, fare le pulci sul modo di declinare una parola dal maschile al femminile, per le professioni e per quel che concerne i ruoli istituzionali.

A tal proposito sottolineo come, in maniera condivisa con tutte le elette nelle fila della Lega si è scelto consapevolmente di non soffermarsi esclusivamente sull’adozione di specifici riferimenti declinati al femminile, nell’ottica di puntare invece l’attenzione sulle azioni concrete e realizzabili per e con le donne.

Impegno e monitoraggio costante delle iniziative volte a sostenere le misure di welfare per facilitare l’accesso delle donne al mondo del lavoro, aiuti concreti per conciliare vita sociale e famigliare: questi i temi su cui lavoreremo per dare risposte alle attuali criticità.

Il linguaggio serve per descrivere e comprendere la complessità della realtà attuale, è sempre più smart e all’insegna di un’evoluzione che va di pari passo con quella sociale ma non può essere un paravento dietro cui nascondersi per non affrontare nello specifico i reali problemi.

Il genere femminile in questo specifico momento storico è impegnato su temi “vitali” quali la difesa della propria incolumità, nelle situazioni di disagio famigliare e il sostegno di tutte le situazioni di fragilità e violenza fisica e psicologica che le vedono purtroppo protagoniste inermi: invito quindi tutte e tutti a concentrarsi su questi temi e non solo sulla forma, con l’auspicio di andare oltre le parole.

 

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Mara Dalzocchio
Consigliere Provinciale

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Comunicato_stampa 29.11.2018

 

 

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Gli imballaggi dell’Adunata si trasformano in un parco giochi. Scivolo con castello e“molle”, donati da Corepla e Pro.mo, sono il risultato della raccolta differenziata capillare organizzata da Ana e Dolomiti Ambiente.

Che fine hanno fatto gli oltre 85 mila chili di imballaggi in plastica raccolti e differenziati durante l’Adunata nazionale degli Alpini? Una parte di quei rifiuti si è trasformata in un castello con scivolo e in due giochi a molla, che sono stati collocati nel parco “Fra’ Dolcino e Margherita” di Sopramonte. Domani, sabato primo dicembre, alle ore 11, è prevista l’inaugurazione che sarà un momento di festa per tutto il sobborgo.

Da una montagna di stoviglie e imballaggi in plastica sono stati dunque ricavati nuovi oggetti pensati per far divertire i bambini del sobborgo, che avranno a disposizione nuove attrezzature per saltare, scivolare e arrampicarsi. Questa applicazione pratica dei principi dell’economia circolare è stata possibile grazie alla collaborazione tra più soggetti: innanzitutto l’Ana, che si era proposta fin dall’inizio di organizzare un’Adunata green, limitando al minimo i rifiuti da avviare alla discarica. Poi Dolomiti Ambiente che, con la Provincia Autonoma di Trento, ha progettato un sistema di raccolta differenziata “spinta” che ha visto sul campo l’impegno di oltre 300 volontari, oltre naturalmente al personale specializzato.

Sono così stati predisposti cento punti per la raccolta differenziata presidiati da Alpini, studenti, rifugiati e lavoratori socialmente utili. Dolomiti Ambiente, con uno sforzo straordinario, ha inoltre raccolto in ognuna delle tre giornate di Adunata i rifiuti lasciati da centinaia di migliaia di visitatori. Da sottolineare inoltre il ruolo di Corepla, il Consorzio nazionale che si occupa della raccolta e del riciclo degli imballaggi in plastica e di Pro.mo, gruppo produttori stoviglie monouso in plastica, che ha fornito le stoviglie in polipropilene, monouso e perfettamente riciclabili, utilizzate durante la grande manifestazione organizzata dalle Penne nere.

Quel lavoro collettivo, studiato e pianificato in ogni dettaglio la primavera scorsa, ha portato a un risultato concreto e tangibile: e non ci riferiamo solo ai giochi colorati del parco di Sopramonte, donati da Corepla e Pro.mo al Comune di Trento. L’altro grande traguardo raggiunto è il risparmio, realizzato grazie al riciclo dei rifiuti, in termini di acqua, materie prime, energia ed emissioni di Co2.

Quasi 400 tonnellate di imballaggi al mese. Ogni mese nel Comune di Trento si raccolgono nei sacchi azzurri quasi 400 tonnellate di imballaggi leggeri che vengono poi conferiti alla piattaforma ecologica “Ricicla Trentino” di Lavis dove finisce la gran parte della raccolta differenziata degli enti gestori della provincia. Nei sacchi azzurri vanno inseriti unicamente gli imballaggi, ossia quei manufatti concepiti per contenere, trasportare, proteggere le merci. La corretta raccolta differenziata degli imballaggi è fondamentale per il corretto avvio a riciclo e recupero dei materiali: si evita così la dispersione nell’ambiente e si riduce nel contempo il ricorso a nuove materie prime. Cittadini e gestori della raccolta devono essere impegnati nel continuo miglioramento sia qualitativo che quantitativo degli imballaggi, per consentire di massimizzare il riciclo.

Nel Comune di Trento la percentuale di impurità presente all’interno dei sacchi azzurri si aggira ancora attorno al 30%, un livello rilevante che ha imposto l’adozione di misure per migliorarne la qualità. A partire dal 2018 è stato pertanto introdotto un codice identificativo per i sacchi azzurri degli imballaggi leggeri, che consente a Dolomiti Ambiente di risalire al responsabile dell’esposizione di sacchi non conformi rilevati dagli operatori in fase di raccolta e di procedere, su valutazione puntuale della polizia locale, anche all’emissione di verbali di accertamento e alle relative sanzioni. L’obiettivo principale rimane però quello di sensibilizzare tutti i cittadini sul concetto di “imballaggio leggero” e sulla responsabilità individuale che può fare davvero la differenza, soprattutto nel campo della gestione dei rifiuti.
Con l’importante progetto messo in campo in occasione dell’Adunata Nazionale degli Alpini i soggetti coinvolti hanno voluto dimostrare che, con l’attenzione e la giusta sensibilizzazione, i risultati si possono ottenere non solo nella quotidianità ma anche nelle attività straordinarie.

Domani sabato 1 dicembre incontro con i 13 corpi operanti nel distretto di Trento a partire dalle ore 10 in piazza Duomo.Alle ore 16.30 “IN BUONE MANI” girotondo con i vigili del fuoco lungo le vie del centro storico.

 

 

 

2018 dicembre 01 VVFFVV - 05
Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Saranno Bruno Vespa, Francesca Fialdini, Salvo Sottile, Maria Teresa Ruta, Patrizia Rossetti, Michela Murgia, Alba Parietti, Peter Gomez, Luca Dondoni e Marta Cagnola gli ospiti dell’ottava puntata di “Tv Talk”, in onda domani, sabato 1 dicembre, alle 15 su Rai3.

La prima pagina sarà dedicata al grande successo de “L’amica geniale” che ha appassionato oltre 7 milioni di italiani al suo esordio su Rai1. Con Bruno Vespa, invece, Massimo Bernardini affronterà il tema dei “padri dei politici”, riflettendo su cosa succede mediaticamente attorno a questi casi, ma parlerà anche del suo lavoro e del protagonismo dei giornalisti, quelli ospiti itineranti nei talk show e influencer sul web.

Con Salvo Sottile, invece, ci si soffermerà sul suo programma “Prima dell’alba”, che lo vede cronista ad indagare il mondo della notte.

Francesca Fialdini sarà protagonista di un primo bilancio de “La vita in diretta” e nell’affrontare anche un tema che ogni tanto ritorna: la rappresentazione delle persone con sindrome di Down nella nostra TV.

Sul fronte intrattenimento, infine, saranno ospiti le ormai mitiche “Signore della TV”, Maria Teresa Ruta e Patrizia Rossetti, reduci dalla loro straordinaria vittoria a Pechino Express: è nata una nuova coppia televisiva?

Come sempre, durante tutta la puntata, i “retweet” di Tv Talk e l’analisi dei dati d’ascolto della settimana appena trascorsa.

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

In un’intervista esclusiva a Oggi, per il numero «Gli Speciali di Oggi» in edicola dal 3 dicembre, Claudia Gerini parla del suo imminente quarantasettesimo compleanno dicendo che non le importa dell’età: «Anziché deprimermi mi piace, è una scusa per vedere gli amici, ballare e gioire tutti insieme». Poi parla con favore della figlia al debutto nel cinema: «Se ho paura che sia un ambiente duro? Basta con queste storie! E se una figlia ti chiede di fare politica? Il mondo è duro, la vita è dura, lo sport è duro… io sono contenta. È un mestiere stupendo».

E dopo la fine della sua storia con il giovane attore Andrea Preti confida a Oggi: «Ora mi piacciono gli uomini dai 40 anni in su, uomini adulti. Più mori che biondi. E bravi ad ascoltare».

 

Cover Gli Speciali di OGGI 3 dicembre 2018
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La Polizia di Stato di Palermo, nella mattina odierna, ha eseguito 16 misure cautelari emesse dal Gip presso il Tribunale di Palermo, nell’ambito di un’articolata attività d’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Palermo – Direzione Distrettuale Antimafia ed avviata dal 2106 al 2017, nei confronti di altrettanti soggetti, ritenuti, a vario titolo, responsabili di reati inerenti gli stupefacenti.

Le misure sono state eseguite da personale della Squadra Mobile di Palermo, coadiuvato da operatori delle Squadre Mobili di Agrigento, Reggio Calabria e Siracusa.

L’operazione di p.g. costituisce il risultato di un’articolata attività di indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Palermo –Direzione Distrettuale Antimafia ed avviata dalla Polizia di Stato, Squadra Mobile, nel mese di luglio 2016 e conclusa nel dicembre 2017 relativa ad un’associazione a delinquere dedita al traffico e spaccio di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, hashish e marijuana reperite, tra l’altro, in territorio calabrese e destinate poi ad essere smerciate presso il mercato palermitano, agrigentino e dell’isola di Lampedusa.

Nel contesto d’indagine si addiveniva al sequestro complessivo di kg. 18 di stupefacente del tipo hashish, Kg. 3,350 di cocaina, 44 piante di marijuana e di 193.000 € in contanti.

 

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Nel corso della notte personale della Polizia di Stato della Squadra Mobile di Foggia e del Servizio Centrale Operativo e Militari del Reparto Operativo Nucleo Investigativo dell’Arma dei Carabinieri di Foggia, ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 30 persone, indagate, a vario titolo per associazione di stampo mafioso, estorsione, detenzione e porto abusivo di armi da fuoco e tentato omicidio.

L’indagine, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, ha ricostruito la struttura organizzativa e le dinamiche criminali dell’associazione mafiosa denominata Società Foggiana, in continuità con altre precedenti indagini. già cristallizzate in sentenze, molte delle quali passate in giudicato. E’ per questo che viene definita convenzionalmente “Decima Azione”, in quanto rappresenta appunto la decima (in ordine di tempo) delle più importanti operazione antimafia messa in campo dalla Dda di Bari nel capoluogo dauno, una operazione che ha documentato anche la contrapposizione tra le due c.d. “batterie” mafiose egemoni sul territorio (da una parte quella dei Sinesi-Francavilla e dall’altra quella dei Moretti-Pellegrino-Lanza), e purtuttavia il loro inquadramento in un unico contesto all’interno della Società Foggiana.

L’attività investigativa sulla “Società Foggiana”, sulle sue dinamiche interne e sulle sue proiezioni criminali esterne è stata portata avanti, senza soluzione di continuità, anche in epoca successiva ai fatti accertati nell’ultima indagine, chiamata “Corona”, e si è protratta fino all’attualità: in tal modo è stato possibile documentare come la predetta organizzazione mafiosa abbia continuato:

• a mantenere la sua fisionomia strutturale, caratterizzata da una suddivisione in batterie e da una forte connotazione a base familiare

• a ridefinire al suo interno, in maniera violenta e spregiudicata, gli equilibri di potere tra le diverse batterie, con una ulteriore sanguinosa guerra di mafia;

• a sviluppare processi di gestione centralizzata delle risorse economiche del sodalizio, soprattutto per garantire una regolare assistenza economica agli associati detenuti;
• a consolidare la sua capacità di controllo territoriale mediante l’intensificazione dell’attività estorsiva e lo sviluppo di altre forme di infiltrazione nel tessuto socio-economico.

L’esistenza e l’operatività della c.d. “Società Foggiana” è stata da ultimo sancita, proprio di recente, nel processo “Corona” dalla sentenza del Gup del Tribunale di Bari emessa in data 28.4.2016. Anche la Corte di Cassazione ha ultimamente confermato gli esiti dell’indagine Corona, sancendo, l’8.10.2016, la definitività della configurazione del reato di cui all’art 416 bis c.p. in relazione all’organizzazione mafiosa in questione e delle relative condanne inflitte ai soggetti che ne fanno parte.

Come emerge dai precedenti giudiziari in precedenza citati, la Società Foggiana si è fin da subito caratterizzata per due fattori fondamentali, talmente interdipendenti tra loro da rappresentare una sorta di binomio costitutivo:

− un’unica organizzazione a base familiare che, tuttavia, opera sul territorio magmaticamente, ripartendosi per “batterie”;
− la presenza di una ciclica forza centrifuga generatrice di scontri, talora anche armati, tra le stesse “batterie”. A tali fasi di turbolenta ridefinizione dei rapporti di forza hanno fatto puntualmente seguito fasi di ricerca della ricomposizione, in un andamento sinusoidale teso alla elaborazione di più efficienti modelli organizzativi, capaci di governare la complessità del processo espansionistico in atto mediante il recupero della coesione interna.

Più specificamente, la causa del nuovo conflitto armato è rappresentata dal conseguimento della primazia e della leadership all’interno della Società Foggiana che trova il suo inizio il 13 settembre 2015 quando viene ferito Mario Piscopia (convivente della figlia di Rocco Moretti). Subito dopo questo grave fatto di sangue, il successivo 17 ottobre, avviene il tentato omicidio di Bruno Vito Lanza. Sono questi i 2 episodi che rappresentano la doppia offensiva lanciata alla famiglia “Moretti-Pellegrino-Lanza”, cui è susseguita nel tempo una lunga scia di omicidi e tentati omicidi.

Nella sua proiezione esterna, il sodalizio ha operato in numerosi settori illeciti in forma quasi monopolistica.

E’ emerso che uno dei settori di maggiore interesse è rappresentato dalle estorsioni, realizzate a tappeto nei confronti di tutti gli operatori economici operanti nella città di Foggia: dalle agenzie funebri ai gestori di slot machine, passando per gli esercizi commerciali e gli imprenditori edili.

Si è registrato anche il tentativo di condizionamento della società calcistica del Foggia, all’epoca militante nel campionato di Lega Pro. Infatti In alcune intercettazioni telefoniche è emerso che, i membri della Società Foggiana hanno imposto alla società sportiva Foggia Calcio la stipulazione di contratti di ingaggio nei confronti di soggetti vicini all’associazione mafiosa, pur non disponendo di qualità sportive significative.

E’ emerso come l’attività di infiltrazione si realizzava anche imponendo l’assunzione delle persone indicate dagli appartenenti alla Società Foggiana, come nel caso dell’azienda Tamma.

E ancora l’attività estorsiva riguardava tutte le sale scommesse, anche quelle gestite da familiari e parenti …(“perché non ce ne frega niente … il giro delle macchinette quelli noi li dividiamo ogni tre mesi”) e i costruttori edili … (“devono pagare: ho detto se non stai vendendo, tu neanche costruisci. Comunque ho detto a noi non ce ne frega niente…ci devono pagare tutti quanti, tutti i costruttori”).

Relativamente alle estorsioni in danno delle agenzie funebri, l’attività captativa ha evidenziato come i membri della Società Foggiana hanno inquinato non solo i settori economico/produttivi della città di Foggia, ma anche quelli sociali ed amministrativi, potendo avere notizie riservate – evidentemente trasmesse da dipendenti comunali – relative al numero giornaliero dei morti.

Afferma il Giudice per le indagini preliminari che “… la Società Foggiana riesce ad inquinare tutti i gangli vitali della vita sociale, economica, amministrativa di Foggia”.

Gli esponenti della Società Foggiana nello svolgimento dell’attività estorsiva per conto del sodalizio mafioso dispongono di una famigerata “lista delle estorsioni”, in cui sono riportati i nomi degli imprenditori foggiani che sistematicamente pagano il “pizzo”.

Aggiunge ancora il Gip, che “L’attività d’indagine, altresì, ha evidenziato lo stato di omertà assoluta lo si rileva anche dal dato numerico delle denunce, che dimostra chiaramente un limitatissimo apporto all’accertamento di reati commessi in danno di cittadini, imprenditori, operatori commerciali, rispetto alla elevatissima percentuale di ipotesi che vengono colte durante le attività tecniche e investigative in corso. Che questi fatti-reato non siano denunciati è un’ulteriore conferma della totale soggezione di larghe fasce della popolazione, indotte a subire silenziosamente i torti e le angherie poste in essere da coloro che agiscono evocando l’appartenenza a questo determinato contesto criminale: la Società foggiana”.

Naturalmente La Società Foggiana è attiva anche nel settore della cessione di sostanze stupefacenti avendo la disponibilità di ingenti quantitativi di droga

La forza della Società Foggiana emerge anche dalla volontà di colpire le forze dell’ordine impegnate ad assicurare il rispetto delle leggi, per come risulta dai propositi di uccidere un ispettore capo presso la squadra mobile di Foggia

Altra fonte di guadagni illeciti è rappresentata dal progetto di infiltrazione nel settore delle scommesse truccate con alterazione dei risultati delle corse dei cavalli. Tale circostanza emerge dall’attività intercettiva che ha evidenziato come i membri della Società Foggiana avevano agganciato il vecchiarello, uomo di Napoli, in grado di truccare le corse tris, facendo vincere il fantino di volta in volta individuato, corrompendo gli altri fantini con 600,00 euro per non piazzarsi.

Comunque qualche segnale positivo di rottura del muro di omertà è stato registrato attraverso il contributo di alcune vittime di estorsioni che hanno consentito di assicurare alla giustizia i responsabili. E’ un segnale positivo che ci consente di guardare al futuro con maggiore ottimismo.

 

 

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Comunicato_del_29.11.2018

 

 

News Release_29.11.2018
Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

A Levico Terme un imprenditore ringrazia tutti i volontari offrendo una cena. Fugatti: “In quei giorni drammatici il Trentino ha toccato con mano l’essenza del vostro spirito civico. Siete un esempio per tutti”.

Un imprenditore locale ringrazia tutti i volontari che nelle scorse settimane hanno lavorato senza sosta per fronteggiare l’emergenza maltempo. È accaduto ieri sera a Levico Terme presso la Birreria Pedavena su iniziativa del giovane titolare del locale, Carlo Alberto Nardelli, che con una serata a base di tipicità trentine e birra ha voluto ricambiare l’impegno di tante persone che si sono spese gratuitamente a favore della comunità.

“Per un’azienda del posto come la nostra – afferma Nardelli – ci sembrava il minimo. Birreria Pedavena ha investito molto sul territorio; in questi primi anni di attività la popolazione ha ricambiato questo nostro impegno e così è nata questa serata all’insegna dell’amicizia e della riconoscenza”.

Hanno raccolto l’invito di Carlo Alberto Nardelli circa trecento persone tra Vigili del Fuoco Volontari, Alpini, Croce Rossa, Protezione Civile, personale delle Amministrazioni Municipali e aziende private che hanno lavorato per far fronte all’emergenza maltempo.

Nel corso della serata hanno portato il loro saluto anche il Presidente del Consiglio regionale, Roberto Paccher e il Presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti.

“È un’occasione per stare insieme – ha esordito Fugatti – e per ringraziarvi dell’impegno che avete messo nei giorni tragici che hanno colpito il Trentino un mese fa. Prima di questo appuntamento con voi ero a Dimaro, Comune che piange anche la scomparsa di una giovane donna.

Sicuramente, dopo quella zona, siete stati i più colpiti tra danni ambientali, all’agricoltura e alle infrastrutture. Tutti ricordiamo il lavoro che avete svolto. Per me è un orgoglio essere qui in mezzo a voi a riconoscere il vostro sacrificio e il vostro attaccamento alla comunità. In quei giorni drammatici il Trentino ha toccato con mano l’essenza del vostro spirito civico e siete un esempio per tutti.”

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