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Da ieri sera il fallimento della ex maggioranza che sosteneva il Sindaco Andreatta è (anche) formalmente esplosa. Al momento di votare il Presidente della Commissione Bilancio del Comune di Trento l’attuale maggioranza di centro sinistra ha ricevuto nella prima votazione 3 voti (Carlin — Pd) e 5 voti il candidato della minoranza di centro destra (Oliva – PT). Nella seconda Carlin addirittura 1 voti e Oliva 5.

Andare sotto in commissione Bilancio e prenderne la presidenza equivale ad un chiaro voti di Sfiducia verso il Sindaco, che nonostante non abbia più i voti continua a correre verso il baratro politico. La città merita un governo nuovo ed una maggioranza compatta in grado di collaborare bene e velocemente con il nuovo Governo provinciale.

 

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Andrea Merler
Capogruppo Consiglio comunale Civica trentina

Eugenio Sangregorio (deputato Usei, eletto all’estero) a La Zanzara su Radio 24: “Sono un uomo ricco, ma alla Camera mi sono emozionato e mi veniva da piangere”. “Quando ho iniziato a parlare in Parlamento mi sono ricordato di quando zappavo la terra in Calabria e mi è venuto groppo in gola”. “Ho un jet privato da nove posti, mi serve per spostarmi in Argentina”.

“Il mio jet l’ho pagato un milione di dollari”. “Faccio lavorare 2500 persone”. “Busta paga da deputato? Mai controllata, non so quanto prendo e non mi interessa”. “I soldi della Camera li posso spendere in una cena con gli amici in America”. “Reddito cittadinanza? Alimentiamo i vagabondi”. “In Italia non ci sono molti poveri, solo 5 milioni”

“Io sono uno che ha fatto fortuna in Argentina, sono andato come tanti in America e imprenditore edile stimato da tutti. Ho anche un jet privato, mi serve per spostarmi da una provincia all’altra. E ho un’azienda con 2500 dipendenti. Però mi sono emozionato, mi veniva da piangere a parlare in Parlamento”. Lo dice Eugenio Sangregorio, il deputato di Usei eletto dagli italiani all’estero nella circoscrizione America meridionale, a La Zanzara su Radio 24 parlando di quello che è accaduto alla Camera.

Qualche giorno fa Sangregorio, 79 anni, non è riuscito a pronunciare per l’emozione e il suo discorso durante una votazione. “In quel momento – dice – ho provato una tale emozione che mi sono uscite le lacrime, non ho vergogna a dirlo. Perché un ragazzo che all’età di 17 anni va via dal suo paese e poi ritorna e per la prima volta seduto lì fa un intervento, mi è venuto un nodo alla gola, non so come spiegare perché in realtà io l’italiano lo parlo bene. In quel momento lì, non lo so, ho pensato a tante cose, che un semplice contadino, come ero io, che zappava la terra lì, all’età di 17 anni è andato in America dalla campagna calabrese”.

Chi te lo ha fatto fare a candidarti?: “Me lo chiedo anch’io, ma lo faccio per patriottismo. Lo so che non conto nulla, che contiamo come il due di coppe quando regna bastoni, ma non per questo dobbiamo abbandonare”. Quanto costa un jet privato?: “Non costa molto, un milione di dollari. E ci sono nove posti”. Quanto guadagna da deputato?: “Ve lo dico con sincerità, non lo so. Boh, non lo so, davvero. Non me ne frega niente di questi soldi. Non sono venuto per i soldi. Sono qua per altre cose più importanti.

Per davvero, non la controllo nemmeno la busta paga della Camera. Non mi serve controllarla. Quei soldi li spendo andando a cena in America con gli amici”. Ti piace il reddito di cittadinanza dei grillini?: “Io penso che quella cosa lì non farà bene. Oggi Noi stiamo stimolando i vagabondi. In Italia ci sono 5 milioni di poveri, che poi non sono tanti, ma quei soldi è meglio investirli in altre cose”.

Fugatti: partiamo con umiltà e determinazione. Inizia un percorso di popolo.

Ultimate le operazioni elettorali per l’elezione del Presidente del Consiglio, Walter Kaswalder, del vice Alessandro Olivi e dei tre componenti dell’Ufficio di presidenza, Mara Dalzocchio (Lega), Michele Dallapiccola (Patt) e Filippo Degasperi (5 Stelle), il Presidente della Giunta, Maurizio Fugatti, dopo la relazione sulle operazioni elettorali ha presentato poi la Giunta e le linee di governo. Il Presidente è partito dall’evento disastroso di fine ottobre. Ha ringraziato su questo l’ex presidente Rossi e l’ex assessore Mellarini che, ha detto, hanno dimostrato senso istituzionale e ha rivolto un pensiero alle vittime e alle comunità più colpite.

Un ringraziamento speciale è andato a chi è intervenuto e chi dovrà ancora lavorare a lungo per ripristinare la situazione che c’era prima dell’evento. Fugatti ha riservato parole commosse ai volontari dei Vigili del fuoco; agli uomini e alle donne che hanno rischiato la vita per portare soccorso in quelle ore drammatiche. Il Presidente ha ricordato anche l’impegno dei sindaci, di quelli giovani che si sono fatti le ossa in questo dramma.

Fugatti ha ricordato che la Giunta si è riunita a Dimaro e Novaledo per testimoniare la vicinanza della Giunta alle comunità. Una giunta giovane, ha affermato, che parte con umiltà e determinazione. “Un percorso di popolo, che deve vederci sempre più uniti e determinati a raggiungere i traguardi che ci siamo dati”.

 

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Una giunta giovane e con due donne.

La Giunta, ha detto ancora, è una delle più giovani nella storia dell’Autonomia, nella quale ci sono due donne con incarichi importantissimi. Tre parlamentari, ha affermato inoltre, hanno scelto l’autonomia per rispondere al mandato dei trentini che il 21 ottobre hanno voluto cambiare. Fugatti nel suo intervento ha ricordato che si è deciso di attendere Rodolfo Borga e il suo contributo di competenza. “S’è detto – ha affermato – che la giunta è incompleta, ma alle volte si deve prestare attenzione al dato umano e questa volta è andata così”.

 

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Le citazioni di Kessler e Durnwalder e attacco alla sede A 22 a Bolzano.

Fugatti, affrontando il programma, ha citato Bruno Kessler e Luis Durnwalder e il loro concetto di Autonomia. Per quanto riguarda i rapporti con il Sudtirolo secondo il Presidente va avviata una fase nuova che passi per le partite strategiche per il nostro territorio, come il rinnovo della concessione dell’A22. Riguardo all’Autobrennero Fugatti ha riservato parole dure allo spostamento della sede a Bolzano. “Non posso non rilevare – ha detto – la totale insensibilità istituzionale di chi all’interno della Giunta regionale a pochi giorni del voto del 21 ottobre votò a favore dello spostamento della sede a Bolzano. Insensibilità che è ovviamente in capo alla parte trentina, non ha quella sudtirolese che ha fatto, e continua a fare, semplicemente i propri interessi. Ma una simile decisione non poteva certo essere presa da una Giunta in cadenza”.

 

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Tornare alla centralità dei comuni.

L’autonomia trentina va difesa, ha detto Maurizio Fugatti, anche dal punto di vista della sua cultura, della sua specificità. Per questo ha ricordato che quella trentina è un’autonomia antica, che non è nata con l’accordo Degasperi – Gruber, che ha quindi una sua personalità anche nei confronti del Sudtirolo. E’ necessario, ha sottolineato il Presidente, essere autonomi in quanto trentini come ha insegnato Alcide Degasperi che ha combattuto per l’autonomia prima con Vienna poi con Roma. Fugatti, riguardo alla Regione, ha detto che va dotata di competenze concrete, soprattutto sui grandi temi territoriali, mentre in Trentino va riconquistata la centralità dei comuni e ci si deve muovere in un’ottica di distretti territoriali nei quali possa esprimersi la funzione di coordinamento e pianificazione della Pat.
Sull’Europa Fugatti ha detto che la presenza del Trentino a Bruxelles va rafforzata per tutelare i nostri interessi, ma va costruito un complesso di rapporti tra forze nazionali e internazionali.

 

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Centralità della famiglia naturale.

Spazio il Presidente nella sua relazione ha riservato ai valori che stanno alla base di quella che ha definito Autonomia sociale. Valori che vedono al centro la famiglia formata da un uomo e da una donna (“crediamo – ha detto – che la famiglia sia una sola, quella naturale”) e i principi e i cristiani ha parlato poi di valori cristiani. Centrale anche la questione dei rapporti tra città e valli. Tema caro al popolarismo, assieme a quello della tutela del territorio e delle minoranze linguistiche.

 

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Montagna, creare un ambiente favorevole allo sviluppo.

Per quanto riguarda la montagna, Fugatti ha detto che va creato un ambiente favorevole alla mobilitazione delle energie delle comunità montane, stimolando la crescita di iniziative imprenditoriali.

 

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Il pubblico come regolatore della società.

Per quanto riguarda lo sviluppo la Pat può svolgere un ruolo importante a partire dagli investimenti pubblici, concentrando gli interventi sulle piccole opere e sull’alleggerimento del peso burocratico. Un ruolo, quello del pubblico, che deve essere quello del regolatore e del legislatore della vita economica e sociale.

 

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Consolidare il ruolo di Confidi.

Sul piano finanziario, Fugatti ha ricordato che a causa del maltempo sul bilancio pesano 300 milioni di danni e si stanno valutando varie soluzioni di finanziamento. Gli stop a opere, ha assicurato il Presidente, sarà eventualmente temporaneo e circoscritto.
Va consolidato il ruolo di Confidi e va stimolato il ricorso a mezzi alternativi di finanziamento, tendendo presente che il settore delle piccole imprese è ancora decisivo nell’economia trentina.

 

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Valdastico e terza corsia dinamica dell’A22. Cinformi basta assistenzialismo.

Sulla sicurezza, centrale per questa Giunta, Fugatti ha ricordato che è stato convocato il Comitato dell’Ordine de della sicurezza. Su Cinformi ci si sta confrontando, ma, ha aggiunto, l’eccesso di assistenzialismo finirà.
Sì alla Valdastico, ha sottolineato, perché è fondamentale per i collegamenti col Veneto e per ridurre il traffico sulla Valsugana, privilegiando l’uscita a Rovereto Sud. Su questo il Presidente ha citato Kessler il quale, 46 anni fa in Consiglio, disse che questa infrastruttura è importante perché ci avrebbe messo in contatto con il Veneto e la sua economia in espansione. Per le strade ha ricordato la necessità di mettere in sicurezza la Valsugana anche completando la superstrada, consapevoli peraltro che non sarà mai sufficiente. La terza corsia dinamica dell’A22, infine, permetterebbe nelle giornate da bollino nero di trasformarla in un’autostrada a tre corsie. Infine, verrà realizzata la tangenziale di Rovereto.

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Cooperazione, superare il conflitto tra profitto e solidarietà.
Per quanto riguarda la ricerca, Fugatti ha detto che vanno cercate interazioni nuove nel settore della conoscenza e un sistema delle ricerca più orientato alla produzione.
La cooperazione va fatta uscire dal conflitto tra solidarietà e mercato, sviluppando le sue finalità sociali e stimolando un’autentica partecipazione dei soci.

 

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Sanità, si riapre il punto nascite di Cavalese e tornano le guardie mediche.

Sulla sanità, un tema centrale del nuovo governo, il Presidente ha ricordato che il punto nascita di Cavalese verrà riaperto in sicurezza a dicembre e verranno riaperte le guardie mediche chiuse “irragionevolmente” dalla Giunta precedente.

 

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Cittadini italiani, ma di nazionalità trentina.

Sulla scuola ha detto che un trentino trilingue, obiettivo giusto, va raggiunto con una maggiore elasticità e che le competenze linguistiche si possono ottenere anche con percorsi alternativi e senza il castello di regole che sono state imposte alle scuole. Nelle nostre scuole, inoltre, va insegnata l’autonomia trentina. Perché, ha detto il Presidente, citando Pruner “Noi siano sì cittadini italiani, ma comunque di nazionalità trentina”. Avvicinandosi il Natale, Fugatti, ha auspicato che nelle scuole trentine venga ricordato con i presepi, simboli della nostra millenaria tradizione cristiana, e ha ricordato che nelle scuole, come negli uffici pubblici, non dovrebbe mancare il crocefisso.

 

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Contro la disoccupazione giovanile il sistema scolastico duale.

Sulla disoccupazione giovanile Fugatti ha detto che il tasso in Trentino è ancora alto e che per contrastarla va mutuato il sistema duale scuola lavoro del vicino Alto Adige.

 

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Cultura come fabbrica del sapere.

Per quanto riguarda la cultura Fugatti ha detto che deve funzionare come una fabbrica del sapere togliendo non autonomia, ma ogni autoreferenzialità delle strutture museali. Va inoltre creato un sistema a rete dove non ci siano centri e periferie. Il territorio rimane centrale e va coltivata la tipicità trentina, valorizzando i nostri prodotti.

 

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Abbattere le rette degli asili.

Fugatti ha concluso con un accenno alla famiglia, per il quale, ha ricordato, è stato creato un assessorato ad hoc affidato ad una donna. Centrale è la crescita demografica, abbattendo le rette degli asili, stimolando la creazione di asili aziendali e mettendo in campo assegni per ogni figlio. Verranno favorite, inoltre, le famiglie con figli piccoli o che hanno necessità di aiuto sul modello del Nord Europa.

 

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Fugatti, i parlamentari della Giunta si dimetteranno quando ci sarà l’election day.

Ugo Rossi (Patt) sull’ordine dei lavori ha chiesto se i tre parlamentari della Giunta si siano già dimessi. Fugatti ha ricordato che nessun parlamentare si è ancora dimesso e lo faranno quando sarà possibile a concorrere all’election day di maggio. Ci sono buone possibilità, ha aggiunto, che ciò avvenga e quando la norma verrà approvata ci saranno le dimissioni. Questo permetterà di votare con le europee. Comuque i parlamentari hanno già rinunciato a uno dei due stipendi, c’è solo l’opportunità, ha concluso Fugatti, di non disturbare i trentini con un voto a marzo e uno a maggio.
Rispondendo a Marini (5 Stelle) il Presidente ha detto che i parlamentari della Giunta hanno rinunciato all’indennità di consigliere e di assessore e Presidente perché non è possibile farlo con quella di parlamentare.
Il dibattito sulla relazione del Presidente verrà fatto martedì prossimo.

 

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Voto dei trentini all’estero, dati drammatici.

Come detto in apertura del suo intervento Fugatti ha relazionato sulle operazioni di voto del 21 ottobre che si sono svolte regolarmente. Alex Marini ha ricordato che 5 Stelle ha presentato proposte sulla partecipazione delle donne e dei cittadini e sarà impegno del gruppo interpellare i cittadini se e quando ci saranno modifiche della legge elettorale. Sui trentini iscritti all’Aire ha detto che rispetto al 2013 c’è stato un forte aumento di iscritti. Anche se, per contro, i dati della mancata partecipazione al voto dei trentini all’estero ha raggiunto dati drammatici. Ci sono problemi seri, quindi, sul diritto al voto dei trentini iscritti all’Aire. La scorsa legislatura, ha ricordato Marini, 5 Stelle ha proposto il voto postale che sostituisca le procedure obsolete attuale.

Regole più chiare, procedure unitarie, applicazione concreta. Kompatscher da Salvini: evitare migrazioni interne. Queste le richieste del presidente Kompatscher al Ministro Salvini in tema di richiedenti asilo.

Decreto sicurezza al centro dell’incontro di oggi pomeriggio a Roma tra il presidente della Provincia di Bolzano, Arno Kompatscher, e il Ministro degli interni, Matteo Salvini.

“La strada che è stata intrapresa non consentirà di raggiungere gli obiettivi di maggiore chiarezza e maggiore sicurezza”, ha sottolineato Kompatscher, il quale già lo scorso mese di ottobre, assieme ai governatori di diverse altre regioni italiane, aveva espresso le proprie perplessità al Ministro.

Il tutto anche alla luce della proposta, sempre in tema di richiedenti asilo, che era stata avanzata dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome su iniziativa dell’Alto Adige.

Durante l’incontro di oggi, il presidente della Provincia di Bolzano si è detto convinto che “il decreto sicurezza porterà ad avere ancora più richiedenti asilo costretti a vivere per strada, con le conseguenze che si possono immaginare.

L’esperienza maturata in Alto Adige, invece, dimostra che nelle forme attuate il programma Sprar può funzionare, soprattutto quando le responsabilità vengono suddivise e affrontate con serietà. L’impegno che abbiamo dimostrato, e i risultati ottenuti, non possono comportare una redistribuzione sul territorio che vada a nostro svantaggio”.

A proposito di equa distribuzione sul territorio, Kompatscher ha ricordato l’importanza di comprendere anche quelle persone che raggiungono autonomamente, via terra, l’Italia da altri paesi europei, oppure si spostano da una Regione all’altra. “Soprattutto per le zone di confine come l’Alto Adige questo rappresenta un problema”, ha spiegato Kompatscher, il quale ha ribadito che tutti i richiedenti asilo presenti in Italia dovrebbero essere presi in considerazione.

“Si tratta della base – ha detto – per poter avere un sistema di distribuzione sul territorio che sia equo e che consenta di mettere in pratica le misure ad esso collegate”.

Secondo i vertici del Ministero degli interni, il compito di segnalare le persone che devono essere ricomprese nel sistema di riparto nazionale spetta ai prefetti, il presidente della Provincia di Bolzano, dal canto suo, ha ricordato che nella maggior parte dei casi, coloro che raggiungono l’Italia via terra lo fanno dopo essersi vista negata la richiesta di asilo da altri paesi.

L’obiettivo, dunque, deve essere quello di fare in modo che il diniego alla richiesta di asilo da parte di altri paesi della Ue venga automaticamente riconosciuto anche in Italia: ciò consentirebbe di risparmiare una notevole mole di procedure.

Questo passaggio è stato condiviso dai partecipanti all’incontro, ed è stato sottolineato che si sta lavorando per un’attuazione nel più breve tempo possibile.

“Rimango convinto – ha aggiunto Arno Komptascher – che nel lungo periodo l’unica soluzione possibile sia quella di un sistema unico a livello europeo per le procedure di richiesta di asilo, unica strada possibile per avere maggiore sicurezza e chiarezza, abbattere la burocrazia e ridurre il fenomeno della migrazione interna alla Ue da parte dei richiedenti asilo”.

Necessità di fare fronte comune, secondo Kompatscher, anche per quanto riguarda le procedure da seguire non solo per i rimpatri, ma anche per l’inserimento nella società di coloro che ottengono parere positivo alla propria richiesta di asilo.

“In futuro vogliamo puntare ancora con più forza sul programma Sprar – ha detto il Landeshauptmann – e per questo motivo, ricevendo rassicurazioni in merito, ho chiesto che venga trovata una modalità di distribuzione delle persone sul territorio che non vada a svantaggio dell’Alto Adige”.

Secondo Kompatscher, infine, occorre una linea unitaria nei confronti di chi non ha diritto di rimanere in Italia. “Occorre chiarere il loro status giuridico sino al rimpatrio, e anche in questo caso è importante avere la garanzia di una suddivisione di compiti e competenze, nonchè l’applicazione di standard unitari a livello nazionale, in modo tale da evitare gli spostamenti all’interno del territorio fra Regioni e Regioni”.

In conclusione, a nome di tutte le Regioni, il presidente altoatesino ha chiesto al Ministro Salvini di rafforzare il coordinamento fra il suo Dicastero e gli enti locali.

Dopo l’elezione del vicepresidente del Consiglio provinciale Alessandro Olivi (Pd), l’aula ha eletto sempre a scrutinio segreto i tre segretari questori che parteciperanno con Kaswalder e Olivi all’ufficio di presidenza dell’assemblea legislativa: Mara Dalzocchio (Lega), Michele Dallapiccola (Patt) e Filippo Degasperi (5 stelle).

Su 34 consiglieri presenti, Mara Dalzocchio ha ottenuto 16 voti, Michele Dallapiccola 5 e Filippo Degasperi 7. Le schede bianche sono risultate 4 e 2 le nulle.

I lavori dell’aula sono ancora in corso. Dopo la relazioni del presidente della Provincia Fugatti sull’esito delle elezioni del 21 ottobre, il governatore sta presentando ora all’aula gli assessori della Giunta da lui guidata e il programma di governo della XVI legislatura.

Come Paolo Ghezzi ha appena fatto notare all’aula del Consiglio provinciale – voce nel deserto – su 7 cariche di vertice tra Provincia di Trento e Regione Trentino Alto Adige (Giunta provinciale di Trento, Consigli provinciale e regionale del Trentino Alto Adige) gli uomini sono 7 su 7. Alla faccia del valore della differenza di genere.

Futura 2018, l’unico gruppo politico con perfetta parità di genere (1+1), nell’ambito dell’Alleanza democratica e popolare ha proposto Lucia Coppola come candidata vicepresidente del Consiglio.

Futura 2018 deplora che, anche in questo avvio di legislatura, le forze politiche del Trentino Alto Adige Südtirol non abbiano saputo trovare la necessaria convergenza per eleggere almeno una donna in un ruolo di responsabilità istituzionale.

 

Abbiamo attesto alcuni giorni per commentare la ”vicenda Fersina” in modo tale da affrontare la questione a “bocce ferme” al fine di evitare inutili polemiche e fraintendimenti.

La notizia della decisione presa dal Presidente della Provincia Autonoma di Trento Maurizio Fugatti ci ha lasciato l’amaro in bocca. Si tratta di una decisione triste. Certo è vero che il “garantire una solidarietà equa e rispettosa delle normative non può ricadere solo sul Trentino” e che questo va fatto presente all’autorità nazionale, ma il metodo usato – farlo sulla pelle di alcune persone in stato di necessità – non è un metodo che possiamo certo condividere.

I 40 pakistani che sono ospitati presso il centro Fersina tramite un accordo col Comune di Trento per garantire loro i servizi delle strutture di bassa soglia, per non lasciarli in strada ad aumentare il degrado e aggiungersi alle fila dell’illegalità, sono prima di tutto persone.

Persone che fuggono da situazioni di pericolo o di miseria alla ricerca di una vita migliore, persone che hanno affrontato sacrifici e rischi indicibili con il sogno di giungere in un posto migliore (spesso la Germania o l’Austria) attraversando a piedi Iran, Turchia, Macedonia e Serbia lungo la Balkan Route.

Alcuni di loro hanno già depositato domanda per avere lo stato di protezione internazionale, altri non ancora. E si trovano respinti, come rimpallati tra uno stato e l’altro, tra una regione e l’altra, ospiti indesiderati.

Ora forse una metà di loro verrà spostata da qualche altra parte d’Italia, se qualcun altro accetterà di accoglierli. Dovranno pagare il prezzo di fungere da monito per altri migranti: in Trentino non c’è posto… per eliminare qualsiasi eventuale effetto di richiamo. E sì che il Trentino è sempre stata una terra solidale, una terra accogliente e di convivenza. Forse perché poco più indietro, quando anche nelle nostre valli dominava la miseria, è stata terra di emigrazione.

Come movimento aclista, che pone al centro del suo pensiero la solidarietà e responsabilità per costruire una nuova qualità del vivere civile, nella convivenza e cooperazione fra culture ed etnie diverse, nella costruzione della pace non possiamo che sentire dissonanti le azioni che non tengano conto della dignità della persona (al di là della provenienza) in un contesto sempre più individualistico.

 

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Acli Trentine
Ipsia (Istituto Pace, Sviluppo, Innovazione Acli) del Trentino

La Grande ruota panoramica ha fatto il suo ingresso a Trento alle ore 6.30 di questa mattina e sono già iniziate le operazioni di montaggio della grande attrazione del Natale della città di Trento.

 

 

“All’arrivo dei mezzi eravamo emozionantissimi – dichiara il proprietario della grande attrazione Romeo Dalla Valle – il posizionamento e il montaggio sono la parte più bella per noi, significa molto, significa che molte persone potranno fare un’esperienza unica, indimenticabile.

Salire su una Grande Ruota Panoramica da un’emozione forte, soprattutto in questo periodo: il Natale. Per la Ruota Panoramica di Trento abbiamo scelto uno slogan che rende l’idea: a Natale puoi, fare quello che non puoi fare mai!

Infatti è la prima volta che arriva una Grande Ruota Panoramica in centro a Trento ed è anche la prima volta che si potrà salire durante il magico Natale”.
La Ruota Panoramica è alta 38 metri, ha 24 gondole e può portare fino a 144 persone.

La Grande Ruota Panoramica è di proprietà di Rides Solutions un’impresa di Bergantino (Rovigo – Veneto) leader nel settore delle giostre da molti anni.
“Abbiamo deciso di investire a Trento – continua Dalla Valle – perché abbiamo creduto nel progetto che il Comune ci ha presentato e siamo convinti che la gente apprezzerà molto sia l’atmosfera natalizia offerta dalla città che la Grande Ruota Panoramica”.

Un progetto reso possibile grazie al lavoro e alla sinergia di amministrazione comunale, operatori, categorie economiche.

Dice l’Assessore al Commercio e Turismo del Comune di Trento Roberto Stanchina: “è un nuovo modello di lavoro e sviluppo economico e turistico per la città, iniziato con l’adunata degli Alpini e che si sta via via perfezionando. È importante coinvolgere categorie economiche e operatori perché oggi più che mai la condivisione è necessaria.

La città è una macchina perfetta se tutti i suoi ingranaggi lavorano e compito dell’amministrazione comunale è fare da autista. È sbagliato pensare che si deve lavorare così per colpa di bilanci comunali in rosso o sempre più risicati, va cambiata l’impostazione culturale che vede un distacco tra pubblico e privato”.

Soddisfatta Confesercenti del Trentino che ha partecipato alle iniziative del Natale promuovendo quel dialogo e quelle attività necessarie all’organizzazione di grandi eventi come questi. “In particolare la nostra associazione si è fatta capofila affinché anche questa opportunità attrattiva andasse in porto – spiega Massimiliano Peterlana vice presidente di Confesercenti del Trentino- .

È importante che anche i privati e le categorie economiche diventino figure strategiche e di riferimento per la promozione economica e turistica della città. Siamo convinti che questa attrazione divertirà i turisti ma anche i cittadini che potranno guardare dall’alto vie e piazze cittadine illuminate a festa. Eventi o feste come il Natale o le prossime Vigiliane vanno pensate dagli operatori come volano economico e di sviluppo”.

Ricordiamo che in Italia esistono meno di 10 Grandi Ruote Panoramiche alte più di 30 metri e quella di Trento è l’unica in tutto il nord d’Italia; ce ne sono il Liguria, Toscana, Emilia, Umbria, Marche Sicilia e Calabria.

 

 

Allegato: foto montaggio ruota panoramica in piazza Dante

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Dopo un mese vissuto intensamente e mediaticamente, la coppia più trasgressiva dello showbiz, formata da Asia Argento e Fabrizio Corona, è arrivata bruscamente ai titoli di coda. “Scendo da sta’ giostra” ha scritto l’attrice in un post. E Corona ha replicato con un filmato in cui finge di piangere sulle note di “Quando finisce un amore” di Riccardo Cocciante. Un finale amaro, dunque, che lascia molti interrogativi soprattutto sui motivi della clamorosa rottura. Motivi che il settimanale Chi, il primo ad aver rivelato il clamoroso flirt, ricostruisce minuziosamente passo per passo nel numero in edicola da mercoledì 28 novembre.

Una storia nata dopo un appuntamento di lavoro che Corona aveva fissato con Asia, appuntamento che si è trasformato subito in una passione bruciante. Per oltre un mese Fabrizio Corona e Asia vanno ospiti nei più importanti talk show della televisione italiana (Verissimo, La repubblica delle Donne, Domenica in) per raccontare la loro storia. Ma Fabrizio ha la testa da un’altra parte, i suoi pensieri sono fissi su un nuovo processo che lo attende e le sue attenzioni per Asia diminuiscono con il passare dei giorni.

Le telefonate sono sempre meno, i messaggi idem e le dediche sui social praticamente scomparse… Un mondo parallelo, che in realtà non dovrebbe mai e poi mai condizionare una storia, ma che nella realtà di oggi purtroppo lo fa. Le assenze molteplici di Corona quindi insospettiscono Asia, che corre subito a Milano per capire che cosa sta succedendo. E anche se tra i due quando si incontrano, riscatta la passione tra baci e abbracci, Corona non è più lo stesso. Così la Argento percepisce subito che non è più la stessa cosa con Fabrizio, che lui c’è fisicamente, ma non più con la testa e tantomeno col cuore.

E la doccia fredda arriva quando, invece di trascorrere il resto del tempo insieme, lei torna a Roma e lui non fa nulla per trattenerla. Durante il viaggio Asia si sfoga con chiunque le capiti a tiro. Nella sua testa con Fabrizio è finita. Così prende il suo cellulare e fa partire il messaggio d’addio. E poco dopo scrive sul suo profilo Instagram che scende dalla “giostra” lasciandosi alle spalle “una farsa grottesca”.

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