L’amica geniale. St 1 Ep 2 2018. I soldi. Con i soldi ricevuti da don Achille, Elena e Lila comprano “Piccole donne”: leggendolo e rileggendolo se ne innamorano e decidono che da grandi faranno le scrittrici.

Le loro famiglie, però, povere e di scarsa cultura, non hanno alcuna intenzione di mandarle alle scuole medie, nonostante i consigli della maestra, che crede fermamente nel talento delle due bambine.

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Bianca Berlinguer racconta l’attualità e la cronaca approfondendo i temi che scatenano il dibattito sociale nel nostro paese.

In ogni puntata, un faccia a faccia con un personaggio della politica o dello spettacolo.

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Sabato 1 dicembre su Rai 2, ore 23.30 TG 2 Dossier. L’inviata Angelica Fiore presenta un report su quanto avvenuto con l’alluvione del 28 – 29 ottobre in Dolomiti intere (Bl- TN – BZ).

Particolare attenzione è dedicata al dopo, a quali boschi ricostruire e come intervenire. Replica domenica 2 dicembre ore 9.30 Rai 2, Tg 2 Dossier. 40 minuti intensi. Interviste a oltre 10 protagonisti, esperti o istituzionali, dei nostri territori.

 

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Luigi Casanova

Nel tentativo di districare l’ingarbugliata matassa dei problemi creati nel corso degli anni dai rumori e dalle vibrazioni causati dallo stazionamento dei treni locali presso la stazione ferroviaria e dal transito ad alta velocità dei treni merci.

I comitati di quartiere che nel corso degli anni hanno portato avanti numerose iniziative in autonomia con proposte per contribuire a risolvere i problemi, hanno deciso di creare un coordinamento unico tra tutti i comitati e le realtà presenti in città.

Invitano i cittadini non ancora organizzati a unirsi per dare più forza alle azioni necessarie per spingere l’amministrazione comunale e provinciale a prendere la regia e prendere in considerazione le istanze per risolvere la complessa situazione di disagio che si è creata nel corso degli anni.

I comitati della città di Trento ora si riuniranno tutti nel “Comitato ferrovia vivibile” della città di Trento.

Nella consapevolezza che l’interesse pubblico dell’esercizio di una stazione ferroviaria realizzata a metà 800, ben prima degli edifici degli abitanti è da tutelare. Come del resto è da tutelare la qualità della vita degli abitanti che abitano nei pressi della stazione ferroviaria.

Per questi motivi giovedì 29 novembre 2018 alle ore 18 presso la sala della circoscrizione a Piedicastello di via Verruca 1 è stata convocata l’assemblea aperta a tutta la cittadinanza dove sarà ufficializzata l’unione dei comitati e saranno presentate le proposte e le azioni che si intraprenderanno nei prossimi mesi. Sarà anche illustrata l’azione legale in corso.

 

 

Domenica 2 dicembre tutti i corpi del distretto si riuniranno a Concei per l’annuale celebrazione della Patrona Santa Barbara.

– ore 9.15: partenza della sfilata dalla caserma dei vigili del fuoco di Concei fino alla Chiesa di Enguiso
– ore 9.30: Santa Messa
– ore 11, presso il centro culturale di Locca: saluto delle autorità, relazione annuale dell’ispettore Michele Alberti, consegna delle benemerenze di servizio.

La relazione dell’ispettore Alberti andrà a toccare la vita dei corpi del distretto dell’anno 2018, quindi l’organizzazione, l’interventistica, i momenti formativi ed altri dettagli.

Quest’anno saranno 17 i vigili del distretto che riceveranno l’anzianità di servizio per un periodo che va dai 15 ai 40 anni di appartenenza ai corpi dei vigili del fuoco volontari del trentino. Due comandanti riceveranno il diploma di lungo comando (10 anni).

Alla giornata sono state invitate le autorità civili, militari e del mondo pompieristico.

 

 

 

I lavori della prima parte del pomeriggio in aula sono stati segnati dal primo discorso del nuovo presidente del Consiglio provinciale Walter Kaswalder (testo allegato) nonché dalle elezioni di Alessandro Olivi (Pd) nel ruolo di vicepresidente e di Mara Dalzocchio (Lega), Michele Dallapiccola (Patt) e Filippo Degasperi (Movimento 5 stelle) come segretari questori. Ultimata la formazione dell’ufficio di presidenza dell’assemblea legislativa, i lavori sono proseguiti con gli interventi del presidente della Provincia sull’esito delle elezioni del 21 ottobre, la presentazione del programma di legislatura e degli assessori da lui scelti per la nuova Giunta provinciale.

 

Il primo discorso del presidente: “da quest’aula, con il contributo di tutti, dovranno scaturire le soluzioni migliori per il futuro del Trentino”.

Eletto al termine della seduta di questa mattina, il nuovo presidente del Consiglio provinciale Walter Kaswalder è intervenuto alla ripresa dei lavori del pomeriggio con il suo primo discorso alla guida dell’aula in quest’avvio di legislatura.

“Vi ringrazio per la fiducia” – ha esordito Kaswalder che ha aggiunto: “è per me un grande onore presiedere il Consiglio della Provincia autonoma di Trento”. E ha poi proseguito: “Ringrazio i gruppi politici che hanno sostenuto questa candidatura, il presidente Fugatti e la nuova Giunta provinciale alla quale auguro buon lavoro!”. “Cari colleghi, nella mia abbastanza lunga esperienza politica, ho conosciuto sia il ruolo esercitato dalla maggioranza che quello dell’opposizione”. “Voglio guidare questo alto Ufficio – ha assicurato il neo-presidente – al meglio delle mie convinzioni e delle mie capacità. Voglio essere imparziale, in rispetto ad uno spirito di confronto e di stimolo, autenticamente democratico”. Kaswalder ha poi ringraziato Lucia Coppola che in qualità di consigliere anziano ha presieduto la prima seduta del Consiglio provinciale della sedicesima legislatura, e ha ricordato i consiglieri membri del consiglio di presidenza della passata legislatura: Diego Mosna, Walter Viola, Nerio Giovanazzi, Filippo Degasperi, Claudio Civettini e Mario Tonina. Un ringraziamento non formale e applaudito da tutta l’aula, Kaswalder l’ha rivolto al suo predecessore, rivolgendosi a lui in prima persona: “Caro presidente emerito – ha detto –, i nostri rapporti non sono sempre stati amichevoli, ma desidero oggi ringraziarti per l’equilibrio con cui hai saputo reggere il dibattito in aula anche quando lo stesso si è fatto aspro, duro. In questi anni hai contribuito significativamente alla politica trentina, dapprima come rappresentante sindacale ed infine come politico. Grazie a nome di tutti i trentini. Grazie Bruno!” Kaswalder ha aggiunto di voler caratterizzare il suo operato “nel solco” tracciato dal suo predecessore: “Non sposando fazioni – ha spiegato – ma aperto al confronto con tutti i consiglieri ed il più vicino possibile ai cittadini trentini”.

Kaswalder ha proseguito sottolineando il cambiamento avvenuto nella nostra Provincia rispetto al passato: il quadro è mutato sia per il gran numero di nuovi consiglieri eletti sia per la presenza di nuove forze politiche. Il presidente ha osservato che anche la presenza femminile in Consiglio è cresciuta, “non credo per i meccanismi previsti dalla legge elettorale – ha commentato – quanto per la qualità delle elette”. “Ma indipendentemente dalle posizioni o dal genere – ha aggiunto – siamo davvero chiamati ad affrontare sfide impegnative”. “Un elemento fondamentale – ha osservato il presidente del Consiglio – è quello di azioni che possano dare ai cittadini prospettive più serene per il proprio futuro. Si rendono necessari provvedimenti che consentano di vivere più e meglio nelle nostre vallate, che non sono periferia ma il centro del nostro Trentino”. A questo punto Kaswalder si è chiesto: “saremo capaci di dotare le nostre valli di migliori presidi medico/assistenziali, migliori trasporti, maggiore possibilità di fruire di servizi locali e, ovviamente, di posti di lavoro interessanti?” E ancora: “come coniugare sviluppo ed ecologia, affinché il nostro Trentino possa rimanere la maraviglia qual è, degno di essere vissuto dai trentini vecchi e nuovi e dai nostri ospiti?”

Kaswslder non ha dimenticato di menzionare “la recente ondata di maltempo che ha portato nella nostra comunità lutti e gravissimi danni”. A questo riguardo “un pensiero doveroso” è stato rivolto dal presidente “ai nostri sindaci e al mondo del volontariato trentino che ha consentito di arginare i danni e di presidiare il territorio nelle giornate di massima tensione. Grazie di cuore! Sono certo che il nostro territorio e gli uomini che lo popolano sapranno rialzarsi, reinventarsi e che anche da questa sfida, come è sempre accaduto nel nostro passato, usciremo più forti e migliori!”

Kaswalder ha anche ricordato i recenti casi di cronaca nera che hanno messo in luce ancora una volta situazioni di emarginazione e di disagio sociale verso le quali tante, troppe volte abbiamo volutamente girato la testa, abbiamo voluto ignorare, ma che sono sintomo di un malessere che dobbiamo, per quanto nelle nostre umane possibilità, affrontare. Cari colleghi, molto è il lavoro che ci aspetta nei prossimi cinque anni, con la complessità di una società trentina in evoluzione e con un quadro nazionale ed internazionale che essendo sempre più interconnesso, condiziona e condizionerà il nostro operare. Mi permetto di citare il teologo Reinhold Niebuhr: “Dio, dammi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio per cambiare quelle che posso e la saggezza di distinguere le une dalle altre”. Un capitolo importante riguarda le relazioni con la Regione e con l’Euregio: da protagonisti vogliamo favorire un’accelerazione ai processi di omogeneizzazioni legislativa, affinché le distanze tra queste realtà diminuiscano invertendo il trend degli ultimi anni. Il Consiglio provinciale – ha esortato il presidente – deve essere il luogo dove le forze politiche presentano le migliori soluzioni ai problemi, con un confronto serrato ed aperto. Poi, la maggioranza decide: ma la minoranza deve essere in grado di esercitare pienamente il proprio mandato. Questa società, fatta più di cinguettii e sempre meno di ragionamenti, sembra talvolta allontanarsi dai principi di una democrazia partecipativa. Ma questo Consiglio provinciale, ne sono certo, saprà rivalutare il ruolo ed il senso di un dibattito realmente e lealmente democratico”. Kaswalder ha concluso con queste parole e l’applauso finale dell’aula: “Non vedo l’ora di lavorare con voi con la benedizione di Dio e per il bene del Trentino”.

Olivi eletto vicepresidente con 18 voti.

Giorgio Tonini (Pd) ha chiesto una breve sospensione per presentare alla maggioranza la proposta del vicepresidente, individuato nella persona di Alessandro Olivi. Tonini ha poi riferito in aula di non aver avuto alcuna obiezione da parte della maggioranza.

Nel preannunciare il voto favorevole di Futura 2018 per eleggere vicepresidente dell’aula Alessandro Olivi Paolo Ghezzi ha osservato che anche alla presidenza e alla vicepresidenza della Giunta provinciale sono stati eletti solo uomini. E questo, ha lamentato, “non è un bel segnale” dal punto di vista dell’equilibrio di genere.

Al termine dello spoglio dei voti depositati nell’urna a scrutinio segreto come per il presidente, Alessandro Olivi è risultato eletto vicepresidente del Consiglio provinciale con 18 preferenze, 9 schede bianche e 7 nulle.

I tre segretari questori sono Dalzocchio, Dallapiccola e Degasperi.

Dopo un’altra interruzione per individuare i tre candidati al ruolo di segretari questori del Consiglio, i consiglieri Devid Moranduzzo (Lega), Lorenzo Ossanna (Patt) e Alex Marini (5 stelle) hanno proposto, ciascuno per il proprio gruppo politico di appartenenza, i nomi di Mara Dalzocchio, Michele Dallapiccola e Filippo Degasperi. Al termine della consultazione a scrutinio segreto, su 34 consiglieri presenti, le schede bianche sono risultate 4, le nulle 2 e Mara Dalzocchio con 16 voti, Michele Dallapiccola con 5 e Filippo Degasperi con 7 sono stati eletti segretari questori.

Il nuovo ufficio di presidenza del Consiglio provinciale, ultimato con queste votazioni, è perciò composto dal presidente Walter Kaswalder (Autonomisti popolari), dal vicepresidente Alessandro Olivi (Partito democratico del Trentino), Mara Dalzocchio (Lega Salvini presidente), Michele Dallapiccola (Partito autonomista trentino tirolese) e Filippo Degasperi (Movimento 5 stelle). Riconfermata, quindi, la tradizionale prevalenza dei consiglieri di minoranza all’interno dell’organismo alla guida dell’assemblea legislativa.

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

«Mi vede più bella perché sono innamorata. Ho incontrato il grande amore, ci ho messo una vita, ma ho incontrato finalmente l’uomo che aspettavo da tutta la vita. E ora per me non esiste il passato, esiste solo il presente e il futuro, ed esiste soprattutto lui».

Pamela Prati nel giorno del suo sessantesimo compleanno si confessa a Chi e lo fa rivelando il nome del suo compagno e i loro progetti insieme: «Si chiama Marco Caltagirone ed è un imprenditore edile.

E noi andremo anche a vivere all’estero perché proprio io adoro, adoro l’idea di essere libera, è una decisione che ho preso per stare lontana dalle luci della ribalta. Ora posso anche voler non lavorare, vivremo fra la Francia e l’America, credo».

Questa decisione è dovuta anche a una grande novità che riguarda la vita privata della showgirl: «Abbiamo preso due bambini in affido e non posso ancora dire molto, già sto dicendo troppo, forse, ma abbiamo due bambini in affido fantastici, lui è un uomo fantastico in tutto e io mi commuovo nel parlarne perché la vita mi ha dato la cosa più bella in assoluto.

Ci siamo conosciuti otto mesi fa e questo è il compleanno più bello della mia vita, perché io ora posso e voglio vivermi la famiglia che ho sempre desiderato».

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Apprendiamo la notizia dell’arrivo di Pillon a Trento in occasione del festival della famiglia.

E chi meglio di Fontana, che sarà a Trento il 3 dicembre, e Pillon, che di fatto chiuderà il festival, potrebbe essere ospite d’onore della kermesse istituzionale che celebra appunto la famiglia tradizionale? In piena sintonia con il governo nazionale il richiamo al patriarcato, allo stato decisionista e giustizialista varcherà i confini della nostra provincia.

Pillon è colui che mira a impedire alle donne di abortire, colui che in nome della bigenitorialità perfetta, che però stranamente inizia dopo la separazione mentre prima il peso della cura dei figli e delle figlie è praticamente tutto sulle spalle delle madri, ha proposto un disegno di legge in cui i bambini e le bambine sono oggetto di negoziazione e non soggetto che può anche decidere, in cui la separazione deve essere accompagnata da una mediazione obbligatoria, contro ogni principio su cui si basa l’efficacia delle mediazioni, mentre la violenza subita da una donna dal proprio partner, padre di figli e figlie, deve essere accertata in tutti i gradi di giudizio.

A pochi giorni dalla giornata che ricorda e sensibilizza sul grave problema delle donne che nel nostro paese subiscono violenza con tutte le gravi conseguenze anche in termini di violenza assistita, sembra quasi un oltraggio alle famiglie invitare Pillon per la chiusura del festival.

Pertanto invitiamo tutte le realtà organizzate e tutte le persone che vogliono lottare contro la deriva antidemocratica del governo nazionale e provinciale, per il diritto all’autodeterminazione di ogni uomo e di ogni donna, a mobilitarci insieme per offrire una doverosa meritata accoglienza a Pillon.

 

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Alessia Conforti
Antonia Romano
coordinamento nazionale Potere al Popolo

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Biancofiore – Fi – Giunta Alto Adige: Lega non si faccia umiliare, la scelta l’hanno fatta gli elettori.

Hanno detto correttamente alcuni esponenti della Svp ieri nel corso della direzione del partito difendendosi dagli attacchi interni, che la scelta della Lega era dovuta in quanto partito italiano più votato dagli elettori dell’altro gruppo.

Peccato che in passato, col Pdl che elesse tre esponenti nel 2008, una regola logica e naturale nel rispetto dello Statuto, della Costituzione e delle minoranze, non è stato applicato.

Così come non fu applicata nei confronti del sindaco eletto dalla maggioranza dei bolzanini, anche di lingua tedesca, Giovanni Benussi nel 2005.

Ma siamo in un’altra era politica, per fortuna le vecchie liturgie non funzionano più e se è cambiato il Padre nostro abbiamo fiducia che stia cambiando anche la Svp.

Certo la consueta “conditio sine qua non” sottoposta alla Lega, che è un partito democratico dell’arco costituzionale italiano, non depone in favore.

Mi auguro che gli alleati della Lega, che se avessero fatto l’accordo unitario di centro destra oggi non avrebbero dovuto subire il teatrino della scelta alternativa col Pd e i Verdi, facciano sentire la loro voce senza lasciarsi umiliare, magari lasciandosi sfuggire anche la delega più importante per gli italiani che è l’edilizia agevolata.

Loro sederanno in giunta non per grazia ricevuta, ma per la volontà degli elettori.

Non devono dimenticarlo. Un accordo di giunta è un accordo politico senza se e senza ma e la Svp deve assumersene la responsabilità senza far apparire i partner come dei poltronari facili da abbandonare nell’arena delle opposizioni.

Noi crediamo sia un bene la svolta politica verso il centro destra della Svp ma siamo increduli innanzi alle consuete liste della spesa o di proscrizione che poco o nulla hanno a che vedere con la tutela delle minoranze, appunto, del rispetto della persona e della democrazia.

Gli altoatesini, tutti, si aspettano un governo che decida sull’economia, sulla sicurezza, sull’immigrazione clandestina, sulla solidarietà sociale, sul lavoro, sulla sanità, sulla viabilità, sulle infrastrutture strategiche nel loro interesse e per lo sviluppo della nostra terra, non che cominci condizioni e schermaglie superflue che rubano spazio al fare.

 

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Michaela Biancofiore

Parlamentare FI e Coordinatore regionale del Trentino Alto Adige.

L’amica geniale. St 1 Ep 1 2018 Le bambole. Napoli, anni ’50. Elena e Raffaella, detta Lila, sono due bambine molto diverse tra loro che frequentano la stessa classe delle elementari.

Giocando insieme nel Rione napoletano in cui sono cresciute, un agglomerato di palazzine e polvere sotto il giogo del guappo don Achille, imparano a conoscersi e diventano amiche.

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