VITALIZI: CIA, I VERTICI ACLI DI GARDOLO ESCANO DALLA “SINDROME DI STOCCOLMA”

Riceviamo e pubblichiamo integralmente il seguente comunicato stampa:

(Fonte: Claudio Cia) –  Esprime delusione la presidenza del circolo Acli di Gardolo per la bocciatura del la proposta di legge in tema di vitalizi e indennità, e attacca la politica trentina a 360 gradi: «tagliano su sanità, lavoro e i servizi ai cittadini, ma uniti si mantengono tutti i privilegi».

La delusione è del tutto comprensibile, tanto più se si pensa che l’iniziativa è partita proprio da una proposta del circolo Acli di Gardolo. Come ho avuto modo di ripetere nell’aula del Consiglio provinciale, con il rifiuto a trattare questo disegno di legge, si è dato ai cittadini uno schiaffo e un ulteriore motivo per diffidare dei politici. A questa decisione io mi sono opposto nell’aula consiliare, ritenendola umiliante e lesiva della dignità di quanti si aspettano di essere presi in considerazione sul serio e ascoltati quando chiedono ai politici sobrietà nelle indennità, bando ai privilegi e una maggior aderenza alla realtà vissuta dalla stragrande maggioranza dei cittadini che dichiarano di rappresentare.

Lo sdegno della presidenza del circolo Acli di Gardolo vede però tra i capofila due esponenti proprio del centrosinistra autonomista, il partito di governo che ha scelto di bocciare la proposta, quelli che per i vertici Acli «tagliano su sanità, lavoro e i servizi ai cittadini, ma uniti si mantengono tutti i privilegi»!  E’ il caso ad esempio di Marco Ianes, candidato per il centrosinistra autonomista alle ultime elezioni comunali di Trento con i Verdi, o di Claudio Scaramuzza, che è stato referente per la circoscrizione di Gardolo per il Cantiere civico democratico…

E’ il colmo che sia proprio chi ha trattato con i guanti bianchi l’attuale maggioranza di governo, che adesso parli di “presunzione”, “superficialità”, “sfrontatezza” del Consiglio regionale intero, cercando di far passare il messaggio che tutti i politici sono uguali. Eh no…

Personalmente sono tra i 10 consiglieri che hanno votato per portare in discussione la proposta di legge e nel mio piccolo ritengo di aver già superato le proposte contenute nel ddl delle Acli, avendo rinunciato alle polizze vantaggiose per i consiglieri e a rimborsi di ogni sorta, sia a livello provinciale che regionale.

Diceva Albert Einstein che “Follia è fare sempre la stessa cosa e aspettarsi risultati diversi”. Credo che se i vertici Acli intendano ottenere dei risultati tangibili e non perdere in credibilità debbano cambiare il loro modo di fare, se non vogliono apparire come colpiti della “Sindrome di Stoccolma”, la situazione paradossale nella quale il sequestrato arriva a provare sentimenti positivi verso il proprio carceriere.

Invece di gridare “tutti  i politici sono uguali”, la smettano di sostenere chi porta avanti la politica che loro dicono di voler contrastare. Sostengano invece quei rappresentanti in Consiglio che rappresentano nei fatti le loro istanze e che promuovono iniziative per riavvicinare la politica ai cittadini.