TASSULLO MATERIALI SPA: CIA, QUANDO IL MEDICO FA ANCHE IL BECCHINO

Riceviamo e pubblichiamo integralmente il seguente comunicato stampa:

(Fonte: Claudio Cia) – Il tentativo di vendita in un unico lotto, mediante asta, del “Ramo Stabilimenti” e dei “marchi” di proprietà della Tassullo Materiali Spa, dichiarata fallita nel novembre dell’anno scorso, è andato deserto per la terza volta.

A sorpresa è arrivata oggi la revoca del fallimento da parte del Tribunale di Trento che, solo qualche mese fa, aveva ritenuto che non c’erano le condizioni per andare avanti con il piano concordatario e che ormai non c’erano più margini per salvare la Tassullo Materiali. Questo nonostante negli ultimi mesi la società avesse mostrato segni di ripresa.

Una vicenda che ha mostrato alcune ombre sospette, che hanno messo sull’avviso i più attenti a scoprire probabili attori della vicenda non del tutto disinteressati al suo fallimento. Sta di fatto che si è avuta l’inaudita e inusitata nomina del liquidatore nella persona dello stesso curatore, come a dire che per “staccare la spina” a quel malato ormai giudicato terminale, si fosse incaricato (pagandolo profumatamente) lo stesso impresario delle pompe funebri che ne avrebbe curato il funerale. Un impresario dal cuore d’oro poiché si prestava ad assistere (sempre a pagamento) il moribondo nel corso della sua degenza.

Molti erano stati gli argomenti contrari al fallimento portati dalla curatrice speciale della Tassullo, l’avvocato Patrizia Corona, illustrati e dibattuti più di una volta in sede provinciale in presenza dei rappresentanti sindacali, argomenti che ora questa revoca ha riportato in auge facendo sorgere un sospetto sulle reali dinamiche che guidano certi fallimenti, a volte del tutto simili a manovre speculative della più infima specie.