Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Agire per il Trentino) – L’aumento della retribuzione ai dirigenti ha creato una vera e propria spaccatura nella Giunta comunale di Trento. Il tutto è partito appunto dalla delibera del sindaco Andreatta che riguarda il ritocco della graduazione dirigenziale, argomento che ha subito provocato il diniego di Roberto Stanchina e Tiziano Uez del Patt.

Nonostante una lunga discussione piuttosto accesa sorta con gli oppositori, il Sindaco ha deciso comunque di procedere con l’approvazione della delibera con Pd e Cantiere che hanno votato favorevolmente. Stanchina e Uez hanno abbandonato l’aula al momento delle votazioni per non palesare con il loro voto contrario quella che è di fatto una crisi e nonostante la loro astensione resta comunque tale. Questa delibera riprende quanto votato nell’ottobre scorso in merito alla revisione della pianta organica che ha abbassato il numero dei dirigenti da 32 a 29, facendo aumentare il peso dei singoli servizi con il relativo adeguamento delle retribuzioni per i dirigenti.

Questi aumenti che vanno dai 1000 ai 4000 euro annui per dirigente, peseranno per circa 20mila euro sulle casse del Comune. Tale spesa, sebbene non enorme, resta comunque inaccettabile considerando ad esempio i numerosi tagli fatti ad esempio al welfare Trentino, o per altre iniziative a favore dei cittadini per cui i soldi, guarda caso, mancano sempre. Tutto questo si aggiunge alla recente notizia apparsa sulla stampa locale, ovvero la riduzione dei posti letto in ospedale, “non solo stiamo assistendo alla chiusura discutibilissima di guardie mediche e punti nascita ma in Trentino adesso si parla anche di ridurre posti letto e ricoveri: una situazione inaccettabile che lede il diritto alla salute dei cittadini“. Agire è fermamente contraria a questa delibera voluta da Andreatta che premia i propri dirigenti rischiando anche una crisi all’interno della sua giunta, “notiamo con una certa frequenza che il sindaco “si dimentica” dei cittadini bisognosi a cui quei soldi, che per alcuni risulta un reddito annuale, potrebbero essere destinati“.

Ecco il quadro generale della Sanità trentina, alla luce del progressivo adeguamento della Provincia ai voleri del governo centrale. “E’ bene che i cittadini sappiano che è in corso un chiaro tentativo di privatizzare la sanità – ha aggiunto il movimento politico – per cui è lecito chiedersi il motivo per cui continuiamo a pagare le tasse se, anziché offrire un servizio sanitario efficiente ed adeguato alle richieste, si preferisce tagliare posti letto e risorse“. “Per di più – ha accusato Agire per il Trentino – nonostante l’autonomia provinciale, si fa di tutto per assecondare le richieste che provengono da Roma, applicando il concetto di ‘spending review’ laddove non dovrebbe mai farsi, perché la Salute è un diritto costituzionale“.

“Temiamo – conclude il movimento – che, passo dopo passo, anche in Italia si voglia istituire il modello americano, per cui solo chi paga l’assicurazione ha diritto a una prestazione sanitaria degna di questo nome“. “Il punto focale dell’impegno politico di Agire è la persona e difronte a queste vicende che risultano come un vero e proprio schiaffo alla cittadinanza non possiamo rimanere indifferenti, per questo manifestiamo il nostro totale e incondizionato dissenso. Un centrosinistra autonomista allo sbando.”