SPERIMENTAZIONE ANIMALE: LAV, DA SABATO 25 LA PETIZIONE PER FERMARLA

Riceviamo e pubblichiamo integralmente il seguente comunicato stampa:

(Fonte: Ufficio stampa Lav, Lega anti vivisezione) – Trentino in piazza per chiedere al governo di destinare il 50% dei fondi per la ricerca allo sviluppo dei metodi sostitutivi: firma anche tu la petizione a Trento, Rovereto, Arco e Mezzolombardo.

Abbandonare gli animali è un dovere della ricerca. L’obiettivo è quello di una scienza giusta, che non utilizzi animali nei test di laboratorio. La sperimentazione animale è un brutto errore, gli oltre 700.000 animali utilizzati ogni anno nei laboratori italiani non sono come noi ed è chiaro come i test su di essi siano inattendibili e fuorvianti, oltrechè crudeli.

Per questo nei fine settimana del 25-26 marzo e dell’1-2 aprile chiederemo al Governo di destinare il 50% dei fondi per la ricerca allo sviluppo dei metodi sostitutivi: in centinaia di piazze sarà possibile firmare la petizione e sostenere questa campagna scegliendo l’uovo di Pasqua della lav (scopri dove su www.lav.it/sedi/trentino).

 

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In Trentino puoi firmare presso i tavoli lav allestiti a:

Trento: sabato 25 marzo e sabato 1 aprile dalle 10 alle 18 in Largo Carducci

(in caso di maltempo Galleria dei Legionari)

Rovereto: sabato 25 marzo dalle 15 alle 18 in via Stoppani int. via Rosmini

Arco: sabato 1 aprile dalle 15 alle 18 in piazza Marchetti

Mezzolombardo: sabato 1 aprile dalle 10 alle 12 in via G. Mazzini

 

In questo modo potrete sostenere importanti progetti di ricerca che non utilizzano animali, come quelli ai quali la lav ha dato il suo contributo, offrendo una speranza in più ai malati che attendono una cura, ai milioni di animali vittime della sperimentazione, e ai ricercatori un posto di lavoro:

Università di Genova, in collaborazione con lstituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro: sono state prodotte 100 milioni di cellule  Huvec (estratte dal cordone ombelicale). Università di Pisa: è stato messo a punto un bireattore con cellule umane in colture tridimensionali per lo studio delle sostanze inalate. Laboratorio Larfdell’Università di Genova: è stato avviato un progetto sulle cellule staminali umane.

Dipartimento di Chimica dell’Università di Bologna-Ospedale S. Orsola: sarà avviato uno studio di modelli alternativi all’uso di animali per i test sui farmaci e le nuove molecole. Al momento il processo di ricerca e sviluppo di un farmaco richiede oltre 10 anni e soltanto 1 su 10.000 molecole testate in modelli animali arriva sul mercato dimostrando come la mancanza di modelli attendibili contribuisca all’elevato tasso di insuccesso.

Grazie al nostro sostegno saranno sviluppati “organ-on-a-chip” e sistemi multi-organoide sfruttando co-colture cellulari 3D per simulare le interazioni tra i diversi tipi di cellule: un progetto ambizioso, con ricadute in vari ambiti, tra cui lo studio delle malattie metaboliche.

“E’ ormai essenziale potenziare gli investimenti per progetti di ricerca basati sui modelli sostitutivi” dichiara Simone Stefani, responsabile della sede locale della Lav, “la cifra finora stanziata dal Governo, 500.000 euro in un anno, è semplicemente ridicola. Questi maggiori investimenti tuteleranno, oltre che gli animali, anche milioni di malati che ora basano le loro speranze su modelli inattendibili e fuorvianti, come ci dimostrano le statistiche relativamente agli insuccessi nella ricerca che utilizza gli animali”

” E’ cristallina”, continua Stefani, ” la posizione di Maurice Whelan del Jrc– servizio scientifico interno della Commissione Europea, il quale, auspicando una nuova era scientifica, dichiara come il punto non sia solo implementare i metodi alternativi riducendo o migliorando l’uso di cavie, ma trovare nuovi approcci sperimentali che non usano animali per salvare il pianeta e gli uomini perché è chiaro che finora abbiamo fallito”

 

 

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La sperimentazione animale in numeri.

700 mila animali usati ogni anno nei laboratori italiani. Topi (485.820) e ratti (129.446) sono le specie più utilizzate, ma anche conigli (059) e uccelli (29073); il numero di macachi è aumentato da 302 a quasi 450, e sono 500 i cani ancora utilizzati in test dolorosi e dalla dubbia valenza scientifica.

2.000 al giorno muoiono per le conseguenze dei test: avvelenamento, ustioni, mutilazioni, infezioni e altre malattie. Il 95% dei test su animali non supera le prove cliniche per gli esseri umani. Italia “fanalino di coda” nel finanziamento di metodi alternativi alla sperimentazione animale: l’Unione Europea (70 miliardi di euro), la Germania (50 milioni), l’Italia (500 mila euro).

Mentre l’Europa dichiara prioritari i metodi alternativi e il Governo olandese si impegna per raggiungere una ricerca solo con metodi sostitutivi entro il 2025, in Italia la lobby che usa animali rema contro il futuro ancorando il nostro Paese a un modello mai validato scientificamente e diffuso nell’Ottocento come quello animale.

 

 

 

In allegato il comunicato stampa:

CS_LAV TRENTINO_23mar2017

 

 

Foto: da comunicato stampa