#SCUOLA DIGITALE TRENTINA: PAT, OGGI FOCUS SU “COMPETENZE E CONTENUTI”

Riceviamo e pubblichiamo integralmente il seguente comunicato stampa:

(Fonte: Ufficio stampa Pat) – Secondo incontro, ieri all’Istituto Comprensivo di Borgo Valsugana, di #Scuola Digitale Trentina, l’iniziativa messa in campo dal Dipartimento della Conoscenza in collaborazione con Iprase per accompagnare e condividere il Piano di digitalizzazione della scuola trentina. Dopo il primo appuntamento, martedì scorso all’Istituto Martini Martini di Mezzolombardo dedicato al tema “Ambienti e strumenti”, con i docenti della scuola trentina oggi si è parlato di “Competenze e contenuti”.

La formula degli incontri (i prossimi due saranno il 24 marzo all’Istituto Comprensivo Valle dei Laghi a Vezzano e l’ultimo ad Educa, in programma a Rovereto dal 7 al 9 aprile) prevede una sessione plenaria con l’intervento di alcuni esperti e successivi workshop.

Il nuovo Piano di digitalizzazione della scuola trentina, che recepirà i principi delineati a livello nazionale declinandoli in base alle peculiarità del sistema scuola trentino, sarà strutturato su 4 ambiti: Strumenti, Competenze e Contenuti, Formazione, Accompagnamento. Si tratta di un documento di indirizzo per il rilancio di una strategia complessiva di innovazione della scuola, dove competenze e tecnologia si integreranno trasformandosi in un’azione di sistema  verso l’innovazione e il cambiamento.  Temi strategici che nei prossimi anni condizioneranno fortemente il livello della didattica. Per questa ragione l’Amministrazione provinciale ha ritenuto opportuno aprire un ampio confronto con la comunità scolastica che sarà coinvolta in prima persona in questo processo di cambiamento. “Dobbiamo essere capaci di cambiare velocemente – ha affermato la dirigente del Dipartimento della Conoscenza, Livia Ferrario – mantenendo però quella capacitá educativa che è propria della tradizione formativa della nostra scuola.”

Una prima definizione terminologica, per comprendere di cosa si sta parlando, l’ha data il direttore di Iprase Luciano Covi: “Non si deve parlare di scuola digitale, ma semplicemente di scuola”, intendendo la necessità di fare riferimento ad un nuovo paradigma di insegnamento e dello stesso ambiente scolastico. “Il tema dell’utilizzo di tecnologie a fini didattici viene prima di molte altre esigenze, questo anche perché il superamento del digital divide pone la figura del docente in una nuova autorevolezza nei confronti degli studenti. Su questo Iprase insiste molto, non a caso ha sviluppato corsi specifici e con il Piano Scuola Digitale intendiamo entrare nelle scuole e accompagnare i docenti in questo percorso.”

Nel seminario di oggi a Borgo Valsugana, il tema “Competenze e contenuti” è stato affrontato da tre esperti. Ricard Garcia Melendez, consulente del Ministero dell’Educazione del Governo Autonomo della Catalogna, ha portato al confronto alcune esperienze ed idee sulle competenze digitali maturate e sperimentate nella regione catalana, dove insegnano 1700 professori, ci sono 4 mila scuole ed 1 milione di studenti: “Dobbiamo creare un ponte tra la scuola e la vita reale, saper utilizzare gli strumenti e i processi digitali é una garanzia di equità nel sistema educativo. La scuola non può rimanere ai margini della tecnologia digitale. Anche la competenza digitale deve far parte del curriculum dei ragazzi non solo nelle materie più tecniche ma in tutte le materie. La digitalizzazione non risolve certo tutti i problemi ma tutti i docenti dovranno avere questa competenza.”

Anna Rita Vizzari di Utilizzo Scolastico Regionale Sardegna ha parlato della creazione, cura e organizzazione dei contenuti digitali nell’ottica di un’emulazione creativa, sostenendo la necessità per i docenti di autoprodurre i contenuti digitali per gli studenti. “Un approccio utile è la didattica per scenari, ovvero la descrizione di un contesto di apprendimento mirato a fare acquisire competenze mediante compiti autentici e attraverso il confronto con l’esterno. Al posto del progetto ora c’é la Learning Story articolata in step, le scrivanie virtuali, booklet, archivi digitali, bacheche, visualizzazioni di eventi storici con locandine, menú digitali, la caccia al tesoro aumentata. I contenuti non devono però essere a perdere ma organizzati all’interno di un contenitore, e l’insegnante deve riuscire anche a farsi in disparte riconoscendo che ci sono campi esclusivi che vanno lasciati ai ragazzi.”

Infine Alessandro Bogliolo, docente presso l’Università di Urbino, che ha parlato di teoria e pratica del Coding a scuola, ovvero del pensiero computazionale e dello studio delle azioni da sviluppare attraverso competenze trasversali. “L’andamento dell’innovazione è esponenziale, tra qualche anno non esisterá piú la dicotomia tra nativi digitali e non; quando si parla di tecnologia a scuola l’insegnante viene schiacciato dal sapere molto più avanzato dei suoi alunni. Mai gli insegnanti dovranno pensare di dover trasmettere i tecnicismi ma dovranno assumere il ruolo di facilitatori motivando gli studenti ad essere al passo con i tempi.”

Dopo la sessione plenaria, il seminario ha offerto altri interessanti spunti di riflessione nei 5 workshop, rispettivamente dedicati a robotica e coding nel Primo ciclo con Tullia Urschitz, ai “racconti” delle esperienze praticate in alcune scuole trentine, alla rappresentazione visuale della conoscenza tramite le infografiche con Rita Vizzari, di Vikidia e delle competenze digitali in Rete con Matteo Ruffoni e Valeria Framondino, infine (in lingua inglese) di creatività in classe con Ricard Garcia Melendez.

 

 

 

 

 

Foto: da comunicato stampa