SCUOLA: CIVETTINI, A RISCHIO COMMISSARIAMENTO PER POLITICHE CONFUSE

(Fonte: Claudio Civettini) – Non vogliamo entrare nel coro di coloro che “l’avevano detto” ma nell’operatività di quelle persone che si sono messi, da subito e in tempi non sospetti, a disposizione della trasparenza e della chiarezza, su scelte operative-quelle della scuola-che fossero coniugate tra le parti attrici dell’attuale contendere e di tutti gli altri docenti. Se così fosse stato, non ci sarebbero ripercussioni, ricorsi o svilimenti che così invece, ha prodotto la delusione per una regia politica in piena difficoltà, incapace di accogliere e fare sintesi delle giustezze anche nelle scelte tecniche e gestionali. Ora aspettiamo la sentenza del 23 febbraio ma a prescindere da ciò, il pasticcio sembra in essere e irreversibile, in una scuola martoriata nelle scelte, per l’ottusità politica di chi è deputato alle valutazioni e, seppur in obbligo di operare con criteri certi, ha invece scelto di dar corso ad un percorso che ha destabilizzato il sistema delle docenze trentine.
Qualcuno ha scritto 7000 docenti contro 164, ma la realtà è ben diversa e con riducibile a numeri, ma a diritti che prima di tutto, sono quelli dei bambini e di chi deve organizzare la scuola nei suoi dettagli operativi. Un chiaro tentativo di demonizzare quel Sindacato autonomo, il Delsa, che ad oggi, da solo e con pochi mezzi, nell’incredulità operativa della triplice sindacale, ha vinto ogni battaglia civile, nel segno della correttezza e competenza operativa. Una occasione persa, cui la Dirigente del settore ha ora l’obbligo di rispondere e che la Politica seria deve “sanzionare” poiché con le scelte ineluttabili di un commissariamento storico e mai ipotizzato, qualora avesse corso, sancirebbe il fallimento di una Autonomia, incapace di autoregolamentarsi con giustezza e con criteri che superino le garanzie dello stato di diritto che ora lo Stato centrale cerca di rifocalizzare.
Una figuraccia senza pari dove nessuno Statuto potrà mettere rimedio e dove l’assunzione di responsabilità, diventa un obbligo e una certezza, poiché sulle aspettative della professionalità dei Docenti e dell’organizzazione scolastiche, non si può rispondere con quelle inadeguatezza che nemmeno gli “amici” ministri romani dell’Istruzione e suoi delegati, hanno né potuto capire ne interpretare, dando corso a quel commissariamento in atto e che solo l’immediato percorso di ravvedimento, potrà rimettere in discussione.

 

 

In allegato il comunicato stampa: