PAT - LA RICERCA IN TRENTINO

- ARTE SELLA -

Nel video gli interventi di:
MAURIZIO FUGATTI (presidente Provincia autonoma di Trento)
ACHILLE SPINELLI (assessore  Sviluppo economico, ricerca e lavoro)
FRANCESCO PROFUMO (presidente Fbk)
ANDREA SEGRÉ (presidente Fem)
Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Carige, Boccia (Pd): “Di Maio ha detto cose che non stanno né in cielo né in terra, una serie di bugie imbarazzanti. Parlare di Banca di Stato è una sciocchezza, anche Monte dei Paschi è una banca di Stato. Ci si vergogna di dire la verità agli elettori come ha fatto il Pd in passato. E’ falso dire che con questa operazione chi aveva obbligazioni Carige è salvo, il danno già c’è stato, chi aveva le azioni di Carige deve sapere che quelle azioni valgono zero. Di Maio e Salvini vanno avanti a slogan, dovrebbero entrambi imparare dalla parabola del Pd di questi anni”.

Sul caso Sea Watch: “Io non avrei dormito la notte se fossi stato in Di Maio, Salvini e Conte, c’è da vergognarsi per aver tenuto in ostaggio quelle persone per 15 giorni. Salvini ha dimostrato che abbaia ma non morde, non farà cadere il governo perché non è stupido e sa che gli si ritorcerebbe contro far cadere il governo perché un Paese dà accoglienza a 10 persone disperate. Il governo cadrà dopo le europee perché la Lega ha già succhiato al M5S tutto il sangue che poteva succhiare. Alleanza M5S-PD? Personalmente posso dialogare solo col M5S. I miei compagni di partito dicono: mai col M5S, mi piacerebbe che dicessero: mai con Salvini”.

Su Baglioni: “E’ un pezzo di storia della nostra adolescenza, anche se io ero spostato su altri cantautori. Ai miei tempi si andava su Vasco e Califano per andare a meta con le donne. Il Califfo è il numero 1 in assoluto su quel tema. Io ero suo amico, lui era di destra anche se una volta è venuto a sostenermi in campagna elettorale, ma per amicizia”

Francesco Boccia, deputato del Pd e candidato alla segreteria del partito, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta da Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano.

Sul decreto salva- Carige. “Bisogna dire la verità, ancora una volta vedo propaganda su propaganda –ha affermato Boccia-. Di Maio nel suo video su facebook ha fatto dichiarazioni che non stanno né in cielo né in terra, una serie di bugie imbarazzanti. Parlare di Banca di Stato è una sciocchezza, anche Monte dei Paschi è una banca di Stato.

Se Di Maio volesse mostrarci come funziona una banca di Stato, potrebbe farsi dare una delega da Tria per gestire Mps. Il problema è che ci si vergogna di dire la verità agli elettori, è successo anche al PD. Il provvedimento su Carige è uguale a quello fatto da Gentiloni sulle banche venete. Quando gli esponenti di questa maggioranza dicono che salveranno i risparmiatori dicono il falso, devono dire che con questo provvedimento si salvano i correntisti come successo con le altre banche.

Non c’è alcuna differenza a meno che, così come accaduto per le venete e anche per le 4 piccole banche in maniera maldestra, prendendo atto che alcuni risparmiatori hanno sottoscritto obbligazioni subordinate che non conoscevano, con un fondo straordinario si decide di ristorare quei risparmiatori. Ma è falso dire che con questa operazione chi aveva obbligazioni Carige è salvo. Il danno già c’è stato, chi aveva le azioni di Carige deve sapere che quelle azioni valgono zero. Non è responsabile il PD quando è andata in crisi MPS, ma l’errore fatto allora fu quello di sottovalutare che già l’ultimo aumento di capitale non andava fatto.

Renzi in maniera grossolana e maldestra raccomandava ai risparmiatori di sottoscrivere azioni Mps. L’errore è stato non attivare due anni prima le procedure che poi ha attivato il governo Gentiloni, come per le 4 piccole banche l’errore è stato quello di non attivare subito il fondo per ristorare gli obbligazionisti che avevano sottoscritto azioni subordinate senza saperlo.

Se l’avessimo fatto, il 90% delle critiche non sarebbero arrivate. Oggi non è colpa dell’attuale governo se Carige va in crisi, ma dovrebbero ammettere che hanno sbagliato a criticare Gentiloni su Mps visto che il provvedimento su Carige è uguale. L’attacco di Boschi al M5S? Dato che agli italiani interessa il futuro, consiglio ai miei compagni di partito di mollare la sindrome della vedovanza perché non si va da nessuna parte dicendo: noi-voi. Pubblicare la lista dei debitori? Sono contrario a queste liste di proscrizioni da mettere alla gogna. Siamo sempre sul piano degli slogan. Di Maio e Salvini dovrebbero entrambi imparare dalla parabola del Pd di questi anni, ma sono talmente presi dal loro narcisismo che non hanno capito che quando governi bisogna dimostrare con i fatti che sei in grado di fare”.

Riguardo la spaccatura nella maggioranza sull’accoglienza dei migranti. “Non solo sul tema dei migranti, i punti di contatto tra PD e M5S devono avvenire tra esseri umani che ancora si indignano nei confronti di persone che vengono tenute in mare 15 giorni. Io non avrei dormito la notte se fossi stato in Di Maio, Salvini e Conte. C’è da vergognarsi per aver tenuto in ostaggio quelle persone per 15 giorni. Ha fatto bene Conte, mi auguro che continui a farlo, Salvini non farà cadere il governo perché non è stupido e sa che gli si ritorcerebbe contro far cadere il governo perché un Paese dà accoglienza a 10 persone disperate, al massimo potrebbe guadagnare il voto di qualche fascista in più.

Salvini ha dimostrato anche in questa vicenda che abbaia abbaia ma non morde. Dopodichè prima o poi il governo cadrà, perché la Lega ha succhiato tutto il sangue che poteva succhiare al M5S, se non ci fossero le europee questo governo sarebbe già al capolinea. Vivranno forzatamente insieme fino a maggio. I nostri però continuano a dire mai col M5S, anche se non dicono ‘mai con Salvini’. Quando si tornerà al voto sarà inevitabile non potersi alleare con nessuno per il PD, ma il nodo si riproporrà il giorno dopo le elezioni. Io personalmente posso solo dialogare col M5S se resta un movimento che si occupa dei bisogni delle persone. Mi piacerebbe che nel mio partito tutti dicessero: mai con Salvini, ma faccio fatica a sentire queste cose”.

Su Baglioni. “E’ un pezzo di storia della nostra adolescenza, anche se io ero spostato su altri cantautori. Ai miei tempi si andava su Vasco e Califano per andare a meta con le donne. Il Califfo è il numero 1 in assoluto su quel tema. Io ero suo amico, lui era di destra anche se una volta è venuto a sostenermi in campagna elettorale, ma per amicizia”.