Crisi Governo - Quirinale

Dichiarazione del Presidente Mattarella al termine delle consultazioni

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Rai 5. 20 lug 2019, 21:15 . Omaggio ad Andrea Camilleri. “Pinocchio (mal)visto dal gatto e la volpe” e un’intervista sulla felicità

Un’opera multimediale per ragazzi prodotta dal Teatro Massimo di Palermo, scritta e interpretata da Ugo Gregoretti e Andrea Camilleri. È il “Pinocchio (mal)visto dal gatto e la volpe” in onda sabato 20 luglio alle 21.15 su Rai5, che Rai Cultura propone in omaggio ad Andrea Camilleri.

L’operina è una composizione originale di Lucio Gregoretti con la regia del Collettivo Shorofsky. I due scrittori, amici di vecchia data, si divertono a travestirsi e recitare le parti del Gatto (Gregoretti) e la Volpe (Camilleri) in questo Pinocchio, tutto in rima baciata e cantata. Ambientata in un’aula di tribunale popolata di animali, la messa in scena prevede la presenza di un grande schermo da cui si affacciano il professore Ugo Gatto (Gregoretti) e il dottor Andrea Volpi (Camilleri) che, stanchi della fama che li precede, cercano di convincere i presenti della propria buona fede. In scena, sullo scranno, siede un giudice Orango, e due avvocati animano il racconto chiamando a testimoniare alcuni degli animali presenti nel libro di Collodi, tra cui il dottor Corvo, il dottor Grillo, il Serpentone, il dottor Civetta, la Faina, la Lumaca.

Si susseguono le testimonianze dei protagonisti fino all’entrata in scena di un Pinocchio decisamente inedito: a vestire i panni del burattino, una volta cresciuto e diventato grande, è il musicista romano Piotta. Prende così vita un crescendo allegro e visionario destinato a culminare in un rocambolesco finale a sorpresa. Spettacolo registrato al Teatro Massimo di Palermo nell’aprile 2016, con la regia televisiva di Marco Odetto. A seguire alle 22.25, Rai Cultura ripropone “Camilleri e la felicità” l’intervista di Marino Sinibaldi a Camilleri realizzata per il festival “Libri come” nel marzo 2018 all’Auditorium Parco della Musica di Roma.

“La felicità per me era aprire la finestra al mattino presto mentre la mia famiglia dormiva ancora, sentire l’aria fresca e guardare fuori” rispondeva lo scrittore e regista, intrecciando i racconti personali con le pagine del tempo: la guerra, il fascismo, la liberazione, il ’68, gli anni ’70, l’impegno, ma anche gli amici, il lavoro, la famiglia, il rapporto con il corpo e con la vecchiaia, il grande amore per la letteratura e per la cultura. Camilleri regala riflessioni profonde e punte di humour, analizzando la felicità alla luce del sapere dei grandi filosofi e degli spunti offerti dai ragazzi di oggi.