PUZZA ROVERETO: CIVETTINI, TRATTAMENTO RIFIUTI CONTO TERZI ORIGINE NUOVI MIASMI?

Riceviamo e pubblichiamo integralmente il seguente comunicato stampa:

(Fonte: Claudio Civettini) – Puzza di Rovereto. Isteria politica di chi per decenni è stato immobile. Trattamento dei rifiuti per conto terzi all’origine dei nuovi miasmi? Matrici degli odori impossibili da catalogare per il continuo cambio dei rifiuti? Concessioni provinciali c.e.r. del 20.12.2013 sotto accusa?

Fanno sorridere gli schiamazzi di quelle forze politiche che per decenni hanno lasciato Rovereto nella puzza e che oggi si stracciano le vesti, per quella insopportabile puzza residuale, le cui fonti e origini sembrano impenetrabili, proprio a fronte del variare dei rifiuti che probabilmente si stanno trattando nelle varie realtà, a questo deputate.

Va detto chiaro che la Giunta in carica, per la prima volta ha affrontare con metodo il problema e-va detto-oltre il 70% delle fonti odorifere sono state individuate e in gran parte sanate, ben sapendo che non si supplisce in qualche mese, alla miopia operativa e politica che per oltre un decennio ha imperato su questo tema.

Oggi, il governo della complessità del fenomeno, sia dei nasi misuratori di Appa che del Comune di Rovereto, parrebbe cozzare verosimilmente nei confronti di una catalogazione degli odori che starebbe variando in modo indefinito, visto che ci si conferma il fatto della diversificazione continua e indefinita dei rifiuti trattati.

Un problema, questo, che crea non poche difficoltà, lasciando agli “spazzini della politica”, il compito di rincorrere quel bersaglio più grosso che-in questa fase-probabilmente non c’entra nulla, avendo fatto tutte le modifiche prescritte e trattando prodotti definiti, campionati e sotto controllo.

Nella diversità dei rifiuti trattati da alcune realtà che trattano e trasformano gli stessi, potrebbe trovarsi-dunque- l’ostacolo vero per la soluzione definitiva al problema puzza, laddove i campionamenti, dovrebbero essere fatti all’origine dei processi di “decomposizione” e non in quella che parrebbe essere la fase di chiusura del processo stesso.

Trattamenti che sarebbero effettuati per conto terzi, con autorizzazioni provinciali definite con i famosi codici Cer, ma che in realtà, oggidì, parrebbe una concessione generalizzata, vista la quasi impossibilità di campionare-a spese dell’ente pubblico!!- proprio le diverse matrici degli odori stessi, ovvero le diverse origini.

Uno scoglio duro e difficile per i controllori e altrettanto inaccettabile, per coloro che ancora, seppur in geografie più limitate, stanno soffrendo e subendo, i frutti di quello che parrebbe un business per qualcuno e una acclarata invivibilità ambientale, per altri.

Tutto ciò detto, nel riconoscere alla Amministrazione locale, l’impegno e le risorse messe in campo per dare le giuste risposte ai residenti, va ora rimarcata la necessità che la provincia intervenga immediatamente, dando all’Appa,gli adeguati strumenti con le dovute informazioni preventive, mettendo le aziende deputate alla lavorazione e trasformazione di rifiuti provenienti da altre realtà, anche fuori provincia, nell’obbligo di informare preventivamente per ogni conferimento, il tipo di rifiuto trattato agli organi di controllo, affinché catalogazione e controllo con i famosi nasi, possano essere facilitati, nella quantificazione e individuazione della eventuale fonte odorifera.

Un processo che va a vantaggio di chi opera nel settore, di chi è deputato al controllo e ai cittadini che così operando, vedrebbero colte le irrinunciabili esigenze di poter respirare un’aria tipica delle nostre valli e non gli scarichi di polmoni di puzza generati –certamente senza dolo-ma proprio da quelle lavorazioni che ancora oggi sfuggono alla già richiamata catalogazione degli odori.

Proprio per questo, questa volta non ci sembra proprio nessun aggravamento burocratico la richiesta di rivedere quelli che sono definiti i codici di identificazione Cer già autorizzati nel 2013 dall’Ente provinciale, sui quali legittimamente oggi le Aziende operano ma che, alla luce delle problematiche sopra esposte, necessitano di continui e quotidiano aggiornamenti per la ridefinizione delle “100 sfumature di puzza” che possono emettere combinazioni diverse di rifiuti aggregati.

 

 

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Tutto ciò premesso Il sottoscritto Consigliere interroga Il Presidente della Giunta provinciale e l’Assessore provinciale competente per sapere:

• Se si confermano o si smentiscano i nuovi e diversi odori che, nella loro origine, starebbero variano in modo indefinibile, tanto che nonostante l’ottima professionalità di Appa e dell’Amministrazione comunale di Rovereto, diventerebbe difficile definire le origini, le cause e anche la provenienza, proprio per la difficile catalogazione degli stessi;

• Quali e quante siano le aziende che nel roveretano hanno la licenza specifica e legittimamente trattano rifiuti solidi e /o liquidi che provengono da zone, regioni o stati diversi; quali la tipologia dei rifiuti cui sarebbe stato concesso il trattamento, con quali codici Cer sarebbero definite le concessioni stesse e se i rilevatori di puzza, siano tarati e in grado di intercettare tutti i miasmi che detti trattamenti potrebbero emettere in aria;

• Se tra questi rifiuto codificati vi siano anche rifiuti liquidi definiti pericolosi;

• Quali tipi di controlli siano quotidianamente in essere su quelle che parrebbero le nuove fonti odorifere e quali comunicazioni tra queste aziende e gli enti preposti al controllo, proprio con il dichiarato obiettivo di una reciproca e collaborata verifica per azioni di recupero che possano essere compatibili con l’ambiente circostante ove abitano, vivono i nostri cittadini;

• Da chi, come e attraverso quali aggiornate conoscenze, siano definiti i codici Cer che catalogano le tipologie di rifiuto e conseguentemente anche le possibili fonti odorifere note e quali le ricerche e gli aggiornamenti sul tema ma, soprattutto, quali le collaborazioni con le aziende, quali gli obblighi di comunicazione, le collaborazioni in essere e i controlli preventivi, gestiti insieme, per la definizione di nuovi odori e possibili reazioni alla lavorazione o trattamento dei rifiuti stessi;

 

A norma di Regolamento, si chiede risposta scritta.

 

 

 

 

 

In allegato l’interrogazione contenuta nel comunicato stampa:

 

Interrogazione – 15 07 17 – PUZZA DI ROVERETO-TRATTAMENTO DEI RIFIUTI PER CONTO TERZI ALL’ORIGINE DEI NUOVI MIASI-CONCESSIONI PROVINCIALI C.E.R. DEL 20.12.2013 SOTTO ACCUSA

 

 

Foto: archivio Consiglio provinciale Pat