PUNTI NASCITA ARCO-CAVALESE-TIONE: FUGATTI, LA PAT CHIEDERA’ PROROGA COME IL VENETO?

Riceviamo e pubblichiamo integralmente il seguente comunicato stampa:

(Fonte: Maurizio Fugatti) – Le politiche provinciali sanitarie confermerebbero la volontà della Provincia autonoma di Trento di rivedere l’attuale sistema organizzativo e i servizi presenti sull’intero territorio. Purtroppo la riorganizzazione pare andare nella direzione del depotenziamento delle strutture di Valle sia dal punto di vista delle risorse umane sia dei servizi in esse contenuti; il tutto a discapito degli utenti nonché contribuenti trentini e dell’autonomia stessa.

Per quanto concerne i punti nascita, il quadro apparirebbe tutto tranne che chiaro. Il caos organizzativo che regnerebbe ad oggi sovrano, l’immobilismo e l’incapacità da parte della Giunta provinciale di trovare delle soluzioni non farebbero sperare in una risoluzione immediata e quanto meno chiara.

Durante l’incontro organizzato nella mattinata di lunedì 20.02 a Trento, alla presenza di rappresentanti provenienti da diverse realtà, si è discusso della possibilità di richiedere al Ministero una sospensione dei termini per le deroghe e di istituire un tavolo tecnico al fine di richiedere criteri speciali per il territorio montano. Il tutto guardando all’organizzazione che si starebbe compiendo in zona vicine alla Provincia di Trento, come per esempio il territorio veneto. La giornata si sarebbe rivelata interessante ma purtroppo lo sguardo sarebbe stato posto prioritariamente su Cavalese, non prendendo in considerazione le altre strutture trentine a rischio come quella di Arco.

Si ritiene pertanto opportuno, a fronte dei precedenti documenti presentati e delle notizie riportate anche dalla stampa locale, provvedere al più presto ad una richiesta di deroga per il punto nascita sia di Cavalese che di Arco, nonché di Tione, ricalcando quanto proposto dalla Giunta regionale veneta (deliberazione nr. 2238/Dgr dd 23.12.2016 avente ad oggetto “Identificazione del modello della rete assistenziale per il percorso nascita e in particolare della rete dei punti nascita. Piano Socio Sanitario Regionale (Pssr) 2012-2016” e allegati A, B, e C -parte integrante della stessa).

Infatti la Giunta Veneta ha chiesto deroghe per Asiago (170 parti annui) e Pieve di Cadore (120 parti annui); numeri di parti molto inferiori rispetto a quelli di Cavalese, Arco e Tione! Ciò anche alla luce della risposta del Comitato nazionale in seguito alla richiesta di deroga avanzata dalla Provincia autonoma di Trento in data 2 febbraio 2016, che dava parere positivo soltanto al mantenimento dei punti nascita di Cles e Cavalese prevedendo per questi ultimi degli standard di sicurezza rigorosi (in particolare la presenza in guardia attiva di anestesista, pediatra e ginecologo); deroga che però per Cavalese sarebbe a rischio.

 

Tutto ciò premesso,

si interroga

il Presidente della Provincia

per sapere:

 

-In seguito alla risposta del Comitato nazionale, nella quale si dava parere positivo soltanto al mantenimento dei punti nascita di Cles e Cavalese (oggi a rischio), quali azioni ha intrapreso la Provincia autonoma di Trento per scongiurare la chiusura del servizio negli altri punti nascita;

-Alla luce di quanto contenuto nella deliberazione nr. 2238/Dgr dd 23.12.2016 della Giunta regionale del Veneto, se la Provincia è intenzionata a chiedere la deroga per il punto nascita di Arco, Cavalese e Tione ricalcando la proposta veneta;

-Se sia intenzione della Pat, visti anche i contenuti e le proposte emersi durante l’incontro organizzato nella mattinata di lunedì 20.02 a Trento, richiedere al Ministero la sospensione dei termini per le deroghe e istituire un tavolo di lavoro volto alla stesura di un documento che richieda criteri specifici per i territori montani;

Si chiede copia della deroga presentata dalla Provincia autonoma di Trento.

 

 

 

 

In allegato l’interrogazione contenuta nel comunicato stampa:

170221- int deroga punti nascita – MF

 

 

 

 

 

 

Foto: comunicato Pat (ospedale Arco)