MUSE: LE STRATEGIE PER IL 2020

io non la conosco, ma neanche lei credo che mi conosca. Leggo le sue dichiarazioni (https://www.legatrentino.it/paoli-tagli-allaccoglienza-prima-i-trentini/?fbclid=IwAR3M1MMO33ie2Ilefs8qMQl5w9E9JcipDXr2klM2maXJlb8i45fAt3O5F3w) rivolte a Futura 2018. Faccio parte di quella sinistra che non ha capito che il vostro slogan “prima i trentini” è un programma politico (accidenti, come siete bravi a semplificare). Quella sinistra che, cito le sue parole, “sarà credibile nel denunciare le condizioni in cui vivono i migranti dopo che avrà fatto lo stesso occupandosi delle condizioni in cui vivono gli anziani, i poveri e i disabili del nostro territorio”.

Peccato che anch’io rientri nella categoria dei disabili e che proprio oggi abbia scritto in merito una lettera su un quotidiano. Quindi, prima di parlare, gli esponenti leghisti come lei, non dovrebbero ripetere, adattandoli con poca fantasia, come pappagalli slogan del truce vostro leader. Voi dite “prima i trentini” ma purtroppo bisogna aggiungere altre 6 parole “che la pensano come la Lega”. Arriviamo a 10 parole… forse troppo per un programma politico.

Sappia che sono trentino anch’io e che la vostra miope politica danneggia anche me. Dividere la società tra trentini e non trentini (un giorno vorrei capire però quali sono i requisiti per essere definiti “trentini”), tra migranti e autoctoni finisce per colpire i più poveri e chi ha più bisogno. Come me che sono disabile non autosufficiente. Lei lo sa che gli stranieri contribuiscono in maniera altissima nell’assistenza ai disabili e agli anziani? E lei sa che se non ci fossero io non potrei gridare “prima i trentini” perché in pochi risponderebbero? Non credo proprio.