PAT - LA RICERCA IN TRENTINO

- ARTE SELLA -

Nel video gli interventi di:
MAURIZIO FUGATTI (presidente Provincia autonoma di Trento)
ACHILLE SPINELLI (assessore  Sviluppo economico, ricerca e lavoro)
FRANCESCO PROFUMO (presidente Fbk)
ANDREA SEGRÉ (presidente Fem)
Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Dai disastri del maltempo alla variazione al bilancio provinciale 2019-2021. Le principali decisioni contenute nel disegno di Legge 3 approvato dall’Aula consiliare.

 

La variazione al bilancio di Previsione della Provincia autonoma di Trento per gli esercizi finanziari 2019-2021, recentemente approvata dal Consiglio provinciale al termine del dibattito in aula, è stata determinata dalla necessità di far fronte, con nuove risorse, ai danni prodotti dall’eccezionale ondata di maltempo abbattutasi lo scorso ottobre.

L’intenzione della Giunta guidata dal presidente Maurizio Fugatti è stata quella di recuperare risorse dai capitoli di spesa che non presentavano urgenze immediate, e che saranno oggetto del prossimo assestamento di bilancio, quello estivo, minimizzando al tempo stesso l’eventuale impatto negativo di alcune misure attraverso l’accensione di mutui coperti da limiti di impegno provinciali.

Con l’occasione sono state inserite nella variazione al bilancio anche alcune altre decisioni, la prima delle quali riguarda l’aggiornamento della normativa in materia di assegno unico provinciale anche alla luce delle novità introdotte con il nuovo reddito di cittadinanza. Ed ancora: la variazione contiene norme che determinano la sospensione delle disposizioni riguardanti le gestioni associate degli enti locali e la semplificazione e accelerazione di alcune procedure di affidamento di appalti, al fine di fluidificare e rendere meno burocratico il lavoro delle pubbliche amministrazioni, ad ogni livello.

Vediamo in sintesi i principali contenuti della variazione.

 

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Danni causati dal maltempo di ottobre

Gli articoli dall’1 al 5 riguardano il complesso di decisioni assunte per far fronte ai danni causati dal maltempo. In particolare è stato deciso l’ampliamento della tipologia dei danni indennizzabili, coprendo anche immobili collocati in specifiche aree destinate all’insediamento, individuate dai piani regolatori e allargate di 30 metri, e in altre individuate con ordinanza del presidente della Provincia tenendo conto dei particolari elementi di pregio paesaggistico-naturalistico.

 

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Fra le altre materie disciplinate dalla normativa:

– le attribuzioni dell’Unità di missione strategica grandi opere e ricostruzioni;

– la possibilità per la Provincia di realizzare in via diretta gli interventi infrastrutturali necessari alla ricostituzione del territorio boscato colpito dal maltempo;

– la concessione di contributi, fino a copertura del 100% della spesa, alla Federazione dei Vigili del fuoco volontari per la stipula di polizze assicurative per danni subiti dai volontari nell’esercizio dei proprio compiti;

– la possibilità di indennizzare i volontari le cui autovetture, utilizzate nel corso dell’emergenza, abbiano subito danni.

L’obiettivo di fondo sotteso a tutte queste decisioni è quello di ripristinare al più presto le condizioni preesistenti all’ondata di maltempo, sostenendo, oltre le amministrazioni locali, i privati che hanno subito danni, ricostruendo il patrimonio ambientale distrutto (in particolare le porzioni di bosco schiantate dal vento), e rafforzando le misure in favore dei volontari che si sono prodigati senza risparmio nelle giornate dell’emergenza e in quelle successive.

 

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Gestioni associate

L’art. 8 prevede la sospensione degli adempimenti relativi all’esercizio in forma associata di funzioni, compiti e attività dei Comuni.

La Giunta provinciale, lo ricordiamo, si è impegnata a presentare al Consiglio delle autonomie, in tempi brevi, una proposta di riordino complessiva della materia. Nel frattempo, fra gli emendamenti presentati dal presidente Fugatti nel corso della discussione in aula, abbiamo la sospensione, per i Comuni istituiti a seguito di fusione, dell’obbligo di effettuare affidamenti di lavori, beni servizi e forniture in forma aggregata.

 

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Semplificate le regole in materia di appalti pubblici

In materia di semplificazione delle procedure di affidamento dei lavori pubblici l’art. 10 prevede che le amministrazioni possano affidare, fino a fine 2019, contratti di lavori di importo compreso fra 40.000 e 150.000 euro mediante affidamento diretto, previa consultazione di 3 operatori economici (ove esistenti).

L’articolo 11 esonera invece le amministrazioni dall’obbligo di ricorso agli strumenti elettronici di acquisto per le procedure di affidamento di servizi e forniture fino a 5.000 euro.

Sono state introdotte, con emendamenti presentati dal presidente Fugatti, anche alcune altre novità. Innanzitutto è stata modificata la disciplina in materia di polizza per responsabilità civile richiesta ai professionisti nell’ambito dei lavori pubblici; non viene infatti più richiesta una polizza specifica per l’appalto, essendo sufficiente che il progettista sia munito di adeguata polizza di responsabilità civile professionale a copertura dei rischi derivanti dalla sua attività.

Inoltre è stata abrogata una disposizione del regolamento di attuazione della legge provinciale sui lavori pubblici che prevede una serie di cause – perlopiù formali – di esclusione automatica dei concorrenti.

Si tratta, di nuovo, di norme che, com’è facile intuire, fluidificano la disciplina degli appalti e prevengono ritardi di natura meramente formale e burocratica.

 

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Assegno unico provinciale

È stata modificata la disciplina della quota A dell’Assegno unico provinciale, quella cioè finalizzata al sostegno del reddito, con riferimento ai requisiti di cittadinanza, soggiorno e residenza. Per quanto riguarda la residenza è stato aggiunto, quale requisito necessario per accedere alla misura, oltre alla residenza continuativa in provincia di Trento di almeno 3 anni, il requisito della residenza in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi due anni in modo continuativo. Continua invece ad applicarsi solo la residenza continuativa in provincia di Trento di almeno 3 anni nell’ultimo decennio per i nuclei familiari per i quali il servizio sociale ha accertato l’esistenza di problematiche complesse.

In termini generali la Provincia autonoma di Trento ha previsto che la nuova misura statale, il reddito di cittadinanza, intervenga in prima battuta per tutto quanto spetta al cittadino residente in provincia di Trento e avente diritto, utilizzando eventualmente risorse provinciali per la parte residua derivante dal migliore trattamento previsto dalla disciplina provinciale.