MUSE: LE STRATEGIE PER IL 2020

A Sant’Anna di Sopramonte la Summer School in Antropologia Fisica.Giovedì 18 luglio la presentazione delle ricerche in corso.

Il complesso monumentale di Sant’Anna di Sopramonte, a pochi chilometri da Trento, ospiterà nei prossimi giorni la “Summer School in Antropologia Fisica” del Dipartimento di Biologia e Museo di Antropologia dell’Università di Padova e della Appalachian State University del North Carolina (USA). Dal 15 al 19 luglio dieci studenti, sotto la guida di docenti e tecnici, saranno impegnati nell’attività di ricerca e studio del contesto archeologico. Giovedì 18 luglio, alle ore 18, presso il Monastero di Sant’Anna, gli studenti con i propri docenti presenteranno al pubblico i risultati delle attività, i temi affrontati, le metodologie applicate, i dati e le informazioni ricavate. All’incontro prenderanno parte Nicoletta Pisu, archeologa della Soprintendenza per i beni culturali della Provincia autonoma di Trento, Nicola Carrara del Museo di Antropologia Università degli Studi di Padova e Gwen Robbins della Appalachian State University.

L’iniziativa si inserisce, ampliandolo, nel progetto di indagine e conoscenza del sito monumentale, nato dalla collaborazione fra la Soprintendenza provinciale (Ufficio beni architettonici e Ufficio beni archeologici) e l’ASUC di Sopramonte, proprietaria dell’area. Oltre ad una prima lettura dei prospetti murari, con le recenti indagini archeologiche condotte all’esterno del complesso monumentale è stata scoperta una parte significativa degli edifici e delle strutture che componevano il monastero medievale, documentato per la prima volta nel 1234. Sono state inoltre individuate alcune tombe facenti parte di un cimitero che resta da indagare. Su tale contesto verteranno le ricerche degli antropologi dell’Università di Padova e della Appalachian State University, nell’ambito di un protocollo d’intesa siglato con la Soprintendenza.
I partecipanti affronteranno dapprima lo scavo di alcune sepolture con l’assistenza degli archeologi della ditta Arc-Team e la direzione scientifica dell’Ufficio beni archeologici. Gli scheletri prelevati saranno poi analizzati in laboratorio secondo le più recenti metodologie disponibili. Fra queste, ad esempio, un nuovo sistema di preanalisi all’infrarosso – minimamente invasivo – per verificare la presenza di collagene e quindi DNA prima di procedere alla vera e propria analisi dello stesso DNA.