OCCUPAZIONE FEMMINILE: CGIL, SERVE MAGGIORE SFORZO SU CONCILIAZIONE

Riceviamo e pubblichiamo integralmente il seguente comunicato stampa:

(Fonte: Cgil del Trentino) – “La marcata differenza tra gli stipendi e le pensioni di uomini e donne, anche in Trentino, segnala un problema noto e, nello stesso tempo, mette in evidenza quanto ancora c’è da fare per una parità reale tra i generi anche nel mondo del lavoro. Tutti abbiamo responsabilità in questa situazione”.

Il segretario della Cgil del Trentino, Franco Ianeselli, non si nasconde dietro il problema, pur rivendicando che il Trentino, rispetto ad altri territori, negli ultimi anni sta investendo per colmare il divario. “Le donne, più degli uomini, accedono a profili professionali più bassi, non per mancanza di professionalità o titoli adeguati e fanno più fatica a raggiungere livelli apicali.

Molte donne, inoltre, hanno carriere professionali discontinue, proprio per le difficoltà di conciliare dimensione professionale con quella familiare. E’ del tutto evidente che questo incide negativamente sulla possibilità di fare carriera e sulla pensione. Tante volte anche sulla possibilità stessa di lavorare come dimostra il tasso di occupazione femminile, ancora lontano dalla media dei Paesi europei più avanzati”.

L’unica strada per favorire l’ingresso e la permanenza delle donne a lavoro, garantire loro le stesse chance di carriera a parità di competenze con i colleghi, è quello di investire con determinazione sulle politiche di conciliazione, ma anche sul sostegno all’occupazione femminile. “Non è un appello alle responsabilità delle istituzioni, ma di tutti gli attori economici, sindacati compresi – dice Ianeselli -. Il Trentino ha un buon livello di servizi di conciliazione, ma serve renderli più diffusi, flessibili e accessibili, anche sul piano economico.

Un grande sforzo va condotto anche nella quotidianità, sui luoghi di lavoro e nella contrattazione, dove le pari opportunità e le misure per favorire la conciliazione dovrebbero diventare un impegno costante, anche tra gli imprenditori. In tal senso servirebbe una cultura manageriale più attenta a valorizzare le diversità”.

E sul piano delle politiche del lavoro il segretario ricorda gli strumenti messi in campo da Agenzia del Lavoro, “c’è un insieme di interventi – dalle misure premiali per le aziende che hanno modelli di organizzazione del lavoro che favoriscono la conciliazione al sostegno ai lavoratori padri e alle giovani madri che vogliono rientrare sul mercato del lavoro – che puntano a favorire l’ingresso, la permanenza e la qualità dell’organizzazione del lavoro, affinché le differenze tra i generi non siano un limite. Non è poco, ma non è ancora abbastanza.

Si può e si deve fare di più”. In questo senso Ianeselli apprezza la “piega” che sta assumendo la ricorrenza dell’8 marzo. “La dimensione celebrativa quest’anno sta lasciando spazio ad una dimensione più legata all’impegno e alla mobilitazione a livello mondiale. Un ritorno alle origini per rivendicare parità in tutti i campi, quello del lavoro compreso”.
Il tema sarà anche al centro dell’attivo dei delegati della funzione pubblica Cgil, che si riuniranno presso il Dipartimento della conoscenza proprio mercoledì 8 marzo.

 

 

 

In allegato il comunicato stampa:

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