mondadori * MARIA TERESA RUTA A ‘ SPY ‘: ” ECCO PERCHÈ SONO RIMASTA 14 ANNI IN ESILIO DALLA RAI, MI AVEVANO CACCIATA PER AVER DETTO NO A UN ALTO DIRIGENTE CHE MI AVEVA MOLESTATA “

Riceviamo e pubblichiamo integralmente il seguente comunicato stampa:

Maria Teresa Ruta, fresca vincitrice dell’adventure reality di Rai 2 “Pechino Express”, fa una clamorosa rivelazione al settimanale Spy in edicola da venerdì 30 novembre: la conduttrice spiega il vero motivo per cui è stata tanto tempo lontana dalle scene televisive. «Nel 2004 un dirigente Rai mi ha convocata nel suo ufficio per discutere del rinnovo del contratto, ma è successa una cosa spiacevole e decisamente grave.

Questa persona, che conoscevo da una vita, si è approcciato a me in una maniera assolutamente poco professionale e sbagliata. Non si è trattato solo di parole, ma anche di un approccio fisico pesante. Tutti sapevano della mia serietà e infatti mai mi era successa una cosa del genere. Figuriamoci in un ufficio aziendale. “Ma cosa fai?”, gli ho chiesto. “Tutti dicono che non l’hai mai data a nessuno, volevo la conferma”, la sua risposta. Al che ho sbattuto la porta e me ne sono andata. Risultato? Il contratto non è stato rinnovato e non sono più stata ricontattata».

La Ruta, che nel frattempo si gode il successo a teatro con la figlia Guenda Goria, prosegue il suo racconto: «Sono rimasta al palo a 44 anni: non ero più una ragazzina e quell’episodio mi ha “incupita”. Perdere il lavoro alla soglia dei cinquant’anni è un fatto difficile da accettare. Così non mi sono più riproposta. Ho detto basta: per anni ho deciso di non frequentare più i corridoi o gli ambienti televisivi.

Quel dirigente non l’ho denunciato perché ho pensato alla sua famiglia e ai suoi figli. Piuttosto che far soffrire loro, ho preferito soffrire io. Ma ora Pechino Express è stato liberatorio e mi ha ripagata di tutto: con la Rai ho pareggiato. Non sono arrivate altre proposte televisive, ma sono certa che una nuova occasione sia lì, dietro l’angolo, devo solo avere la pazienza di aspettare».