“LA VOCE DELLA PIAZZA”: MUSE, OGGI SI PARLERA’ DELLO SPAZIO CONDIVISO

Riceviamo e pubblichiamo integralmente il seguente comunicato stampa:

(Fonte: Ufficio stampa Muse) – “La voce della piazza”, è il progetto che, nell’ambito della mostra Piazza di Matteo Boato, tutti i giorni (dal martedì al venerdì alle 17.30, il sabato e la domenica, alle 18.30) apre le porte del Muse al racconto e alle emozioni personali, ospitando le performance dei selezionati che, ognuno dal proprio punto di vista, condivideranno con i presenti le loro esperienze, le idee di città, emozioni e passioni.

Come in un vero spazio cittadino, dove dal chiacchiericcio dei passanti emergono stralci di conversazioni, confronti e istantanee di vita, il Muse al mette a disposizione il proprio spazio non solo alle opere pittoriche, ma anche a quanti hanno voglia di condividere in pubblico un messaggio, un ricordo, un tema a loro caro. Il risultato è una sorta di racconto corale, una miscela di esperienze che renderanno il museo un luogo ancora più inclusivo e coinvolgente. I primi interventi sono già visibili sul profilo face book del Muse al (@musetrento) dove ogni giorno viene trasmessa la diretta degli interventi.

 

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Venerdì 10/03/2017 > Giulio Ruggirello > Se la piazza diventa uno spazio inclusivo: “shared spaces”
Uno spazio condiviso sia per i mezzi che per pedoni e ciclisti. Gli spazi urbani nei quali ci siamo abituati a vivere si caratterizzano per una netta separazione degli utenti: questo modello di utilizzo è il risultato di un approccio che tende a separare, incasellare, suddividere, nella convinzione di ottenere con questo meno problemi.

Negli ultimi decenni qualcuno ha provato a mettere in discussione questo approccio, suggerendo che la condivisione degli spazi pubblici possa avere un effetto positivo sulle dinamiche della circolazione e sulla mobilità delle persone; in Italia nulla di tutto ciò ha mai visto la luce, nonostante i nostri borghi medievali rappresentino “in nuce” il fondamento del concetto di “spazio condiviso”; cosa possiamo fare quindi per cambiare il modello attuale che vede soccombere il pedone-ciclista? È possibile pensare spazi urbani diversi dove il rapporto di forza tra i mezzi in movimento sia più equilibrato?

 

 

 

Foto: da comunicato stampa