INSEGNANTI PRECARI FORMAZIONE PROFESSIONALE PROVINCIALE * “QUANTI SANTI HANNO IN PARADISO (E IN CONSIGLIO PROVINCIALE) LE SCUOLE PRIVATE”?

Come insegnanti precari della Formazione Professionale provinciale, chiediamo cortesemente la pubblicazione e diffusione della seguente lettera, scritta in risposta alla discussione avvenuta in Consiglio provinciale ieri notte.

QUANTI SANTI HANNO IN PARADISO (E IN CONSIGLIO PROVINCIALE) LE SCUOLE PRIVATE?

Leggiamo con sorpresa e rammarico le parole dei consiglieri Bezzi, Bottamedi e Cia (riportate dall’Ufficio stampa della Pat) con cui viene criticato Degasperi nella seduta di ieri del Consiglio provinciale. Nel mirino dei consiglieri sono finiti i suoi emendamenti che riguardavano la stabilizzazione dei precari della Formazione Professionale pubblica.

Al consigliere Cia che si chiede “cosa ci sia sotto” ci sentiamo di rispondere che sotto c’è la conoscenza diretta e concreta della problematica da parte di Degasperi, a differenza di quanto dimostrato da coloro che lo hanno criticato.

Alla consigliera Bottamedi vorremmo dire che il diritto non è una questione di numeri: essere in pochi nella Formazione professionale pubblica rispetto alla schiera delle private significa dover restare senza diritti? Forse con le elezioni alle porte in effetti il rischio è quello; fortunatamente, invece, c’è chi si occupa dei diritti dei lavoratori e non dei calcoli elettorali.

Ci spiace che i consiglieri che criticano non abbiano letto la lettera da noi inviata alla stampa e portata in Consiglio qualche giorno fa.

Come insegnanti precari (con anche 8 anni di servizio presso i due istituti provinciali, dove il 50% del personale docente non è stabile) stiamo aspettando che Rossi e la sua giunta mantengano le promesse fatte nel 2015 e 2016 in cambio della firma di un contratto peggiorativo: “Sono pronto a stabilizzarli anche domani se firmano”, dichiarava il Presidente sulla stampa.

Stabilizzare non significa assumere persone che non hanno mai svolto servizio negli istituti provinciali e che – colmo dei colmi – sono già di ruolo nelle paritarie.

Questo però sembra essere il rischio a fronte della posizione della maggioranza e, stranamente, anche di parte dell’opposizione. Ci dicano dunque questi consiglieri perché la lotta per i nostri diritti debba sembrare sospetta o ingiustificata.

Da ultimo vorremmo rivolgerci alla consigliera Maestri, che ci aveva ricevuti ascoltando le nostre ragioni con apparente apertura e comprensione, mentre ora sembra sostenere le scuole private. Ci domandiamo davvero quanti santi abbiano in paradiso (e in consiglio provinciale) queste scuole paritarie.