IMPRESE RESTAURO: ARTIGIANI, APPELLO ALLA PAT PER TAGLI RISORSE FINANZIARIE

Riceviamo e pubblichiamo integralmente il seguente comunicato stampa:

(Fonte:  Associazione Artigiani Trentino) – Esiste una categoria di artigiani – forse un po’ appartata, sicuramente poco importante per numero di operatori ma rilevante nell’ambito del patrimonio storico artistico, che svolge una preziosa attività di conservazione, di manutenzione, di restauro, di studio e di ricerca dei beni tutelati: si tratta della categoria delle imprese del restauro. In Trentino queste imprese fanno riferimento in larghissima parte al settore dell’artigianato, sono costituite in grande parte da personale al femminile e nel corso del tempo hanno coinvolto nella loro attività numerosi dipendenti e collaboratori. Da alcuni anni le imprese di restauro però si trovano a lavorare in circostanze operative e finanziarie di grande sofferenza e difficoltà, dovute a diversi fattori. I punti salienti che emergono da un’analisi del settore possono essere sintetizzati in:

– sensibile riduzione delle risorse finanziarie destinate alla cultura e, nello specifico, alla tutela ed alla conservazione del patrimonio culturale;
– drastici ritardi, da parte della Soprintendenza ai Beni Culturali, dei pagamenti sia delle somme riservate ai contributi concessi agli enti privati, sia delle somme assegnate ad interventi di restauro realizzati in diretta amministrazione. Ritardi derivanti non tanto da negligenza amministrativa, ma da insufficienza di cassa;
– gare d’appalto che prevedono modalità penalizzanti dal punto di vista dei tempi esecutivi, spesso eccessivamente ridotti. Tali modalità costringono le aziende ad assumere un sovrannumero di collaboratori, gravandole di costi che solo dopo lungo tempo – visti i tardivi pagamenti – vengono recuperati.

La nostra giustificata preoccupazione per le circostanze attuali è stata ulteriormente aggravata dai dati emersi dal bilancio di previsione della Pat per gli esercizi finanziari 2017- 2019. Nel prossimo triennio le risorse finanziarie destinate alla tutela ed alla valorizzazione dei beni culturali, già esigue ed insufficienti a coprire i soli interventi di restauro di carattere urgente – rivolti esclusivamente a strutture fatiscenti e ad opere gravemente danneggiate e con rischio di irrimediabile perdita – subiranno un’ulteriore e significativa riduzione. Le conseguenze di una scelta finanziaria tanto penalizzante per il settore del restauro di beni tutelati saranno inevitabilmente deleterie, innescando una serie di processi – parzialmente già in atto – che porteranno gravi conseguenze quali:

– trascuratezza e conseguente degrado del patrimonio storico artistico della nostra Provincia.
Si sottolinea l’indiscutibile e fondamentale valenza che i nostri tesori d’arte e di storia detengono all’interno dell’economia del turismo;
– riduzione delle attività legate alla tutela ed alla valorizzazione dei beni culturali: progettazione, ricerca, interventi di manutenzione, di conservazione e di restauro, catalogazione, protezione e prevenzione.

Con la conseguente perdita di occupazioni qualificate di professionisti, architetti, ingegneri, storici dell’arte, e di artigiani detentori di varie specializzazioni come restauratori, edili, falegnami, stuccatori, etc.

Si chiede quindi:
Una maggiore attenzione al fine di evitare il futuro decadimento del nostro patrimonio storico artistico e per permettere la sopravvivenza delle imprese che operano nel settore del restauro.
Una maggiore attenzione all’importanza che la bellezza dei nostri monumenti, dei nostri edifici storici, delle nostre opere d’arte e di artigianato rappresenta agli occhi di chi le guarda, trentini e non trentini.
Una maggiore attenzione che preveda un incremento e una diffusione delle risorse finanziarie che permettano la salvaguardia e la valorizzazione del nostro patrimonio storico artistico.
Una maggiore attenzione che – in un’ottica lungimirante e di contingentamento delle risorse pubbliche – preveda la progettazione di un’adeguata manutenzione del patrimonio storico artistico, evitando un’emergenza operativa sicuramente più onerosa.

 

 

In allegato il comunicato stampa:

Appello contro i tagli delle risorse finanziarie alla Soprintendenza per i Beni Culturali della Provincia Autonoma di Trento