PAT - LA RICERCA IN TRENTINO

- ARTE SELLA -

Nel video gli interventi di:
MAURIZIO FUGATTI (presidente Provincia autonoma di Trento)
ACHILLE SPINELLI (assessore  Sviluppo economico, ricerca e lavoro)
FRANCESCO PROFUMO (presidente Fbk)
ANDREA SEGRÉ (presidente Fem)
Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Anna Tatangelo a Grazia. « I 30 anni sono il fiore degli anni, A 18 mi facevo un sacco di problemi.  La cantante racconta al settimanale diretto da Silvia Grilli la sua nuova vita
dopo il ritorno a Sanremo e la riconciliazione con Gigi D’Alessio.

Anna Tatangelo si confida in un’intervista a Grazia a pochi giorni dall’inizio del tour che la vedrà impegnata in tutta Italia con il suo nuovo album, La fortuna sia con me. Sulle pagine del magazine diretto da Silvia Grilli, la cantante ricorda il suo ritorno sul palco dell’Ariston, dove con Le nostre anime di notte ha raccontato l’anno di separazione con Gigi D’Alessio: «Al primo ascolto è facile trovare il riferimento a noi, in realtà parla di due persone che si sono lasciate e che si ritrovano occhi negli occhi, senza nascondigli. Il finale non c’è». E aggiunge: «ho capito che la solitudine aiuta, non è sempre una brutta parola. Ho anche superato la paura di dormire da sola».

Classe 1987, la cantante confessa a Grazia: «ho sempre avuto 30 anni. Anche quando ne avevo 15. Sono nata 30enne». E riguardo a Achille Lauro, il rapper che ha da poco riarrangiato il suo brano Ragazza di periferia, afferma: «È come se ci fossero due generazioni tra noi. D’altronde il primo Sanremo io l’ho fatto a 15 anni, lui a 29. All’epoca non esistevano i social, lui nasce da internet. È un bel confronto, il nostro, anche se poi siamo entrambi “di periferia”».

Tenendosi stretta le sue umili origini, Anna rivela: «La mia famiglia è sempre stata piena di regole. Mia sorella, a 28 anni, se usciva, poteva rientrare al massimo a mezzanotte e mezza. Io non sono mai andata in gita con la scuola». Ma non ha rimpianti: «quelle regole me le sono ritrovate sulla pelle. Le apprezzo soprattutto adesso che ho un figlio». E rivela di aver imparato la lezione più importante: «Che bisogna vivere giorno per giorno. Anche sul lavoro. Prima mi criticavo in continuazione, oggi appena partono le note e canto, me la godo».