MUSE: LE STRATEGIE PER IL 2020

Interrogazione. In data 5 febbraio 2019 abbiamo presentato una interrogazione (n. 224) dove esprimevamo la nostra contrarietà al concerto di DJ Moroder a Cima Tognola (quota 2200 metri), San Martino di Castrozza.

Abbiamo chiesto tra l’altro se fosse possibile trovare luoghi più idonei per lo svolgimento di concerti, al fine di preservare aree protette di valore inestimabile.
In data 28 marzo ci è giunta la risposta dell’assessore Tonina che specifica “in data 11.03.2019 la struttura competente in materia di aree protette ha comunicato formalmente ai proponenti, ai sensi dell’art. 27 bis della L.P 23/92, la sussistenza di motivi ostativi all’accoglimento dell’istanza con la possibilità per il proponente di presentare le nuove argomentazioni a favore”.

Nel dettaglio, trattandosi di una procedura di valutazione di incidenza, va fatto specifico
riferimento all’art. 6 paragrafo 4 della Direttiva 92/43/CEE che recita:

4. Qualora, nonostante conclusioni negative della valutazione dell’incidenza sul sito e in mancanza di soluzioni alternative, un piano o progetto debba essere realizzato per motivi imperativi di rilevante interesse pubblico, inclusi motivi di natura sociale o economica, lo Stato membro adotta ogni misura compensativa necessaria per garantire che la coerenza globale di Natura 2000 sia tutelata. Lo Stato membro informa la Commissione delle misure compensative adottate.(…).
Pertanto, il proponente ha facoltà di presentare eventuali alternative, in mancanza delle quali, l’evento può essere comunque realizzato qualora venga dimostrata l’esistenza di un rilevante interesse pubblico, inclusi motivi di natura sociale o economica, proponendo al tempo stesso idonee misure di compensazione, per cercare di garantire la coerenza globale della rete “Natura 2000”.”

Nel verbale di deliberazione della Giunta provinciale n. 462 si rileva come le alternative presentate dal proponente non siano risultate idonee per fattori insuperabili di carattere tecnico-logistico-organizzativo. Quindi è stato ritenuto impossibile trovare alternative adeguate. Affermazione sorprendente: davvero non è stato possibile trovare un luogo dove permettere lo svolgimento dell’evento che non fosse all’interno di un patrimonio UNESCO, soggetto a tutela ambientale e alle prescrizioni della direttiva Habitat? Davvero non è stato possibile individuare un’area “scevra dalle criticità ambientali che hanno generato le conclusioni negative della valutazione d’incidenza del concerto sull’Alpe Tognola”?
Si è ritenuto di superare il diniego dimostrando la valenza economica dell’evento in rapporto alla difficile situazione economica del Primiero, facendo proprie nel verbale sopracitato le considerazioni del Comune di Primiero S. Martino, che ha definito il concerto come “un’occasione irrinunciabile” e “tassello importante per il turismo della località”. Quindi l’esigenza citata di “svecchiamento dell’immagine percepita della località”, per trasformarla in “una destinazione d’eccellenza, per un target medio-alto” è stata ritenuta superiore alla necessità di tutelare le peculiarità ambientali di un’area protetta. La “reputazione della destinazione” ad uso e consumo del “turismo delle esperienze” è stata scambiata con l’impoverimento del territorio e della fauna che ci vive.

Discutibile è poi la giustificazione del mancato confronto con il Parco e gli altri soggetti interessati attribuita al “fitto programma di date del tour europeo dell’artista” e alla conseguente fissazione della data del concerto ad Alpe Tognola “in tempi strettissimi”. Com’è noto, gli artisti pianificano con grande anticipo i propri tour: se gli organizzatori dell’evento non hanno ritenuto di pianificare anch’essi il concerto rispettando le scadenze che una simile manifestazione richiede, ciò non dovrebbe andare a detrimento dell’integrità della zona Parco protetta e di chi lo popola. Se quindi gli organizzatori non hanno seguito una scansione temporale adeguata, non hanno trovato certo un ostacolo da parte della Giunta, la quale è stata ben felice di essere stata posta “di fronte al fatto compiuto”: prima ancora di ricevere l’autorizzazione necessaria erano infatti stati messi in vendita sui siti dedicati i biglietti dell’evento. A cascata ha quindi evitato “danni d’immagine (..) con ripercussioni fortemente negative per l’intero Trentino”. Addirittura per l’intero Trentino! Come se l’immagine dell’intero Trentino dipendesse da Moroder e da un concerto annullato perché la valutazione d’incidenza ad esso relativa era risultata negativa. Il fatto che gli organizzatori abbiano deciso di pubblicizzare l’evento prima della necessaria autorizzazione è da imputare solo a costoro, che ne sono direttamente responsabili e poco rilevano le insussistenti e inconsistenti motivazioni. L’organizzazione di un tour europeo da parte di un artista e la necessità di inserirsi nelle sue date non è un fatto che si possa fregiare del titolo di “eccezionalità”.

Se si agisse con questa logica in tutte le situazioni che prevedono un’organizzazione puntuale, ognuno potrebbe agire come meglio crede. Oppure si ritiene di abdicare a qualsiasi regola in nome del “dio soldo”?
L’ente pubblico ha quindi richiesto la messa in campo di “idonee misure compensative”, che sono state giudicate congrue dal Comitato scientifico delle aree protette, il quale però non si è espresso sulla sussistenza di “imperativi motivi di rilevante interesse pubblico di tipo economico”. Anche perché sono ben evidenti i rilevanti interessi di tipo economico, ma privati, degli organizzatori stessi: ben più difficile valutare i benefici pubblici di tipo economico che siano derivati dalla performance di Moroder, la quale da sola è difficile che produca nel lungo periodo “effetti indiretti sulla reputazione della destinazione” – come dichiarato a sostegno della decisione della Giunta.

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Tutto ciò premesso

si interroga il Presidente della Provincia di Trento e l’assessore competente per sapere:

1. a quanto ammontino i contributi erogati dagli enti pubblici coinvolti per l’organizzazione del citato concerto;

2. quante siano state le persone partecipanti al concerto, paganti e non;

3. a quanto ammonti l’introito realizzato e il bilancio economico dell’evento;

4. le motivazioni che abbiano reso impossibile trovare un luogo idoneo allo svolgimento del concerto che non fosse all’interno di un patrimonio UNESCO, soggetto a tutela ambientale e alle prescrizioni della direttiva Habitat;

5. se si sia rilevato un incremento del numero di soggiorni in Primiero durante il weekend del 6 e 7 aprile in concomitanza del concerto e quanto ammonti tale incremento;

6. se non possa ritenersi lesivo dell’immagine del Trentino la diffusione di un territorio montano facilmente svendibile agli interessi economici e che non sa trasmettere un’idea di turismo sostenibile e responsabile;

7. se non ritenga contraddittorio far proprio l’impegno contenuto nella mozione n. 223 del 11 aprile 2018 che impegnava la Giunta della scorsa legislatura a definire delle linee guida volte all’individuazione delle attività umane incompatibili con le peculiarità dei territori montani e, nello stesso verbale, consentire l’evento citato;

8. se non abbia preso in considerazione il fatto che il territorio che abbiamo il privilegio di abitare, che è consumabile e non è eterno, di inestimabile valore ambientale e culturale non vada preservato nel tempo e se quindi l’ottica di lungo periodo adottata dalla Giunta non dovrebbe puntare sulla “reputazione della destinazione” bensì sulla sua conservazione, se davvero si vuole che i turisti continuino a frequentare il Trentino per trovare ciò che cercano, cioè un “una montagna come luogo spirituale dove godere della bellezza del paesaggio, del silenzio e delle emozioni che la natura sa offrire” e non, forse, una discoteca a cielo aperto – la quale è benvenuta, ma nei luoghi adatti che possano registrare una valutazione d’incidenza positiva.

 

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Paolo Ghezzi
Consigliere provinciale di Futura 2018

Lucia Coppola
Consigliera provinciale di Futura 2018