FESTIVAL LINGUE: GARDINI, L’ETIMOLOGIA DELLA PAROLA È UN LAVORO ARCHEOLOGICO

Riceviamo e pubblichiamo integralmente il seguente comunicato stampa:

(Fonte: Ufficio stampa Pat) – La terza e ultima giornata del Festival delle Lingue di Rovereto si è aperta con due spettacoli al Cinema Teatro Rosmini di Rovereto, che hanno visto protagonisti i ragazzi trentini. Da un lato il musical “L’elisir della bontà”, messo in scena dagli scolari dell’IC Pergine 1, dall’altro la prima tappa dell’Odissea, nell’ambito del progetto “Lingue in scena”, che scaturisce da una collaborazione fra Iprase e la Città di Torino. Al mattino, ad animare il Festival, alcuni relatori interessanti come Nicola Gardini, che insegna letteratura italiana ad Oxford e ha parlato dell’etimologia delle parole, e Marianella Sclavi, già docente al Politecnico di Milano, che ha divertito il pubblico nel suo seminario legato alla “conversazione e dinamiche dell’umorismo”. Fra gli approfondimenti anche la tavola rotonda sull’alternanza-scuola lavoro all’estero.

Per tutto il giorno il pubblico ha affollato il Festival e visitato gli stand allestiti nel piazzale antistante la sede di Iprase, confermando il successo di questa seconda edizione. Come infatti ha evidenziato il presidente del Comitato scientifico di Iprase, Mario Giacomo Dutto, oggi si chiude il Festival ma è solo un arrivederci alla terza edizione: “Siamo soddisfatti per la collaborazione che abbiamo trovato, per il programma ricco e articolato che guarda al futuro, inoltre la risonanza che questo evento ha avuto anche a livello nazionale, ci conferma che sul tema delle lingue vale la pena lavorare e investire”.

Stamattina spazio alle scuole e al teatro che, in questo Festival, hanno trovato largo spazio. Se infatti fra giovedì e venerdì sera sono andati in scena le classi seconde dell’Istituto Comprensivo Isera-Rovereto, plesso “F.lli Filzi” di Borgo Sacco, con l’allestimento del musical “Joseph and the amazing technicolor dreamcoat” di Webber e Rice, gli alunni dell’IC di Pergine 1 con “Play the Beatles”, nonché i ragazzi del Liceo Linguistico Sophie M. Scholl di Trento, stamattina al Rosmini vi erano gli scolari dell’IC di Pergine 1 e il progetto “Lingue in scena. “L’elisir della bontà”, è un musical diretto da Rosanna Nascimbeni, che ha visto i giovanissimi protagonisti dell’Istituto Comprensivo di Pergine 1 recitare e cantare in italiano, mòcheno, tedesco e inglese.

Sfida multiculturale pienamente superata anche per “Lingue in scena! Odissea – prima tappa”, ovvero la seconda rappresentazione a firma del regista Marco Alotto e della coreografa Maria Cristina Fontanelle (con Nicola Segatta e John Diamanti Fox, musicisti). Frutto di proposte sceniche e drammaturgiche elaborate durante i laboratori teatrali di giovedì 9 e venerdì 10 marzo da giovani attori europei e otto studenti delle scuole trentine, questo spettacolo si è focalizzato sulla reinterpretazione dell’Odissea in chiave plurilinguistica, dove italiano, francese, tedesco, inglese, spagnolo, greco antico si fondono in un lavoro armonico e corale. “E non poteva essere altrimenti visto che il grande poema omerico è per antonomasia un poema di viaggio e speranza – ha spiegato il regista Alotto – una narrazione di incontro tra popoli, culture e lingue”. Alla prima assoluta a Rovereto hanno presenziato, tra gli altri, anche Luciano Covi, direttore di Iprase, e Livia Ferrario, dirigente generale del Dipartimento della Conoscenza della Provincia autonoma di Trento.

L’ultima giornata del Festival ha visto poi, nella sede di Iprase, alcuni relatori interessanti, fra cui Nicola Gardini, che insegna letterature italiana all’Università di Oxford ed è autore di “Viva il latino. Storie e bellezza di una lingua inutile” (Garzanti), arrivato alla decima edizione. Gardini, ha raccontato la vita di alcune parole del latino, costruendo una storia di avventure semantiche ed etimologiche. “L’etimologia è lo studio del significato e dell’origine di una parola, quando appare, perché appare e perché si trasforma, è un lavoro archeologico ed è una parte fondamentale dello studio delle lingue classiche”. Sull’altro fronte Marianella Sclavi, già docente di etnografia urbana al Politecnico di Milano, che nel suo seminario ha proposto alcuni esercizi per ampliare l’arco delle competenze linguistiche e per migliorare l’apprendimento, grazie a situazioni che suscitano il riso. “Questo significa introdurre una nuova formazione umoristica – ha spiegato Sclavi – un’operazione di creatività, alla portata di tutti, è un vero e proprio allenamento per aprire le menti”.

In chiusura di mattinata la tavola rotonda sull’alternanza scuola-lavoro all’estero, moderata da Gisella Langé, ispettrice tecnica di Lingue Straniere e Consulente presso il Miur, insieme ad alcuni referenti di enti specializzati, tra cui EF- Educational First, Trinity Viaggi, British European Centre, Goethe-Institut Mailand e YUF-Youth For Understanding Italia. È da un decennio almeno che, in campo formativo, si parla di alternanza scuola-lavoro, ma solamente con la legge 107/2015 tale innovazione metodologica è stata introdotta e regolamentata nel nostro Paese, così da permettere agli studenti che hanno compiuto il quindicesimo anno d’età di realizzare gli studi del secondo ciclo alternando periodi di studio e lavoro, non solo in Italia, ma anche all’estero attraverso tirocini formativi. “Dal 2015 ad oggi, le esperienze formative in altri Paesi si sono moltiplicate. In Europa, però, esistono ancora molte difficoltà oggettive irrisolte soprattutto per ciò che concerne il riconoscimento globale delle qualifiche scolastiche –ha riconosciuto Langè– Da parte dell’Unione Europea, però, si sta lavorando intensamente per omogeneizzare la normativa scolastica tra i vari Paesi, in un’ottica di revisione delle qualifiche e delle competenze chiave per ciascun percorso formativo”.

 

 

 

 

Foto: da comunicato stampa