Quirinale: le consultazioni del Presidente della Repubblica

GRUPPO PARLAMENTARE “PER LE AUTONOMIE SVP PATT,UV” DEL SENATO DELLA REPUBBLICA
Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Rttr) – Abbiamo atteso qualche giorno nel rispetto della situazione difficile che sta vivendo Trentino Tv, una realtà che prima di essere nostra concorrente, è come noi una televisione locale che negli ultimi anni naviga in un mare in tempesta. Ci preme però dare il nostro contributo al dibattito di questi giorni ed evitare in primo luogo che si pensi che le televisioni private abbiano ricevuto fiumi di soldi pubblici e a fondo perduto. Non è vero il primo assunto perché i fondi pubblici si sono ridotti: ad esempio, la Provincia di Trento negli ultimi cinque anni ha diminuito gli investimenti sulla nostra emittente di circa il 30% all’anno, si sono ridotti i sostegni statali di oltre il 50% e anche il provvedimento che stabilisce che parte del canone Rai arrivi all’emittenza locale, almeno a quella sana, è rimasto fino ad ora sulla carta. Non è vero il secondo assunto, ossia che sono entrate a fondo perduto, perché tutto quanto abbiamo percepito dalla Provincia di Trento era per incarichi finalizzati alla realizzazione di programmi e produzioni ed è stato investito nel cercare di dare un servizio di qualità ai telespettatori. Per quanto riguarda invece i contributi che riceve chi fa un’attività di servizio pubblico ricordiamo che sono pensati a garanzia e tutela della libertà di informazione e del pluralismo.

Va da sé che sempre di più abbiamo fatto fronte al calo delle entrate (si tratta di una diminuzione di circa 800’000 € in 4 anni) reggendoci sulle vendite agli inserzionisti, come in effetti compete ad una realtà come la nostra, ma i forti investimenti per il digitale terrestre e la crisi economica non hanno certo consentito recuperi sulla parte venuta a mancare a fronte di spese aumentate e di un calo generalizzato degli investimenti privati. Sì perché fare televisione costa, costano le tecnologie, le macchine, la rete, costa recarsi direttamente sul posto piuttosto che risolvere tutto con una telefonata o con un tweet, facendo conoscere con le immagini persone, fatti, storie belle e ingiustizie o disservizi che meritano di essere denunciati. Siamo convinti che questo sia ancora il valore aggiunto delle tv locali e che fa di queste un servizio pubblico che ci viene riconosciuto dai telespettatori pur in quadro di grandi cambiamenti nel mondo della comunicazione. Qualunque realtà imprenditoriale che navighi in questo contesto, si riorganizza: assume decisioni anche dolorose e persegue una strategia di autoconservazione. La nostra passa per il mantenimento dei valori che pensiamo di possedere e che vogliamo difendere con i denti.

Per questo finora non abbiamo gettato la spugna. Abbiamo cercato di preservare il nostro personale (una ventina di assunti che gravitano sulle attività di tv e radio), ma abbiamo dovuto rinunciare a giovani collaboratori e sacrificare la parte tecnologica tanto che a volte la messa di onda di un tg diventa un’impresa. Dopo il convegno sull’emittenza locale organizzato nei mesi scorsi dal Corecom, abbiamo ricevuto attestazioni di stima sia dal mondo politico che economico, ma queste dichiarazioni si sono tradotte in una legge provinciale che riteniamo comunque non sufficiente a risolvere il problema e in scarsi investimenti da parte dei privati se non in termini autoreferenziali a scapito dei contenuti. La situazione attuale non è a lungo sostenibile. Ci rendiamo conto che l’intero sistema dell’editoria è in difficoltà e che l’aver sofferto in silenzio ha pagato molto poco, ci rendiamo altrettanto conto che se ci sono situazioni di crisi irrecuperabili è meglio che facciano il loro doloroso corso, ma ci sentiamo ancora vivi e capaci di giocare un ruolo attivo nel sistema trentino. Per questo riteniamo opportuno che le problematiche non siano affrontate in tavoli separati fra le varie emittenti, ma vorremmo confrontarci ad un tavolo che coinvolga non solo la politica, ma anche i sindacati e le forze economiche per riflettere sul valore del pluralismo ed elaborare strategie concrete: noi siamo pronti a dare il nostro contributo, ma la concertazione deve avvenire molto velocemente.

 

Davide Demarchi
Presidente Op.Im. Srl (Società editrice di Rttr La Televisione)

 

 

 

 

In allegato il comunicato stampa:

170126_RTTR_SuSituazioneEditoriaTelevisiva