EDILIZIA ABITATIVA: FASANELLI, DDL IMMOBILI ITEA PER NUOVE ESIGENZE CASA

Riceviamo e pubblichiamo integralmente il seguente comunicato stampa:

(Fonte: Massimo Fasanelli) – Disegno di Legge. Integrazioni della legge provinciale 7 novembre 2005, n. 15 concernente “Disposizioni in materia di politica provinciale della casa e modificazioni della legge provinciale 13 novembre 1992, n. 21 (Disciplina degli interventi provinciali in materia di edilizia abitativa)”, per incentivare il recupero degli alloggi di risulta. Relazione: Alla Provincia di Trento va certamente riconosciuto il merito di aver sempre posto grande attenzione al tema della casa, destinando via via nel tempo, e fintanto che ciò è stato possibile, importanti risorse, sia per realizzare alloggi di edilizia abitativa pubblica, sia per concedere un sostegno economico a chi intendeva acquistare o risanare la propria prima abitazione. Tale azione ha avuto molteplici ed importanti effetti sul tessuto socio-economico del nostro territorio. In primis, ha soddisfatto il bisogno casa di moltissime famiglie favorendo nel contempo, molto spesso, il recupero di immobili siti in località periferiche e siti nei centri storici, che diversamente sarebbero stati a pericolo di abbandono. Altra e non meno significativa ricaduta si è potuta avere dal cosiddetto indotto: dallo strategico comparto dell’edilizia in tutte le proprie “declinazioni” all’altrettanto importante comparto del credito (in particolare il sistema del credito cooperativo, su tutte la casse rurali, grazie al loro storico radicamento).

Gli “schemi” utilizzati, quanto meno fino al decennio scorso, si sono rivelati, pur con qualche distinguo, senza dubbio efficaci. Ora tuttavia, la crisi economica mondiale, anche se per il nostro territorio si è manifestata con un leggero differimento temporale, ha reso evidente la necessità di cambiare passo. E lo è tanto più in ragione del fatto che a fronte del diminuire delle risorse, aumenta in maniera inversamente proporzionale il bisogno di aiuto/sostegno ai cittadini. Cosa fare quindi? Servono, molto più che in passato, strategie differenziate perché i bisogni espressi, oggi, sono maggiormente “articolati”. Ciò premesso, il presente disegno di legge nasce da varie riflessioni conseguenti ad esigenze manifestate da cittadini ed imprese del territorio ed è stato elaborato sulla base di dati relativi al patrimonio di proprietà di Itea S.p.a.

In particolare, negli ultimi anni, gli alloggi di proprietà di Itea S.p.a. non occupati sono aumentati di oltre il 50%. Sono passati infatti dai 769 nel 2011 a ben 1218 a fine 2015. Alloggi che potrebbero, in via generale, soddisfare una indiscutibile e crescente domanda, ancorché trattasi di immobili che necessitano di interventi di ristrutturazione più o meno onerosi, per i quali la Società sembra non avere le necessarie risorse per provvedere alla loro manutenzione e/o ristrutturazione ai fini abitativi.
In parallelo, si registra una sempre minor capacità di acquisto di alloggi da parte dei cittadini, dovuta molto spesso, ma non solo, alla difficoltà di ottenere il finanziamento dalle banche. Basti citare l’esito dell’ultima raccolta riservata alle giovani coppie e nubendi (prevista la possibilità di presentare domanda per acquisto, acquisto-risanamento e risanamento), conclusasi proprio il 7 marzo scorso, che ha visto, rispetto all’edizione precedente, un decremento complessivo su tutta la Provincia di ben 142 unità (768 le domande raccolte nell’edizione 2015, 626 quelle nell’edizione 2016 che si sostanzia in un – 18,48%).

Inoltre, il costo degli affitti si è mantenuto costante e spesso rappresenta una spesa che supera il 50% dello stipendio del nucleo familiare. Ciò si traduce in una maggior necessità da parte delle famiglie di riuscire ad avere un alloggio ad un canone più accessibile e commisurato alla propria capacità di spesa. Recentemente il competente assessorato provinciale ha ipotizzato la possibilità di mettere in vendita alcuni immobili di proprietà di Itea per poter reperire dei fondi da poter impiegare alla ristrutturazione degli alloggi oggi sfitti. Tale ipotesi vorremmo considerarla quale ultima ratio anche se, nel contesto attuale operare un decremento del patrimonio di edilizia abitativa pubblica sembra essere una soluzione obbligata.

Pur consapevoli della difficoltà nel reperire le necessarie risorse, si ritiene che sia opportuno individuare strategie e condizioni volte a salvaguardare e possibilmente incrementare il patrimonio pubblico oggi esistente, anziché procedere alla sua alienazione. In tale contesto è apprezzabile e condivisibile la possibilità già annunciata di cambiare i parametri per la re-immissione sul mercato degli alloggi di risulta, prevedendo di effettuare interventi meno pesanti e quindi meno costosi, in modo da poterli mettere a disposizione più velocemente. Tuttavia tale azione, da sola, non sarà esaustiva rispetto alle esigenze del nostro territorio.

Questo disegno di legge individua, in tal senso, una nuova forma per il recupero e l’utilizzo del patrimonio edilizio pubblico attraverso una innovativa compartecipazione tra il pubblico ed il privato.
L’idea di fondo è quella di valorizzare i risparmi di quelle famiglie che hanno una disponibilità di capitale anche minima, ma insufficiente per poter acquistare un appartamento sul libero mercato, non riuscendo ad accedere a mutui bancari per la restante parte del capitale necessario. In sostanza, ai soggetti inseriti in graduatoria ai fini della locazione di un alloggio a canone sostenibile, nelle more di poter essere locatari, viene proposta loro la possibilità di sostenere il costo della ristrutturazione di un alloggio, scelto tra quelli al momento inutilizzati da Itea S.p.a. per mancanza di fondi per la ristrutturazione. A quel punto l’immobile risanato sarà utilizzato gratuitamente per un periodo di tempo determinato sulla base dell’importo anticipato e del canone di locazione calcolato in base ai parametri di legge, in sostanza tramite un “conto-affitto”. Alla fine di tale periodo, l’inquilino inizierà a pagare la locazione secondo il canone sostenibile determinato.

Lo strumento incrocerà verosimilmente tutti quei soggetti che pur ammessi alla graduatoria, non hanno, in virtù del punteggio o di altri elementi, concrete prospettive di ottenere la locazione dell’alloggio (almeno in tempi ragionevoli) e pertanto troveranno economicamente più vantaggioso scegliere questa proposta rispetto a continuare a pagare un canone molto più oneroso sul libero mercato. L’Ente pubblico sarà in grado di dare maggiori e concrete risposte alla crescente domanda di edilizia pubblica, permettendo conseguentemente alle famiglie beneficiarie di risparmiare sul canone di locazione e utilizzare le conseguenti risorse per altri bisogni quotidiani e quindi godere di una maggiore qualità della vita. Itea S.p.a., dal canto suo, reperirebbe finanziamenti senza oneri e contemporaneamente andrebbe a rivalutare ed utilizzare pienamente il proprio patrimonio. I lavori di manutenzione previsti, saranno sempre seguiti da IItea Spa in tutte le fasi procedurali, dalla progettazione all’affidamento dei lavori. Il Disegno di Legge prevede inoltre che i lavori debbano essere assegnati preliminarmente a ditte locali, che quindi potrebbero godere di una vera boccata di ossigeno in tempi in cui il contesto è a dir poco difficile, soprattutto nel campo dell’edilizia.

Ricapitolando, in sintesi, gli obiettivi perseguiti sono:

1. dare una possibile, rapida e concreta risposta al bisogno di casa;
2. migliorare la qualita’ della vita delle famiglie;
3. movimentare efficacemente i risparmi degli aderenti allo strumento;
4. rendere disponibili alloggi di proprieta’ di itea s.p.a. oggi inutilizzati;
5. rivalutare il patrimonio di itea s.p.a.;
6. creare lavoro alle ditte artigiane locali.

 

Consigliere Massimo Fasanelli

 

 

 

In allegato il primo documento contenuto nel comunicato stampa:

DdL edilizia abitativa_articolato

 

 

 

In allegato il secondo documento contenuto nel comunicato stampa:

DdL edilizia abitativa_relazione