(Fonte: Fratelli d’Italia- An Trentino) – Trento è una città che racchiude in sé innumerevoli gioielli, eccellenze che solo grazie ad un’amministrazione miope ed incapace sono cadute nel dimenticatoio od utilizzate in modo inappropriato. Classico esempio di questo è il Doss Trento, risorsa inestimabile del Capoluogo sia dal punto di vista naturalistico che storico. Dovrebbe essere una delle tappe fisse per tutti i turisti che passano nella nostra Città ed un luogo dove i trentini possono fare una pausa pranzo alternativa, una domenica pomeriggio, dove portare a giocare i bambini ed acquisire consapevolezza dell’identità del nostro territorio. La valorizzazione di questo angolo di paradiso dovrebbe avvenire senza snaturarne l’essenza o tramutandola in una base spaziale fantascientifica con opere di ingegneria od architettura fortemente impattante. Altre parti di Trento su questo..Piano..hanno già dato e dimostrato quanto poco la nostra cultura apprezzi certe brutture.

Il parco del Doss Trento dovrebbe esser resto accessibile a tutti con semplici apporti di architettura urbana, installazione di piccole e capillari aree attrezzate e soprattutto agevolando l’accesso a tutti tramite l’apertura di una corsa di bus navetta che possa accompagnare i visitatori che non sono nelle condizioni fisiche o non hanno il tempo sufficiente per potersi godere il percorso a piedi. Non solo. In vista dell’Adunata degli Alpini del 2018, evento che porterà sul nostro territorio un numero inimmaginabile di visitatori particolarmente interessati alla storia militare della nostra Città, Trento non può trovarsi impreparata.

Su tutto il territorio del Capoluogo (Villazzano, Martignano, Cadine, Monte Bondone, Monte Calisio, Mattarello) si articola una rete di fortificazioni, edificate tra il 1850 ed il 1900, un patrimonio architettonico che merita di essere valorizzato sia per garantirne la conservazione che per i conseguenti risvolti sul piano turistico. Il progetto di promozione della cosiddetta “Fortezza di Trento”, nome mutuato dalla lettura di settore, inserirsi nel cosiddetto turismo alternativo, tipico esempio di esperienza che soffre meno di flessioni rispetto al turismo generico e che meglio di altri è in grado di coinvolgere anche i residenti del luogo, anche attraverso il coinvolgimento delle istituzioni scolastiche. Sempre nell’ottica di sinergia tra le diverse offerte turistico-formative del nostro territorio, il percorso può essere integrato con la valorizzazione del Museo degli Alpini e del Mausoleo del Doss Trent, combinando le fortificazioni con le strutture museali già esistenti.

Il percorso turistico creato dovrebbe poi essere inserito nell’offerta turistica della città di Trento e promosso attraverso l’Apt, prevedendo anche il coinvolgimento delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma in specifici progetti finalizzati all’organizzazione di eventi culturali e storici, oltre all’impiego per talune attività istituzionali di rappresentanza. Da non sottovalutare l’apporto che un progetto così impostato potrebbe avere anche nell’ottica della candidatura di Trento a Città della Cultura. Usiamo il pretesto del 2018 per concedere a Trento di mostrarsi nel suo antico splendore.

 

 

Foto: da comunicato stampa