“DONNE E GUERRA”: SARA FERRARI, I CONFLITTI ATTRAVERSO LA VOCE DELLE DONNE

Riceviamo e pubblichiamo integralmente il seguente comunicato stampa:

(Fonte: Ufficio stampa Pat) – Approfondire il ruolo femminile dentro i conflitti dell’ultimo secolo e di oggi, con alcune testimoni in fuga dalle guerre odierne e alcune protagoniste di spicco del panorama trentino. Questo l’obiettivo del convegno “Donne e guerre” che si è tenuto nel pomeriggio di ieri al Grand Hotel Trento. L’iniziativa è inserita in un ciclo di appuntamenti sull’universo femminile in relazione ai conflitti – promossi dall’Assessorato provinciale all’università e ricerca, politiche giovanili, pari opportunità e cooperazione allo sviluppo – proposti al territorio trentino in collaborazione con la rete delle biblioteche.

Protagoniste del convegno, moderato dal capo ufficio stampa della Provincia autonoma di Trento Giampaolo Pedrotti, sono state Fiorenza Taricone dell’Università di Cassino, storica; Stefania Bonaldi, esperta nell’ambito militare; Roberta Biagiarelli, documentarista dei Balcani; Cecilia Nubola, di Fbk; Patrizia Marchesoni, della Fondazione Museo Storico; Nibras Bregheiche, dell’associazione Islamica; Beatrice Taddei Saltini, dell’Atlante delle guerre, nonché alcune testimoni in fuga dalle guerre odierne.

In apertura i saluti della presidente dell’Inner Wheel Loredana Bettonte e dell’assessora provinciale all’università e ricerca, politiche giovanili, pari opportunità e cooperazione allo sviluppo Sara Ferrari che ha voluto sottolineare il perchè di questo convegno “Parlare di guerra significa sentire la voce di tutti, comprese le donne. Credo quindi che sia una nostra responsabilità far crescere il confronto nella nostra comunità anche su queste tematiche, per essere più consapevoli della complessità dell’oggi”.

Qual è il ruolo delle donne dentro i conflitti dell’ultimo secolo? In che modo sono state raccontate o passate alla storia? Un dato di fatto è che le donne non ebbero mai una ribalta, se non in casi eccezionali, ma furono presenti ovunque. Con i popoli d’Europa e del mondo in guerra, le donne si sostituirono ai loro mariti nel lavoro quotidiano, come anche nelle campagne e nelle fabbriche, assunsero l’intero peso del mantenimento della famiglia, di figli e anziani non più autosufficienti. Subirono le violenze degli eserciti invasori e quelle che fuggirono profughe furono costrette a tirare fuori tutto il loro coraggio per ricostruire una famiglia e una comunità lontano da casa. In qualità di crocerossine furono l’ultima espressione di umanità che accolse in scenari disumani soldati moribondi straziati e mutilati dalla violenza delle battaglie. In mancanza di risorse umane maschili furono militarizzate e divennero ‘soldatesse’, portatrici di materiali fino alle postazioni avanzate. Furono anche partigiane: parte integrante e irrinunciabile di una società che voleva ricominciare a vivere con equità, democrazia e giustizia. Pochi furono i riconoscimenti che hanno ricevuto e sicuramente non saranno mai sufficiente espressione di tutto ciò che esse fecero in tempo di guerra.

“La sfida che dobbiamo portare avanti è quella di costruire un mondo fondato su un’etica responsabile -ha detto la presidente di Inner Wheel Trento Castello Loredana Bettonte- dobbiamo sviluppare valori quali responsabilità, tolleranza, sopravvivenza”. L’assessora alle pari opportunità Sara Ferrari ha ringraziato “l’associazione Inner Wheel Trento Castello perché ci ha spronato nell’immaginare questo percorso per affrontare questa tematica sul profilo di genere. Non è un incontro in solitaria ma si inserisce appunto in un percorso che vogliamo fare sui territori. L’intento non è quello di raccontare stereotipi o un unico filo conduttore. Le guerre sono diverse e anche le donne che vi sono state protagoniste lo sono. L’intento appunto è quello di indagare questa tematica convinti che la storia non l’hanno scritta solo i soldati maschi che hanno fatto la guerra ma anche dalle donne nei modi più diversi”.

Fiorenza Taricone, dell’Università di Cassino ha affrontato il tema delle “Donne e guerra. Dire, fare, subire.” Stefania Bonaldi, esperta in questioni di genere, con particolare attenzione all’ambito militare ha parlato invece de “Le donne e la guerra secondo la prospettiva di genere”, ovvero del ruolo che le donne sono si stanno ritagliando un nuovo ruolo nelle Forze armate. “Donne in armi durante la seconda guerra mondiale” è stato invece al centro dell’intervento di Cecilia Nubola, della Fondazione Bruno Kessler. Uno spaccato sulle donne trentine e la Grande Guerra lo ha raccontato Patrizia Marchesoni della Fondazione Museo Storico del Trentino.

L’attrice, autrice, documentarista, progettista teatrale Roberta Biagiarelli ha invece portato l’esempio dei Balcani con un intervento sul tema “Figlie dell’epoca, donne di pace in tempo di guerra”. Della Siria e in particolare il conflitto attualementi in corso ne ha parlato Nibras Bregheiche, della Comunità Islamica di Trento. Associazione Insieme per la Siria Libera. Associazione Islamica Italiana degli Imam e delle Guide Religiose. L’ultimo intervento Beatrice Taddei Saltini dell’Atlante delle guerre e dei conflitti nel mondo è stato dedicato al tema “Donne e guerra oggi: vittime, carnefici e bersagli”.

L’iniziativa fa parte di un ciclo di appuntamenti sull’universo femminile in relazione ai conflitti – promossi dall’Assessorato provinciale all’università e ricerca, politiche giovanili, pari opportunità e cooperazione allo sviluppo – proposti al territorio trentino in collaborazione con la rete delle biblioteche. Nell’ambito del percorso rientra anche la mostra di Franco Murer “Il coraggio e la forza delle donne anche in guerra”, organizzata con Inner Wheel Club di Trento – Castello, visitabile ad ingresso libero presso il Grand Hotel Trentino fino al 31 marzo.

 

 

 

 

 

Foto: da comunicato stampa