DEMOGRAFIA: FONDAZIONE MORESSA, IN TRENTINO AUMENTO STRANIERI +60% IN DIECI ANNI

Riceviamo e pubblichiamo integralmente il seguente comunicato stampa:

(Fonte: Fondazione Moressa) – Le dinamiche demografiche ed economiche dimostrano che i paesi europei (e in generale tutto il mondo Occidentale) rischiano una perdita di forza lavoro nei prossimi anni e un progressivo aumento della popolazione anziana inattiva. In questo studio la Fondazione Leone Moressa ha osservato la crescita demografica nelle province italiane negli ultimi 10 anni (2007-2016), evidenziando come complessivamente la popolazione italiana stia invecchiando e presenti quindi un saldo naturale (nati – morti) negativo. La popolazione invecchia: più morti che nati. Negli ultimi dieci anni, saldo naturale degli italiani negativo quasi ovunque nel Nord-Est. I cali più intensi a Venezia (-24 mila) e Udine (-21 mila). Segno positivo solo a Bolzano, con +7 mila unità. Negativo quasi ovunque anche il saldo migratorio degli italiani, che vanno via soprattutto dal Veneto (-25 mila). Friuli e Trentino continuano ad attrarre anche italiani, che contribuiscono a mantenere la crescita positiva.

Popolazione Nord-Est in crescita. Il saldo naturale negativo degli italiani è compensato da quello positivo degli stranieri, che continuano a fare figli: +80 mila in Veneto, +13 mila in Friuli V.G. e +12 mila in Trentino A.A. Ancora più significativo il contributo dei nuovi arrivi immigrati: +192 mila in Veneto (al netto delle partenze) e oltre 45 mila in Friuli e Trentino.  700 mila stranieri nel Nord-Est. Negli ultimi dieci anni la popolazione straniera è aumentata notevolmente nel Nord-Est. In Trentino aumento al 60%, in Veneto e Friuli oltre il 50%. A livello provinciale, spicca Venezia (+105,7%). L’incidenza ha raggiunto il 10,1% in Veneto, l’8,6% in Friuli e il 9,0% in Trentino, comunque superiore alla media nazionale. Significative anche le nascite di stranieri, al 20,9% in Veneto e sopra il 15% in Friuli e Trentino.

Si spopola il Sud. Le province del Centro-Nord hanno mediamente una crescita maggiore, dovuta sia alle migrazioni interne che alle dinamiche demografiche (che incidono su natalità e mortalità). Tuttavia, prevalgono in linea generale le province con variazione negativa, che hanno registrato nell’ultimo decennio una diminuzione demografica. Queste aree sono più presenti al Sud e nelle isole, anche se per Sicilia e Sardegna è evidente il ruolo delle migrazioni interne. Secondo i ricercatori della Fondazione Leone Moressa, “Le dinamiche demografiche aiutano a comprendere le prospettive a medio e lungo termine nelle città italiane. A livello generale, l’invecchiamento demografico della popolazione italiana è evidente in tutta la penisola, con un saldo naturale negativo ovunque (sono più i morti che i nati). Questo effetto viene mitigato in parte dalla dinamica degli stranieri, che fanno più figli (saldo naturale positivo) e mantengono il saldo migratorio positivo (anche se prevalentemente grazie ai ricongiungimenti familiari). Dove invece le partenze (di italiani e stranieri) superano i nuovi arrivi, assistiamo ad un progressivo spopolamento”.

 

 

 

In allegato la tabella grafica contenuta nel comunicato stampa:

 

 

 

 

 

In allegato il comunicato stampa:

Comunicato stampa_Nord Est