(Fonte: Ufficio stampa Comune Trento) – “Un libro, una città” entra nella nuova biblioteca universitaria. I frequentatori delle sale lettura possono votare nell’urna collocata a piano terra della Buc. La prima scheda è stata quella del rettore Collini che ha dato la propria preferenza a “La luna e i falò” e ha “fatto 18” con “La chiave a stella”. Anche la Buc, la nuova biblioteca universitaria da poco inaugurata nel quartiere delle Albere, partecipa alla scelta del libro che, nel 2018, sarà al centro di una lettura collettiva che coinvolgerà tutta Trento. Da oggi gli studenti che frequentano scaffali e sale studio in via Adalberto Libera possono votare nell’urna di “Un libro, una città” a disposizione a piano terra, vicino all’ingresso. Accanto all’urna sono disponibili le schede che, com’è noto, riportano una lista di diciassette titoli e una riga in bianco dove è possibile aggiungere il titolo di un romanzo italiano a scelta per “fare 18”. La prima scheda è stata quella del rettore Paolo Collini, che ha scelto “La luna e i falò” di Cesare Pavese e ha proposto come diciottesimo titolo “La chiave a stella” di Primo Levi.

Progetto inserito nel programma della candidatura di Trento a Capitale della cultura 2018, “Un libro, una città” vuole essere non solo un omaggio al romanzo italiano dell’ultimo secolo ma anche un’occasione di condivisione e di dialogo. L’iniziativa parte infatti da una convinzione: che il libro sia un oggetto economico e di piccole dimensioni, ma abbia un grande potere. Quello di far riflettere su temi importanti e di far dialogare la comunità cittadina, chiamata a immedesimarsi in una storia che non è la propria e che, proprio per questo, può allargare gli orizzonti e aumentare la capacità di comprendere, di immaginare ciò che è altro, diverso, distante. Ad oggi, il libro più votato dai lettori è Il nome della rosa di Eco seguito da Le città invisibili (Calvino), La storia (Morante), Il sergente nella neve (Rigoni Stern), Il Gattopardo (Tomasi di Lampedusa), Sostiene Pereira (Tabucchi), Cristo si è fermato a Eboli (C. Levi), Lessico famigliare (Ginzburg), Libera nos a Malo (Meneghello), Nati due volte (Pontiggia), La luna e i falò (Pavese), Il giardino dei Finzi Contini (Bassani), La tregua (P. Levi), Un anno sull’altipiano (Lussu), Il partigiano Johnny (Fenoglio), La donna della domenica (Fruttero e Lucentini), Casa d’altri (D’Arzo).  Per quanto riguarda invece i libri suggeriti dai lettori per “fare 18”, guidano la classifica generale Spingendo la notte più in là di Calabresi, Io non ho paura di Ammaniti, Se questo è un uomo di Levi, Uno, nessuno, centomila di Pirandello.

L’invito ai lettori è quello di continuare a votare e a far votare il proprio titolo preferito con qualsiasi modalità. Sui social la votazione è sempre aperta: via Facebook basta commentare l’ultimo post dedicato a “Un libro, una città” nella pagina del Comune di Trento. Via Twitter occorre twittare i propri titoli menzionando il Comune di Trento. In tutti i casi si invita a scrivere sempre l’hashtag #1libroxtrento18. Se si preferisce il voto più tradizionale, basta entrare in una biblioteca cittadina o alla Buc e inserire l’apposita scheda nelle urne dedicate. Il romanzo proposto deve essere italiano e pubblicato dopo il 1918. Non sono ammessi i saggi né la narrativa straniera.

 

 

 

 

 

In allegato il comunicato stampa:

 

libri buc

 

 

 

 

 

Nella foto (Comune di Trento): il responsabile della Buc, Vittorio Carrara, e l’urna di “Un libro, una città”