Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Manuela Bottamedi) – Dopo decenni di gestione opaca e di scelte sbagliate, il sistema sta implodendo, crollando, collassando. L’immobilismo dei vertici è preoccupante, peggiora la situazione. Il dialogo Sait-Dao per eventuale collaborazione è su un binario morto. E intanto l’emorragia di Famiglie Cooperative che vanno in Dao è comprensibile e non si fermerà. Bisogna fare assolutamente qualcosa. Una soluzione, per cominciare, c’è. La Provincia ha gli strumenti correttivi per salvare il Consorzio. Prima del commissariamento c’è l’affiancamento. La Provincia può nominare degli esperti che affiancano gli organi direttivi e di controllo del Sait, in base all’articolo 34 lettera b) della legge regionale n.5 del 2008.

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Allego il testo della mia interrogazione orale (in Aula martedì prossimo) per sollecitare Rossi e Mellarini a procedere con l’affiancamento dei vertici Sait.

Il sistema della Cooperazione trentina sta vivendo un momento di forte sofferenza, dovuta in buona parte a scelte e operazioni sbagliate compiute in questi decenni dai vertici aziendali. La crisi è frutto di una gestione manageriale opaca e poco efficiente, su cui per anni ha regnato il silenzio e la correità dei vertici provinciali. La situazione attuale è grave: la cronaca locale ci racconta ogni giorno di Famiglie Cooperative che abbandonano Sait. Un’emorragia che, se non fermata, porterà al collasso del sistema. Un’emorragia che rischia di bloccare la continuità aziendale del Consorzio, il quale però sta reagendo con un immobilismo preoccupante che ha come unico risultato quello di alimentare la crisi. Basti vedere a che punto è il dialogo tra Sait e Dao, possibile soluzione all’ impasse: su un binario morto. Si impone a questo punto l’intervento della Provincia che, in base alla Legge Regionale 9 luglio 2008, n. 5, ha il potere di mettere in campo una serie di strumenti per vigilare gli enti cooperativi e garantirne la corretta gestione e la buona amministrazione. Chiedo pertanto al Presidente della Provincia, così come previsto dall’art. 34 lettera b) della L.R. n. 5/2008, se sussistano i requisiti per procedere alla nomina di uno o più esperti che svolgano la funzione di affiancamento dell’organo di amministrazione e dell’organo di controllo del Consorzio Cooperativo.