Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Ufficio stampa Pat) – Un rapporto di collaborazione chiaro e trasparente fra scuola e famiglie, per aiutare i giovani nei loro percorsi di crescita. Partono da questo presupposto le linee guida rivolte al sistema educativo provinciale per il coinvolgimento delle famiglie nel contrasto alle discriminazioni determinate dall’orientamento o dall’identità sessuale o di genere, approvate oggi dalla Giunta, dopo il parere favorevole della quinta Commissione permanente del Consiglio provinciale.

Il documento nasce proprio da un’iniziativa dell’Assemblea legislativa che, nel giugno del 2016, aveva approvato, al riguardo, un ordine del giorno. Le linee guida, ribadiscono il ruolo fondamentale e prioritario delle famiglie nell’educazione dei propri figli. Considerata la crescente complessità delle dinamiche sociali, viene però evidenziata la necessità di rafforzare il rapporto di cooperazione educativa fra famiglie e scuola, già impegnate su questa tematica con grande attenzione e sensibilità, grazie al prezioso lavoro messo in campo dai dirigenti scolastici e dagli insegnanti.

La presenza di ragazze e di ragazzi con radici culturali, sociali e valoriali diverse, costituisce un fenomeno ormai strutturale anche della comunità trentina, che merita di essere trasformato in opportunità di conoscenza e crescita per tutti. Alla scuola – si legge nelle linee guida – spetta il compito di fornire supporti adeguati affinché ogni persona sviluppi un’identità consapevole e aperta, cercando di contrastare fenomeni di esclusione che alimentano sofferenza e isolamento, degenerando a volte in comportamenti estremi. In questo senso, la scuola può fornire una risposta accogliente e plurale all’individualismo esasperato e spesso disperato delle nuove generazioni.

 

 

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Per il primo ciclo d’istruzione le azioni educative, in coerenza con i piani di studio, dovranno prevedere:

lo sviluppo armonico e integrale della persona;
lo sviluppo del potenziale di crescita emotiva-intellettuale degli studenti;

l’autonoma capacità di giudizio e l’esercizio della responsabilità personale e sociale;

lo sviluppo trasversale a tutte le discipline delle competenze relative alla cittadinanza attiva;

la comprensione del significato delle regole per la convivenza nella società e della necessità di rispettarle;

la consapevolezza di far parte di una comunità territoriale organizzata a garanzia dei diritti
delle persone;

la conoscenza dei principi fondamentali della Costituzione e dei principali aspetti dell’ordinamento dello Stato;
la conoscenza dei diritti della persona riconosciuti dal consesso internazionale.

 

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Per il secondo ciclo d’istruzione e formazione gli assi sui quali sviluppare il processo educativo interesseranno i seguenti principi:
acquisire maggiore curiosità e interesse nei confronti della realtà intesa come entità complessa;
essere maggiormente consapevoli delle proprie responsabilità e potenzialità;
collocarsi, con una maggiore dotazione di strumenti culturali in modo attivo e critico nella vita individuale e sociale.

 

 

Le varie iniziative, che le istituzioni scolastiche attiveranno e per le quali Iprase, l’Istituto provinciale per la ricerca e la sperimentazione educativa, fornirà attività di monitoraggio e supporto, dovranno essere precedute da un’informazione esaustiva alle famiglie anche attraverso momenti d’incontro con i genitori che potranno poi decidere consapevolmente sulla partecipazione dei propri figli, con la possibilità di comunicare alle istituzioni scolastiche o formative – tramite giustificazione non necessariamente motivata – la non partecipazione dello studente alle iniziative.

 

 

 

 

 

Foto: da comunicato stampa