CONSIGLIO REGIONALE TN-AA: RESPINTI DALL’AULA I DISEGNI DI LEGGE SULLE INDENNITA’

Riceviamo e pubblichiamo integralmente il seguente comunicato stampa:

(Fonte: Ufficio stampa Consiglio regionale Trentino-Alto Adige) – Respinti i disegni di legge sulle indennità. Consiglio regionale – Voto contrario al passaggio all’articolato sul disegno di legge presentato dalle Acli e su quello firmato dal consigliere Borga. Ugo Rossi risponde in aula sull’ipotesi di un centro di accoglienza a Roverè della Luna

Nel pomeriggio i lavori sono ripresi con la discussione generale sui   Disegno di legge n. 70: Trattamento economico e previdenziale dei consiglieri e dei componenti della Giunta regionale e ulteriori misure volte al contenimento della spesa pubblica (proposta di legge regionale di iniziativa popolare) e del Disegno di legge n. 72: Modificazioni della legge regionale 21 settembre 2012, n. 6 in materia di trattamento economico e previdenziale dei membri del Consiglio della Regione autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol (presentato dal Consigliere regionale Borga).

Filippo Degasperi (M5S) ha evidenziato come il disegno di legge delle Acli fosse simile a quello da lui proposto ad inizio legislatura. Ha quindi ripercorso l’iter della legge sui vitalizi che ha rivisto l’attualizzazione, in particolare su quanto non ancora recuperato, parlando di cifre sbandierate che non corrispondono alla realtà e ha parlato di una legge “che fa acqua da tutte le parti”. Ha quindi detto che la volontà dei cittadini va ascoltata.

Per Alessio Manica (PD) esiste una cesura di credibilità tra chi siede nell’aula e i cittadini. In merito al disegno di legge presentato dalle Acli ha parlato di un grosso vulnus all’origine del disegno di legge: “Credo che sia ora che la comunità debba riflettere sul ruolo del Consigliere. Prima di stabilire una cifra, un disegno di legge che guarda al futuro, deve stabilire qual è la funzione del Consigliere”. Ha ricordato come i Consiglieri del Trentino-Alto Adige siano tra i più virtuosi, quanto a indennità, a fronte di maggiori competenze. Ha però parlato di un messaggio che sta dietro al ddl: “Di quel messaggio, di quella solitudine della politica, dobbiamo farci carico. Occorre un dibattito libero, dove le parti sociali si confrontino con la politica, liberandola dal ragionare su se stessa”.

Anche per Walter Kaswalder (Misto) si deve ragionare fuori dalle aule della politica: “Siamo noi a determinarci lo stipendio, siamo noi a determinarci la pensione. Credo che un organo esterno che ragioni con noi possa essere utile”. Ha quindi ricordato i dirigenti che prendono indennità più alte “con al massimo il rischio di sporcarsi la camicia con l’inchiostro della penna”. Ha quindi detto di essere stato a favore del passaggio in aula del disegno di legge, del quale però ha detto che esistono delle lacune. “La politica ha un costo, ma occorre chiarezza e trasparenza sui bilanci “. Ha quindi detto che si sarebbe potuto prendere in mano questo disegno di legge ed emendarlo, difendendo in particolare la possibilità di avere un collaboratore “altrimenti è impossibile fare politica”. Ha invitato a sedersi a un tavolo per ragionare prima della fine della legislatura, anche a fronte della necessità di rispondere ai cittadini che hanno firmato il ddl.

Anche per Claudio Cia (LN-FI) uno dei problemi principali del testo è la questione dei collaboratori e ha detto che è ovvio che per i cittadini, in questo clima, la riduzione delle indennità non sarebbe stata sufficiente. Per Maurizio Fugatti (LN-FI) il disegno di legge presentato dalle Acli è demagogico. Ha detto che con 7500 euro lordi sarebbe impossibile pagare un collaboratore. Ha definito il disegno di legge Borga come una “intelligente provocazione”

Il passaggio all’articolato del ddl 70 è stato respinto con 10 voi a favore, 40 contrari e 4 astensioni.

Rodolfo Borga (ACT) ha detto, parlando del disegno di legge respinto, che chiunque voglia applicarlo può già farlo autonomamente, riducendosi lo stipendio e non assumendo collaboratori. Ha detto che il proprio disegno di legge non è una provocazione, ma un testo che segue una linea. Ha quindi detto che per le indennità si dovrebbe discutere su quanto possa valere il lavoro di un Consigliere provinciale e regionale.

Il passagio all’esame dell’articolato del ddl è stato respinto con  8 voti a favore, 33 contrari, 14 astensioni.

Punto successivo, l’interrogazione a risposta orale n.224, presentata dal Consigliere regionale Borga per sapere dalla Giunta regionale se la Regione intende individuare nel Comune di Roveré della Luna il centro regionale di permanenza degli stranieri che non hanno ottenuto alcuna forma di protezione internazionale. Il Vicepresidente della Giunta regionale Ugo Rossi ha risposto negativamente, sostenendo che la Regione non ha competenza in materia. Il Consigliere Rodolfo Borga ha quindi detto che le preoccupazioni permangono, non avendo ricevuto rassicurazioni.

La seduta è stata quindi chiusa.