CONSIGLIO REGIONALE: OGGI IN AULA, VOTO PROPORZIONALE E LINGUE NEI COMUNI

Riceviamo e pubblichiamo integralmente il seguente comunicato stampa:

(Fonte: Ufficio stampa Consiglio regionale Trentino-Alto Adige) –

La legge sul voto proporzionale in Senato, la rappresentanza linguistica nei Comuni, i fondi del Consiglio alla Regione i temi trattati nella mattina

Consiglio regionale – Rinviata a marzo, dal Collegio dei Capigruppo, la trattazione del Disegno di legge n. 70 in materia di trattamento economico e previdenziale dei Consiglieri. Approvato il Disegno di legge n. 91: Disposizioni in materia di finanziamento del Consiglio regionale. Respinta la mozione n.47 che chiedeva di poter esprimere nuovamente un parere sul disegno di legge in materia elettorale in discussione a Roma, dopo le modifiche introdotte in Senato.

Nella seduta mattutuna del Consiglio regionale, i lavori sono stati aperti dal Voto n. 7, presentato dai Consiglieri regionali Urzì, Borga, Cia, Giovanazzi e Fasanelli, ai sensi dell’articolo 35 dello Statuto di autonomia, affinché, alla luce della modifica della legge regionale 5 febbraio 2013, n. 1, sia concordata con le autonomie locali l’attivazione di una procedura di riforma dell’articolo 61 dello Statuto di autonomia per garantire la rappresentanza linguistica nelle giunte municipali dei Comuni della Provincia di Bolzano anche se nel consiglio comunale vi sia un solo rappresentante eletto appartenente al gruppo linguistico non ancora rappresentato in essa. Il proponente Alessandro Urzì (Misto) ha spiegato che è previsto i diversi gruppi linguistici presenti in un Comune nel territorio altoatesino, qualora abbiano almeno due consiglieri eletti, hanno diritto ad avere un rappresentante all’interno della Giunta.

Con la riduzione del numero dei rappresentanti nelle giunte comunali, non è garantita la presenza di due rappresentanti nei piccoli comuni. Per questo ha chiesto che la Giunta possa intraprendere un percorso per prevedere che possa essere presente in giunta il rappresentante del gruppo linguistico, anche quando fosse solo uno. Walter Blaas (F) ha detto di essere contrario, in quanto la legge attuale già garantisce la rappresentanza. Riccardo Dello Sbarba (V) ha detto di essere d’accordo nella sostanza e non nella forma. Ha criticato la scelta di porre la questione al Parlamento e ha proposto di elaborare un disegno di legge da presentare in Consiglio regionale. Ha quindi annunciato l’astensione.  Andreas Pöder (BU-TA) ha quindi detto di non vedere la necessità di una modifica che rischia di creare nuovi costi e di imporre ai Comuni chi deve occupare certe poltrone. Alessandro Urzì ha quindi chiesto la sospensione della trattazione del voto.

Paul Köllensperger (M5S) ha quindi illustrato la Mozione n. 47, presentata dai Consiglieri regionali Köllensperger, Degasperi, Foppa, Dello Sbarba e Heiss per impegnare la Giunta e il Consiglio regionale a richiedere al Governo la trasmissione del fascicolo relativo alla proposta di legge costituzionale Alfreider modificata (Atto Senato n. 2643), l’espressione con procedura d’urgenza da parte del Consiglio regionale di un nuovo parere e la sua trasmissione al Governo. Si tratta, ha spiegato, di un tentativo di annacquamento del sistema proporzionale, creando un sistema legato al gruppo linguistico ladino, che prevede un proporzionale puro solo per un determinato gruppo linguistico.  Con questa mozione si chiede di trasmettere al Governo il fascicolo relativo alla modifica costituzionale perchè il testo che aveva inizialmente riscontrato parere positivo, è stato modificato e che quindi si possa ora dare un nuovo parere.

A favore della mozione il consigliere Andreas Pöder (BU-TA) che ha parlato di una proposta diversa da quella valutata dal Consiglio. Ha quindi detto che il voto proporzionale viene stralciato e si pensa di introdurre un premio di maggioranza e delle soglie per garantire alla maggioranza lo stesso numero di seggi con un numero di voti inferiori. Ha quindi parlato di una legge che danneggia anche il gruppo linguistico italiano. Riccardo Dello Sbarba (V) ha criticato il fatto che un disegno di legge per il quale era stato richiesto un parere al Consiglio è stato in seguito modificato a Roma. Per il consigliere dei Verdi, la SVP ha utilizzato i ladini per poter fare una legge a proprio vantaggio, modificando la legge costituzionale. Ha quindi ribadito la necessità di esprimere nuovamente un parere sul testo modificato. Alessandro Urzì (misto) ha quindi parlato di un colpo di mano sulla nostra Autonomia. Ha quindi detto che, a prescindere dall’approvazione della mozione, pretende che ci sia una chiara presa di posizione da parte delle forze politiche presenti in Parlamento.

Come il collega Dello Sbarba, ha ammonito sul fatto di presentare proposte “civetta” al Consiglio, che poi vengono modificate dopo l’espressione del parere. Ha quindi parlato della necessità di creare norme inderogabili, come sistema anche per il futuro, perché, ha detto, quello che ora sembra uno strumento utile a qualcuno, in futuro potrebbe ritorcersi contro gli stessi che lo hanno voluto. L’assessore Giuseppe Detomas (UAL) ha parlato di una questione metodologica: si tratta, ha spiegato, di una mozione che non ha precedenti, perchè è non mai successo che si richiedesse di esprimere nuovamente un parere. Sul merito della proposta di legge a Roma, ha detto che il principio di sovranità del legislatore è intoccabile. In questo specifico caso ha parlato di una “censura” nei confronti dell’attività del Parlamento: non ha soltanto un rilievo politico, ma un rilievo giuridico. Ha quindi ricordato che alcuni emendamenti sono stati introdotti anche dalle minoranze: non si tratterebbe quindi di un colpo di mano, ma di un iter legislativo all’interno della Commissione.

Rodolfo Borga (ACT) ha parlato invece di un principio: il governo, ha detto, e il Parlamento devono sapere che quando si parla un intervento che riguarda la nostra Autonomia devono sentire l’opinione del Consiglio. Ha quindi parlato dei rischi connessi al premio di maggioranza che sarebbe attribuito alla SVP. Il Consigliere Alessio Manica (Pd) ha quindi chiesto una breve  sospensione dei lavori per chiarire in maggioranza le questioni discusse. Paul Köllensperger, in replica, ha detto che non esiste alcuna norma che impedisce di chiedere un nuovo parere e ha quindi detto che la modifica della legge avvenuta in Aula a Roma ha sostanzialmente cambiato il testo rispetto a quello su cui l’aula si era espresso. Urzì ha quindi detto che da legge per i ladini si è trasformata in cavallo di Troia per l’Autonomia, perché introduce un sistema per il quale si presenta una legge per un parere in Consiglio e poi a Roma diventa una modifica dello Statuto d’Autonomia.

Florian Mussner (SVP) è intervenuto per fatto personale, per replicare all’affermazione di Urzì che aveva definito i ladini come “alieni”: ha quindi detto che i ladini non sono esterni alla società regionale e ha ribadito l’importanza della comunità ladina e delle personalità espresse. Urzì ha quindi chiarito che si riferiva al fatto che la maggioranza in Parlamento ha votato senza sapere di cosa si trattasse. Maurizio Fugatti (LN) ha detto che rispetto alla legge esaminata dal Consiglio, quanto avvenuto a Roma è stata una “entrata a gamba tesa” da parte di un parlamentare. Ha quindi invitato a riflettere sulle conseguenze di una modifica che rischia di avere in futuro anche sul Trentino.

 

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Il consigliere Urzì ha quindi chiesto la votazione nominale. L’aula ha respinto con 24 si, 32 no.

Punto successivo all’ordine del giorno,  Disegno di legge n. 91: Disposizioni in materia di finanziamento del Consiglio regionale (presentato dalla Giunta regionale). il testo prevede che quanto oggi gestito dal Consiglio regionale, attraverso disinvestimenti dal Fondo di Garanzia, ovvero anche gli oneri previsti dalle leggi regionali e relativi regolamenti attuativi inerenti le indennità e la previdenza dei Consiglieri ed ex Consiglieri regionali, passi al Bilancio della Regione. L’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale predisporrà quindi, sentita la Giunta regionale, stilerà un programma pluriennale di disinvestimento delle somme impiegate in tali strumenti finanziari. Si tratta di un testo, ha spiegato il vicepresidente della Giunta regionale, Ugo Rossi, che consegue la decisione presa il 5 dicembre dal Collegio dei Capigruppo: si tratta di risorse, ha spiegato, che servono a due finalità, ovvero gli oneri dovuti per i cosiddetti vitalizi e il funzionamento del Consiglio regionale stesso. La Regione garantisce il funzionamento del Consiglio regionale, sulla base di una programmazione, dall’altra il Consiglio mette a disposizione le somme attraverso un piano di disinvestimento. Ha parlato di un atto dovuto che fa chiarezza sulle norme e sulla necessità di coordinamento tra Consiglio regionale e Giunta regionale. Rodolfo Borga (ACT) ha criticato il disegno di legge, parlando di un esproprio. Ha parlato di un metodo per il quale “intanto prendo e spendo e poi ai debiti ci penserò più avanti”. Ha quindi chiesto chi si prenderà gli oneri dei debiti che potrebbero arrivare in futuro.

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Il disegno di legge è stato approvato con 29 voti a favore, 6 contrari e 17 astensioni.

Il Presidente Thomas Widmann ha quindi annunciato che il Disegno di legge n. 70: Trattamento economico e previdenziale dei consiglieri e dei componenti della Giunta regionale e ulteriori misure volte al contenimento della spesa pubblica (proposta di legge regionale di iniziativa popolare), su decisione del collegio dei Capigruppo, sarà trattato nella prossima seduta, in attesa di un incontro con i vertici Acli, promotori dell’iniziativa. Il Consigliere Andreas Poder (BU-TA) ha criticato la scelta, parlando di una mancanza di rispetto nei confronti dei proponenti. Ha detto che i Consiglieri devono difendere la propria posizione. Il Presidente Widmann ha detto che si tratta di un rinvio come quelli che avvengono normalmente in occasione di una Capigruppo. Rodolfo Borga ha chiesto che chi ha chiesto il rinvio, ne spieghi le ragioni. Ha detto di essere contrario al rinvio e ha parlato della necessità di discutere alla luce del sole il testo. Ha quindi parlato del proprio disegno di legge e ha chiesto di poter avviare una discussione franca e aperta. Widmann ha chiarito che non si tratta di votare in aula la trattazione, perchè i Capigruppo comunque hanno già deciso. Claudio Cia (FI-LN) ha detto di sostenere la posizione dei colleghi che si sono espressi da parte di chi era contrario al rinvio. Filippo Degasperi (M5S) ha parlato contro il rinvio, parlando del rischio di non vedere trattato il disegno di legge e ha chiesto le motivazioni. Thomas Widmann ha nuovamente chiarito che si è deciso di rinviare a marzo e che è stato deciso di incontrare prima i proponenti. Hans Heiss (V) ha parlato del rinvio proprio per poter fare una discussione compatta e argomentata e che è stato chiesto l’incontro per vedere se vi sono possibilità di trattative. Proprio per questo ha sostenuto il rinvio, per arrivare a divenire ad una discussione che possa portare a dei frutti.

 

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La seduta è stata sospesa e riprenderà alle ore 14.30.