CONSIGLIO PROVINCIALE: V COMMISSIONE, CONCLUSE LE AUDIZIONI SULLA RIFORMA

Riceviamo e pubblichiamo integralmente il seguente comunicato stampa:

(Fonte: Ufficio stampa Consiglio Pat) – Concluse dalla Quinta Commissione le audizioni sulla riforma della cultura: il Fondo ambiente italiano (Fai) contesta l’assenza di tutela del paesaggio e solleva dubbi di costituzionalità sui poli museali. Si sono concluse stamane le audizioni dedicate dalla Quinta Commissione alla riforma delle normative provinciali sulle attività e i sui beni culturali proposta con il disegno di legge 162 dall’assessore Mellarini, presente ai lavori. Le consultazioni riguardano anche il disegno di legge 135 di Baratter per la promozione del patrimonio dialettale trentino. La presidente della Commissione Lucia Maestri (Pd) ha preannunciato l’inizio dell’esame dell’articolato entro i prossimi 15-20 giorni, vista la necessità di tener conto negli emendamenti delle molte osservazioni emerse.

 

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Il Consiglio delle autonomie locali chiede autonomia per i Comuni sulle biblioteche.

Per il Cal il presidente Paride Gianmoena ha condiviso la volontà di rivisitare il comparto chiedendo però, sull’articolo 7 relativo ai fondi per i progetti culturali sovracomunali, che fa riferimento allo fondo specifico per i servizi sovracomunali, di aggiungere le risorse necessarie a queste attività. Il Cal propone poi di lasciare ai Comuni la responsabilità di collaborare nel settore dei servizi bibliotecari prevista dall’articolo 13 del ddl, senza prevedere gestioni associate obbligatorie in ambiti ambiti definiti dalla Provincia. Sui musei, giusto per Gianmoena razionalizzarne l’amministrazione, ma salvaguardando l’autonomia scientifica delle singole strutture espositive. Per quanto riguarda il disegno di legge di Baratter per la valorizzazione dei dialetti, il Cal suggerisce di dare più dignità scientifica a questo progetto.

 

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Fai – Fondo ambiente taliano: dubbi di costituzionalità sulla riorganizzazione dei musei.

Il Fai con la capodelegazione Luciana De Pretis e il delegato regionale Joseph Tassone, ha lamentato come il disegno di legge “ignori completamente la tutela del paesaggio” visto che il Trentino “non conosce lo sfacelo” avvenuto altrove in Italia, “e tuttavia anche qui vi sono casi di malaccorto uso del territorio, tanto rurale quanto urbano”. Non convince inoltre il Fai “l’ampio rimando che il ddl a future deliberazioni della Giunta per la normativa di dettaglio”. Sarebbe stato preferibile, secondo il Fai, “non abbandonare la  strada tradizionale del regolamento di attuazione: delegare la tutela dei beni culturali ad un sistema di “diritto leggero” è un metodo difettoso in termini di approfondimento. Vi è poi per il Fai un problema di compatibilità tra il dettato normativo della riforma all’articolo 17, che ridisegna l’assetto organizzativo del sistema museale del Trentino, e l’articolo 117 della Costituzione, “perché se la legge nazionale prende una direzione la divergenza della disciplina locale nei contenuti espone a qualche rischio di costituzionalità”, circa i limiti delle autonomie statutarie. Quanto alla ripartizione in quattro poli delle realtà museali, la suddivisione sembra al Fai sovradimensionata rispetto al Trentino, che in questo campo è “formato da piccole entità”. In sostanza, per il Fai “aggregare più o meno artificiosamente realtà piccole in funzione di uno sfruttamento più razionale delle risorse è un’ottima cosa, ma per il Trentino questo potrebbe significare il sacrificio di musei minori di grande importanza”. Ancora: il problema della denominazione dei nuovi poli museali: ad esempio il Mart ha una vocazione contemporanea, ma ne ha anche una storico-artistica. Per il Fai creare poi un contenitore “storico-artistico” rischia di avere una valenza troppo ampia e di non indicare nè storia nè arte.

 

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Teatro Portland: distinguere la professionalità dall’amatorialità. Criticato il ruolo assegnato dalla riforma al Centro servizi culturali S. Chiara.

Per Teatro Portland – associazione attiva dal 2009 a Piedicastello, che propone rappresentazioni, eventi, festival e iniziative di formazione con contributi di Provincia, Fondazione Caritro e Comune di Trento, “che coprono solo i costi diretti dei progetti della struttura” – sono intervenuti il direttore artistico del Teatro Portland Andrea Brunello e la consulente amministrativa Francesca Pegoretti. Brunello ha evidenziato la necessità di separare l’imprenditorialità culturale dalla’amatorialità. Occorre quindi riconoscere e distinguere chiaramente l’attività professionale di chi lavora in questo settore, anche quando si tratta di “new entry”. Servirebbero inoltre per TP “criteri qualitativi e quantitivi delle attività proposte”. Per la quantità si tratterebbe di considerare le giornate di lavoro, le persone assunte e le tipologie contrattuali. Per la valutazione qualitativa dei progetti, TP propone una “commissione esterna”.. Fondamentale per lo sviluppo della cultura è poi per TP il confronto con altre realtà nazionali e internazionali. Sarebbe inoltre utile per evitare discriminazioni chiarire il tema delle convenzioni: TP è formato da professionisti ma è trattato dall’ente pubblico al pari delle associazioni amatoriali e non gode dei contributi percepiti da poche realtà convenzionate. Un altro punto critico riguarda il ruolo assegnato dalla riforma al Centro servizi culturali S. Chiara, perché un eccessivo accentramento di poteri in questa struttura, rischia di mortificare il pluralismo dei soggetti. “La gestione del S. Chiara dovrebbe quindi avere carattere pluralistico”.

 

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Federazione dei corpi bandistici, Federazione dei cori e Federazione dei circoli culturali e ricreativi e Cofas: chiediamo maggiore riconoscimento e sostegno.

I presidenti delle tre federazioni Renzo Braus (corpi bandistici), Paolo Bergamo (cori), Elio Srednick (circoli culturali e ricreativi) sono intervenuti anche a nome della Cofas (filodrammatiche). Con un documento condiviso le federazioni, che coinvolgono complessivamente più di 25.000 persone, chiedono che la riforma sostenga maggiormente l’attività di volontariato culturale svolta dalle singole associazioni aderenti. Questo permetterebbe una migliore amministrazione interna alle singole federazioni, evitando rischi di frammentazioni, sovrapposizioni e doppioni che potrebbero generare conflittualità e problemi di sostenibilità. Per questo le quattro federazioni intendono collaborare sempre più strettamente.

 

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Elio Fox, giornalista e scrittore, 88 anni, ricordando di aver sempre promosso il dialetto nella propria attività, ha consegnato alla Commissione lo “schema di programma per la creazione di un centro provinciale di studi e documentazione sulle tradizioni popolari e sui dialetti del Trentino” da lui proposto e presentato il 4 febbraio del 1975 all’allora assessore alla cultura Guido Lorenzi, rimasto lettera morta. Per promuovere la cultura dialettale occorre per Fox che nella commissione prevista dalla riforma siano inserite persone scientificamente preparate, che conoscano la storia e la cultura delle diverse zone del Trentino. Solo a questa condizione le pubblicazioni di opere dialettali sostenute da contributi pubblici potranno essere di qualità.

 

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Associazione galleristi del Trentiuno (Aspart) e Unione artisti contemporanei (Uac).

Per l’Aspart la presidente Patrizia Buonanno ha ricordato le 5 gallerie aderenti e che la sua associazione, senza fini di lucro, ha solo l’obiettivo di mettere in rete le risorse e promuovere le attività delle singole strutture. Purché i progetti siano di qualità. E per garantire la qualità Giordano Raffaelli, presidente dell’Uac, ha evidenziato che occorre inserire nella commissione soggetti privati esperti del settori ed in grado di giudicare le opere. Le due associazioni propondono di prevedere un evento annuale o biennale per dialogare con il territorio trentino e valorizzare gli artisti locali contemporanei e non solo “storici”, che è importante mettere a confronto con produzioni provienti da fuori.

 

 

 

 

 

 

 

In allegato il comunicato stampa:

Concluse audizioni riforma cultura

 

 

 

 

Foto: archivio Consiglio Pat