Consiglio provinciale pat * Demagri (Patt) su punto nascita Cavalese: ” Il personale assegnato non comporti l’indebolimento di altri ospedali “

Riceviamo e pubblichiamo integralmente il seguente comunicato stampa:

Il problema dei medici, del personale e della sala operatoria per i parti (specie se cesarei) all’ospedale di Cavalese.

Alla discussa questione della recente riapertura del punto nascita dell’ospedale di Cavalese e dell’assegnazione del personale medico, ostetrico e di supporto necessario per i parti, sono dedicate le prime due interrogazioni presentate dalla neoeletta consigliera provinciale Paolo Demagri (Partito autonomista trentino tirolese).

Il personale assegnato a Cavalese non comporti l’indebolimento di altri ospedali.

Nella prima, la numero 93, la consigliera evidenzia che, a fronte della cronica mancanza di medici professionisti che partecipano ai concorsi indetti dall’Azienda provinciale per i servizi sanitari ed in particolare a quelli per prendere servizio all’ospedale di Cavalese, occorre garantire che la riapertura del punto nascita del nosocomio avvenga nel rispetto degli standard minimi assistenziali previsti dal ministero della salute. Secondo Demagri, occorre assicurare la presenza del personale necessario alla copertura della turnistica, ma anche che la presenza dei professionisti applicati all’ospedale di Cavalese non vada a detrimento di altri presidi sanitari riducendo la sicurezza sanitaria.

Per questo l’esponente del Patt chiede all’assessora Segnana i numeri del personale assegnato all’ospedale di Cavalese, ed in particolare di quanti dirigente medici specialisti disporranno ginocologia, pediatria, anestesia e rianimazione all’ospedale di Cavalese e con quale contratto, di quante ostetriche disporrà il nosocomio e il al distretto per il Percorso Nascita, di quanto personale di supporto (Oss) disporrà l’unità operativa di ostetricia e blocco parto e di quanti infermieri disporrà il Nido. Infine Demagri vuole sapere se sia vero che ad oggi il personale medico che ha permesso la riapertura del punto nascita a Cavalese operi su più presidi ospedalieri.

Per parti sicuri quando il taglio cesareo è urgente al personale occorre una pratica adeguata e serve una sala operatoria dedicata che manca a questo ospedale.

La seconda interrogazione presentata dalla consigliera Demagri, mira a far luce sulla sicurezza che deve essere garantita a madre e bambino in caso di taglio cesareo urgente anche all’interno del punto nascita di Cavalese recentemente riaperto. Fondamentale importanza riveste infatti, sottolinea Demagri, il fatto “che tutto il personale mantenga un’alta competenza tecnico-professionale e per raggiungere questo obiettivo è noto che la pratica ripetuta e intenzionale in campo sanitario è determinante per il mantenimento della competenza la consigliera osserva infine che per disporre h 24 di spazi e ambienti idonei a questo scopo, avere in quest’ospedale una nuova sala operatoria dedicata comporterà la riduzione delle sale operatorie di chirurgia e ortopedia.

In tal senso la consigliera chiede all’assessora alla salute Segnana quanti tagli cesarei urgenti si presume che ogni ostetrica effettuerà in un anno all’ospedale di Cavalese rispetto al numero di parti considerato necessario per mantenere la competenza professionale acquisita. Demagri chiede in particolare se durante il turno notturno, il sabato e nei giorni festivi l’equipe di sala operatoria sia in servizio attivo o in pronta disponibilità. Ultima domanda: a quante sale operatorie dovranno rinunciare chirurgia e ortopedia perché una sia sempre libera affinché ospiti eventuali interventi d’urgenza per i cesarei?