CONSIGLIO PROVINCIALE: NEL POMERIGGIO DUE MOZIONI RESPINTE ED UNA APPROVATA

Riceviamo e pubblichiamo integralmente il seguente comunicato stampa:

(Fonte: Ufficio stampa Consiglio Pat) – Consiglio provinciale: nel pomeriggio due mozioni respinte e una approvata. No al divieto degli insetticidi nocivi e all’abbattimento dei cormorani, che andrebbero contro le direttive dell’Ue. Domani il si alla task force proposta da Bottamedi per l’economia trentina.

 

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Nel pomeriggio in aula il Consiglio provinciale ha approvato una mozione e ne ha respinte due. Via libera al risparmio energetico nelle strutture pubbliche negli enti pubblici proposto da Progetto Trentino, Respinti invece, ma con il voto favorevole di Borgonovo Re e Plotegher del Pd, i testi di Degasperi (M5s) per vietare alla Provincia l’utilizzo e la vendita dei neonicotidoni (insetticidi nocivi), e di Giovanazzi (AT) per l’abbattimento dei cormorani. In entrambi i casi l’assessore Dallapiccola ha segnalato che è l’Unione europea ad impedire di dare il via libera a queste richieste. Atteso, infine, domattina il voto favorevole alla mozione di Bottamedi (Misto), concordata con l’assessore Olivi e lungamente discussa, per la creazione di una task force che studi i problemi dell’economia del Trentino e suggerisca delle soluzioni attraverso una comparazione costruttiva con Bolzano.

Inizialmente l’aula ha effettuato due nomine a scrutinio segreto: con la prima, per una designazione suppletiva nella sottocommissione elettorale circondariale di Tione, è stato eletto Gianfranco Rigotti con 22 voti a favore, 6 schede bianche e 2 nulle; con la seconda, l’assemblea legislativa ha eletto nel collegio dei revisori dei conti della Fondazione Alcide Degasperi, Andrea Valentini, che ha ottenuto 9 bianche, 5 nulle e 16 voti a favore.

 

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Via libera alla mozione di Progetto Trentino per promuovere il risparmio energetico nelle strutture della Provincia e della pubblica amministrazione.

Approvata all’unanimità (29 voti), la mozione 156 proposta fin dal luglio 2014 da Progetto Trentino (con primo firmatario l’ex consigliere Grisenti), impegna la Giunta ad elaborare un manuale elettronico per il risparmio energetico da distribuire capillarmente negli enti di tutta la pubblica amministrazione, comprese agenzie, fondazioni e istituti provinciali. Prevede inoltre l’adozione delle buone pratiche che rendono gli uffici sostenibili e di valutare la designazione di un referente per l’energia all’interno di ogni settore. L’assessore Gilmozzi ha espresso il parere favorevole della Giunta visto che molte iniziative sollecitate dalla mozione sono partite partite nel 2015 per proseguire nel 2016 e quest’anno, indicando alcune buone pratiche funzionali al risparmio energetico nella pubblica amministrazione. Simoni ha preso atto delle attività già promosse per perseguire l’obiettivo del risparmio energetico.

 

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No alla mozione Degasperi per vietare l’utilizzo e la vendita dei “neonicotidoni”.

La mozione 263 proposta da Filippo Degasperi (M5s), respinta con 7 voti a favore (tra cui anche Borgonovo Re e Plotegher del Pd), 14 contrari e 8 astenuti, prevedeva di impegnare l’esecutivo a vietare, a  tutela della salute dei consumatori e di un’agricoltura sostenibile, l’utilizzo di prodotti neonicotinoidi o loro derivati in ogni forma commerciale, a tutte le strutture della Provincia, compresi enti, fondazioni, o società partecipate, e ad attivarsi perché anche i comuni e le comunità di valle adottino la stessa decisione e, infine, ad interessare le strutture sanitarie e di ricerca provinciali affinché si aggiornino sulle valutazioni rese disponibili dalle istituzioni scientifiche internazionali, e si attivino per verificare l’eventuale presenza nell’ambiente con particolare riferimento agli insetti, come le api, utili all’agricoltura.

L’assessore Dallapiccola, pur condividendo le preoccupazioni di Degasperi nei confronti di questo farmaco, che ha un effetto nocivo sulle api e il cui utilizzo è consentito in modo molto limitato, ha spiegato che però “ad oggi non vi sono alternative, previsto sia pur in quantità limitata, dai disciplinari per l’agricoltura nel panorama nazionale e internazionale. Per questo “purtroppo – ha concluso l’assessore – siamo costretti a considerare inammissibile questa mozione”.

Nella sua replica Degasperi, contestando la chiusura della Giunta, ha suggerito alla Provincia di smettere di sostenere che il Trentino è all’avanguardia, perché ad esempio in Francia il divieto chiesto dalla mozione è già in vigore. Anche le ricerche della Fondazione Mach e dell’università di Trento, finanziate dalla Provincia e la stessa Unione europea, dimostrano che questo prodotto non solo è dannoso, ma più che pericoloso. In ogni caso, ha concluso Degasperi, la mozione non parla di agricoltura ma di Provincia.

Borga (Civica Trentina) ha criticato la mozione, che non dipinge un quadro dell’agricoltura trentina rispondente alla realtà. E ha ricordato che i consorzi agricoli del nostro territorio hanno adottato protocolli ben più rigorosi da quelli imposti dalle normative nazionali ed europee. Non siamo certo all’anno zero – ha aggiunto – perché in questi anni sono stati fatti passi da gigante, per cui parlare di pesticidi anziché, più propriamente, di fitofarmaci, non rende onore agli sforzi di chi ha promosso il biologico.  La verità è in Trentino che siamo all’avanguardia in questo settore.

Borgonovo Re (Pd), anche a nome della collega Plotegher, ha motivato il voto favorevole alla mozione perché “la nostra Giunta provinciale debba essere un po’ più coraggiosa nell’indicare vie e nell’assumere comportamenti adeguati. Da mesi ci si sta muovendo con disposizioni temporanee in attesa della valutazione di questo prodotto la cui rischiosità è nota. La Provincia dovrebbe quindi indicare per primo la strada verso un Trentino sempre più virtuoso”.

Giovanazzi di Amministrare il Trentino, ha spiegato il proprio voto di astensione, dichiarando di riconoscersi però maggiormente nelle affermazioni di Borga, perché come Trentino siamo molto avanti sia rispetto al territorio nazionale sia a livello comunitario.

Degasperi ha precisato che nella sua mozione l’agricoltura trentina non è mai nominata. Il riferimento dell’assessore agli agricoltori trentini è quindi da considerare fuori tema

 

*Respinta la mozione di Giovanazzi per abbattere più cormorani.

Respinta con 12 favorevoli, 18 contrari e un voto di astensione anche la mozione 509 di Nerio Giovanazzi (Amministrare il Trentino), che proponeva di impegnare la Giunta a rivedere l’attuale sistema delle autorizzazioni per permettere l’abbattimento di un maggior numero di cormorani e controllare di più questa popolazione, che per la sua capacità riproduttiva non corre certo rischi di estinzione.

L’assessore Dallpiccola ha condiviso che il problema della pesca è molto sentito. “Con tutto il bene che vogliamo al cormorano – ha spiegato – dobbiamo attenerci alla direttiva europea sugli uccelli del 2009, che vieta la caccia al cormorano, a meno che un percorso partecipato non ottenga la condivisione di tutti circa la necessità di rimuovere gli esemplari più dannosi. Per questo tecnicamente non è possibile accogliere la mozione, anche se è sicurametne sensata, perché la Giunta non ha il potere di soddisfare  questa richiesta”.

Bezzi (FI), pescatore volontario, ha preso posizione a favore della mozione per l’abbattimento dei cormorani, che danneggiano il patrimonio ittico. Bezzi si è appellato all’assessore perché ripensi il no alla mozione e si chieri a sostegno dell’associazione pescatori volontari.

Degasperi (M5s) si è espresso contro la mozione di Giovanazzi coerentemente con le direttive dell’Unione europea. Per Borga non è giusto che a causa dell’Ue, per tutelare le trote la Provincia autonoma di Trento non possa decidere di ridurre il numero dei cormorani sul proprio territorio. E ha ricordato che “tra le specie in via di estinzione oggi in Italia c’è anche quella umana”.

Giovanazzi ha replicato riconoscendo che le norme comunitarie tutelano le specie protette, “ed è chiaro che se permangono questi divieti si ripiegherà su altre soluzioni”.

 

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Tutti d’accordo con la mozione Bottamedi: una task force per l’economia trentina.

 

Per fronteggiare la crisi, la mozione della consigliera, che sarà votata domattina dopo la riscrittura del dispositivo d’intesa con l’assessore Olivi e un lungo dibattito, prevede che la Giunta valuti entro un anno le migliori azioni a sostegno dell’economia del Trentino attraverso un gruppo di lavoro composto anche da esperti del mondo economico, per individuare i punti di criticità del sistema, indicare le scelte più opportune per ridare fiato e vigore all’economia provinciale, avviare una comparazione benchmarking con il sistema economico sudtirolese per apprendere le strategie migliorative da applicare al nostro sistema economico, limitare allo stretto necessario gli adempimenti richiesti alle imprese individuando eventuali nodi normativi, procedurali e amministrativi da semplificare e sburocratizzare, e infine verificare l’attuale incidenza della pressione fiscale provinciale che grava sulle imprese trentine, in modo da valutare la sua incidenza sulla crescita economica generale. “Il problema è che mancano dati – ha spiegato Bottamedi – perché la politica possa elaborare strategie e soluzioni. Ma i dati devono arrivare da chi di economia se ne intende, altrimenti la politica fa solo danni”.

L’assessore Olivi ha giudicato positivamente la mozione parzialmente riscritta con Bottamedi. “La Giunta – ha detto – accetta la sfida di un confronto più largo e plurale, utile in una fase di trasformazione forte della nostra economica. Non bisogna aver paura di mettere in circolo idee, stimolare un dibattito ampio ascoltando le voci di chi approfondisce e studia l’argomento, ma anche di chi opera sul campo”.  Si tratta per Olivi di immaginare la costruzione di un distretto imprenditoriale regionale per condividere strategie comuni affinché l’economia cresca valorizzando i punti di forza sia del Trentino sia dell’Alto Adige e creando un sistema integrato. “Attenzione però – ha avvertito – a non rincorrere troppo i dati e le statistiche, che spesso divergono. Oltre a fornire i numeri – ha concluso – sarebbe bene se la Camere di commercio facesse anche qualche proposta”. Senza mai dimenticare che in questo campo la differenza la fanno le imprese, i soggetti privati, cui occorre il coraggio di dire che per quanto la politica possa creare condizioni favorevoli, alla fine sono loro a dover investire e rischiare”.

Borga (CT) ha motivato il sì alla mozione, osservando che le politiche della Provincia sono state a lungo viziate da un pregiudizio negativo nei confronti delle piccole imprese, che però rappresentano nel Trentino più del 90% del totale. A questo tessuto economico devono adeguarsi le politiche provinciali. Citando una ricerca, Borga ha indicato nella decrescita demografica una delle cause più gravi della crisi economica. Per questo è a suo avviso importante iniziare a ragionare in un’ottica regionale. Se in Alto Adige l’anno la popolazione è cresciuta dello 6,6%, occorre sforzarsi di capire il perché invece nel Trentino l’aumento, per lo più dovuto agli immigrati, sia stato appena dello 0,3%.

Bezzi (FI), d’accordo con la mozione, ha osservato che la crisi economica ha coinvolto anche le autonomie speciali, e ha invitato a focalizzare l’attenzione sui problemi concreti, con iniziative puntuali, perché rivoluzioni non se ne possono fare.

Per Viola (PT), che ha condiviso il testo, il problema oggi è che manca la fiducia, non solo a causa della crisi economica ma anche perché le famiglie non fanno figli. E ha suggerito tre leve da utilizzare oggi per la ripresa economica. In primo luogo occorre “ridire” cos’è l’autonomia per ridare fiducia e fiato alla nostra comunità. In secondo luogo bisogna rivedere il ruolo della Provincia, chiamata a produrre poche norme ma buone. Effettivamente noi abbiamo una Camera di commercio che è totalmente assente in termini di proposte di politica economica. Terzo: servono, colbertianamente, infrastrutture, stabilità e libertà, ricalibrando il ruolo eccessivo dell’ente pubblico perché i privati possano contribuire alla crescita facendo il loro dovere.

Fugatti (Lega), anche lui favorevole alla mozione, ha stigmatizzato l’illusione della crescita economica portata dalla globalizzazione. Così ad entrare in crisi, ha osservato, è stato il sistema produttivo manifatturiero italiano, cui si è creduto di poter progressivamente rinunciare. Inoltre l’Unione europea ha permesso l’invasione di prodotti e servizi dall’est, che hanno causato la chiusura delle nostre imprese.

Fasanelli (Misto) ha osservato che quello dell’economia è il tema dei temi, “che spesso ci troviamo a subire”. Per questo a suo avviso il tavolo di lavoro previsto dalla mozione potrebbe fornire suggerimenti utili alla politica e alle imprese di fronte alla crisi. In particolare il consigliere ha messo l’accento sulla crisi dell’edilizia, da cui dipende gran parte dell’economia. Edilizia per il cui rilancio ha ricordato di aver proposto un disegno di legge, attualmente in Commissione, che affronta la questione della casa e che punta anche al rilancio del settore mediante una forte sburocratizzazione.

Degasperi (M5s) ha espresso stupore per l’accoglimento della mozione da parte di Olivi, “visto che si tratta di una sorta di commissariamento del suo assessorato. Il gruppo di lavoro previsto dalla mozione – ha osservato – mostrerebbe infatti la scarsa capacità dell’assessorato provinciale di intervenire nel proprio settore”. A suo avviso poi, a proposito del ruolo della Provincia nell’economia, sul quale “vi sono motivi e margini di riflessione”, tra le partecipazioni più opportune vi è quella nel Mediocredito.

Nella sua replica Bottamedi ha precisato che quello previsto dalla sua mozione non è l’ennesimo “tavolo” dell’ente pubblico, “ma una task force, un gruppo di lavoro indipendente dalla politica per non subirne i condizionamenti”. Ne dovranno far parte a suo avviso persone che non hanno fatto parte finora ad alcun processo decisionale che ci ha condotto alla situazione attuale. Starà all’assessore evitare che il gruppo si risolva nel solito vecchio e stantio “tavolo” formato solo da studiosi: andranno coinvolte anche imprenditori e soggetti attivi nell’economia. Infine il confronto con Bolzano: “non dobbiamo inseguire nessuno né sentirci inferiori – ha affermato – ma cooperare.” Infine Bottamedi che la mozione stabilisce un orizzonte temporale ben preciso: un anno. Un anno di studio senza cui non sarà possibile una svolta per la nostra economia. “Il Trentino può uscire dalla sovietizzazione del passato e andare verso la sburocratizzazione, la detassazione e la riduzione della pervasività della Provincia nell’economia.

Nelle dichiarazioni di voto, Fugatti ha lamentato la perdita dei prodotti e dell’immagine della specificità territoriale del Trentino, mentre l’Alto Adige ha mantenuto la visibilità e la presenza sui mercati anche all’estero. Anche la cooperazione non vende più prodotti trentini. Per Bolzano realizzare scambi commerciali è molto più facile.

Cia (Misto) ha evidenziato la crisi occupazionale del Trentino, oggi in difficoltà anche perché vi sono stati un’infinità di contributi concessi dalla Provincia alle aziende. Questa  è per Cia un’economia drogata e oggi in rianimazione. Giusto quindi chiedere con la mozione un diverso utilizzo delle risorse pubbliche per l’economia. La discussione si concluderà domattina con gli ultimi interventi e il voto.

Si prosegue in aula domani alle 10.00.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Foto: archivio Consiglio Pat