CONSIGLIO PROVINCIALE: IV COMMISSIONE, UDIZIONI SU DDL FASANELLI CASE ITEA

Riceviamo e pubblichiamo integralmente il seguente comunicato stampa:

(Fonte: Ufficio stampa Consiglio Pat) – Quarta commissione, dalle audizioni molti sì al ddl Fasanelli per favorire le ristrutturazioni degli alloggi Itea. In mattinata, in Quarta commissione, presieduta da Giuseppe Detomas (Ual), si sono tenute le audizioni sul ddl 171 di Massimo Fasanelli (Misto) in materia di edilizia abitativa pubblica. La proposta di Fasanelli, in sintesi, è questa: gli inquilini possono accedere a un alloggio Itea da ristrutturare, anticipando le spese di ammodernamento, che poi verranno “scalate” nel tempo dal canone di affitto. Lavori di ristrutturazione per i quali andrebbero favorite le aziende trentine.

 

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Il presidente Itea, la norma creerebbe problemi di equità sociale.

Il presidente dell’Itea, Salvatore Ghirardini ha ricordato che la società gestisce un patrimonio di 10.734 alloggi, che danno risposta al 4,17% dei cittadini in affitto, una percentuale doppia rispetto alla media nazionale. Sugli alloggi di risulta, ha ricordato, Itea si è dotata di un sistema più veloce: oggi sono circa 500 gli alloggi all’anno, contro i 250 di due anni fa, che vengono riaffittati. Fino a due tre anni fa, ha continuato, c’era un residuo di alloggi, anche perché si facevano interventi di ristrutturazione pesanti, circa 18 mila euro ad alloggio, contro i 10 mila odierni. Questo ha permesso un risparmio, ma soprattutto tempi più rapidi. Gli alloggi riconsegnati, inoltre, vengono catalogati in base alle necessità di manutenzione e questa formula permette di avere tempistiche certe e di segnalare al settore utenti dell’Itea i tempi di riconsegna degli alloggi. Quindi, è possibile consegnare alla comunità di valle un quadro preciso che permette di gestire velocemente le consegne. Quindi, in base a queste procedure, alloggi fermi Itea non ne ha. I 1200 alloggi che sembrano inutilizzati, ha affermato il presidente, comprendono, dati del 2015, 664 alloggi di risulta quelli che possono essere affittabili; i 260 alloggi che sono in cantiere; altri 132 che fanno parte di un piano di cessione perché si trovano in comparti edilizi che non sono più esclusivamente dell’Itea. Infine, 144 sono ruderi: edifici in fase di progettazione che si trovano, perlopiù, in centri storici, acquistati negli anni scorsi e che richiedono investimenti corposi, dal milione ai 10 milioni. Attualmente, le ristrettezze di bilancio, non ci permettono di intervenire in tempi rapidi e richiedono interventi tali impossibile da sostenere dai possibili inquilini.

Fasanelli ha chiesto se è vero che ci sono 4000 famiglie in attesa. Un dato confermato dal presidente Itea.  Un dato, ha aggiunto il consigliere del misto, che dimostra la necessità di reperire fondi per allargare il numero degli alloggi. Ghirardini ha concluso affermando che il ddl porrebbe problemi di equità sociale perché premierebbe chi ha una disponibilità per potere intervenire.

 

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Il sindacato, verrebbero alterate le graduatorie.

Franco Ianeselli, segretario generale Cgil, anche a nome della Uil, ha detto che il ddl nelle sue finalità è condivisibile, ma c’è il rischio di favorire chi ha disponibilità maggiori con un conseguente “sgretolamento” delle graduatorie. Sulla parte della proposta di legge che mira a favorire le imprese locali, Ianeselli ha sottolineato che si tratta di un obiettivo difficile da raggiungere nel quadro delle norme europee. Per favorire l’acquisto degli immobili, secondo il sindacalista, meglio prendere ad esempio il modello Bausparen, che anche secondo Michele Bezzi della segreteria Cisl potrebbe garantire vantaggi maggiori.

Fasanelli ha ribattuto che la graduatoria non verrebbe alterata perché gli utenti possono chiedere alle banche 10 mila euro, la cifra media per una ristrutturazione, con un prestito chirografario, che in un anno recupererebbero sull’affitto che passerebbe, ad esempio, da 600 euro a 100 al mese.

 

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Gli imprenditori, buona idea ma servono approfondimenti tecnici.

Per il coordinamento imprenditori, Laura Licati, dell’associazione albergatori, condividendo il ddl, ha chiesto però un accordo con le banche perché l’inizio di pagamento delle rate coincida con l’ultimazione dei lavori di ristrutturazione per evitare la sovrapposizione di affitto e rate del mutuo. Fatto, peraltro ha ricordato Fasanelli, già previsto dal ddl. Disegno di legge ben visto anche dall’Associazione artigiani, il presidente della sezione edilizia, Aldo Montibeller, ha chiesto che il regolamento venga fatto in fretta perché le imprese hanno bisogno di lavorare. Marco Gabardi, rappresentante di Anama, non ha manifestato contrarierà di principio alla proposta ma ha sottolineato alcuni aspetti critici dal punto di vista tecnico. A partire dalle difficoltà per un utente Itea di avere a disposizione cifre per le ristrutturazioni. Il ddl quindi è rispettabile, ma va rivisto in alcuni punti tecnici e Anama è disposta a collaborare per migliorare questo strumento legislativo. Franco Grasselli, degli artigiani, ha ricordato che recuperare capacità di credito è importante.

 

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Le Acli, ddl condivisibile ma è meglio pensare al leasing abitativo.

Per le Acli Walter Mosna, responsabile del settore edilizia delle Acli, il ddl è interessante, ma la formula delle ristrutturazioni è troppo ampia e, per il tipo di utenza, sarebbe più semplice parlare di manutenzione. C’è poi il fatto che rispetto alle stime, a fine lavori, spesso ci sono sorprese, maggiori spese che non si capisce a chi spetti sostenerle. Il responsabile delle Acli ha sottolineato, vista l’occasione, che il problema prima casa è sempre attuale. Quindi, va pensato a un disegno complessivo, soprattutto sui giovani. Il leasing immobiliare abitativo, previsto dalla legge statale del 2016, potrebbe essere una proposta concreta e va discussa con le banche. Fasanelli ha detto che dovrà essere la Giunta a individuare gli alloggi che possono essere sottoposti alle ristrutturazioni e a stabilire i criteri. Sul leasing ha detto che questa proposta potrebbe andare bene per l’edilizia agevolata, visto anche il blocco dei finanziamenti della Pat.

 

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Piena condivisione da parte delle banche.

Ettore Battaiola di Cassa centrale Banca, ha definito positivo l’impianto del ddl e ha valutato molto positivo il fatto che non si sia stato specificato nel testo del ddl il ruolo riservato alle banche, quindi gli aspetti tecnici di finanziamento. Anche per Alessandro Toldo di Volksbank l’iniziativa è assolutamente condivisibile e utile. Buona anche la scelta di non imbrigliare le banche nelle modalità di credito perché l’esperienza dice che la strada migliore è quella del rapporto inquilino – banca. Massimo Fasanelli s’è detto soddisfatto della disponibilità degli istituti di credito ed ha presentato il problema della sovrapposizione di affitto e rate del mutuo nel periodo dei lavori di ristrutturazione. Quindi ha chiesto se sia possibile avviare l’ammortamento dei crediti a fine lavori. Una modalità tecnica ritenuta percorribile senza problemi dai due esponenti del credito.

 

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Alla luce delle audizioni, in buona parte positive nei confronti del suo ddl, il consigliere Fasanelli ha affermato che andrebbe fatto un approfondimento con l’assessore.

 

 

 

 

In allegato il comunicato stampa:

comunicato consiglio (4)

 

 

 

 

 

 

 

 

Foto: archivio Consiglio Pat