CONSIGLIO PROVINCIALE: DISCUSSE STAMANI IN AULA LE QUESTION TIME (PDF)

Riceviamo e pubblichiamo integralmente il seguente comunicato stampa:

(Fonte: Ufficio stampa Consiglio Pat) – Il question time discusso oggi in aula: Il Consiglio provinciale si è aperto stamane in aula con la discussione delle interrogazioni a risposta immediata. Eccone una sintesi.

 

 

Alessio Manica (Pd):

Per i rilasci d’acqua,

coinvolgimento

e gradualità

 

Mario Tonina (UpT)

Quali nuove regole

per il rilascio del

DMV delle acque

 

A proposito della decisione della Giunta di sospendere l’accordo con Hydro Dolomiti Energia per la sperimentazione sulla ricalibratura dei rilasci d’acqua per il deflusso minimo vitale da opere di presa di alcune grandi derivazioni elettriche, il consigliere Manica ha voluto sapere con quali modalità la Giunta intende organizzare il coinvolgimento dei soggetti interessati e se è ipotizzabile modificare la sperimentazione prevedendo maggiore gradualità, verifiche annuali sullo stato dei corsi d’acqua e il mantenimento dei controlli in capo alla Provincia.

Sul fronte delle preoccupazioni emerse soprattutto nelle valli Giudicarie, dei Laghi e nell’Alto Garda e Ledro per la volontà della Giunta di ricalibrare il rilascio delle acque per il deflusso minimo vitale, mentre cresce l’esigenza di dare priorità alla tutela ambientale e agli usi delle acque a scopo turistico, il consigliere Tonina ha chiesto all’assessore Gilmozzi i possibili diversi contenuti della nuova regolamentazione sul rilascio del DMV rispetto alla delibera dell’ottobre 2016, nonché modalità e tempi di adozione della disciplina.

La risposta. L’assessore Gilmozzi ha precisato che la questione è stata ampiamente oggetto di discussione ed ha confermato che siamo all’interno di un processo che dura da parecchi anni per il quale la provincia ha voluto fissare una sorta di patto con il territorio, fissando un minimo vitale a zero rilascio. Siamo dentro un processo scientificamente e tecnicamente importante, ha aggiunto, che ha dato dei buoni risultati e rispetto al quale ci aspettiamo però ancora degli sviluppi. E’ mancato un processo di partecipazione a livello locale, ha ammesso, che verrà però avviato per trovare un giusto equilibrio nell’uso delle acque.

La replica. Manica ha replicato esprimendo plauso per il grande impegno della struttura e del monitoraggio serio: apprezzo l’intendimento di prendersi del tempo per affrontare a tutto tondo il piano dell’acqua, ha aggiunto.

Tonina ha sottolineato l’importanza dell’elemento dell’acqua, cardine della qualità della vita locale. Il consigliere UpT ha ricordato il livello di qualità ecologica, ambientale e paesaggistica raggiunto dai corsi d’acque del territorio, “un risultato positivo, dopo decenni di degrado”. Per questo Tonina ha apprezzato la decisione dell’assessore di avviare un processo di condivisione con i soggetti coinvolti a diverso titolo, su un tema che ha definito “molto delicato, che deve essere affrontato fin da subito, anche in vista della scadenza delle concessioni, cogliendo l’occasione per guardare oltre il 2020. L’acqua, così come l’ambiente, è e sarà un bene sempre più prezioso” ha concluso “e la logica quindi non può che essere quella di trovare il giusto equilibrio nel suo utilizzo!.

 

Gianfranco Zanon (Pt):

Autobus: perché

non chiudere

le cabine di guida?

 

Visto l’ordine di servizio con cui Trentino Trasporti prevede che se un passeggero sprovvisto di biglietto rifiuta di pagare, la corsa non può proseguire finché non si sia regolarizzato anche se il mezzo pubblico intralciasse il traffico, e considerati gli insulti e gli sputi recentemente subiti da un autista che si era attenuto a questa prescrizione, Zanon chiede perché il dispositivo della società sia andato oltre la delibera della Giunta provinciale e se non sia possibile pensare a cabine di guida chiuse e più sicure.

La risposta. Il provvedimento ha una sua storia, ha esordito Gilmozzi che ha precisato come quanto chiesto dall’interrogante già c’è: gli autobus e gli autisti sono coperti da accordi sindacali e svolgono la loro attività in sicurezza, la linea 14 e 17 in particolare sono coperte di tutte le attrezzature necessarie per garantire la funzionalità del servizio e soprattutto la sicurezza dell’autista. L’ordine di servizio in questione è una modalità che tutela l’autista ed è una misura efficace e prevede che in situazioni di particolare turbativa che rischiano di pregiudicare l’incolumità, l’autista può decidere le misure da adottare.

La replica. Zanon ha ringraziato per la risposta, notando un unico elemento di criticità, ovvero che spetti all’autista decidere fino a che punto spingersi e insistere per il pagamento del biglietto. Tuttavia, se c’è anche un accordo sindacale, ha concluso, andiamo avanti e vediamo l’efficacia.

 

Chiara Avanzo (Patt):

Mammografie

e dati a Trento

e Rovereto

 

Avanzo vuole sapere quante donne effettuano annualmente lo screening mammografico a Trento e a Rovereto, quale effetto ha avuto l’utilizzo dei nuovi apparecchi per la tomosintesi, che consentono di diagnosticare meglio i tumori nella fase iniziale, se con le metodologie e gli strumenti introdotti sia aumentato il numero delle prestazioni e quindi dei ritardi per gli utenti, oppure se l’accentramento nelle due città abbia migliorato il servizio.

La risposta. L’assessore Zeni ha richiamato i dati forniti già nel 2016 dai quali emerge la conferma degli ottimi risultati dello screening mammografico che nell’ultimo decennio ha consolidato i risultati confermando il coinvolgimento del 100% delle donne nella fascia di età interessata e l’adesione del 75%, una percentuale di gran lunga più alta rispetto al dato nazionale che si ferma poco sopra il 60%. Il processo è tenuto costantemente sotto controllo e il valore preventivo degli screening consente di diagnosticare precocemente neoplasie prima del manifestarsi dei sintomi. Nel 2015 i mammografi sono stati dotati di tomsintesi ed hanno migliorato la performance diagnostica aumentando la certezza dei risultati e la diagnosi precoce e contribuendo quindi all’obiettivo di riduzione della mortalità da tumore. Il programma di screening comunque prosegue in un percorso che prevede altri approfondimenti diagnostici, servizi tecnici e collaterali. La tempistica prevede un iter di segnalazione di casi sospetti e il trattamento di tumori aggressivi identificati nel primo livello. Infine, i risultati confermano la validità del modello adottato.

La replica. Avanzo ha ringraziato per l’esaustiva risposta e l’ottimo servizio descritto dall’assessore.

 

Gianpiero Passamani (UpT):

Gestione malghe,

ipotesi affidamento

con trattativa privata

 

Visto l’aumento negli ultimi anni del numero di bandi in particolare per la gestione delle malghe vinti da soggetti provenienti da fuori provincia, che non garantiscono una continuità e mirano al solo aspetto economico, Passamani vuole sapere se non sia possibile, anche tramite il Consorzio dei Comuni, introdurre una modifica della legge provinciale 23 del 1990 per consentire l’utilizzo dello strumento della trattativa privata previo confronto concorrenziale, al posto della procedura di gara oggi prevista.

La risposta. L’assessore Dallapiccola ha citato la legge 23/90, norma quadro che governa l’ambito del quale ci occupiamo. Tutto starebbe a suo avviso in una scarsa competitività tra il livello Trentino e il livello nazionale: a livello nazionale il valore medio del pascolo era calcolato in 370 euro, mentre a livello trentino 80 euro. Dunque il confronto non regge. Le amministrazioni comunali nel pieno della legittima competenza, avevano il diritto di scegliere la strada dei soldi anziché l’assegnazione ai locali. Proprio anche grazie alle sollecitazioni dei consiglieri si è tentato di ovviare a questo, facendo valere, nell’assegnazione delle strutture, anche l’esperienza nella lavorazione dei prodotti locali e non solo il vantaggio economico. Si è dunque attuato quello che l’assessore ha chiamato il “meccanismo di convergenza”: d’ora in poi i titoli trentini passeranno da 80 a 180, e si assisterà contemporaneamente anche ad una riduzione della competitività di chi viene da fuori. Il valore economico varrà dunque molto meno: poi starà ai comuni, ha concluso Dallapiccola, far valere in proporzione gli altri aspetti.

La replica. Il consigliere Passamani ha ringraziato della risposta che tuttavia non lo ha del tutto convinto: nessun comune ha a suo avviso l’intenzione di non dare risposta all’economia del proprio territorio e fare esclusivamente un ragionamento di cassa. Realmente, pensare di intervenire nella legge citata, potrebbe a suo parere garantire quanto sollevato dall’interrogazione.

 

 

Walter Kaswalder (Misto):

Partecipazione per

reti transeuropee

di trasporto nord-sud

 

Dal momento che Austria e Sudtirolo hanno già effettuato un’approfondita e partecipata analisi dell’impatto che avranno sui territori e sui singoli Comuni le future reti di trasporto transeuropee di collegamento nord-sud, Kaswalder chiede alla Giunta quale coinvolgimento delle amministrazioni comunali e delle popolazioni sia stato promosso per questo in Trentino.

La risposta. L’assessore Gilmozzi ha osservato che il corridoio trova nel Brennero uno degli elementi più sostanziosi ed importanti. Il tunnel è in fase di costruzione e non era un passaggio scontato. Visto che siamo in fase di mediazione e fungiamo da facilitatori tra questo progetto e il territorio stiamo cercando di capire se gli scenari del tempo della progettazione corrispondano a quelli di oggi, La nostra linea porta 240 treni spinta al massimo, ma oltre non può andare. Sulla base di questo il Trentino ha chiesto un aggiornamento dei dati su quale sia l’impatto della crisi economica e sul preoccupante calo dell’uso della ferrovia: la partita è dunque aperta e stiamo programmando incontri partecipativi sulla base di dati condivisi.

La replica. Kaswalder ha ringraziato per la risposta e ha chiesto il massimo sforzo per sensibilizzare lo Stato su questi temi.

 

Rodolfo Borga (CT):

Discutibili

donazioni di sangue

con meno esami

 

Borga chiede perché dal 1° gennaio scorso siano stati ridotti gli esami gratuiti ai quali sono sottoposti i donatori di sangue (visto l’aumento del 20% del singolo prelievo e l’esportazione non gratuita fuori provincia), quale risparmio si ritiene possa derivarne, quanto sangue il Trentino esporta ogni anno, quanti ricavi ne derivano e se non sia opportuno tornare al programma Emonet in vigore fino al 31 dicembre 2016.

La risposta. L’assessore Zeni ha spiegato che l’aggiornamento cui fa riferimento Borga non è dovuto a ragioni di risparmio, ma è stato adottato considerando che la procedura presuppone la valutazione di requisiti di qualità e di sicurezza del sangue e dell’idoneità del donatore. La modifica ha quindi precise indicazioni cliniche e prevede esami aggiuntivi di approfondimento diagnostiche, alcuni sono venuti meno altri aggiunti. Quanto al quantitativo di sangue annualmente esportato dal Trentino, su 25.000 sacche prodotte 20.000 sono destinate al fabbisogno interno e 5.000 ad altre regioni: siamo la prima realtà italiana per esportazione in base alla popolazione, ha aggiunto l’assessore. Inoltre, per un ”prodotto” di questo tipo non si può parlare di “ricavi”, tutte le cessioni sono documentate in un programma ministeriale e regolamentate da precise tariffe, tuttavia il valore è di circa 19 euro a sacca.

La replica. Borga si è dichiarato del tutto insoddisfatto, a suo parere c’è stato un taglio drastico di esami che contribuivano a tutelare la salute dei donatori di sangue e a suo avviso ciò è avvenuto per ragioni di puro risparmio: nulla vieta alla Pat di ripristinare il protocollo precedente per non rischiare che una serie di donatori cambi idea e perda le motivazioni a donare.

 

Filippo Degasperi (M5s):

Verifiche sul caso

del guardiapesca

licenziato nel C6

 

Il consigliere chiede alla Giunta se sono pervenute segnalazioni circa l’operato del guardiapesca licenziato “formalmente per giusta causa” dall’Associazione pescatori del C6, se gli amministratori della stessa siano stati sanzionati dallo stesso guardiapesca, se non si ritenga di verificare il procedimento disciplinare e se, in attesa dell’eventuale trattazione del caso in sede giudiziaria, intenda bloccare il finanziamento e la pubblicazione del bando per l’assunzione del nuovo guardiapesca.

La risposta. Un tema delicato sul quale si è espresso l’assessore Dallapiccola, dicendo che alla provincia spettano alcune verifiche, ma non il dovere o il potere di interferire nei rapporti tra i soggetti citati, regolamentati da regime privatistico. Aspetti che spettano eventualmente al giudice del lavoro. I finanziamenti sono fondati invece sulla programmazione di lavori ed opere e pertanto non centrano con la tematica descritta sulla quale Dallapiccola ha ribadito che l’amministrazione non può esprimersi.

La replica. Una risposta formale quella dell’assessore, ha osservato Degasperi: la sostanza è a suo parere ben diversa da quella descritta, dato che questi soggetti operano per conto dell’amministrazione provinciale ed è dunque lecito chiedersi se lo facciano correttamente, mentre qui la Provincia sembra lavarsene le mani. Il consigliere 5 Stelle ha confermato la volontà di andare avanti e non abbandonare la questione.

 

Maurizio Fugatti (Lega):

Bandi: legami tra

imprese e dirigenti

di Trento Rise

 

Fugatti vuole sapere se i soci delle imprese aggiudicatarie del bando PCP indetto da Trento Rise per la realizzazione della piattaforma “Suite Case” (per sviluppare e commercializzare servizi innovativi di tele-monitoraggio e tele-assistenza), abbiano avuto legami societari con dirigenti di Trento Rise, se ciò sia considerato legittimo, quanti appalti pubblici siano stati affidati fino ad oggi a queste società, e se nella loro compagine azionaria vi siano direttamente o indirettamente società fiduciarie.

La risposta. Ha risposto l’assessore-vicepresidente Olivi: i quesiti posti dal consigliere Fugatti sono sostanzialmente due: sul primo (se i soci delle imprese aggiudicatarie del bando PCP indetto da Trento Rise abbiano avuto legami societari con dirigenti di Trento Rise) non sono attualmente a disposizione le informazioni, ma c’è l’impegno formale a fornire prima possibile la risposta; la seconda, sulla legittimità o meno, Olivi ha richiamato le norme in tema di incompatibilità: i dipendenti pubblici sono assoggettati a un codice di comportamento adottato dalla Giunta con una delibera del 2014 che in parte rimanda ai regolamenti delle strutture dove operano i dipendenti. In linea generale è vietato svolgere attività incompatibili con il rapporto di pubblico impiego, vietato assumere incarichi extralavorativi, vietata l’apertura di partita iva. Il secondo quesito riguarda quanti appalti siano stati affidati a dette società e se ci siano nella loro compagine azionaria direttamente o indirettamente società fiduciarie: anche questi dati non sono disponibili nell’immediato e necessitano di un’istruttoria che non si è potuta svolgere nei tempi brevi del question time. E’ stata comunque attivata una verifica, ha rassicurato Olivi, per accertare soprattutto la seconda parte del quesito, e ci si impegna formalmente a fornire risposta in questa sede o in forma scritta.

La replica. Per rispondere bastano quattro visure camerali, ha obiettato Fugatti che si è detto sorpreso se non imbarazzato di non ricevere risposta a domande legittime e di facile accesso come queste. Questo induce se possibile altri dubbi, ha aggiunto, sull’operato della provincia e il mancato controllo su una società alla quale sono stati dati 50 milioni di euro.

 

 

Violetta Plotegher (Pd):

Screening tumori al seno

con trasporto gratis

delle donne dalle valli

 

Per favorire l’accesso senza discriminazioni delle donne anche dalle valli al programma di screening mammografico negli ospedali di Trento e Rovereto, Plotegher chiede se non sia il caso di prevedere la gratuità del trasporto pubblico nei casi in cui l’Apss invita la popolazione all’analisi precoce. L’assessore Zeni ha risposto precedentemente ad un’interrogazione della collega Avanzo sull’argomento. Qui tuttavia si tratta della necessità di estendere il programma di screening a tutte le donne del territorio.

La risposta. L’assessore Zeni ha precisato che la centralizzazione è necessaria per la particolare specializzazione delle strumentazioni presenti solo negli ospedali di secondo livello. Tuttavia, il modello a rete è finalizzato a realizzare la tutela della salute di tutta la popolazione residente. A fronte degli aumentati benefici sotto il profilo della qualità diagnostica e degli ottimi risultati ottenuti dalla sperimentazione, si ritiene accettabile che le donne sane si rechino ogni due anni nelle sedi dove si realizza lo screening. Tuttavia, Zeni ha segnalato che si stanno organizzando numerose iniziative per facilitare questi spostamenti. Zeni ha precisato che il modello è sperimentale e al termine si faranno le valutazioni sulla base delle quali saranno apportati eventuali miglioramenti o correttivi.

La replica. Plotegher ha sottolineato la preoccupazione contenuta nella propria proposta, ovvero che si tenga conto delle donne collocate in periferia che hanno maggiori difficoltà a fruire dello screening la cui sperimentazione, ha osservato, ha ottenuto un ottimo risultato e, auspicabilmente, proseguirà nel tempo.

 

Claudio Cia (Misto):

Ambiguità entrata

lavoratori imprese

in Sanifonds

 

Alla luce dei 5,2 milioni di euro a carico del bilancio provinciale per Sanifonds, Cia chiede se e quando sarà rispettato l’impegno previsto dal protocollo del 2013 per cui nel fondo dovrebbe convergere Sia3, cui fanno riferimento 11.500 lavoratori dell’artigianato, quando aderiranno le altre associazioni di categoria e a cosa è dovuta l’ambiguità emersa negli ultimi tempi in merito all’ingresso nel fondo.

La risposta. L’assessore Zeni ha chiarito che sulla questione, ovvero sull’effettività dell’adesione a Sanifonds dei soggetti citati dall’interrogante sono in corso contatti per superare diversi ostacoli come i vincoli posti dai singoli contratti di lavoro e le procedure di natura contrattuale che attualmente impediscono di procedere all’iscrizione. Nel caso specifico degli artigiani esiste già un’intesa che potrà essere formalizzata una volta che saranno ricostituiti gli organi.

La replica. Cia non si è detto soddisfatto, per non aver ottenuto risposta a quanto chiesto ed ha aggiunto alcune considerazioni in merito Sanifonds, la cui gestione appare a suo avviso molto nebulosa e poco chiara.

 

 

Marino Simoni (Pt):

Si difendano

le stalle di piccole

dimensioni

 

Simoni chiede all’assessore Dellapiccola se sia a conoscenza del fatto che alcuni Comuni non applicano la normativa, che consente a chi non esercita attività agricola in forma imprenditoriale di realizzare, per il ricovero di bovini, equini e ovicaprini, manufatti di limitate dimensioni (entro i 35 mq di copertura e i 100 mc, disposizioni restrittive del piano regolatore), obbligando a chiedere ugualmente i permessi.

La risposta. L’assessore Daldoss ha riposto affermando che il regolamento attuativo della legge urbanistica dà la possibilità di realizzare piccole strutture destinate all’allevamento, almeno che i comuni non vogliano applicare, nei piani regolatori, prescrizioni più restrittive. Fino ad oggi non ci sono segnalazioni di non applicabilità della norma della legge urbanistica. L’alternativa per il cittadini, ha detto ancora Daldoss, contro le scelte dei comuni, è il ricorso al Tar. Ma meglio sarebbe spiegare ai comuni i contenuti delle norme provinciali.

La replica. Soddisfatto della risposta Simoni il quale ha anch’esso constatato che ci sono problemi di interpretazione e una carenza di conoscenza della norma provinciale.

 

 

 

Luca Giuliani (Patt):

Quanti minori

abusano

di sostanze

 

Giuliani chiede quanti sono i minori con problemi di abuso di sostanze o comportamenti a rischio e con quali costi vengono inviati in strutture fuori provincia nonostante la presenza in Trentino di eccellenti e invidiate comunità di recupero.

La risposta. Zeni ha risposto che dal Sert e Azienda sanitaria non sono venute segnalazioni di minori inviati dal Sert fuori provincia. La scelta di inviare minorenni in strutture di altre regioni può essere stato fatta dal Tribunale dei minori e non va dimenticato che ci sono famiglie che, autonomamente, hanno mandato i loro figli minorenni a S.Patrignano. La comunità di Camparta, ha ricordato l’assessore, accoglie minori e il caso più recente 2015. I dati, ha però aggiunto, possono essere falsamente tranquillizzanti, meno di 10 casi negli ultimi anni, a fronte però di segnalazioni che nel 2016 sono state 50. I maggiorenni che sono stati inviati in comunità fuori provincia sono stati 6.

 

Nerio Giovanazzi (AT):

Mobilità passiva

in aumento,

con quali costi

 

In merito all’aumento della mobilità passiva a carico della sanità provinciale, il consigliere chiede quali sono i costi sostenuti, distinti per singole patologie. Ha chiesto, inoltre, se sia vero che il reparto di cardiologia non sia a norma. Giovanazzi ha chiesto anche spiegazioni sulla situazione del reparto di cardiologia di Trento.

La risposta. L’assessore Zeni ha risposto affermando che il saldo negativo della mobilità passiva nel 2006 ammontava 16 milioni che sono passati a 17.8 dal 2006 al 2014. Nel 2015, invece, c’è stata una diminuzione dei costi a 13.6 milioni, un miglioramento importante. La mobilità attiva è aumentata, arrivando ad un saldo di 49 milioni nel 2015. Il saldo negativo dei pazienti andati a curarsi fuori dal Trentino, nel 2015 è stato determinato dai trapianti (4 milioni di euro) o dalle cure a altissima specializzazione (8 milioni). Mentre il costo della convenzione con Feltre è di 2,5 milioni. Nel 2014, ha ricordato Zeni, il Veneto ha tolto il tetto agli extraregionali per le cliniche private, anche la Pat ha adottato tale misura fatto che ha portato a un miglioramento della mobilità attiva. Il miglioramento del 2015, inoltre, è determinato dal fatto che anche Bolzano ha dovuto applicare le tariffe nazionali. Per cardiologia, ha concluso Zeni, da tempo sono noti i problemi per i posti letto e c’è un mandato per migliorare un reparto cresciuto molto negli anni grazie alla competenza dei medici.

La replica. Il consigliere ha detto che la mobilità passiva è ancora elevata, anche se le strutture private si stanno dando da fare, seppur penalizzate dagli atteggiamenti di alcuni dirigenti e dalle scelte sbagliate. Sul reparto di cardiologia, ha detto infine, che ci sono molti degenti in attesa di interventi al cuore.

 

 

Manuela Bottamedi (Misto):

Progetto Clil

da cambiare

radicalmente

 

Considerate le deroghe concesse dal presidente della Provincia per l’organizzazione della metodologia Clil nelle scuole, Manuela Bottamedi chiede a che punto siano il monitoraggio e la valutazione del Piano trilinguismo e se si intenda aggiustarne le storture, e in che misura si possa modificare il relativo progetto europeo.

La risposta. Olivi ha risposto affermando che non c’è la disponibilità a modificare i piani operativi; è necessario, invece, acquisire un’adattabilità di questi metodi didattici. Sulla valutazione allo stato dell’arte Olivi ha ricordato che è stato attuato un monitoraggio presso le scuole che ha coinvolto il 40% delle classi e 1794 gli insegnanti. Su 3000 alunni sono stati fatti test. Infine, ha ricordato che sono 938 le classi, il 61% delle scuole, interessate dal Clil.

La replica. Bottamedi ha detto che i dati snocciolai non corrispondono ad una vera valutazione dei risultati del Clil. Solo numeri quantitativi, che nulla dicono sulla necessità di fermarsi per capire che cosa non funziona. Secondo la consigliera ci si deve fermare per interrogarsi su ciò che va aggiustato, almeno per il prossimo anno, e avviare un confronto ampio. Senza limitarsi, quindi, alle scelte calate dall’alto. Il Clil, un metodo valido, secondo Manuela Bottamedi, è stato introdotto in modo “selvaggio”. Oggi basta un B1 di inglese e tedesco per insegnare col metodo Clil.

 

 

Massimo Fasanelli (Misto):

Cani morti per

bocconi avvelenati:

quali misure

Considerata la crescita del problema, il consigliere vuole sapere quanti casi di bocconi avvelenati per cani sono stati registrati negli ultimi tre anni e nei primi mesi del 2017, quali azioni hanno intrapreso l’assessorato, il Corpo forestale e il comitato faunistico per punire i colpevoli, potenziare i controlli e scongiurare il fenomeno.

La risposta. L’assessore Dallapiccola ha risposto che i forestali sono mobilitati e dal 2014 a oggi le notizie di reato per bocconi avvelenati sono state 13; nessuna azione è stata fatta invece dal comitato faunistico perché ha alti compiti. Ma serve una mobilitazione di tutte le forze di polizia contro questi fatti gravi, orrendi, come gli ha definiti l’assessore, che toccano l’affettività delle famiglie vista la sensibilità accresciuta nei confronti degli animali.

La replica. Fasanelli ha replicato affermando che c’è la necessità di un lavoro di equipe tra le forze di polizia per arginare questo odioso reato.

 

 

Claudio Civettini (CT):

Itea spa, contratti

non registrati e

mancati pagamenti

 

Il consigliere chiede se è vero che il contratto di un locale Itea di un noto criminale in piazza della Mostra a Trento non sia stato registrato, chi ne è il responsabile; quanti sono oggi i contratti Itea; quelli commerciali non ancora registrati e perché; a quanto ammontano gli insoluti dal 2008 ad oggi; quale sia il rapporto tra incassato e mancati pagamenti, quanto questi ultimi incidano in valori assoluti e percentuali, come vengono gestite queste anomalie da Itea spa.

La risposta. L’assessore Daldoss ha affermato che c’è stato un problema per un locale in piazza Mostra, ma non c’è stata alcuna attività ispettiva da parte della Guardia Finanza e ha di conseguenza smentito le voci di una sanzione di 40 mila euro all’Itea. I contratti sono tutti registrati e gli insoluti nel 2015 ammontano a 5 milioni e 300 mila euro. Queste sofferenze, ha detto ancora Daldoss, sono aumentare negli ultimi anni per la crisi e quindi non c’è un anomalia di sistema. Itea dopo 3 mesi di morosità fa una segnalazione alla Comunità che può revocare l’appartamento. C’è comunque un rapporto tra Itea e utenti e si fanno rateazioni dei crediti. Comunque, se uno non paga non si applica più canone sociale ma quello soggettivo, fatto però che aumenta l’insoluto che ben difficilmente si recupera.

La replica. Civettini s’è chiesto come mai dall’Itea escano voci che poi vengono smentite dall’assessore. Ed ha sottolineato che i 5 milioni e 300 mila di insoluti, testimoniano che c’è un problema sociale diffuso, che ci sono centinaia di famiglie in gravi difficoltà.

 

 

Donata Borgonovo Re (Pd):

Imprenditoria agricola,

giovani e donne senza

formatori e consulenti

 

La consigliera chiede i tempi di predisposizione degli elenchi dei consulenti aziendali e degli enti di formazione senza i quali è impossibile attivare le Misure del Piano di Sviluppo Rurale in tema di formazione e l’acquisizione di competenze. Misure “strategiche” destinate in via prioritaria al sostegno dell’imprenditoria giovanile e femminile, di cooperative e di agricoltura biologica, visto che per queste attività sono disponibili risorse considerevoli pari a 3.250.000 euro.

La risposta. L’assessore Dallapiccola ha affermato che è in corso la procedure in house per le azioni formative per i giovani agricoltori, la Mach ha provveduto a fornire alla Pat un progetto formativo. Nelle more dell’affidamento a Fem, ha detto ancora Dallapiccola, si è dato luogo al brevetto di conduttore agricolo. Per le consulenza nel corso 2017 sarà avviata la procedura. Bolzano, sul Psr, è più avanti, ha continuato Dallapiccola, perché ha scelto il “trascinamento” delle vecchie norme, in Trentino, anche per evitare ingiustizie, è stato invece aperto il bando con le nuove regole. Il Veneto, ha ricordato infine l’assessore, ha un agenzia pagamenti di 450 persone, contro le nostre 13.

La replica. La consigliera ha replicato affermando che il Molise ci ha battuto pubblicando il primo marzo il bando per le consulenze aziendali. Donata Borgonovo Re ha ammesso che il Psr è un monumento “sacro” e accedervi è un’attività improba, ma sembra di vedere in questo ritardo dell’assessorato – al punto che si dovrà aspettare il corso del 2017 per individuare i soggetti che hanno le caratteristiche di formatori – una scarsa attenzione per una scelta importante. I vignaioli, ha ricordato la consigliera Pd, hanno chiesto, non a caso, spiegazioni, che non hanno avuto. Insomma, secondo la consigliera, aderire questa misura europea è centrale per un territorio come il nostro, sia dal punto di vista ambientale che delle competenze.

 

 

Giacomo Bezzi (FI):

Numeri denunce

per violenze

su minori e donne

 

Bezzi chiede quanti siano stati dal 2014 al 2016 i reati di violenza su minori denunciati, quanti siano stati i reati di violenza sulle donne nel 2016 e quanti siano avvenuti in contesti familiari o fra persone in passato legate sentimentalmente.

La risposta. L’assessore Zeni ha affermato che i dati sulla violenza sulle donne sono di competenza giudiziaria, ma grazie alla collaborazione tra Pat, commissariato del governo, magistratura e forze di polizia, e Università c’è un sistema di rivelazione ad hoc sulla violenza sulle donne. I dati disponibili sono quelli del 2015, ma verranno dati al consigliere in forma scritta. Sulle violenze sui minori, la competenza è delle forze dell’ordine, ha concluso Zeni, e i dati non sono immediatamente disponibili.

La replica. Bezzi ha invitato l’assessore a tenere alta la guardia su questi temi perché le violenze sono in aumento.

 

 

Pietro De Godenz (UpT):

Avvio confronto per

funivie Trento-Bondone

e busa di Riva-Ledro

 

Il consigliere chiede se la Giunta intende avviare un confronto con i Comuni, gli enti e i settori turistici ed economici interessati allo sviluppo di progetti di collegamento funiviario fra Trento e il Monte Bondone e fra la “Busa” di Riva del Garda e l’altopiano di Ledro, per ottenere il supporto dell’imprenditoria privata e a favore del turismo.

La risposta. L’assessore Dallapiccola ha risposto affermando che Trentino Sviluppo sta valutando la fattibilità del collegamento funiviario Trento – Bondone; per quello tra Riva e Ledro, invece, non c’è alcun processo in atto né nelle disponibilità della società della Pat. La Pat, ha detto Dallapiccola, è in grado di accedere facilmente a soggetti interessanti a azioni di sviluppo come quelle ipotizzate a Trento e a Riva. Quindi, a livello di studio di fattibilità e dei relativi costi, la Pat è disponibile.

La replica. Il consigliere s’è detto soddisfatto sul fatto che la Pat sia disponibile a fornire un business plan. Le due iniziative, ha raccomandato De Godenz, vanno seguite e incentivate.

 

 

Walter Viola (PT):

Meno burocrazia

e più risorse per

la Soprintendenza

 

Viola chiede se la Giunta, in vista della riforma del sistema-cultura, intende dar corso ad una sburocratizzare della Soprintendenza ai beni culturali, destinando ad essa più risorse per la realizzazione delle opere di salvaguardia del patrimonio storico, artistico e culturale del Trentino, decisive per alimentare l’attività degli artigiani restauratori.

La risposta. L’assessore Gilmozzi ha risposto al posto di Mellarini affermando che si deve sottolineare come nel settore dei restauri si sono manifestate criticità legate alla cassa e al patto di stabilità che hanno toccato tutti i settori. Con le nuove norme sul bilancio si sta cercando di mettersi a pari con i pagamenti. Dal 2018 verranno meno gli obblighi del patto di stabilità e quindi l’assessorato cercherà una soluzione per far fronte alle primarie necessità di cassa per la Sovrintendenza.

La replica. Viola ha ricordato l’allarme lanciato dagli artigiani restauratori in 5^ commissione in occasione delle audizioni. Se ci sono risorse è certo importante dare lavoro, ma soprattutto salvaguardare un patrimonio artistico che rappresenta un investimento per il futuro. Rimane comunque la necessità di una sburocratizzazione della Sovrintendenza, che sta diventando sempre più gravosa anche a fronte di un continuo calo di personale.

 

 

In allegato il comunicato stampa:

qs sintesi

 

 

 

 

 

Foto: archivio Consiglio Pat