CONSIGLIO PAT: IV COMMISSIONE, DISCUSSE TRE PETIZIONI POPOLARI

Riceviamo e pubblichiamo integralmente il seguente comunicato stampa:

(Fonte: Ufficio stampa Consiglio Pat) – Una seduta dedicata in buona misura alle petizioni popolari quella della quarta Commissione convocata nel pomeriggio di oggi a Palazzo Trentini dal suo Presidente Giuseppe Detomas. Villa Rosa, punto nascite dell’ospedale di Arco, piscina di Riva del Garda gli argomenti posti all’attenzione della Commissione dalla popolazione attraverso altrettanti documenti.

A seguire l’organismo ha fissato le audizioni al disegno di legge 158 del consigliere Viola in materia di salute e aggiornato ad altra data il punto 7, che recava l’esame di due proposte di Zeni e di Degasperi, sulla sorveglianza epidemiologica veterinaria.

Infine è stato espresso parere favorevole a due delibere della Giunta provinciale, la prima, sugli indirizzi per la valutazione delle politiche sociali, la seconda concernente l’approvazione delle disposizioni provinciali attuative dell’accordo Stato-Regioni del marzo 2015 in materia di interventi assistiti con gli animali.

Si allegano nota stampa sulla seduta e i documenti consgenati all’organismo dai rappresentanti del Comitato a sostegno del punto nascita di Arco e dai funzionari provinciali, per l’illustrazione della delibera sugli interventi assistiti con gli animali.

 

 

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Su Villa Rosa

I lavori si sono aperti con la consultazione di Enza Palazzo, delegata del comitato che ha raccolto le firme della petizione popolare 16 sulla salvaguardia dei servizi sanitari erogati dall’ospedale Nuovo Villa Rosa di Pergine. Palazzo ha lamentato la riduzione delle dotazioni, in particolare quelle radiologiche, la chiusura di agende di prenotazione di esami (soprattutto nel periodo estivo), la mancata sostituzione di personale andato in pensionamento e la chiusura dell’attività ecografica, che costringe i cittadini di Pergine a recarsi a Borgo Valsugana, creando gravi disagi

. Un tema noto, ha replicato l’assessore Luca Zeni, che ha precisato che in realtà a Pergine erano presenti più macchinari non utilizzati a pieno regime e quindi non c’è stata una riduzione delle dotazioni, quanto uno spostamento finalizzato ad una maggiore efficienza nell’utilizzo delle risorse a disposizione. Il macchinario di Borgo, inoltre, si era recentemente rotto e si è considerata l’opportunità di sostituirlo facendo ricorso a quello di Pergine, scarsamente impiegato.

Uno scenario confermato da Maurizio Centonze, direttore dell’Unità operativa multizonale, che ha aggiunto che l’apparecchiatura di Pergine è stata spostata anche perché, nonostante ci fossero due tecnici di radiologia part time, non ha mai potuto funzionare a pieno regime dato che il carico di lavoro non lo consentiva. Il direttore ha altresì garantito che a Villa Rosa è erogato il massimo servizio possibile e le liste di attesa sono sempre molto contenute (attualmente 8 giorni di attesa). La discussione è stata quindi rinviata ad una prossima seduta.

 

 

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Sul punto nascita dell’ospedale di Arco

Al secondo punto dell’ordine del giorno, la consultazione con Riccardo Cargnel, Franca Bazzanella e Giovanni Perugini, primi firmatari della petizione 17 sulla riapertura del punto nascite di Arco e sul mantenimento delle guardie mediche “che nasce da un Comitato non politico e di cittadinanza, con una connotazione il più neutra possibile”, ha precisato Cargnel.

Il problema è molto ampio e coinvolge l’intero sistema sanitario dell’Alto Garda-Ledro: il documento chiede di considerare tutti i margini di manovra utili a mantenere aperto il punto nascite di Arco come riferimento di zona, anche a fronte del fatto che c’è già un centro di procreazione assistita. Considerando un bacino di utenza allargato, che coinvolga anche Tione e Storo, dal punto di vista demografico ed orografico ci sarebbero ad avviso degli oltre 12 mila firmatari, le condizioni per giustificare il mantenimento del presidio.

Altrettanto si può dire delle guardie mediche: a fronte di un risibile risparmio economico si creano disagi alla cittadinanza e si aggrava ulteriormente il carico di lavoro del Pronto Soccorso. Un tema delicato, ha osservato l’assessore Luca Zeni che ha ribadito la posizione della Giunta: l’ente provinciale ha già chiesto la deroga allo Stato, proprio in virtù delle particolari condizioni orografiche di disagio. Tuttavia, il Comitato percorso nascita nazionale, dopo un’attenta e lunga analisi, ha deciso di non concedere la deroga perché le condizioni svantaggiate non sarebbero a suo avviso tali da compensare la minor sicurezza per il numero insufficiente di parti.

Bazzanella ha sollevato il dubbio di qualche errore nella trasmissione dei dati al Ministero: infatti, se la Ministra Lorenzin ha detto che per i comuni di Ledro in un anno non ci sono stati nuovi nati, evidentemente non era correttamente informata. Perugini ha rappresentato i casi di altre realtà ove le deroghe sono state concesse, con situazioni meno svantaggiate della nostra.

Suona strano, ha aggiunto, sentire oggi che non è possibile presentare altre domande di deroga, mentre nel novembre scorso questa possibilità sembrava sostenibile. Zeni ha replicato riferendo che sui dati si è inizialmente creato un malinteso, avendo la Provincia fornito al Ministero dei dati “aggregati”: “un malinteso poi chiarito”, ha precisato.

La possibilità di ripresentare la richiesta diventa difficilmente sostenibile e istituzionalmente scorretta, a fronte di un percorso molto approfondito già fatto e scelte già operate da parte del Ministero. Su questo argomento il Presidente Detomas ha comunicato la richiesta di essere ascoltati del deputato Mauro Ottobre e del sindaco di Tenno Gianluca Frizzi: l’incontro si terrà indicativamente lunedì 27 marzo alle ore 10.00.

 

 

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Sulla piscina di Riva del Garda

Infine, per la prima volta all’ordine del giorno, la petizione 20 sull’ampliamento della piscina comunale coperta “Enrico Meroni” di Riva del Garda. Sull’argomento saranno ascoltati i proponenti nel corso di una prossima seduta.

 

 

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Delibere di Giunta

Sulla valutazione delle politiche sociali

La Commissione ha poi espresso parere favorevole a due proposte di deliberazione della Giunta provinciale. La prima (contrari Viola, Cia e Zanon) in materia di politiche sociali, sugli indirizzi per la valutazione. Si tratta di un quadro concettuale, è stato spiegato, ma anche di un impianto metodologico che prevede di dividere il processo decisionale in tre fasi: progettazione, avviamento del progetto e valutazione finale. Ciascuna di queste fasi prevede specifici criteri di valutazione e che devono accompagnare l’intero processo decisionale dalla sua prima stesura fino alla fase finale. Nella delibera odierna possiamo individuare alcuni criteri che prevedono un’analisi e una valutazione già nella prima fase di stesura del programma. I

l consigliere Walter Viola ha ribadito le proprie perplessità sull’argomento: manca l’accreditamento, che di fatto è la prima valutazione del soggetto, ha osservato, consigliando all’assessore di verificare quanto fatto in proposito dall’Emilia Romagna. E’ vero che una cosa è valutare il servizio, altra valutare il soggetto, tuttavia il punto di partenza, la questione centrale, “l’aria del sistema”, a suo parere è oggettivamente l’accreditamento. Altro aspetto evidenziato da Viola: c’è troppa attenzione sul processo, ci sono meccanismi troppo proceduralizzati, soprattutto se consideriamo che qui trattiamo di sociale.

Il Presidente Giuseppe Detomas ha sostenuto invece la proceduralizzazione, ovvero la ricerca degli elementi oggettivi, in base all’impatto, ma anche in base alla procedura ed ha quindi espresso apprezzamento per la delibera. La consigliera Donata Borgonovo Re ha aggiunto una raccomandazione sul percorso: i contenuti del piano della salute sono il primo elemento cui riferirsi quando si costruisce la progettualità: solo se agganciati esplicitamente al piano salute i progetti non avranno “difetti di fabbricazione” già in partenza, ha detto. Non è un processo cronologicamente lineare, ha concluso l’assessore Luca Zeni: crediamo di poter lavorare per costruire un sistema coerente.

 

 

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Sugli interventi assistiti con gli animali

La seconda delibera (approvata con l’astensione di Viola e Zanon) riguarda l’approvazione delle disposizioni provinciali attuative dell’accordo Stato-Regioni del marzo 2015 per gli interventi assistiti con gli animali. Il provvedimento prevede la distinzione in due parti: 1) la formazione, con l’individuazione delle modalità di accreditamento degli enti formatori, la definizione dei requisiti dei provider e l’istituzione di elenchi provinciali dei soggetti accreditati e modalità di iscrizione al registro degli operatori che includono tutti coloro che non operano all’interno di un centro specializzato. 2) le strutture che erogano i servizi per le quali è previsto il rilascio di un nulla osta e l’iscrizione ad un elenco.

 

 

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Audizioni per il ddl Viola in tema di sanità

Sono state poi fissate le audizioni alla proposta di legge 158 a firma Walter Viola e colleghi di modifica della legge provinciale in materia di salute.

Sorveglianza epidemiologica: se ne parlerà in una prossima seduta

Aggiornato ad altra data il punto 7, sui disegni di legge 182 e 184, rispettivamente a firma Luca Zeni e Filippo Degasperi che prevedono una rete di sorveglianza epidemiologica veterinaria e, l’implementazione dei livelli di sicurezza ed assistenza in questo campo.

 

 

 

 

 

In allegato il documento contenuto nel comunicato stampa:

Quarta COMMISSIONE_22marzo2017

 

 

 

 

Foto: archivio Consiglio provinciale Pat